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Principi di Elettronica di base freccedomenica 25 gennaio 2015

L'intensità di corrente è una grandezza che serve per misurare la carica elettrica in un conduttore tenendo in considerazione una determinata unità di tempo. Si misura in pratica la carica degli elettroni, che è sempre elementare e omogenea per misurare la quantità di elettroni che passano in una certa sezione di un conduttore in una determinata unità di tempo. Si indica con la lettera maiuscola I e l’unità di misura è l’ampere, i suoi multipli sono i chilo/ampere, e i mega/ampere (la misura di giga/ampere è inusuale ed è troppo grande per essere utilizzata).

Sapere le equivalenze è di vitale importanza quando si decide di calcolare l’energia elettrica di un circuito (o di una sezione di esso). Lo strumento per misurare l’Intensità di corrente è l’Amperometro. La differenza di potenziale elettrico Si tratta di una grandezza fisica, la differenza di potenziale elettrico, definita in elettronica più semplicemente con il termine di tensione e abbreviata nei sistemi con d.d.p. , misura la differenza tra il potenziale elettrico di due punti di un determinato spazio o sezione. La differenza di potenziale varia tra due punti di un circuito in virtù di un campo elettrico. L’unità di misura della differenza di potenziale è il Volt, abbreviato in V. Lo strumento che serve per misurare la tensione è il voltmetro o il tester elettrico.

Va ricordato che se si esamina un circuito elettrico alimentato da un generatore ideale di tensione, la differenza di potenziale tra i due poli della batteria è pari alla forza elettromotrice, mentre in un sistema con un generatore reale di tensione occorre considerare anche la caduta di potenziale derivata dalla resistenza insita in ogni generatore reale, cosa che non esiste all’interno di un generatore ideale. Per questa ragione la tensione agli estremi del generatore sarà minore. In un generatore reale avviene anche una dissipazione di energia elettrica. La Resistenza Elettrica La resistenza elettrica è una grandezza fisica che misura la tendenza di un corpo fisico a opporsi al passaggio della corrente elettrica.

L’opposizione varia a seconda del materiale che viene utilizzato come Resistenza, cioè il resistore che ha un certo valore di resistenza dato da una tabella e specificato dalla lettera greca ρ. È l’inverso matematico della conduttanza, che esamina il passaggio di corrente ed è espressa con la lettera maiuscola G. La Resistenza si indica con la lettera maiuscola R e si misurata in Ω (Ohm). Multipli dell’Ohm sono il kilo/Ohm, e il mega/Ohm, K Ω, M Ω. La resistenza R opposta da un corpo dipende dalla sezione (grandezza geometrica) e dal tipo del materiale che si usa, che può più o meno resistere a una determinata tensione. La formula per calcolare la Resistenza se si hanno la sezione e la resistività Rho (ρ) è la seguente: R = ρ * l/s l è la distanza tra i due estremi della sezione del conduttore ρ è la resistività elettrica media del materiale ed s è la grandezza della superficie, ovvero la sezione.

Una resistenza determina il riscaldamento o trasformazione in altra forma di energia di un componente, in pratica si parla di Potenza Elettrica Dissipata, o trasformata, e si misura con la formula: p="R"*I>2 P è la potenza misurata in watt (le altre grandezze sono state già definite sopra). La Resistenza può essere in Serie o in Parallelo. Se in un certo numero di resistenze passa la stessa quantità di corrente la somma delle tensioni è uguale alla forza elettromotrice quindi si parla di Resistenza in serie data dalla sommatoria delle varie resistenze. La Resistenza è invece in parallelo se un certo numero di resistenze ha la stessa differenza di potenziale. Per sommare assieme due resistenze in parallelo non basta una semplice somma come abbiamo effettuato prima ma serve moltiplicare le due resistenza per poi dividerle per la loro somma: Ra*Rb/Ra+Rb.

Il calcolo delle resistenze in serie o in parallelo è alla base dello svolgimento di qualsiasi sistema elettrico. La Potenza Elettrica La potenza elettrica è il lavoro elettrico svolto su una carica elettrica, ed è dato dalla moltiplicazione tra l’intensità di corrente e la tensione in una determinata unità di tempo: p="V"*I dove è la potenza misurata nel circuito, è la tensione o differenza di potenziale elettrico e è l’Intensità di corrente.  La legge di Ohm, il cui nome è dovuto al fisico tedesco Georg Simon Ohm, permette di calcolare la resistenza se si hanno a disposizione la Tensione e l’Intensità di Corrente.

Se si indica con la differenza di potenziale elettrico ai capi di un conduttore elettrico e con la corrente elettrica, la Resistenza R si può trovare con: Naturalmente la Legge di Ohm può essere utilizzata anche all’inverso, cioè se si ha la Resistenza e la Tensione, si può trovare l’intensità di un circuito con la formula: i="V/R" In pratica basta dividere la Tensione V per la resistenza o la somma delle resistenze R. Lo stesso vale se si vuole trovare la Tensione V e si hanno Resistenza R e Intensità di Corrente I: v="I"*R La formula e le relative formule inverse possono essere riassunte nel triangolo di Ohm, che ha V al vertice alto e ai due vertici bassi I e R. Da questo Triangolo si capisce che v="I"*R, i="V/R" e r="V/I."

Resistenze in Serie e in Parallelo Resistenza in Serie La resistenza è in Serie se in un certo numero di resistenze passa la stessa quantità di corrente la somma delle tensioni è uguale alla forza elettromotrice quindi si parla di Resistenza in serie data dalla sommatoria delle varie resistenze: rt="R1+R2" La Resistenza Totale RT è data dalla somma tra R1 e R2 Resistenza in Parallelo La Resistenza è in Parallelo se un certo numero di resistenze ha la stessa differenza di potenziale. Per trovare Rn si devono moltiplicare R1 e R2 e dividere il risultato ottenuto per la somma tra R1 e R2: Rn=R1*R2/R1+R2
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Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Principi di Elettronica di base freccedomenica 25 gennaio 2015

L'intensità di corrente è una grandezza che serve per misurare la carica elettrica in un conduttore tenendo in considerazione una determinata unità di tempo. Si misura in pratica la carica degli elettroni, che è sempre elementare e omogenea per misurare la quantità di elettroni che passano in una certa sezione di un conduttore in una determinata unità di tempo. Si indica con la lettera maiuscola I e l’unità di misura è l’ampere, i suoi multipli sono i chilo/ampere, e i mega/ampere (la misura di giga/ampere è inusuale ed è troppo grande per essere utilizzata).

Sapere le equivalenze è di vitale importanza quando si decide di calcolare l’energia elettrica di un circuito (o di una sezione di esso). Lo strumento per misurare l’Intensità di corrente è l’Amperometro. La differenza di potenziale elettrico Si tratta di una grandezza fisica, la differenza di potenziale elettrico, definita in elettronica più semplicemente con il termine di tensione e abbreviata nei sistemi con d.d.p. , misura la differenza tra il potenziale elettrico di due punti di un determinato spazio o sezione. La differenza di potenziale varia tra due punti di un circuito in virtù di un campo elettrico. L’unità di misura della differenza di potenziale è il Volt, abbreviato in V. Lo strumento che serve per misurare la tensione è il voltmetro o il tester elettrico.

Va ricordato che se si esamina un circuito elettrico alimentato da un generatore ideale di tensione, la differenza di potenziale tra i due poli della batteria è pari alla forza elettromotrice, mentre in un sistema con un generatore reale di tensione occorre considerare anche la caduta di potenziale derivata dalla resistenza insita in ogni generatore reale, cosa che non esiste all’interno di un generatore ideale. Per questa ragione la tensione agli estremi del generatore sarà minore. In un generatore reale avviene anche una dissipazione di energia elettrica. La Resistenza Elettrica La resistenza elettrica è una grandezza fisica che misura la tendenza di un corpo fisico a opporsi al passaggio della corrente elettrica.

L’opposizione varia a seconda del materiale che viene utilizzato come Resistenza, cioè il resistore che ha un certo valore di resistenza dato da una tabella e specificato dalla lettera greca ρ. È l’inverso matematico della conduttanza, che esamina il passaggio di corrente ed è espressa con la lettera maiuscola G. La Resistenza si indica con la lettera maiuscola R e si misurata in Ω (Ohm). Multipli dell’Ohm sono il kilo/Ohm, e il mega/Ohm, K Ω, M Ω. La resistenza R opposta da un corpo dipende dalla sezione (grandezza geometrica) e dal tipo del materiale che si usa, che può più o meno resistere a una determinata tensione. La formula per calcolare la Resistenza se si hanno la sezione e la resistività Rho (ρ) è la seguente: R = ρ * l/s l è la distanza tra i due estremi della sezione del conduttore ρ è la resistività elettrica media del materiale ed s è la grandezza della superficie, ovvero la sezione.

Una resistenza determina il riscaldamento o trasformazione in altra forma di energia di un componente, in pratica si parla di Potenza Elettrica Dissipata, o trasformata, e si misura con la formula: p="R"*I>2 P è la potenza misurata in watt (le altre grandezze sono state già definite sopra). La Resistenza può essere in Serie o in Parallelo. Se in un certo numero di resistenze passa la stessa quantità di corrente la somma delle tensioni è uguale alla forza elettromotrice quindi si parla di Resistenza in serie data dalla sommatoria delle varie resistenze. La Resistenza è invece in parallelo se un certo numero di resistenze ha la stessa differenza di potenziale. Per sommare assieme due resistenze in parallelo non basta una semplice somma come abbiamo effettuato prima ma serve moltiplicare le due resistenza per poi dividerle per la loro somma: Ra*Rb/Ra+Rb.

Il calcolo delle resistenze in serie o in parallelo è alla base dello svolgimento di qualsiasi sistema elettrico. La Potenza Elettrica La potenza elettrica è il lavoro elettrico svolto su una carica elettrica, ed è dato dalla moltiplicazione tra l’intensità di corrente e la tensione in una determinata unità di tempo: p="V"*I dove è la potenza misurata nel circuito, è la tensione o differenza di potenziale elettrico e è l’Intensità di corrente.  La legge di Ohm, il cui nome è dovuto al fisico tedesco Georg Simon Ohm, permette di calcolare la resistenza se si hanno a disposizione la Tensione e l’Intensità di Corrente.

Se si indica con la differenza di potenziale elettrico ai capi di un conduttore elettrico e con la corrente elettrica, la Resistenza R si può trovare con: Naturalmente la Legge di Ohm può essere utilizzata anche all’inverso, cioè se si ha la Resistenza e la Tensione, si può trovare l’intensità di un circuito con la formula: i="V/R" In pratica basta dividere la Tensione V per la resistenza o la somma delle resistenze R. Lo stesso vale se si vuole trovare la Tensione V e si hanno Resistenza R e Intensità di Corrente I: v="I"*R La formula e le relative formule inverse possono essere riassunte nel triangolo di Ohm, che ha V al vertice alto e ai due vertici bassi I e R. Da questo Triangolo si capisce che v="I"*R, i="V/R" e r="V/I."

Resistenze in Serie e in Parallelo Resistenza in Serie La resistenza è in Serie se in un certo numero di resistenze passa la stessa quantità di corrente la somma delle tensioni è uguale alla forza elettromotrice quindi si parla di Resistenza in serie data dalla sommatoria delle varie resistenze: rt="R1+R2" La Resistenza Totale RT è data dalla somma tra R1 e R2 Resistenza in Parallelo La Resistenza è in Parallelo se un certo numero di resistenze ha la stessa differenza di potenziale. Per trovare Rn si devono moltiplicare R1 e R2 e dividere il risultato ottenuto per la somma tra R1 e R2: Rn=R1*R2/R1+R2
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Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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