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Carta dei doveri del giornalista freccegiovedì 6 febbraio 2014

L'attività giornalistica è sancita dai principi fondamentali della costituzione che stabiliscono la libertà dell'informazione e di opinione. L'articolo 2 della legge 69 del 1963 stabilisce che è diritto insopprimibile del giornalista la libertà di informazione e critica senza però ledere i diritti altrui e e rispettando sempre il segreto professionale e la verità nell'informazione. In caso di errore nel riportare una notizia è doveroso da parte del giornalista, e della redazione, effettuare una rettifica con la prima uscita disponibile del quotidiano o del periodico.

La Carta dei Doveri ha come scopo la cooperazione tra i giornalisti e il saldare il legame fiduciario che deve esistere tra i lettori e i mezzi di informazione. Se questo dovesse mancare verrebbe meno il lavoro-missione del giornalista che è quindi tenuto, sempre nel rispetto della dignità altrui, alla verità. Il giornalista deve garantire a tutti i cittadini il diritto di informazione, informando quindi i lettori dei fatti di importanza pubblica nel modo più accurato possibile in modo da non diffondere notizie sommarie o errate che potrebbero deviare il pubblico. Il giornalista e libero e non può essere soggetto a imposizioni statali o editoriali, l'unico rispetto che ha è verso i cittadini lettori che hanno il diritto a essere informati.

I giornalisti scrivono senza condizionamenti di razza, religione, opinione politica o sesso, difendono l'anonimato di chi è intervistato rispettando il proprio diritto a non comparire con nome e cognome. Concedono il diritto di replica a chi ne fa richiesta e rettificano informazioni errate date per mancanza di elementi di stesura o per travisamenti. Il giornalista non può aderire a associazioni segrete perché in contrasto con l'articolo 18 della costituzione italiana. Il giornalista non deve accettare cariche che potrebbero condizionarlo in quello che scrive ma rimanere libero e indipendente. Non deve mostrare foto ne descrivere particolari raccapriccianti o qualcosa che possa offendere il pudore o la moralità comune.

Il giornalista funge da raccordo tra i cittadini e gli organi statali, segue solo le linee direttive della propria redazione ma non è tenuto a disubbidire al codice deontologico ne alla Carta dei Valori. I nomi delle vittime di violenze o abusi sessuali non vanno pubblicati, come non si pubblicano i nomi delle vittime in genere qualora questo può compromettere dignità o la privacy dell'interessato. In caso di reati penali il giornalista è sempre dovuto a dare la presumibilità di innocenza finché il presento reo non venga condannato. La legge infatti stabilisce che nessuno sia colpevole prima della sentenza di un giudice. Per garantire l'attendibilità di ciò che scrive il giornalista deve sempre citare la fonte, in ogni caso sia possibile, a meno che non sia espressamente richiesto il fatto di rimanere nell'anonimato.

Il giornalista non deve cedere mai al conflitto di interessi, ne diffondere notizie errate con lo scopo di arricchirsi. Potrebbe essere il caso di un giornalista che gioca in borsa e potrebbe manipolare le notizie per prendere più denaro. I giornali, i siti e le Tv devono sempre distinguere e mantenere nella giusta ottica i messaggi pubblicitari che non devono assolutamente essere confusi con le notizie giornalistiche. La revisione della Carta di treviso, basata sulla Convenzione Onu del 1989, stabilisce il diritto alla tutela dei minori, su cui i gironalisti si devono basare a prescindere da tutto. È infatti condizione necessaria il rispetto dei minori nell'informazione, anche se a discapito di questa, senza però dare mai informazioni false o tendenziose.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Carta dei doveri del giornalista freccegiovedì 6 febbraio 2014

L'attività giornalistica è sancita dai principi fondamentali della costituzione che stabiliscono la libertà dell'informazione e di opinione. L'articolo 2 della legge 69 del 1963 stabilisce che è diritto insopprimibile del giornalista la libertà di informazione e critica senza però ledere i diritti altrui e e rispettando sempre il segreto professionale e la verità nell'informazione. In caso di errore nel riportare una notizia è doveroso da parte del giornalista, e della redazione, effettuare una rettifica con la prima uscita disponibile del quotidiano o del periodico.

La Carta dei Doveri ha come scopo la cooperazione tra i giornalisti e il saldare il legame fiduciario che deve esistere tra i lettori e i mezzi di informazione. Se questo dovesse mancare verrebbe meno il lavoro-missione del giornalista che è quindi tenuto, sempre nel rispetto della dignità altrui, alla verità. Il giornalista deve garantire a tutti i cittadini il diritto di informazione, informando quindi i lettori dei fatti di importanza pubblica nel modo più accurato possibile in modo da non diffondere notizie sommarie o errate che potrebbero deviare il pubblico. Il giornalista e libero e non può essere soggetto a imposizioni statali o editoriali, l'unico rispetto che ha è verso i cittadini lettori che hanno il diritto a essere informati.

I giornalisti scrivono senza condizionamenti di razza, religione, opinione politica o sesso, difendono l'anonimato di chi è intervistato rispettando il proprio diritto a non comparire con nome e cognome. Concedono il diritto di replica a chi ne fa richiesta e rettificano informazioni errate date per mancanza di elementi di stesura o per travisamenti. Il giornalista non può aderire a associazioni segrete perché in contrasto con l'articolo 18 della costituzione italiana. Il giornalista non deve accettare cariche che potrebbero condizionarlo in quello che scrive ma rimanere libero e indipendente. Non deve mostrare foto ne descrivere particolari raccapriccianti o qualcosa che possa offendere il pudore o la moralità comune.

Il giornalista funge da raccordo tra i cittadini e gli organi statali, segue solo le linee direttive della propria redazione ma non è tenuto a disubbidire al codice deontologico ne alla Carta dei Valori. I nomi delle vittime di violenze o abusi sessuali non vanno pubblicati, come non si pubblicano i nomi delle vittime in genere qualora questo può compromettere dignità o la privacy dell'interessato. In caso di reati penali il giornalista è sempre dovuto a dare la presumibilità di innocenza finché il presento reo non venga condannato. La legge infatti stabilisce che nessuno sia colpevole prima della sentenza di un giudice. Per garantire l'attendibilità di ciò che scrive il giornalista deve sempre citare la fonte, in ogni caso sia possibile, a meno che non sia espressamente richiesto il fatto di rimanere nell'anonimato.

Il giornalista non deve cedere mai al conflitto di interessi, ne diffondere notizie errate con lo scopo di arricchirsi. Potrebbe essere il caso di un giornalista che gioca in borsa e potrebbe manipolare le notizie per prendere più denaro. I giornali, i siti e le Tv devono sempre distinguere e mantenere nella giusta ottica i messaggi pubblicitari che non devono assolutamente essere confusi con le notizie giornalistiche. La revisione della Carta di treviso, basata sulla Convenzione Onu del 1989, stabilisce il diritto alla tutela dei minori, su cui i gironalisti si devono basare a prescindere da tutto. È infatti condizione necessaria il rispetto dei minori nell'informazione, anche se a discapito di questa, senza però dare mai informazioni false o tendenziose.
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Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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