articolo Giardino Progetta e realizza
I Balconi fioriti freccemartedì 9 maggio 2017

I balconi fioriti, un piccolo giardino per chi ama la natura e non dispone di grandi spazi, anche se il successo è ovviamente legato alla scelta delle piante da utilizzare che deve essere particolarmente accurata. Del resto, il balcone è il giardino limitato di chi vive in città e presenta per l’amatore non pochi problemi: lo spazio è quello che è, talvolta insufficiente anche per il progetto più semplice, e se poi si desidera anche coltivare qualche ortaggio, le cose si complicano ancor di più; l’esposizione non è sempre delle migliori e quindi anche la quantità di luce e di calore che le piante ricevono deve essere talora corretta; in certe località a in particolar modo ai piani alti ci può essere eccessivo vento e, specie nelle maggiori città, non bisogna dimenticare i danni provocati dalle polveri e dai fumi sospesi che lentamente si depositano sulle piante, insomma è necessario fare anche i conti con l’inquinamento.

Tutto ciò però non deve scoraggiare: si tratta solo di porre maggiore attenzione nella scelta delle specie da coltivare, propendendo per quelle maggiormente resistenti a condizioni ambientali avverse e che si adattino meglio alla situazione particolare del balcone. Con un po’ di accortezza non è difficile sistemate bene il balcone, approfittando anche del gradevole accostamento tra il verde scuro delle foglie e i colori neutri e naturali dei materiali adoperati, terracotta, legno, ecc..

Nella scelta dei vasi è naturale considerare le loro dimensioni in dipendenza della pianta che dovranno ospitare: i vasi e le fioriere più ingombranti dovranno essere sistemati lungo il muro da decorare, mentre nei vasi più pesanti, difficili da spostare una volta riempiti di terra, si metteranno a dimora gli arbusti rampicanti. È meglio però avere parecchi vasi di pochi modelli, tre o quattro al massimo, che risulteranno agevoli da spostare.

Le fioriere rettangolari non molto grandi sono le più adatte ad essere appese all’esterno della ringhiera del balcone o poste sul davanzale della finestra, sempre facendo molta attenzione all’assoluta affidabilità del loro sostegno. Bisogna poi tener conto anche del peso che insisterà sul balcone stesso, per cui la scelta necessariamente dovrà essere indirizzata sui vasi in plastica o PVC, che anche se decisamente meno gradevoli, sono più leggeri rispetto a quelli in cotto che rappresenterebbero la scelta ideale sia per l’aspetto sia per la porosità del materiale ma, ahimè, poco adatti ai balconi.

Precauzioni da prendere prima dell’impianto

In ambienti ristretti come i balconi è abbastanza facile che quando una pianta viene attaccata da parassiti o malattie, questi si diffondano rapidamente anche alle altre piante e ciò accade tanto più facilmente perché al di fuori del loro ambiente naturale e sottoposte a volte a difficili condizioni di clima le piante risentono di una diminuzione, talvolta grave, delle loro difese organiche. È allora indispensabile avere la massima cura nella pulizia del balcone e dei materiali usati: i vasi, ad esempio, devono essere conservati vuoti e puliti per tutto l’inverno e anche la terra, senza arrivare all’eccesso di sostituirla ad inizio stagione, deve essere trattata con prodotti disinfettanti, fungicidi, e altri del genere.

La scelta delle piante

Il principe incontrastato dei balconi, come già scritto in altro articolo, è il geranio, o meglio Pelargonio, perché in effetti i gerani sono piante diverse. Sono altrettanto utilizzate le begonie tuberose e le gloxinie; tra gli arbusti e i rampicanti sono da preferirsi le rose, buganvillee e ficus per i climi delle regioni litoranee o meridionali, mentre l’edera e la vite del Canada crescono bene anche in zone a clima fresco. Le più diffuse tra le annuali sono le petunie e i Nasturzi.

Per la facilità di coltivazione che caratterizza tutte queste piante si possono consigliare anche a chi non ha molta dimestichezza con il giardinaggio, a chi non ha il “pollice verde”, tanto per intenderci. Però, con l’acquisizione di un po’ di esperienza che deriva da una pratica quotidiana o quasi, e sempre tenendo conto delle esigenze climatiche di ciascuna pianta in rapporto alle condizioni del balcone, quali ad esempio l’esposizione, si potranno piantare anche primule, viole, diverse varietà di astri e di garofani, campanelle, cinerarie, tagete, portulaca, belle di notte, lobelie, Cuphee e altre ancora. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

In ogni caso è necessario lasciare ad ogni pianta uno spazio sufficiente al suo sviluppo, per cui non farsi prendere la mano dal desiderio dio avere quante più piante è possibile sul proprio balcone. Se si mettono più piante in uno stesso vaso, queste vanno distanziate da almeno 20 cm; evitare inoltre di sistemare nella stessa fioriera specie diverse, soprattutto si caratterizzate da esigenze differenti in rapporto al tipo di terreno, necessità di acqua, esposizione. Cercare inoltre mediante l’accostamento di diverse piante, disponendole a seconda dei colori e del loro portamento eretto o ricadente, di ottenere un risultato finale il più gradevole e vivace possibile.

Preparazione del terreno e impianto
Sopra ai fori presenti sul fondo dei vasi e delle fioriere vanno messi dei cocci o anche una sottile reticella e poi uno strato di almeno un paio di centimetri di argilla espansa, va bene anche della ghiaia, in modo da costituire un buon drenaggio e al tempo stesso impedire un troppo rapido deflusso dell’acqua. Sopra questo strato andrebbe sistemato del tessuto non tessuto, anche se non è assolutamente indispensabile, e poi riempire il vaso fino a due terzi dal bordo con della buona terra che ci si può preparare anche da soli utilizzando 2 parti di terriccio universale che si trova regolarmente in commercio, una parte di sabbia di fiume e una parte di torba. Aggiungere al miscuglio qualche buona manciata, poi molto dipende anche dalle dimensioni del vaso o della fioriera, di stallatico sfarinato, anch’esso facilmente reperibile nei Garden Center o anche nei supermercati.

Ora i vasi sono pronti per accogliere le giovani piantine. Dopo il trapianto la terra va premuta delicatamente contro il pane di terra della piantina, facendo attenzione a non coprire con la terra il colletto della pianta, soprattutto per favorire il contatto con le radici e poi bisogna procedere con l’annaffiatura. Con l’acqua di irrigazione si daranno alle piante, una volta ogni dieci-quindici giorni, i concimi necessari a sostenere le fasi di sviluppo e fioritura, si ratta per lo più di concimi liquidi da diluire nell’acqua facendo attenzione a rispettare le dosi indicate sulla confezione del prodotto utilizzato.

Le annaffiatura, da fare sempre verso sera in modo che l’acqua non evapori troppo rapidamente, saranno più o meno frequenti a seconda della specie, dell’andamento delle stagioni e del periodo di sviluppo delle piante: quando sono piccole necessitano in effetti di una quantità maggiore di acqua. Se i vasi sono tenuti al riparo dalla pioggia, la maggior parte delle piante trarranno beneficio da una spruzzata d’acqua, una volta a settimana, non soltanto per pulirle dalla polvere, ma anche per evitare la formazione, sulle foglie, di eventuali incrostazioni dovute agli insetticidi.

Nella disposizione dei vasi è bene lasciare uno spazio sufficiente in modo da poter sempre pulire il balcone. Se si dispongono su due file, mettere dietro le piante di maggiori dimensioni, lasciando eventualmente contro il muro lo spazio necessario per sistemare una spalliera per le rampicanti.

La fioriera sospesa

Una fioriera sospesa può essere realizzata con comunissime ciotole di terra cotta tenute appese tramite imbracatura di corda intrecciata, facile da realizzare, oppure utilizzando dei portavasi di vimini o giunco atti a sostenere le ciotole fiorite, due soluzioni certamente molto più belle delle solite ciotole in plastica che oggi si trovano in vendita presso tutti i vivai e garden center. Naturalmente andranno scelte piante ricadenti come begonie pendule, nasturzi, petunie, gerani edera, lobelie, e altre ancora.

Una volta appese le fioriere sul balcone o sotto il porticato è necessario curare bene le annaffiature in quanto il vaso esposto all’aria da tutte le parti farà evaporizzare rapidamente l’acqua del terreno. Sarà quindi necessario utilizzare un terriccio molto torboso, senza sabbia, perché così sarà in grado di trattenere l’umidità più a lungo. L’ideale sarebbe anche ricoprire la superficie del terreno con del muschio, che oltre tutto sarà anche bello a vedersi.


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Tutto ciò però non deve scoraggiare: si tratta solo di porre maggiore attenzione nella scelta delle specie da coltivare, propendendo per quelle maggiormente resistenti a condizioni ambientali avverse e che si adattino meglio alla situazione particolare del balcone. Con un po’ di accortezza non è difficile sistemate bene il balcone, approfittando anche del gradevole accostamento tra il verde scuro delle foglie e i colori neutri e naturali dei materiali adoperati, terracotta, legno, ecc..

Nella scelta dei vasi è naturale considerare le loro dimensioni in dipendenza della pianta che dovranno ospitare: i vasi e le fioriere più ingombranti dovranno essere sistemati lungo il muro da decorare, mentre nei vasi più pesanti, difficili da spostare una volta riempiti di terra, si metteranno a dimora gli arbusti rampicanti. È meglio però avere parecchi vasi di pochi modelli, tre o quattro al massimo, che risulteranno agevoli da spostare.

Le fioriere rettangolari non molto grandi sono le più adatte ad essere appese all’esterno della ringhiera del balcone o poste sul davanzale della finestra, sempre facendo molta attenzione all’assoluta affidabilità del loro sostegno. Bisogna poi tener conto anche del peso che insisterà sul balcone stesso, per cui la scelta necessariamente dovrà essere indirizzata sui vasi in plastica o PVC, che anche se decisamente meno gradevoli, sono più leggeri rispetto a quelli in cotto che rappresenterebbero la scelta ideale sia per l’aspetto sia per la porosità del materiale ma, ahimè, poco adatti ai balconi.

Precauzioni da prendere prima dell’impianto

In ambienti ristretti come i balconi è abbastanza facile che quando una pianta viene attaccata da parassiti o malattie, questi si diffondano rapidamente anche alle altre piante e ciò accade tanto più facilmente perché al di fuori del loro ambiente naturale e sottoposte a volte a difficili condizioni di clima le piante risentono di una diminuzione, talvolta grave, delle loro difese organiche. È allora indispensabile avere la massima cura nella pulizia del balcone e dei materiali usati: i vasi, ad esempio, devono essere conservati vuoti e puliti per tutto l’inverno e anche la terra, senza arrivare all’eccesso di sostituirla ad inizio stagione, deve essere trattata con prodotti disinfettanti, fungicidi, e altri del genere.

La scelta delle piante

Il principe incontrastato dei balconi, come già scritto in altro articolo, è il geranio, o meglio Pelargonio, perché in effetti i gerani sono piante diverse. Sono altrettanto utilizzate le begonie tuberose e le gloxinie; tra gli arbusti e i rampicanti sono da preferirsi le rose, buganvillee e ficus per i climi delle regioni litoranee o meridionali, mentre l’edera e la vite del Canada crescono bene anche in zone a clima fresco. Le più diffuse tra le annuali sono le petunie e i Nasturzi.

Per la facilità di coltivazione che caratterizza tutte queste piante si possono consigliare anche a chi non ha molta dimestichezza con il giardinaggio, a chi non ha il “pollice verde”, tanto per intenderci. Però, con l’acquisizione di un po’ di esperienza che deriva da una pratica quotidiana o quasi, e sempre tenendo conto delle esigenze climatiche di ciascuna pianta in rapporto alle condizioni del balcone, quali ad esempio l’esposizione, si potranno piantare anche primule, viole, diverse varietà di astri e di garofani, campanelle, cinerarie, tagete, portulaca, belle di notte, lobelie, Cuphee e altre ancora. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

In ogni caso è necessario lasciare ad ogni pianta uno spazio sufficiente al suo sviluppo, per cui non farsi prendere la mano dal desiderio dio avere quante più piante è possibile sul proprio balcone. Se si mettono più piante in uno stesso vaso, queste vanno distanziate da almeno 20 cm; evitare inoltre di sistemare nella stessa fioriera specie diverse, soprattutto si caratterizzate da esigenze differenti in rapporto al tipo di terreno, necessità di acqua, esposizione. Cercare inoltre mediante l’accostamento di diverse piante, disponendole a seconda dei colori e del loro portamento eretto o ricadente, di ottenere un risultato finale il più gradevole e vivace possibile.

Preparazione del terreno e impianto
Sopra ai fori presenti sul fondo dei vasi e delle fioriere vanno messi dei cocci o anche una sottile reticella e poi uno strato di almeno un paio di centimetri di argilla espansa, va bene anche della ghiaia, in modo da costituire un buon drenaggio e al tempo stesso impedire un troppo rapido deflusso dell’acqua. Sopra questo strato andrebbe sistemato del tessuto non tessuto, anche se non è assolutamente indispensabile, e poi riempire il vaso fino a due terzi dal bordo con della buona terra che ci si può preparare anche da soli utilizzando 2 parti di terriccio universale che si trova regolarmente in commercio, una parte di sabbia di fiume e una parte di torba. Aggiungere al miscuglio qualche buona manciata, poi molto dipende anche dalle dimensioni del vaso o della fioriera, di stallatico sfarinato, anch’esso facilmente reperibile nei Garden Center o anche nei supermercati.

Ora i vasi sono pronti per accogliere le giovani piantine. Dopo il trapianto la terra va premuta delicatamente contro il pane di terra della piantina, facendo attenzione a non coprire con la terra il colletto della pianta, soprattutto per favorire il contatto con le radici e poi bisogna procedere con l’annaffiatura. Con l’acqua di irrigazione si daranno alle piante, una volta ogni dieci-quindici giorni, i concimi necessari a sostenere le fasi di sviluppo e fioritura, si ratta per lo più di concimi liquidi da diluire nell’acqua facendo attenzione a rispettare le dosi indicate sulla confezione del prodotto utilizzato.

Le annaffiatura, da fare sempre verso sera in modo che l’acqua non evapori troppo rapidamente, saranno più o meno frequenti a seconda della specie, dell’andamento delle stagioni e del periodo di sviluppo delle piante: quando sono piccole necessitano in effetti di una quantità maggiore di acqua. Se i vasi sono tenuti al riparo dalla pioggia, la maggior parte delle piante trarranno beneficio da una spruzzata d’acqua, una volta a settimana, non soltanto per pulirle dalla polvere, ma anche per evitare la formazione, sulle foglie, di eventuali incrostazioni dovute agli insetticidi.

Nella disposizione dei vasi è bene lasciare uno spazio sufficiente in modo da poter sempre pulire il balcone. Se si dispongono su due file, mettere dietro le piante di maggiori dimensioni, lasciando eventualmente contro il muro lo spazio necessario per sistemare una spalliera per le rampicanti.

La fioriera sospesa

Una fioriera sospesa può essere realizzata con comunissime ciotole di terra cotta tenute appese tramite imbracatura di corda intrecciata, facile da realizzare, oppure utilizzando dei portavasi di vimini o giunco atti a sostenere le ciotole fiorite, due soluzioni certamente molto più belle delle solite ciotole in plastica che oggi si trovano in vendita presso tutti i vivai e garden center. Naturalmente andranno scelte piante ricadenti come begonie pendule, nasturzi, petunie, gerani edera, lobelie, e altre ancora.

Una volta appese le fioriere sul balcone o sotto il porticato è necessario curare bene le annaffiature in quanto il vaso esposto all’aria da tutte le parti farà evaporizzare rapidamente l’acqua del terreno. Sarà quindi necessario utilizzare un terriccio molto torboso, senza sabbia, perché così sarà in grado di trattenere l’umidità più a lungo. L’ideale sarebbe anche ricoprire la superficie del terreno con del muschio, che oltre tutto sarà anche bello a vedersi.


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