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Carta di Roma del 2007 Protocollo deontologico per richiedenti asilo freccesabato 25 gennaio 2014

Il consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, assieme alla Federazione Nazionale della Stampa, apre le porte alle preoccupazioni dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Premura dell?Ordine è rivolto all’informazione che riguarda rifugiati, richiedenti asilo, vittime della tratta e migranti, richiamandosi alla Carta dei Doveri del Giornalista, in modo da rispettare sempre la dignità umana e di non discriminare nessuno per razza, religione, sesso, opinioni politiche ecc. L’Ordine invita a osservare la massima attenzione nel trattamento delle informazioni dei rifugiati, delle vittime della tratta ecc.

Occorre evitare il diffondersi di voci non veritiere, imprecise o distorte che possano o ledere i rifugiati o allarmare inutilmente popolazioni o comunità. Ne vale la fiducia che la nazione ricopre nella categoria dei giornalisti. Non bisogna quindi assolutamente enfatizzare le notizie alla ricerca di maggiori lettori, ne varrebbe la credibilità dello scrittore e della categoria. Il rifugiato o la vittima di una tratta che decide di raccontare i media la sua storia deve essere tutelato in ogni cosa in modo che la sua identità non venga svelata e possa continuare a vivere tranquillo. Il volontario deve essere messo a conoscenza su come funzionano i media nel nostro Paese in modo che la sua volontà di collaborare sia piena al 100%.

Non tutti conoscono infatti come agisce il sistema radio-televisivo del nostro Paese, e quindi la collaborazione potrebbe essere viziata. Prima di ogni intervista si deve quindi spiegare al rifugiato ogni cosa. L’Ordine nei suoi distaccamenti regionali si impegna a informare e a formare i propri iscritti in modo che possano sempre rispettare le linee guida deontologiche e abbiano gli strumenti adatti per compiere il proprio lavoro nel giusto modo. Il richiedente asilo è un individuo che fuori dal proprio Paese domanda asilo per il riconoscimento dello status particolare di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra del 1951.

Il richiedente asilo rimane tale fino a quando le autorità statali non concedono lo status di rifugiato. Il richiedente durante l’istruttoria ha diritto al soggiorno regolare. La situazione del richiedente asilo non è quindi paragonabile a quella del migrante irregolare. La vittima della tratta ha diritto al soggiorno nel nostro Paese fino a quando non si predisponga il proprio rimpatrio sempre se nel Paese natio sia possibile rientrare senza pericolo di vita. In quel caso divine Beneficiario di Protezione Umanitaria, in quanto nello stato di origine non gli vengono garantiti i diritti inviolabili dell’uomo che sono invece garantiti dalla nostra Costituzione e dall’Unione Europea.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Tolmiea

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Occorre evitare il diffondersi di voci non veritiere, imprecise o distorte che possano o ledere i rifugiati o allarmare inutilmente popolazioni o comunità. Ne vale la fiducia che la nazione ricopre nella categoria dei giornalisti. Non bisogna quindi assolutamente enfatizzare le notizie alla ricerca di maggiori lettori, ne varrebbe la credibilità dello scrittore e della categoria. Il rifugiato o la vittima di una tratta che decide di raccontare i media la sua storia deve essere tutelato in ogni cosa in modo che la sua identità non venga svelata e possa continuare a vivere tranquillo. Il volontario deve essere messo a conoscenza su come funzionano i media nel nostro Paese in modo che la sua volontà di collaborare sia piena al 100%.

Non tutti conoscono infatti come agisce il sistema radio-televisivo del nostro Paese, e quindi la collaborazione potrebbe essere viziata. Prima di ogni intervista si deve quindi spiegare al rifugiato ogni cosa. L’Ordine nei suoi distaccamenti regionali si impegna a informare e a formare i propri iscritti in modo che possano sempre rispettare le linee guida deontologiche e abbiano gli strumenti adatti per compiere il proprio lavoro nel giusto modo. Il richiedente asilo è un individuo che fuori dal proprio Paese domanda asilo per il riconoscimento dello status particolare di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra del 1951.

Il richiedente asilo rimane tale fino a quando le autorità statali non concedono lo status di rifugiato. Il richiedente durante l’istruttoria ha diritto al soggiorno regolare. La situazione del richiedente asilo non è quindi paragonabile a quella del migrante irregolare. La vittima della tratta ha diritto al soggiorno nel nostro Paese fino a quando non si predisponga il proprio rimpatrio sempre se nel Paese natio sia possibile rientrare senza pericolo di vita. In quel caso divine Beneficiario di Protezione Umanitaria, in quanto nello stato di origine non gli vengono garantiti i diritti inviolabili dell’uomo che sono invece garantiti dalla nostra Costituzione e dall’Unione Europea.
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