articolo Tempo libero Arte - Cultura
La Repubblica di Venezia: dalle origini alla sua caduta – parte III freccemercoledì 11 dicembre 2013

Il principe bizantino aveva promesso al doge altri privilegi commerciali e ai crociati la riunificazione tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli. Per questa ragione le truppe cristiane, che dovevano farsi portare in Egitto dalla flotta veneziana ma che non aveva i soldi per pagarla, decise di accettare l'offerta del principe che era molto ben vista da Venezia. L'appoggio al principe bizantino si tramutò in una vera e propria crociata contro gli ortodossi, che portò nel 1204 alla creazione dell'Impero latino d'Oriente in luogo di quello Bizantino.

I territori imperiali furono divisi tra il marchese del Monferrato, Baldovino di Fiandra, capo della spedizione, che assunse il titolo di Imperatore Latino d'Oriente, e la Repubblica di Venezia che ottenne Candia (l'attuale Creta) e la Morea (il Peloponneso), oltre a numerosi porti costieri nel Mar Egeo. La Repubblica Marinara di Genova iniziò a questo punto una guerra serrata con Venezia per il predominio sul Mediterraneo, arrivando ad appoggiare i bizantini che si erano rifugiati in Anatolia fondando l'Impero di Nicea sotto la dinastia dell'Imperatore, unto dal Patriarca Ortodosso, Costantino XI Lascaris. Nel 1261 l'Impero di Nicea sotto la guida dell'Imperatore Michele VIII Paleologo e Genova riuscirono a sconfiggere Venezia e l'Impero Latino.

Dopo la sconfitta e il ridisegno degli equilibri mediterranei, Venezia si diede internamente una struttura repubblicana retta dalle famiglie influenti della città. Si formò così una sorta di repubblica oligarchica mercantile, dove i mercanti più ricchi e influenti detenevano il potere. La guerra nell'Adriatico con il regno di Ungheria scoppiata nel 1356 per il possesso dei porti dalmati di Ragusa e Zara si concluse nel 1358 con la sconfitta veneziana, che vide ridimensionare il suo potere nell'Adriatico orientale a vantaggio del regno di Ungheria e soprattutto di Zara e Ragusa che poterono godere di una notevole autonomia.

Approfittando delle difficoltà della città lagunare Genova, sua acerrima nemica, iniziò a minacciare i possedimenti adriatici di Venezia attaccando addirittura Chioggia. Quella che passò alla storia come appunto la guerra di Chioggia si concluse con un nulla di fatto e il ritiro della flotta genovese, che da quel momento decise di dedicarsi soprattutto all’Occidente, lasciando in Oriente campo libero a Venezia. Verso la fine del secolo, grazie a accordi con il regno di Ungheria, Venezia riacquisto le sue roccaforti in Dalmazia, tornando a essere grande protagonista nell’Adriatico e nel Mediterraneo orientale.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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I territori imperiali furono divisi tra il marchese del Monferrato, Baldovino di Fiandra, capo della spedizione, che assunse il titolo di Imperatore Latino d'Oriente, e la Repubblica di Venezia che ottenne Candia (l'attuale Creta) e la Morea (il Peloponneso), oltre a numerosi porti costieri nel Mar Egeo. La Repubblica Marinara di Genova iniziò a questo punto una guerra serrata con Venezia per il predominio sul Mediterraneo, arrivando ad appoggiare i bizantini che si erano rifugiati in Anatolia fondando l'Impero di Nicea sotto la dinastia dell'Imperatore, unto dal Patriarca Ortodosso, Costantino XI Lascaris. Nel 1261 l'Impero di Nicea sotto la guida dell'Imperatore Michele VIII Paleologo e Genova riuscirono a sconfiggere Venezia e l'Impero Latino.

Dopo la sconfitta e il ridisegno degli equilibri mediterranei, Venezia si diede internamente una struttura repubblicana retta dalle famiglie influenti della città. Si formò così una sorta di repubblica oligarchica mercantile, dove i mercanti più ricchi e influenti detenevano il potere. La guerra nell'Adriatico con il regno di Ungheria scoppiata nel 1356 per il possesso dei porti dalmati di Ragusa e Zara si concluse nel 1358 con la sconfitta veneziana, che vide ridimensionare il suo potere nell'Adriatico orientale a vantaggio del regno di Ungheria e soprattutto di Zara e Ragusa che poterono godere di una notevole autonomia.

Approfittando delle difficoltà della città lagunare Genova, sua acerrima nemica, iniziò a minacciare i possedimenti adriatici di Venezia attaccando addirittura Chioggia. Quella che passò alla storia come appunto la guerra di Chioggia si concluse con un nulla di fatto e il ritiro della flotta genovese, che da quel momento decise di dedicarsi soprattutto all’Occidente, lasciando in Oriente campo libero a Venezia. Verso la fine del secolo, grazie a accordi con il regno di Ungheria, Venezia riacquisto le sue roccaforti in Dalmazia, tornando a essere grande protagonista nell’Adriatico e nel Mediterraneo orientale.
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