articolo Tempo libero Arte - Cultura
La Repubblica di Venezia: dalle origini alla sua caduta - Parte II freccelunedì 9 dicembre 2013

Formalmente territorio di Bisanzio in realtà i dogi godettero di notevole autonomia si amministrativa che politica, sfruttando la lontananza e i problemi sia interni che esterni che attraversarono l'Impero. Arabi, Magiari, Slavi, Bulgari e successivamente normanni assediarono più volte i territori imperiali arrivando addirittura a minacciare la stessa Costantinopoli. Grazie a questo vuoto di potere Venezia potè stipulare nell'840 il Pactum Lotharii con il Sacro Romano Impero, primo atto ufficiale di un doge di diritto internazionale, e cioè stipulato con un rappresentante che non sia l'Imperatore d'Oriente.

L'accordo tra il doge Pietro Tradonico e l'Imperatore Lotario I prevedeva la divisione dei diritti di sfruttamento del territorio e di amministrazione della giustizia. Nel corso del IX e X secolo Venezia divenne la città più ricca d'Italia grazie a un monopolio commerciale per quanto riguarda le merci che dall'Oriente venivano in Occidente. La sua potenza commerciale si trasformò anche in militare quando, a partire dall'anno 1000 i dogi iniziarono a conquistare i territori dell'Istria e della Dalmazia, ottenendo il riconoscimento dell'Impero Bizantino che vedeva la città lagunare non più come una provincia ma come un potente alleato in Italia e nel Mediterraneo. In Italia meridionale l'avvento dei normanni generò un conflitto tra Venezia e gli Altavilla, che iniziarono ben presto a minacciare l'influenza politica veneziana nel Mediterraneo con la conquista di Durazzo e Corfù.

A quel punto Venezia decise di entrare in guerra con la sua flotta per difendere i suoi interessi nell'Adriatico e nel Mediterraneo Orientale. La guerra lunga e cruenta che vide i veneziani e i bizantini da un lato e i normanni dall'altro terminò con la morte del sovrano normanno Roberto il Guiscardo, che costrinse il suo esercito a ritirarsi dai territori conquistati per ripiegare in Puglia. Con questa vittoria nel 1082 Venezia ottenne dall'Imperatore bizantino la Bolla d'oro che le concedeva la possibilità di commerciare liberamente, senza pagare ne dazi ne tassi, con i territori dell'intero Impero d'Oriente. Grazie a queste concessioni i veneziani divennero completamente indipendenti da Bisanzio, e anzi formarono con questo una formidabile alleanza destinata a far prosperare la città italiana come potenza marittima mediterranea.

Durante le prime due crociate Venezia decise di non intervenire, per non pregiudicare i rapporti commerciali che aveva con gli emirati arabi e con il sultanato. Questo fu visto molto male in Occidente, tanto che fu costretta a intervenire nella Terza Crociata, ottenendo in cambio notevoli privilegi commerciali per la sua flotta mercantile in Medio oriente. Nel 1148 il doge prestò per la prima volta giuramento di fedeltà costituzionale, la Promissio Ducale, che limitò progressivamente il potere del sovrano su quella che si apprestava a divenire da ducato a repubblica. Le famiglie nobiliari iniziarono infatti ad amministrare i territori veneziani assieme al doge, limitando di fatto il suo potere assoluto.

Durante la fine del XII secolo la repubblica si scontrò con il regno di Ungheria per il controllo della città di Zara, nodo nevralgico della Dalmazia e quindi dell'Adriatico sponda orientale. Il conflitto si concluse con la vittoria della flotta veneziana, aiutata dalle truppe crociate dirette in Egitto nel 1202. Il doge Dandolo, dopo la presa di Zara riuscì a convincere i crociati a dirigersi non in Egitto ma a Costantinopoli, per difendere gli interessi dinastici di Alessio III Angelo spodestato dallo zio.
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Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Maurandia

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Formalmente territorio di Bisanzio in realtà i dogi godettero di notevole autonomia si amministrativa che politica, sfruttando la lontananza e i problemi sia interni che esterni che attraversarono l'Impero. Arabi, Magiari, Slavi, Bulgari e successivamente normanni assediarono più volte i territori imperiali arrivando addirittura a minacciare la stessa Costantinopoli. Grazie a questo vuoto di potere Venezia potè stipulare nell'840 il Pactum Lotharii con il Sacro Romano Impero, primo atto ufficiale di un doge di diritto internazionale, e cioè stipulato con un rappresentante che non sia l'Imperatore d'Oriente.

L'accordo tra il doge Pietro Tradonico e l'Imperatore Lotario I prevedeva la divisione dei diritti di sfruttamento del territorio e di amministrazione della giustizia. Nel corso del IX e X secolo Venezia divenne la città più ricca d'Italia grazie a un monopolio commerciale per quanto riguarda le merci che dall'Oriente venivano in Occidente. La sua potenza commerciale si trasformò anche in militare quando, a partire dall'anno 1000 i dogi iniziarono a conquistare i territori dell'Istria e della Dalmazia, ottenendo il riconoscimento dell'Impero Bizantino che vedeva la città lagunare non più come una provincia ma come un potente alleato in Italia e nel Mediterraneo. In Italia meridionale l'avvento dei normanni generò un conflitto tra Venezia e gli Altavilla, che iniziarono ben presto a minacciare l'influenza politica veneziana nel Mediterraneo con la conquista di Durazzo e Corfù.

A quel punto Venezia decise di entrare in guerra con la sua flotta per difendere i suoi interessi nell'Adriatico e nel Mediterraneo Orientale. La guerra lunga e cruenta che vide i veneziani e i bizantini da un lato e i normanni dall'altro terminò con la morte del sovrano normanno Roberto il Guiscardo, che costrinse il suo esercito a ritirarsi dai territori conquistati per ripiegare in Puglia. Con questa vittoria nel 1082 Venezia ottenne dall'Imperatore bizantino la Bolla d'oro che le concedeva la possibilità di commerciare liberamente, senza pagare ne dazi ne tassi, con i territori dell'intero Impero d'Oriente. Grazie a queste concessioni i veneziani divennero completamente indipendenti da Bisanzio, e anzi formarono con questo una formidabile alleanza destinata a far prosperare la città italiana come potenza marittima mediterranea.

Durante le prime due crociate Venezia decise di non intervenire, per non pregiudicare i rapporti commerciali che aveva con gli emirati arabi e con il sultanato. Questo fu visto molto male in Occidente, tanto che fu costretta a intervenire nella Terza Crociata, ottenendo in cambio notevoli privilegi commerciali per la sua flotta mercantile in Medio oriente. Nel 1148 il doge prestò per la prima volta giuramento di fedeltà costituzionale, la Promissio Ducale, che limitò progressivamente il potere del sovrano su quella che si apprestava a divenire da ducato a repubblica. Le famiglie nobiliari iniziarono infatti ad amministrare i territori veneziani assieme al doge, limitando di fatto il suo potere assoluto.

Durante la fine del XII secolo la repubblica si scontrò con il regno di Ungheria per il controllo della città di Zara, nodo nevralgico della Dalmazia e quindi dell'Adriatico sponda orientale. Il conflitto si concluse con la vittoria della flotta veneziana, aiutata dalle truppe crociate dirette in Egitto nel 1202. Il doge Dandolo, dopo la presa di Zara riuscì a convincere i crociati a dirigersi non in Egitto ma a Costantinopoli, per difendere gli interessi dinastici di Alessio III Angelo spodestato dallo zio.
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