articolo Tempo libero Girovagando
Carnevale di Venezia: origini della festività freccemercoledì 5 febbraio 2014

Il Carnevale ha origini antichissime e va rintracciato storicamente nell'antico Impero Romano e nelle feste dedicati a Bacco, i così chiamati Saturnali della Libertà, ove ognuno poteva uscire dal proprio status sociale e interpretare il ruolo di patrizio, di ricco o di qualsiasi professione si desiderava. Durante la festa era lecito tutto questo. In epoca cristiana e cattolica il Carnevale divenne la festività che collegava le due grandi feste religiose del Natale e della Pasqua.

La parola deriva infatti dal latino “carnem levare” cioè levare la carne, ed è l'ultima occasione per i cittadini di fare baldoria e divertirsi prima dell'arrivo della Quaresima, in cui si dovrà fare digiuno e ammenda. I cittadini della Laguna veneziana indossavano le baute, speciali maschere che celavano completamente l'identità del travestito in modo che questi potesse dar sfogo completamente ai piaceri del cibo, del vino e anche agli appetiti sessuali, cosa che veniva attesa e agognata per tutto l'anno e che finalmente nel periodo tra l'Epifania e la Quaresima diveniva realtà liberando la gente da ogni tabù sessuale e distinzione di classe sociale.

Il Carnevale donava per questa ragione una libertà che sembrava sconosciuta durante il resto dell'anno. Durante l'età moderna il Carnevale divenne il periodo per rifiatare che il Doge aveva concesso ai commercianti della Repubblica per abbandonare lo stress della vita di tutti i gironi e rilassarsi pensando solo al piacere e al divertimento. Anche la Chiesa sottostava a questa regola e considerava il Carnevale come una boccata di ossigeno che poteva essere concessa ai fedeli che altrimenti sarebbero stati troppo oppressi dalle tradizioni e dalle usanze Cattoliche.

Le donne potevano cercare i piaceri carnali così come gli uomini e travestirsi anche loro con mantelli e baute. L'atto sessuale veniva espletato con la maschera in modo che almeno formalmente non si era tradito nessuno, anche se poi nei fatti l'adulterio sussisteva. Scherni e eccessi di ogni tipo non venivano però condannati durante il Carnevale, quasi come se esso fosse un periodo franco dove ogni cosa era lecita.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Kalanchoe

Kalanchoe, genere di 200 specie di piante perenni, sempreverdi, succulente, coltivate sia per le foglie molto ornamentali, sia per i fiori tubulosi, riuniti in infiorescenze cimose. Sono piante erbacee e suffruticose, con ........

Phlomis

Phlomis, genere di oltre 100 specie di piante erbacee e suffruticose, perenni, e di arbusti sempreverdi. Non tutte sono rustiche e solo poche specie sono adatte per il giardino. Hanno foglie tomentose e fiori tubulosi, radi, ........

Zinnia
La Zinnia, genere di 20 specie di piante erbacee e suffruticose, annuali e perenni, adatte per le bordure, per le aiuole e per la raccolta del fiore reciso, producono capolini dai colori vivaci.
Si piantano in ........

Glicine (Wistaria)
Il Glicine (Wistaria) è una pianta che annovera 10 specie rampicanti arbustive, a foglie decidue, rustiche. Sono molto ornamentali e si impiegano per ricoprire muri, archi, pergolati, palizzate e alberi. Contro ........

Lithospermum

Lithospermum, genere di 60 specie di piante erbacee perenni, sufrruticose, rustiche e semirustiche, che formano tappeti di vegetazione, con fiori azzurri, imbutiformi, che sbocciano abbondantissimi. Le specie descritte sono ........

 

 

Ricetta del giorno
Insalata di patate e fagiolini
Tagliare le patate e pezzi, senza sbucciarle e farle cuocere a vapore, così come anche i fagiolini.
Nel frattempo preparare una salsina per condire ....
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Haworthia

Haworthia, genere di 150 specie di piante da serra, perenni, succulente,  di piccole dimensioni, appartenenti alla famiglia delle Liliaceae, coltivate per il fogliame folto e molto ornamentale. Le foglie, cuoiose e ........

Cephalocereus

Cephalocereus, genere di 48 specie di piante succulente, diffuse nelle zone dll'America comprese tra la Florida e il Brasile. La specie descritta è adatta alla coltivazione in serra o in appartamento, tuttavia può essere ........

Macleaya
Macleaya, genere di 2 sepcie di piante erbacee, perenni, rustiche. Possono essere utilizzate nelle bordure e nelle aiuole di grandi dimensioni. Producono fiori piccoli, riuniti in grandi pannoche piumose. Si tratta ........

Piombàggine (Plumbago)
La Piombàggine (Plumbago) , originaria dell'Africa del Sud, Asia e Perù, comprende circa 10 specie ed è un arbusto o rampicante sempreverde, fiorifero, diffuso in tutti i continenti, fatta eccezione ........

Angraecum

Angraecum, genere comprendente circa 200 specie di orchidee tropicali dell’Africa e del Madagascar appartenenti alla famiglia delle Orchidacee. Si tratta di piante epifite, ovvero che vivono su altre piante senza parassitarle, ........

Ricetta del giorno
Broccoli al vapore con speck e olive
Iniziare con il mettere a bollire due dita d’acqua nella pentola con l’inserto per la cottura a vapore quindi passare a dividere le cimette dei broccoli ....


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Carnevale di Venezia: origini della festività freccemercoledì 5 febbraio 2014

Il Carnevale ha origini antichissime e va rintracciato storicamente nell'antico Impero Romano e nelle feste dedicati a Bacco, i così chiamati Saturnali della Libertà, ove ognuno poteva uscire dal proprio status sociale e interpretare il ruolo di patrizio, di ricco o di qualsiasi professione si desiderava. Durante la festa era lecito tutto questo. In epoca cristiana e cattolica il Carnevale divenne la festività che collegava le due grandi feste religiose del Natale e della Pasqua.

La parola deriva infatti dal latino “carnem levare” cioè levare la carne, ed è l'ultima occasione per i cittadini di fare baldoria e divertirsi prima dell'arrivo della Quaresima, in cui si dovrà fare digiuno e ammenda. I cittadini della Laguna veneziana indossavano le baute, speciali maschere che celavano completamente l'identità del travestito in modo che questi potesse dar sfogo completamente ai piaceri del cibo, del vino e anche agli appetiti sessuali, cosa che veniva attesa e agognata per tutto l'anno e che finalmente nel periodo tra l'Epifania e la Quaresima diveniva realtà liberando la gente da ogni tabù sessuale e distinzione di classe sociale.

Il Carnevale donava per questa ragione una libertà che sembrava sconosciuta durante il resto dell'anno. Durante l'età moderna il Carnevale divenne il periodo per rifiatare che il Doge aveva concesso ai commercianti della Repubblica per abbandonare lo stress della vita di tutti i gironi e rilassarsi pensando solo al piacere e al divertimento. Anche la Chiesa sottostava a questa regola e considerava il Carnevale come una boccata di ossigeno che poteva essere concessa ai fedeli che altrimenti sarebbero stati troppo oppressi dalle tradizioni e dalle usanze Cattoliche.

Le donne potevano cercare i piaceri carnali così come gli uomini e travestirsi anche loro con mantelli e baute. L'atto sessuale veniva espletato con la maschera in modo che almeno formalmente non si era tradito nessuno, anche se poi nei fatti l'adulterio sussisteva. Scherni e eccessi di ogni tipo non venivano però condannati durante il Carnevale, quasi come se esso fosse un periodo franco dove ogni cosa era lecita.
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