articolo Vino Il vino in tavola
Cococciola, Pecorino e Cerasuolo: 3 vini importanti per un grande Abruzzo freccevenerdì 30 agosto 2013

"<i>Appleche e fa sapêne</i>". (mettiti all’opera ed otterrai il risultato) Questo vecchissimo proverbio abruzzese ben si adatta, da qualche anno a questa parte, proprio alla produzione di elevata <b>qualità dei vini </b>di questa splendida regione. Infatti l’Abruzzo è riuscito, con molta “opera” ed innovazione dei suoi viticoltori, a portare all’attenzione dei consumatori italiani ed internazionali 3 splendidi vini che stanno conquistando premi e quote di mercato sempre più interessanti: la <b>Cococciola</b>, il <b>Pecorino </b>ed il <b>Cerasuolo</b>. <br><br>Tre vini unici che, andando virtualmente ad unirsi al pluripremiato Montepulciano d’Abruzzo, rappresentano anche una varietà composita di variazioni di colore, partendo appunto dal rosso rubino del Montepulciano d’Abruzzo, degradando al rosato del Cerasuolo fino ad arrivare alle diverse tonalità di giallo paglierino della Cococciola e del Pecorino. <b>Vini diversi</b>, dai nomi “particolari” che hanno però 2 caratteristiche comuni importanti, l’essere vitigni autoctoni ed avere la D.O.C. La storia di ognuno di questi vini si perde in alcuni casi nella notte dei tempi, fino ad arrivare, per esempio nel caso del Pecorino, all’epoca dei <b>Romani </b>che, da buoni “bevitori”, già apprezzavano le caratteristiche di questo vino. <br><br>Il nome poi, prende lo spunto un poco come il formaggio, cioè dalle pecore che, golosissime, durante la transumanza, amavano fermarsi a mangiare i chicchi di uva rimasti ai piedi dei vigneti dopo la vendemmia. L’invecchiamento è breve e, per gustarlo al meglio, è consigliabile assaporarlo “<b>giovane</b>”. Il vino, di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, arriva subito al naso con note di frutta a polpa bianca spezzate da contrasti agrumati. Il sapore è lievemente acidulo e fruttato e lascia al palato una persistenza decisa abbastanza lunga . Gli abbinamenti migliori si hanno con i formaggi non stagionati ed il pesce. <br><br>Per quanto riguarda invece la <b>Cococciola</b>, il mistero avvolge le sue origini e le prime tracce scritte si hanno solo agli inizi del ‘900. L’acino di questo vitigno è grosso e robusto e dopo la vendemmia, prosegue il suo affinamento in contenitori di acciaio e poi in bottiglia. Il suo colore giallo paglierino rilascia sensazioni di quiete visiva ed al palato, questa “percezione”, viene esaltata da note fresche di fiori bianchi, intersecate da richiami di pompelmo e limone. Il retrogusto rilascia a lungo una bella sensazione di freschezza. Il pesce crudo, con la sua eleganza “orientale”, esalta al meglio il corpo di questo vino. <br><br>Il <b>Cerasuolo d’Abruzzo</b>, prodotto dalla vinificazione in bianco delle uve del Montepulciano, è nato come vino “semplice” da consumare nelle famiglie dei contadini che lo producevano. La ricerca costante della qualità ha donato, nel tempo, un rigore ed una forza difficilmente riscontrabile in altri rosati italiani. Il colore rosato del suo corpo, è brillante ed arriva subito all’olfatto con richiami di frutti rossi, come la fragola, e note floreali. Al gusto è lievemente acidulo e rilascia una persistenza lungamente aromatica. Ottimo con le zuppe di pesce, le carni bianche cotte arrosto ed i <b>formaggi </b>semi stagionati e lievemente piccanti. <br><br>Insomma, 3 vini cresciuti e “maturati” in una terra che ha tutta la voglia di esprimersi con tradizione ed innovazione, portando ad intenditori e non, <b>vini di ottima qualità</b> che faranno ancora molto parlare di loro.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Maria Cristina  Dolciotti - vedi tutti gli articoli di Maria Cristina  Dolciotti



Se ti è piaciuto l'articolo Diventa fan Clicca su
 
Condividilo su:



 



Wulfenia

Wulfenia, genere di 3 specie di piante erbacee, perenni, rizomatose, rustiche, con fiori tubulosi, molto ornamentali. Le specie descritte sono adatte per il giardino roccioso e nelle zone a clima invernale freddo e umido, ........

Nandina

Nandina, genere di una sola specie di piante arbustive, sempreverdi, semirustiche, appartenenti alla famiglia delle Berberidaceae, simili al bambù.
Si pianta fra marzo e maggio in terreno fertile, ben drenato, in posizioni ........


Adiantum

Adiantum, genere comprendente circa 200 specie di felci, appartenenti alla famiglia delle Adiantacee, di cui la maggioranza sono originarie delle zone calde dell’America. Hanno un fogliame leggero e molto decorativo. Alcune ........

Brunnera
Brunnera: genere di 3 specie di piante erbacee, perenni, rustiche. Sono particolarmente adatte ad essere coltivate sotto gli alberi e coprono bene il terreno. Possono essere inserite anche nelle bordure miste.

 

 

Ricetta del giorno
Polpettine di fagioli
Lessare le patate, sbucciarle, schiacciarle con lo schiacciapatate e metterle da parte. Lessare nel frattempo i fagioli, tritare il porro, sgocciolare ....
sono presenti 550 piante
sono presenti 235 articoli

tutte le piante
annuali bulbose felci orchidee perenni il mondo delle rose il mondo delle primule
succulente
a foglia caduca sempreverdi
sempreverdi e decidue
a foglia caduca sempreverdi
da fiore
acquatiche
appartamento Serra
tecnica
frutteto orto
attrezzi
Verande Piscine Illuminazione giardino Cancelli e recinzioni Arredamento giardino
elenco completo articoli profilo di una pianta

lavori del mese
lotta ai parassiti
tutto piscine



Ammophila

Ammophila, genere di 2 specie di piante erbacee perenni, stolonifere e rizomatose, appartenenti alla famiglia delle Graminaceae, tipiche delle zone litoranee dell’Europa, America settentrionale atlantica e Africa settentrionale.

Gleditschia

Gleditschia, genere di 11 specie di alberi a foglie decidue, originari dell'Iran, Asia e America settentrionale. La maggior parte di queste piante ha spine semplici o ramificate, che sono di minori dimensioni nelle piante ........

Humulus

Humulus, genere di 4 specie di piante erbacee, rampicanti, originarie delle zone temperate dell'emisfero settentrionale. Le specie descritte sono particolarmente adatte per la coltivazione contro reti metalliche e graticci.
Si ........

Embothrium

Embothrium, genere di 8 specie di alberi e arbusti sempreverdi, appartenenti alla famiglia delle Proteaceae, originari dell’America meridionale e dell’Australia occidentale. In genere si coltiva una sola specie delicata; ........

Pulsatilla

Pulsatilla, genere di 30 specie di piante erbacee, perenni, rustiche, affini agli anemoni, adatte per il giardino roccioso; una volta attecchite, vivono a lungo. Le foglie profondamente divise e generalmente pelose, in autunno ........

Ricetta del giorno
Asparagi alla milanese
Raschiare i gambi degli asparagi della pellicola esterna, pareggiare le estremità, in modo che risultino tutti della stessa lunghezza, lavarli, legarli ....


 articolo Vino Il vino in tavola
Cococciola, Pecorino e Cerasuolo: 3 vini importanti per un grande Abruzzo freccevenerdì 30 agosto 2013

"<i>Appleche e fa sapêne</i>". (mettiti all’opera ed otterrai il risultato) Questo vecchissimo proverbio abruzzese ben si adatta, da qualche anno a questa parte, proprio alla produzione di elevata <b>qualità dei vini </b>di questa splendida regione. Infatti l’Abruzzo è riuscito, con molta “opera” ed innovazione dei suoi viticoltori, a portare all’attenzione dei consumatori italiani ed internazionali 3 splendidi vini che stanno conquistando premi e quote di mercato sempre più interessanti: la <b>Cococciola</b>, il <b>Pecorino </b>ed il <b>Cerasuolo</b>. <br><br>Tre vini unici che, andando virtualmente ad unirsi al pluripremiato Montepulciano d’Abruzzo, rappresentano anche una varietà composita di variazioni di colore, partendo appunto dal rosso rubino del Montepulciano d’Abruzzo, degradando al rosato del Cerasuolo fino ad arrivare alle diverse tonalità di giallo paglierino della Cococciola e del Pecorino. <b>Vini diversi</b>, dai nomi “particolari” che hanno però 2 caratteristiche comuni importanti, l’essere vitigni autoctoni ed avere la D.O.C. La storia di ognuno di questi vini si perde in alcuni casi nella notte dei tempi, fino ad arrivare, per esempio nel caso del Pecorino, all’epoca dei <b>Romani </b>che, da buoni “bevitori”, già apprezzavano le caratteristiche di questo vino. <br><br>Il nome poi, prende lo spunto un poco come il formaggio, cioè dalle pecore che, golosissime, durante la transumanza, amavano fermarsi a mangiare i chicchi di uva rimasti ai piedi dei vigneti dopo la vendemmia. L’invecchiamento è breve e, per gustarlo al meglio, è consigliabile assaporarlo “<b>giovane</b>”. Il vino, di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, arriva subito al naso con note di frutta a polpa bianca spezzate da contrasti agrumati. Il sapore è lievemente acidulo e fruttato e lascia al palato una persistenza decisa abbastanza lunga . Gli abbinamenti migliori si hanno con i formaggi non stagionati ed il pesce. <br><br>Per quanto riguarda invece la <b>Cococciola</b>, il mistero avvolge le sue origini e le prime tracce scritte si hanno solo agli inizi del ‘900. L’acino di questo vitigno è grosso e robusto e dopo la vendemmia, prosegue il suo affinamento in contenitori di acciaio e poi in bottiglia. Il suo colore giallo paglierino rilascia sensazioni di quiete visiva ed al palato, questa “percezione”, viene esaltata da note fresche di fiori bianchi, intersecate da richiami di pompelmo e limone. Il retrogusto rilascia a lungo una bella sensazione di freschezza. Il pesce crudo, con la sua eleganza “orientale”, esalta al meglio il corpo di questo vino. <br><br>Il <b>Cerasuolo d’Abruzzo</b>, prodotto dalla vinificazione in bianco delle uve del Montepulciano, è nato come vino “semplice” da consumare nelle famiglie dei contadini che lo producevano. La ricerca costante della qualità ha donato, nel tempo, un rigore ed una forza difficilmente riscontrabile in altri rosati italiani. Il colore rosato del suo corpo, è brillante ed arriva subito all’olfatto con richiami di frutti rossi, come la fragola, e note floreali. Al gusto è lievemente acidulo e rilascia una persistenza lungamente aromatica. Ottimo con le zuppe di pesce, le carni bianche cotte arrosto ed i <b>formaggi </b>semi stagionati e lievemente piccanti. <br><br>Insomma, 3 vini cresciuti e “maturati” in una terra che ha tutta la voglia di esprimersi con tradizione ed innovazione, portando ad intenditori e non, <b>vini di ottima qualità</b> che faranno ancora molto parlare di loro.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Maria Cristina  Dolciotti - vedi tutti gli articoli di Maria Cristina  Dolciotti



Se ti è piaciuto l'articolo Diventa fan Clicca su
 
Condividilo su: