articolo Tempo libero Arte - Cultura
L’impero Assiro dall’apice alla sua caduta - Parte I freccemartedì 3 dicembre 2013

Il termine Assiria veniva utilizzato per indicare una regione ubicata nell'alto Tigri, il fiume storico della Mesopotamia. Oggigiorno corrisponde all'attuale Iraq settentrionale, ma nell'antichità l'Assiria fu un impero che dominava dall'Anatolia all'Egitto, sottomettendo popolazioni con il suo imbattibile e crudelissimo esercito, che si rivelò all'epoca il più preparato e feroce della storia. Verso la fine del III millennio prima di Cristo il territorio fu colonizzato dalla popolazione semitica degli Amorriti, che provenivano da un ceppo della popolazione babilonese, che presero poi il nome di assiri, dalla loro capitale Assur.

Questa popolazione creò un potentissimo impero che dal IX al VII secolo dominò la zona dell'alto Tigri, l'Egitto e gran parte dell'Anatolia (l'odierna Turchia). La potenza dell'Impero Assiro era soprattutto dovuta al suo formidabile esercito, che poteva contare sui guerrieri più feroci, forti e crudeli dell'antichità. Le popolazioni vinte venivano infatti in gran parte trucidate, e chi veniva risparmiato era condannato alla schiavitù, per servire i nobili assiri, che trattavano i loro servitori in maniera non dissimile alle bestie da soma. Le fonti principali sulle origini degli assiri sono quelle giudaiche legate ai libri storici della bibbia, quali giudici, Samuele, re e cronache, che fanno risalire la capitale al figlio di Sem, Assur, che oltre ad essere il fondatore fu divinizzato dalle successive generazioni assire, in virtù delle sue origini quasi mitiche e del fatto che fu il primo re assiro.

Assunse come divinità il ruolo di patrono della città di Assur e dio principale assiro. Alle origini il popolo assiro era formato da coltivatori e allevatori. Si coltivavano principalmente orzo e grano lungo il fiume Tigri e si allevavano bovini, ovini e suini. Durante il corso del III millennio l'Assiria subì l'influsso dell'impero sumero, che dominava l'intera Mesopotamia, Assiria inclusa. Solo dopo l'invasione della popolazione semitica amorrea si svilupperà la civiltà assira come oggi la conosciamo, con le sue città che commerciavano nell'area mediterranea e mesopotamica. Le città assire erano organizzate come città stato, la più importante delle quali era Assur, che sotto il regno di Sargon I stabilì colonie mercantili nell'attuale Cappadocia in Anatolia, fondando la città di Kanesh (l'odierna Kultepe) all'incirca verso la fine del II millennio prima di Cristo.

Le città anatoliche effettuavano frequenti scambi con la città di Assur, specialmente per quanto riguarda metalli come il piombo e lo stagno e metalli preziosi come l'oro e l'argento. I carovanieri percorrevano distanze lunghissime con i loro asini da soma, e per andare da Assur e Kanish (850 km), potevano impiegare anche 50 giorni. Il comandante militare amorreo Shamshi-Adad (1813-1781 a.C.) si proclamò re con l'ausilio dei sui soldati con il nome di Shamshi-Adad I. Grazie al suo regno si intensificarono gli scambi con le colonie di Assur in Cappadocia. Shamshi conquistò anche la potente città di Mari, lungo la riva dell'Eufrate, e donò agli assiri le prime conquiste militari di rilievo gettando le basi per il futuro impero nella parte settentrionale della Mesopotamia.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Questa popolazione creò un potentissimo impero che dal IX al VII secolo dominò la zona dell'alto Tigri, l'Egitto e gran parte dell'Anatolia (l'odierna Turchia). La potenza dell'Impero Assiro era soprattutto dovuta al suo formidabile esercito, che poteva contare sui guerrieri più feroci, forti e crudeli dell'antichità. Le popolazioni vinte venivano infatti in gran parte trucidate, e chi veniva risparmiato era condannato alla schiavitù, per servire i nobili assiri, che trattavano i loro servitori in maniera non dissimile alle bestie da soma. Le fonti principali sulle origini degli assiri sono quelle giudaiche legate ai libri storici della bibbia, quali giudici, Samuele, re e cronache, che fanno risalire la capitale al figlio di Sem, Assur, che oltre ad essere il fondatore fu divinizzato dalle successive generazioni assire, in virtù delle sue origini quasi mitiche e del fatto che fu il primo re assiro.

Assunse come divinità il ruolo di patrono della città di Assur e dio principale assiro. Alle origini il popolo assiro era formato da coltivatori e allevatori. Si coltivavano principalmente orzo e grano lungo il fiume Tigri e si allevavano bovini, ovini e suini. Durante il corso del III millennio l'Assiria subì l'influsso dell'impero sumero, che dominava l'intera Mesopotamia, Assiria inclusa. Solo dopo l'invasione della popolazione semitica amorrea si svilupperà la civiltà assira come oggi la conosciamo, con le sue città che commerciavano nell'area mediterranea e mesopotamica. Le città assire erano organizzate come città stato, la più importante delle quali era Assur, che sotto il regno di Sargon I stabilì colonie mercantili nell'attuale Cappadocia in Anatolia, fondando la città di Kanesh (l'odierna Kultepe) all'incirca verso la fine del II millennio prima di Cristo.

Le città anatoliche effettuavano frequenti scambi con la città di Assur, specialmente per quanto riguarda metalli come il piombo e lo stagno e metalli preziosi come l'oro e l'argento. I carovanieri percorrevano distanze lunghissime con i loro asini da soma, e per andare da Assur e Kanish (850 km), potevano impiegare anche 50 giorni. Il comandante militare amorreo Shamshi-Adad (1813-1781 a.C.) si proclamò re con l'ausilio dei sui soldati con il nome di Shamshi-Adad I. Grazie al suo regno si intensificarono gli scambi con le colonie di Assur in Cappadocia. Shamshi conquistò anche la potente città di Mari, lungo la riva dell'Eufrate, e donò agli assiri le prime conquiste militari di rilievo gettando le basi per il futuro impero nella parte settentrionale della Mesopotamia.
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