articolo Tempo libero Arte - Cultura
La Repubblica di Venezia: dalle origini alla sua caduta – Parte I freccelunedì 2 dicembre 2013

La Serenissima Repubblica di Venezia è un antico stato indipendente italiano che ha nella città lagunare di Venezia la sua capitale e la sede del suo governo. In origine La Repubblica era conosciuta con il nome datagli durante il periodo italico-bizantino come Ducato di Venezia. Essa dominava non solo l'attuale veneto e parte della Lombardia orientale, ma anche l'Istria, la Dalmazia , numerose isole dell'Adriatico e dello Ionio, la Morea (l'attuale Peloponneso), Candia (l'attuale Creta), Cipro e altre numerose isole del Mar Egeo. La Repubblica nacque ufficialmente nel IX secolo, dai territori nominalmente soggetti all’Impero Bizantino ormai autogestiti dopo la caduto dell’esarcato di Ravenna sotto il dominio Longobardo nel 751.

Il primo doge risale però al 697, Paulico Anafesto, eletto dai veneti e nominato dall’Imperatore Bizantino Maurizio nella riforma delle provincie italiche volta a creare dei duchi, cioè dei comandanti militari per difendere le zone in diretto contatto con il regno italico dei Longobardi. La capitale scelta dal duca fu Metamauco, piccola isola strategica nella Laguna dove il governante costruì la sua fortezza al riparo dalle navi da guerra. A seguito dei provvedimenti iconoclasti istaurati nel 726 dall’Imperatore bizantino Leone III, le provincie italiche dell’Impero insorsero, tra cui Venezia, eleggendo e nominando da sola un duca. Venezia continuò comunque a prestare le sue armate all’Esarca di Ravenna per combattere contro i Longobardi.

Nel 742 l’Imperatore, per i servizi resi, concesse ai veneziani la possibilità di autogovernarsi scegliendo ufficialmente da soli il duca, che da quel momento si chiamò Doge. Dopo la conquista di Ravenna nel 751 e la conquista del Regno dei Longobardi da parte di Franchi di Carlo Magno, nel 774, iniziò tra i due imperi, quello franco che divenne nell’800 il Sacro Romano Impero, e quello Bizantino, una disputa per il controllo della città lagunare, considerata strategica come base navale nel Mediterraneo. Tra le città sotto il controllo del doge si sviluppò un partito a favore di Carlo magno, che aveva la sua base operativa a Equilio, e uno filo bizantino che si trovava a Eracliana.

In seguito ai forti contrasti e alla guerriglia che si era generata, il doge Obelerio Antenoreo nell’805 decise di radere al suolo le due città e a deportare la popolazione dei due centri a Matamauco. Obelerio decise poi di porre il ducato sotto la protezione dell’Imperatore Carlo, ma vista l’azione di forza della marina bizantina, decisa a radere al suolo l’intera Laguna in caso di annessione all’impero Carolingio, il doge decise di rinnovare la sua fedeltà all’Imperatore di Costantinopoli, divenendo per tutto il medioevo la principale base navale, nonché il territorio più importante dei bizantini in Italia Settentrionale. Nell’809 però il conflitto tra franchi e bizantini interesso la Laguna e l’isola di Metamauco che fu presa d’assalto.

Il doge fu così costretto a rifugiarsi nell’isola si Rivoalto. Da li Venezia iniziò a preparare una controffensiva che consentì alla flotta veneta di distruggere quella franca proprio nei pressi della capitale Metamauco. Il partito filo bizantino che aveva caldeggiato e sostenuto attivamente la controffensiva si sbarazzò del doge Obelerio, che non aveva mai nascosto la sua simpatia verso i franchi, e lo sostituì con Angelo Partecipazio che stabilì definitivamente la capitale nell’isola di Rivoalto.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Nemophila

Nemophilla, genere di 13 specie di piante annuali, rustiche. Le 2 specie descritte sono adatte per le bordure e per coprire il terreno nelle posizioni parzialmente ombreggiate.
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Casuarina, genere di 45 specie di alberi o arbusti originari del Madagascar, dell'Africa orientale, Asia sud-orientale, Malesia e Australia. Le specie arboree descritte sono indicate per formare delle barriere frangivento ........

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Malva, genere di 40 specie di piante erbacee annuali e perenni. Le specie descritte sono rustiche, facili da coltivare e danno ottimi risultati in particolare nei terreni poveri. Entrambe hanno grandi fiori imbutiformi.
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Mentzelia

Mentzelia, genere di 70 specie di piante erbacee annuali, biennali e perenni, appartenenti alla famiglia delle Loasaceae. La specie descritta ha fiori molto appariscenti ed è adatta alla coltivazione nelle bordure annuali ........

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Rodgersia
Rodgersia, genere di 6 specie di piante erbacee, perenni, rustiche, con foglie e fiori molto ornamentali, adatte per bordure alte. Sono rizomatose e in genere impiegano 1-2 anni per attecchire bene. Si coltivano in ........

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Acorus, genere di 2 specie di piante erbacee, perenni, rizomatose, rustiche. Si coltivano nei terreni umidi, sulle rive dei riuscelli e degli stagni e nelle vasche poco profonde.
Crescono bene nei terreni molto umidi. ........

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La Serenissima Repubblica di Venezia è un antico stato indipendente italiano che ha nella città lagunare di Venezia la sua capitale e la sede del suo governo. In origine La Repubblica era conosciuta con il nome datagli durante il periodo italico-bizantino come Ducato di Venezia. Essa dominava non solo l'attuale veneto e parte della Lombardia orientale, ma anche l'Istria, la Dalmazia , numerose isole dell'Adriatico e dello Ionio, la Morea (l'attuale Peloponneso), Candia (l'attuale Creta), Cipro e altre numerose isole del Mar Egeo. La Repubblica nacque ufficialmente nel IX secolo, dai territori nominalmente soggetti all’Impero Bizantino ormai autogestiti dopo la caduto dell’esarcato di Ravenna sotto il dominio Longobardo nel 751.

Il primo doge risale però al 697, Paulico Anafesto, eletto dai veneti e nominato dall’Imperatore Bizantino Maurizio nella riforma delle provincie italiche volta a creare dei duchi, cioè dei comandanti militari per difendere le zone in diretto contatto con il regno italico dei Longobardi. La capitale scelta dal duca fu Metamauco, piccola isola strategica nella Laguna dove il governante costruì la sua fortezza al riparo dalle navi da guerra. A seguito dei provvedimenti iconoclasti istaurati nel 726 dall’Imperatore bizantino Leone III, le provincie italiche dell’Impero insorsero, tra cui Venezia, eleggendo e nominando da sola un duca. Venezia continuò comunque a prestare le sue armate all’Esarca di Ravenna per combattere contro i Longobardi.

Nel 742 l’Imperatore, per i servizi resi, concesse ai veneziani la possibilità di autogovernarsi scegliendo ufficialmente da soli il duca, che da quel momento si chiamò Doge. Dopo la conquista di Ravenna nel 751 e la conquista del Regno dei Longobardi da parte di Franchi di Carlo Magno, nel 774, iniziò tra i due imperi, quello franco che divenne nell’800 il Sacro Romano Impero, e quello Bizantino, una disputa per il controllo della città lagunare, considerata strategica come base navale nel Mediterraneo. Tra le città sotto il controllo del doge si sviluppò un partito a favore di Carlo magno, che aveva la sua base operativa a Equilio, e uno filo bizantino che si trovava a Eracliana.

In seguito ai forti contrasti e alla guerriglia che si era generata, il doge Obelerio Antenoreo nell’805 decise di radere al suolo le due città e a deportare la popolazione dei due centri a Matamauco. Obelerio decise poi di porre il ducato sotto la protezione dell’Imperatore Carlo, ma vista l’azione di forza della marina bizantina, decisa a radere al suolo l’intera Laguna in caso di annessione all’impero Carolingio, il doge decise di rinnovare la sua fedeltà all’Imperatore di Costantinopoli, divenendo per tutto il medioevo la principale base navale, nonché il territorio più importante dei bizantini in Italia Settentrionale. Nell’809 però il conflitto tra franchi e bizantini interesso la Laguna e l’isola di Metamauco che fu presa d’assalto.

Il doge fu così costretto a rifugiarsi nell’isola si Rivoalto. Da li Venezia iniziò a preparare una controffensiva che consentì alla flotta veneta di distruggere quella franca proprio nei pressi della capitale Metamauco. Il partito filo bizantino che aveva caldeggiato e sostenuto attivamente la controffensiva si sbarazzò del doge Obelerio, che non aveva mai nascosto la sua simpatia verso i franchi, e lo sostituì con Angelo Partecipazio che stabilì definitivamente la capitale nell’isola di Rivoalto.
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