articolo Tempo libero Girovagando
Viaggio a Ravenna freccelunedì 22 settembre 2014

Ravenna è una delle principali città d’arte italiane, riconosciuta in tutto il mondo per il suo patrimonio storico-artistico e per i suoi splendidi mosaici databili tra il V e il VI secolo d.C. e le chiese paleocristiane e bizantine riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Basta passeggiare per le sue vie per tornare indietro di secoli e secoli, periodo in cui la città fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente e successivamente del regno goto di Teodorico il Grande, colui che regno per primo in Italia, dopo la caduta dell’Impero, fregiandosi della corona ferrea, simbolo del potere sulla Penisola, donata dall’Imperatore di Costantinopoli al condottiero goto e perdurato fino alla caduta dei Savoia dopo la disastrosa sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.

Oltre al suo patrimonio culturale la città offre anche la possibilità di rilassarsi sulle splendide spiagge dell'alto Adriatico frequentatissime specialmente dai giovani che sono alla ricerca di dicertimenti grazie agli stabilimenti balneari iper attrezzati, ai numerosi locali notturni e ai ristoranti tipici dove assaporare tutte le prelibatezze della cucina locale. Il comune è molto dinamico e organizza, specialmente nel periodo primaverile, diverse manifestazioni socio culturali nei luoghi più pittoreschi e suggestivi che hanno rappresentato la storia di una delle città più belle d'Italia. Grazie alla sua posizione strategica la città divenne uno dei principali porti commerciali e strategici dell'Impero, soprattutto per la linea marittima diretta con la parte orientale del Mediterraneo.

All'inizio del V secolo l'imperatore Onorio, figlio di Teodosio e reggente della parte Occidentale dell'Impero, spostò la capitale da Milano a Ravenna perchè giudicata più difendibile dagli attacchi dei Visigoti che imperversavano nella Penisola. Divenuta capitale Ravenna fu arricchita e abbellita con numerose costruzioni, sia civili che religiose, e specialmente con mosaici. In quel periodo furono erette la Basilica Ursiana con il suo Battistero, la chiesa di Santa Croce, il Mausoleo di Galla Placidia, la chiesa di S. Giovanni Evangelista e quella dedicata agli Apostoli. La presa del potere del generale germanico Oreste, che mise sul trono imperiale suo figlio Romolo Augusto (detto Augustolo), e la successiva presa del potere di Odoacre (generale germanico che sconfisse Oreste e depose Romolo Augusto autonominandosi reggente in nome dell'Impero d'Oriente), non scalfì minimamente la reputazione della città che mantenne il suo ruolo si capitale.

Per volere dell'Imperatore d'Oriente Zenone, verso la fine del V secolo, fu inviato in Italia Teodorico, re degli ostrogoti originario della Pannonia (l'odierna Ungheria), ma cresciuto a Costantinopoli, per osteggiare il potere di Odoacre che aveva generato un certo mal contento tra la popolazione italica di Ravenna e del resto d'Italia. L'obiettivo dell'Imperatore era quello di creare in Italia uno stato vassallo di Costantinopoli che all'occorrenza avrebbe combattuto per difendere il limes dai barbari. Teodorico preparò meticolosamente la spedizione in Italia, varcando l'Isonzo nel 490 d.C., e sconfiggendo l'armata di Odoacre prima sull'Isonzo e poi a Verona. Odoacre fu condannato a morte a Ravenna per aver tramato contro il nuovo sovrano che gli aveva concesso la grazie nel 493.

In realtà l'uccisione di Odoacre avvenne a Ravenna durante un banchetto per la pacificazione tra i due sovrani, in quanto , colto dall'ira, Teodorico lo trafisse a tradimento per vendicare dei suoi amici uccisi in un imboscata messa in atto proprio dal re sconfitto. differenza di Odoacre, che aveva stabilito su Ravenna e sull'Italia una dittatura militare, il nuovo sovrano intraprese grandi lavori di bonifica delle paludi circostanti e restaurò l'acquedotto traianeo, tanto che è possibile trovare la scritta rilievo: D (omi) n (us) Rex Theodoricus civitati reddidit. I cittadini romani ottennero gli incarichi pubblici mentre ai goti furono attribuiti i compiti di difesa. In questa maniera si stabilì un connubio tra le due anime che popolavano la Penisola.

L'imperatore Zenone gli inviò la corona ferrea, appartenuta a Costantino il Grande, per legittimare il suo dominio sull'Italia e l'alleanza con l'Impero. Teodorico abbellì notevolmente la capitale del suo nuovo Regno edificando la sua residenza, il Palatium, l'Anastasis Gothorum, la stupenda basilica dedicata al Salvatore, oggi S. Apollinare Nuovo, e il Battistero Ariano. Si tratta di luoghi di culto della religione Ariana, praticata sia da Teodorico che dal suo popolo. Gli Ariani seguivano gli insegnamenti del presbitero Ario che sosteneva la dottrina, ritenuta eretica, secondo cui solo Dio sarebbe non generato mentre Cristo, sarebbe diverso e dissimile da Dio, e quindi generato e inferiore a Dio ma superiore agli angeli. Nonostante ciò Ravenna godette di una pace religiosa che durò fino agli ultimi anni del regno di Teodorico, quando fallì la missione in favore degli ariani che il sovrano di Ravenna aveva predisposto con la corte di Costantinopoli.

Il Papa Giovanni, che fu incaricato di mediare, fu infatti fatto imprigionare dall'Imperatore Giustiniano e morirà Costantinopoli come martire. Teodorico morì qualche mese dopo la morte del pontefice nel 526 fu sepolto in quello che è il monumento più rappresentativo della ex capitale imperiale il Mausoleo di Teodorico, esempio eccelso di architettura romano barbarica. In seguito alla morte del re l'imperatore Giustiniano ne approfittò per riconquistare il cuore dell'ex Impero d'Occidente. il comando della spedizione fu affidato al generale Belisaeio, uno dei più grandi strateghi dell'antichità che mise a ferro e fuoco la Penisola per diversi anni dal 535 alla presa di Ravenna che fu conquistata nel 540. L'Imperatore espropriò tutti i beni degli ariani per darli alla chiesa cattolica.

Il Battistero fu trasformato nella chiesa di S. Maria e la chiesa dedicata al Salvatore fu dedicata a Vescovo S. Martino, che aveva combattuto gli ariani. L'arianesimo fu totalmente estirpato dalla Penisola. Al periodo bizantino risalgono le chiese di S. Vitale e S. Apollinare in Classe massimo esempio di architettura bizantina in Italia. Con la decadenza del dominio imperiale e l'avvennero in Italia dei Longobardi, Ravenna, pur essendo sede arcivescovile e dell'esarcato bizantino, perse gradualmente importanza anche come porto militare e commerciale. I traffici divennero infatti appannaggio di Ravenna. Durante il dominio degli invasori Franchi le cose non cambiarono e si ebbe un miglioramento solo sotto l'Impero di Ottone la città iniziò a svilupparsi come comune sviluppando una sorta di autogoverno, e crescendo nelle arti.

Un'arte in cui eccellette fu l'arte notarile, che divenne il fiore all'occhiello della città Nel XIII si impose la signoria dei Da Polenta, fra i cui membri eccelle Guido Novello per aver ospitato Dante Alighieri esule da Firenze devastata prima dalla guerra tra i guelfi e i ghibellini sia per la successiva lotta tra i guelfi bianchi e i guelfi neri. Dante morì nella notte fra il 13 ed il 14 settembre del 1321, la sua salma si trova ai Chiosto francescano in una piccola costruzione in stile neoclassico, eretta nel 1780 dall'architetto Camillo Morigia per volere del Cardinale Legato Luigi Valenti Gonzaga.
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Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Ravenna è una delle principali città d’arte italiane, riconosciuta in tutto il mondo per il suo patrimonio storico-artistico e per i suoi splendidi mosaici databili tra il V e il VI secolo d.C. e le chiese paleocristiane e bizantine riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Basta passeggiare per le sue vie per tornare indietro di secoli e secoli, periodo in cui la città fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente e successivamente del regno goto di Teodorico il Grande, colui che regno per primo in Italia, dopo la caduta dell’Impero, fregiandosi della corona ferrea, simbolo del potere sulla Penisola, donata dall’Imperatore di Costantinopoli al condottiero goto e perdurato fino alla caduta dei Savoia dopo la disastrosa sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.

Oltre al suo patrimonio culturale la città offre anche la possibilità di rilassarsi sulle splendide spiagge dell'alto Adriatico frequentatissime specialmente dai giovani che sono alla ricerca di dicertimenti grazie agli stabilimenti balneari iper attrezzati, ai numerosi locali notturni e ai ristoranti tipici dove assaporare tutte le prelibatezze della cucina locale. Il comune è molto dinamico e organizza, specialmente nel periodo primaverile, diverse manifestazioni socio culturali nei luoghi più pittoreschi e suggestivi che hanno rappresentato la storia di una delle città più belle d'Italia. Grazie alla sua posizione strategica la città divenne uno dei principali porti commerciali e strategici dell'Impero, soprattutto per la linea marittima diretta con la parte orientale del Mediterraneo.

All'inizio del V secolo l'imperatore Onorio, figlio di Teodosio e reggente della parte Occidentale dell'Impero, spostò la capitale da Milano a Ravenna perchè giudicata più difendibile dagli attacchi dei Visigoti che imperversavano nella Penisola. Divenuta capitale Ravenna fu arricchita e abbellita con numerose costruzioni, sia civili che religiose, e specialmente con mosaici. In quel periodo furono erette la Basilica Ursiana con il suo Battistero, la chiesa di Santa Croce, il Mausoleo di Galla Placidia, la chiesa di S. Giovanni Evangelista e quella dedicata agli Apostoli. La presa del potere del generale germanico Oreste, che mise sul trono imperiale suo figlio Romolo Augusto (detto Augustolo), e la successiva presa del potere di Odoacre (generale germanico che sconfisse Oreste e depose Romolo Augusto autonominandosi reggente in nome dell'Impero d'Oriente), non scalfì minimamente la reputazione della città che mantenne il suo ruolo si capitale.

Per volere dell'Imperatore d'Oriente Zenone, verso la fine del V secolo, fu inviato in Italia Teodorico, re degli ostrogoti originario della Pannonia (l'odierna Ungheria), ma cresciuto a Costantinopoli, per osteggiare il potere di Odoacre che aveva generato un certo mal contento tra la popolazione italica di Ravenna e del resto d'Italia. L'obiettivo dell'Imperatore era quello di creare in Italia uno stato vassallo di Costantinopoli che all'occorrenza avrebbe combattuto per difendere il limes dai barbari. Teodorico preparò meticolosamente la spedizione in Italia, varcando l'Isonzo nel 490 d.C., e sconfiggendo l'armata di Odoacre prima sull'Isonzo e poi a Verona. Odoacre fu condannato a morte a Ravenna per aver tramato contro il nuovo sovrano che gli aveva concesso la grazie nel 493.

In realtà l'uccisione di Odoacre avvenne a Ravenna durante un banchetto per la pacificazione tra i due sovrani, in quanto , colto dall'ira, Teodorico lo trafisse a tradimento per vendicare dei suoi amici uccisi in un imboscata messa in atto proprio dal re sconfitto. differenza di Odoacre, che aveva stabilito su Ravenna e sull'Italia una dittatura militare, il nuovo sovrano intraprese grandi lavori di bonifica delle paludi circostanti e restaurò l'acquedotto traianeo, tanto che è possibile trovare la scritta rilievo: D (omi) n (us) Rex Theodoricus civitati reddidit. I cittadini romani ottennero gli incarichi pubblici mentre ai goti furono attribuiti i compiti di difesa. In questa maniera si stabilì un connubio tra le due anime che popolavano la Penisola.

L'imperatore Zenone gli inviò la corona ferrea, appartenuta a Costantino il Grande, per legittimare il suo dominio sull'Italia e l'alleanza con l'Impero. Teodorico abbellì notevolmente la capitale del suo nuovo Regno edificando la sua residenza, il Palatium, l'Anastasis Gothorum, la stupenda basilica dedicata al Salvatore, oggi S. Apollinare Nuovo, e il Battistero Ariano. Si tratta di luoghi di culto della religione Ariana, praticata sia da Teodorico che dal suo popolo. Gli Ariani seguivano gli insegnamenti del presbitero Ario che sosteneva la dottrina, ritenuta eretica, secondo cui solo Dio sarebbe non generato mentre Cristo, sarebbe diverso e dissimile da Dio, e quindi generato e inferiore a Dio ma superiore agli angeli. Nonostante ciò Ravenna godette di una pace religiosa che durò fino agli ultimi anni del regno di Teodorico, quando fallì la missione in favore degli ariani che il sovrano di Ravenna aveva predisposto con la corte di Costantinopoli.

Il Papa Giovanni, che fu incaricato di mediare, fu infatti fatto imprigionare dall'Imperatore Giustiniano e morirà Costantinopoli come martire. Teodorico morì qualche mese dopo la morte del pontefice nel 526 fu sepolto in quello che è il monumento più rappresentativo della ex capitale imperiale il Mausoleo di Teodorico, esempio eccelso di architettura romano barbarica. In seguito alla morte del re l'imperatore Giustiniano ne approfittò per riconquistare il cuore dell'ex Impero d'Occidente. il comando della spedizione fu affidato al generale Belisaeio, uno dei più grandi strateghi dell'antichità che mise a ferro e fuoco la Penisola per diversi anni dal 535 alla presa di Ravenna che fu conquistata nel 540. L'Imperatore espropriò tutti i beni degli ariani per darli alla chiesa cattolica.

Il Battistero fu trasformato nella chiesa di S. Maria e la chiesa dedicata al Salvatore fu dedicata a Vescovo S. Martino, che aveva combattuto gli ariani. L'arianesimo fu totalmente estirpato dalla Penisola. Al periodo bizantino risalgono le chiese di S. Vitale e S. Apollinare in Classe massimo esempio di architettura bizantina in Italia. Con la decadenza del dominio imperiale e l'avvennero in Italia dei Longobardi, Ravenna, pur essendo sede arcivescovile e dell'esarcato bizantino, perse gradualmente importanza anche come porto militare e commerciale. I traffici divennero infatti appannaggio di Ravenna. Durante il dominio degli invasori Franchi le cose non cambiarono e si ebbe un miglioramento solo sotto l'Impero di Ottone la città iniziò a svilupparsi come comune sviluppando una sorta di autogoverno, e crescendo nelle arti.

Un'arte in cui eccellette fu l'arte notarile, che divenne il fiore all'occhiello della città Nel XIII si impose la signoria dei Da Polenta, fra i cui membri eccelle Guido Novello per aver ospitato Dante Alighieri esule da Firenze devastata prima dalla guerra tra i guelfi e i ghibellini sia per la successiva lotta tra i guelfi bianchi e i guelfi neri. Dante morì nella notte fra il 13 ed il 14 settembre del 1321, la sua salma si trova ai Chiosto francescano in una piccola costruzione in stile neoclassico, eretta nel 1780 dall'architetto Camillo Morigia per volere del Cardinale Legato Luigi Valenti Gonzaga.
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Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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