articolo Consigli Piante in casa
Come annaffiare le piante risparmiando acqua freccegiovedì 12 giugno 2014

Le piante hanno bisogno di un'annaffiatura costante, frequente, ma mai eccessiva per evitare di provocare danni alle radici, rendendole più fragili e, quindi, possibili vittime di attacchi da parte di microrganismi patogeni. Dunque, quale metodo è bene adottare per annaffiare in modo ottimale, risparmiando, allo stesso tempo, anche acqua? Innanzitutto, è fondamentale ricordarsi di non versare mai l'acqua a pioggia sulle foglie, ma di bagnare, piuttosto, direttamente la terra. Inoltre, anche il modo in cui si compie quest'ultima azione ha una sua funzionalità, per cui va seguita una certa procedura: la terra va bagnata dai bordi esterni del vaso, lasciando che l'acqua raggiunga poi da sola il centro del contenitore.

Tutto ciò consente di preservare le piante da uno shock termico, perché le radici vengono a contatto con il liquido, quando ormai quest'ultimo è già ad una temperatura vicina a quella della terra. Sempre per ridurre il più possibile gli sbalzi di temperatura, laddove si usi acqua corrente, è buona norma metterla prima nell'annaffiatoio, lasciarla stare là per un pò di tempo e, poi, quando il cloro si è depositato per la maggior parte sul fondo del recipiente e la temperatura diventa più vicina a quella dell'ambiente circostante, si procede all'annaffiatura.

Inoltre, soprattutto nella stagione calda, è preferibile annaffiare di sera, in modo tale che l'acqua ha tutta la notte per essere assorbita dalla pianta, mentre la mattina evapora più facilmente, disperdendosi, a causa della temperatura elevata. Anche riciclare l'acqua di lavaggio di piante e verdure in cucina è una buona abitudine, che tutti dovrebbero prendere, per evitare un eccessivo spreco idrico, nonché economico. Infatti, questa può essere utilizzata, versandola direttamente nell'annaffiatoio e poi nei vasi, seguendo la procedura precedentemente descritta, o conservandola, quando lo spazio in balcone lo consente, in cisterne, dove verrà fatta depositare anche l'acqua piovana.

Nel caso si decida di ricorrere all'utilizzo di cisterne, è bene sempre informarsi preventivamente con il condominio se è consentito farlo e, soprattutto, sapere qual'è la portata di peso massimo del vostro balcone. Dunque, ora non rimane altro che passare all'opera. Annaffiatoio in mano e via all'irrigazione delle piante.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabrina  Rosa - vedi tutti gli articoli di Sabrina  Rosa



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Tutto ciò consente di preservare le piante da uno shock termico, perché le radici vengono a contatto con il liquido, quando ormai quest'ultimo è già ad una temperatura vicina a quella della terra. Sempre per ridurre il più possibile gli sbalzi di temperatura, laddove si usi acqua corrente, è buona norma metterla prima nell'annaffiatoio, lasciarla stare là per un pò di tempo e, poi, quando il cloro si è depositato per la maggior parte sul fondo del recipiente e la temperatura diventa più vicina a quella dell'ambiente circostante, si procede all'annaffiatura.

Inoltre, soprattutto nella stagione calda, è preferibile annaffiare di sera, in modo tale che l'acqua ha tutta la notte per essere assorbita dalla pianta, mentre la mattina evapora più facilmente, disperdendosi, a causa della temperatura elevata. Anche riciclare l'acqua di lavaggio di piante e verdure in cucina è una buona abitudine, che tutti dovrebbero prendere, per evitare un eccessivo spreco idrico, nonché economico. Infatti, questa può essere utilizzata, versandola direttamente nell'annaffiatoio e poi nei vasi, seguendo la procedura precedentemente descritta, o conservandola, quando lo spazio in balcone lo consente, in cisterne, dove verrà fatta depositare anche l'acqua piovana.

Nel caso si decida di ricorrere all'utilizzo di cisterne, è bene sempre informarsi preventivamente con il condominio se è consentito farlo e, soprattutto, sapere qual'è la portata di peso massimo del vostro balcone. Dunque, ora non rimane altro che passare all'opera. Annaffiatoio in mano e via all'irrigazione delle piante.
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