articolo Tempo libero Arte - Cultura
L’impero Assiro dall’apice alla sua caduta - Parte V freccevenerdì 10 gennaio 2014

Sul trono di Ninive salì allora Assurbanipal (669-627 a.C.), che fece costruire nella capitale una grandiosa biblioteca per contenere tutti i manoscritti della cultura e della letteratura assira, tra cui il ciclo di Gilgamesh. Il nuovo sovrano incoraggiò notevolmente lo sviluppo artistico del suo popolo, specialmente a Ninive, che divenne un importante centro culturale. Dopo la sua morte l'impero iniziò una nuova disgregazione, a causa di un alleanza tra i babilonesi e i medi che marciarono contro Ninive e la devastarono nel 612 a. C, ponendo fine all'impero assiro, che cadde sotto le mani dei babilonesi che ne acquisirono i territori.

La caduta di un impero, tanto potente militarmente, va ricercata nella sua scarsa propensione all'integrazione dei vari popoli sottomessi, che venivano sempre trattati alla stregua di vinti e non accettarono mai il dominio assiro, apponendovisi appena la situazione diveniva propizia. I sudditi erano fedeli solo perché costretti dal terrore che i soldati incutevano. L'intero Governo era garantito dal terrore delle armi, e si obbediva per paura e non per volontà di farlo. Il troppo potere dell'esercito ha generato poi particolarismi e desideri di rivalità, sia tra i generali che tra i generali ed il sovrano. lo stesso Sargon, che fu uno dei re più importanti della storia assira, si sostituì ad un regnante sconfiggendolo, a dimostrazione di come più che sul diritto la potenza assira si basava sulla forza.

Lo stato assiro era infatti basato sull'aristocrazia guerriera, che possedeva terre, potere e ricchezza, il resto della popolazione, che era rappresentato dai contadini e dagli artigiani, era costretta a vivere in condizioni misere, subendo spesso i soprusi dei militari. La figura del re era mitica, come discendente del deificato Assur, il volere del re era inappellabile, e il suo scopo era quello di sottomettere tutta la terra al dio Assur. Il sovrano non era infatti che il mandatario di Assur, e ribellarsi a lui, sia se si era assiro che straniero, significava ribellarsi al dio, e la punizione era la tortura o la morte. La società era poi marcatamente maschilista, le donne infatti non avevano diritti e venivano trattate come schiave.

Quando raggiungevano l'età per poter avere rapporti sessuali, le fanciulle dovevano recarsi al tempio di Ishtar, dea dell'amore e della guerra, ed attendere che un guerriero prendesse la loro verginità in cambio di una moneta. Questa usanza era considerata un rituale sacro voluto dalla dea, alla quale non ci si poteva rifiutare. Oltre ai militari era molto influente la casta sacerdotale, dedita al dio Assur, che aveva a capo il sovrano, che era quindi capo politico, militare e sacerdote supremo del dio. L'esercito era formato da fanti, arcieri, e cavalieri. Si pensa che gli assiri furono i primi ad introdurre la figura dell'arciere a cavallo, e fossero tiratori eccellenti, e per questo motivo una macchina da guerra perfetta.
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Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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La caduta di un impero, tanto potente militarmente, va ricercata nella sua scarsa propensione all'integrazione dei vari popoli sottomessi, che venivano sempre trattati alla stregua di vinti e non accettarono mai il dominio assiro, apponendovisi appena la situazione diveniva propizia. I sudditi erano fedeli solo perché costretti dal terrore che i soldati incutevano. L'intero Governo era garantito dal terrore delle armi, e si obbediva per paura e non per volontà di farlo. Il troppo potere dell'esercito ha generato poi particolarismi e desideri di rivalità, sia tra i generali che tra i generali ed il sovrano. lo stesso Sargon, che fu uno dei re più importanti della storia assira, si sostituì ad un regnante sconfiggendolo, a dimostrazione di come più che sul diritto la potenza assira si basava sulla forza.

Lo stato assiro era infatti basato sull'aristocrazia guerriera, che possedeva terre, potere e ricchezza, il resto della popolazione, che era rappresentato dai contadini e dagli artigiani, era costretta a vivere in condizioni misere, subendo spesso i soprusi dei militari. La figura del re era mitica, come discendente del deificato Assur, il volere del re era inappellabile, e il suo scopo era quello di sottomettere tutta la terra al dio Assur. Il sovrano non era infatti che il mandatario di Assur, e ribellarsi a lui, sia se si era assiro che straniero, significava ribellarsi al dio, e la punizione era la tortura o la morte. La società era poi marcatamente maschilista, le donne infatti non avevano diritti e venivano trattate come schiave.

Quando raggiungevano l'età per poter avere rapporti sessuali, le fanciulle dovevano recarsi al tempio di Ishtar, dea dell'amore e della guerra, ed attendere che un guerriero prendesse la loro verginità in cambio di una moneta. Questa usanza era considerata un rituale sacro voluto dalla dea, alla quale non ci si poteva rifiutare. Oltre ai militari era molto influente la casta sacerdotale, dedita al dio Assur, che aveva a capo il sovrano, che era quindi capo politico, militare e sacerdote supremo del dio. L'esercito era formato da fanti, arcieri, e cavalieri. Si pensa che gli assiri furono i primi ad introdurre la figura dell'arciere a cavallo, e fossero tiratori eccellenti, e per questo motivo una macchina da guerra perfetta.
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