articolo Tempo libero Arte - Cultura
L’impero Assiro dall’apice alla sua caduta - Parte III freccevenerdì 13 dicembre 2013

Con il sovrano Assurnasipal II gli assiri divennero l'incubo di tutte le popolazioni dell'area, poichè il re ogni anno organizzava delle campagne di conquista e per evitare devastazioni e stermini i sovrani delle città vicine offrivano doni al re assiro e vi si sottomettevano. A livello artistico, durante il regno di Assurnasirpal, ci fù grande fervento, e la nuova capitale, Calach, l'odierna Nimrud, fu riempita di sontuosi palazzi, templi ed edifici che dovevano rappresentare la ricchezza e il potere dell'impero assiro. I palazzi erano ornati da bassorilievi che rappresentavano la triste sorte dei popoli vinti, che venivano deportati e torturati dai vincitori assiri.

Il figlio di Assurnasirpal, Salmanassar III (859 a.C.-824 a.C.), che regnò 35 anni, trasformò la capitale assira in un accampamento militare, specificando che la forza dell'impero risiedeva nelle sue forze armate. Ogni anno organizzava una campagna per depredare e distruggere, in modo che i guerrieri fossero sempre pronti per la guerra e non nutrissero alcuna paura. Il re Salmanassar intraprese ben 32 campagne militari, nelle quali incasso una quota considerevole di tributi senza guerreggiare, a causa dell'enorme timore che la maggioranza delle popolazioni rivali avevano verso i guerrieri assiri. Nell'854 a.C., il re di Israele Acab e il sovrano di Damasco Adadidri si opposero all'avanzat

A karkar la coalizione tra Israle e Damasco riuscì, pur uscendo sconfitta, ad arrestare l'avanzata del re di assiria che fu costretto a sospendere la campagna. Nel'841 a.C. l'Assiria si mise in marcia contro Damasco, invedendola insieme alle città fenice di Tiro e Sidone, assieme ad alcune città del Regno di israele. Quando era al massimo della sua espansione, con la scomparsa del sovrano i figli guerreggiarno per spartirsi il regno, generando una guerra dinastica. Il sovrano che ne uscì vincitore fu il figlio più grande di Salmanassar, Shamshi-Adad V (824-810 a.C.), ma l'impero era ormai indebolito ed aveva perso il controllo delle popolazioni che aveva assoggettato. Inoltre i governatori e i comandanti militari iniziarono ad autogovernarsi, non accettando più la volontà del sovrano legittimo, come accade a tutti i grandi imperi quando entrano in decadenza e divengono privi di un forte potere centrale.

Con la morte del sovrano, poichè il figlio era troppo piccolo, il potere passò nelle mani della madre, che però regnava sotto il controllo delle gerarchie militari. Era di nuovo iniziato un lungo periodo di anarchia politica. Nel periodo di decadenza che seguì alla crisi dinastica e all'anarchia militare, emerse il governatore di Nimrod che si proclamò re con il nome di Tiglatpileser III (745–727 a.C.). Il suo governo avviò vaste riforme strutturali che migliorarono notevolmente la sicurezza e l'efficienza dell'impero. L'intero territorio imperiale fu diviso in province governate da prefetti di nomina reggia. L'intera burocrazia fu in questo modo riformata, creando dei distretti che versavano un tributo fisso alla capitale e fornivano un contributo militare.

Si creò in questo modo una specie di lega assira che rese l'esercito dell'impero una perfetta macchina da guerra in grado di sottomettere tutta l'area medio-orientale, minacciando Giudea Tiglatpileser, grazie al suo potentissimo esercito, riuscì a sottomettere anche Babilonia, capitale dell'omonimo impero, facendosi incoronare con il nome di re Pul di Babilonia, e la Siria , che aveva approfittato della decadenza assira per affrancarsi dai tributi che doveva ad Assur. Nel 738 a. C occupò le città dei filistei e il regno di Israele che fu messo letteralmente a ferro e fuoco con la devastazione della sua capitale, Samaria, e la deportazione di tutti gli abitanti. Fenici, Babilonesi, siri, samaritani, e filistei erano sotto il dominio assiro, che raggiunse l'apice della sua potenza e della sua storia. Solo l'Egitto e il regno di Giuda ancora resistevano.
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Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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L’impero Assiro dall’apice alla sua caduta - Parte III freccevenerdì 13 dicembre 2013

Con il sovrano Assurnasipal II gli assiri divennero l'incubo di tutte le popolazioni dell'area, poichè il re ogni anno organizzava delle campagne di conquista e per evitare devastazioni e stermini i sovrani delle città vicine offrivano doni al re assiro e vi si sottomettevano. A livello artistico, durante il regno di Assurnasirpal, ci fù grande fervento, e la nuova capitale, Calach, l'odierna Nimrud, fu riempita di sontuosi palazzi, templi ed edifici che dovevano rappresentare la ricchezza e il potere dell'impero assiro. I palazzi erano ornati da bassorilievi che rappresentavano la triste sorte dei popoli vinti, che venivano deportati e torturati dai vincitori assiri.

Il figlio di Assurnasirpal, Salmanassar III (859 a.C.-824 a.C.), che regnò 35 anni, trasformò la capitale assira in un accampamento militare, specificando che la forza dell'impero risiedeva nelle sue forze armate. Ogni anno organizzava una campagna per depredare e distruggere, in modo che i guerrieri fossero sempre pronti per la guerra e non nutrissero alcuna paura. Il re Salmanassar intraprese ben 32 campagne militari, nelle quali incasso una quota considerevole di tributi senza guerreggiare, a causa dell'enorme timore che la maggioranza delle popolazioni rivali avevano verso i guerrieri assiri. Nell'854 a.C., il re di Israele Acab e il sovrano di Damasco Adadidri si opposero all'avanzat

A karkar la coalizione tra Israle e Damasco riuscì, pur uscendo sconfitta, ad arrestare l'avanzata del re di assiria che fu costretto a sospendere la campagna. Nel'841 a.C. l'Assiria si mise in marcia contro Damasco, invedendola insieme alle città fenice di Tiro e Sidone, assieme ad alcune città del Regno di israele. Quando era al massimo della sua espansione, con la scomparsa del sovrano i figli guerreggiarno per spartirsi il regno, generando una guerra dinastica. Il sovrano che ne uscì vincitore fu il figlio più grande di Salmanassar, Shamshi-Adad V (824-810 a.C.), ma l'impero era ormai indebolito ed aveva perso il controllo delle popolazioni che aveva assoggettato. Inoltre i governatori e i comandanti militari iniziarono ad autogovernarsi, non accettando più la volontà del sovrano legittimo, come accade a tutti i grandi imperi quando entrano in decadenza e divengono privi di un forte potere centrale.

Con la morte del sovrano, poichè il figlio era troppo piccolo, il potere passò nelle mani della madre, che però regnava sotto il controllo delle gerarchie militari. Era di nuovo iniziato un lungo periodo di anarchia politica. Nel periodo di decadenza che seguì alla crisi dinastica e all'anarchia militare, emerse il governatore di Nimrod che si proclamò re con il nome di Tiglatpileser III (745–727 a.C.). Il suo governo avviò vaste riforme strutturali che migliorarono notevolmente la sicurezza e l'efficienza dell'impero. L'intero territorio imperiale fu diviso in province governate da prefetti di nomina reggia. L'intera burocrazia fu in questo modo riformata, creando dei distretti che versavano un tributo fisso alla capitale e fornivano un contributo militare.

Si creò in questo modo una specie di lega assira che rese l'esercito dell'impero una perfetta macchina da guerra in grado di sottomettere tutta l'area medio-orientale, minacciando Giudea Tiglatpileser, grazie al suo potentissimo esercito, riuscì a sottomettere anche Babilonia, capitale dell'omonimo impero, facendosi incoronare con il nome di re Pul di Babilonia, e la Siria , che aveva approfittato della decadenza assira per affrancarsi dai tributi che doveva ad Assur. Nel 738 a. C occupò le città dei filistei e il regno di Israele che fu messo letteralmente a ferro e fuoco con la devastazione della sua capitale, Samaria, e la deportazione di tutti gli abitanti. Fenici, Babilonesi, siri, samaritani, e filistei erano sotto il dominio assiro, che raggiunse l'apice della sua potenza e della sua storia. Solo l'Egitto e il regno di Giuda ancora resistevano.
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