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Programmazione informatica: introduzione all’ingegneria del software freccemercoledì 5 febbraio 2014

La programmazione  in informatica è composta dall'insieme delle attività che una o più persone specializzate in programmazione, chiamati per l'appunto programmatori o sviluppatori (in inglese, la lingua madre della programmazione, developer) che lavorano per creare un programma che si chiama in gergo informatico software. Questo software è alla base del processo di ingegneria informatica richiesto magari da un committente per informatizzare e quindi aumentare l'efficienza di un determinato programma.

Esistono diversi linguaggi grazie ai quali progettare e sviluppare un software. Come nelle altre lingue anche la lingua informatica ha una sua struttura e ha quindi un suo lessico, una sintassi e una semantica definita. Il linguaggio serve per controllare il comportamento di un computer attraverso la scrittura di un codice che viene definito sorgente. Questo codice è la struttura sulla quale viene poi scritto dal programmatore il programma. Il primo linguaggio di programmazione è il Plankalkül di Konrad Zuse, sviluppato in Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale e pubblicato nel 1946, anche se questo linguaggio non venne mai utilizzato per programmare. La programmazione veniva fatta all’inizio in short code, dal quale si è evoluto l’assembly che fu il linguaggio di programmazione più utilizzato poiché permetteva di scrivere programmi anche molto difficili saltando da un punto all’altro del codice.

I ricercatori informatici hanno sempre cercato di creare un sistema di linguaggio vicino alla mente umana in modo che il contatto e il parlare con la macchina sia più naturale e meno artificioso. Uno dei primi linguaggi che godette di una certa popolarità e che più si avvicinava al modello emanato prima di linguaggio informatico fu il Fortran, creato nel 1957 da John Backus, da cui derivò il basic, nato nel 1964, e basato sul linguaggio inglese costruito in maniere semplice, con comandi corti e decisi che permettono all’uomo di dialogare con la macchina. Assieme al Fortran sorsero altri linguaggi simili che si basavano su idee e paradigmi innovativi, come il Lisp (1959) e l'ALGOL (1960) . Tutti i linguaggi che si usano adesso possono considerarsi discendenti di questi primi tre linguaggi . L’ultimo tra quelli storici che possiamo annoverare è il Simula, del 1967, che introdusse il concetto di programmazione a oggetti.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Acorus

Acorus, genere di 2 specie di piante erbacee, perenni, rizomatose, rustiche. Si coltivano nei terreni umidi, sulle rive dei riuscelli e degli stagni e nelle vasche poco profonde.
Crescono bene nei terreni molto umidi. ........

Abete (Abies)

Abete (Abies), genere di 50 specie di conifere sempreverdi appartenenti alla famiglia delle Pinacee che raggiungono con l’età dimensioni notevoli: alcune specie possono superare i 50 m di altezza. Di provenienza diversa, ........


Duranta
La Duranta è un arbusto originario dell'America Centrale e Meridionale, delicata e comprende circa 36 specie. Ls specie descritta è adatta ad essere coltivata all'aperto nelle zone a clima mite dell'Italia ........

 

 

Ricetta del giorno
Arrosto al latte
Passate il pezzo di carne nella farina, in modo da spolverizzarlo leggermente, poi adagiatelo in una casseruola in 40 grammi di burro caldo e fatelo rosolare ....
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Ligustrum (Ligustro)

Ligustrum (Ligustro), genere di 45 specie di piccoli alberi o arbusti, sempreverdi e a foglie decidue, adatti per formare siepi e molto utilizzati nelle alberature stradali cittadine.
Si piantano in tutti i terreni fertili ........

Argemone

Argemone, genere di 10 specie di piante erbacee annuali e perenni, appartenenti alla famiglia delle Papaveraceae. Le piante descritte sono rustiche e vengono coltivate come annuali nelle bordure. Sono piante vigorose, con ........

Gynura

Gynura, genere di 100 specie di piante erbacee perenni, sempreverdi, coltivate per i fusti e il fogliame molto ornamentali. Le specie descritte sono adatte per la coltivazione i serra o in appartamento. I fiori hanno un ........

Olmo (Ulmus)

Olmo (Ulmus), genere di 45 specie di alberi rustici a foglie decidue, appartenenti alla famiglia delle Olmacee, originari delle regioni temperate dell’emisfero boreale. Per il loro bell’aspetto, la rapida crescita nelle ........


Ricetta del giorno
Rotolone alla crema
Versare in un pentolino basso, latte, burro e zucchero, sciogliere a fuoco lento e una volta che il composto sarà omogeneo, togliere dal fuoco e lasciare ....


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Programmazione informatica: introduzione all’ingegneria del software freccemercoledì 5 febbraio 2014

La programmazione  in informatica è composta dall'insieme delle attività che una o più persone specializzate in programmazione, chiamati per l'appunto programmatori o sviluppatori (in inglese, la lingua madre della programmazione, developer) che lavorano per creare un programma che si chiama in gergo informatico software. Questo software è alla base del processo di ingegneria informatica richiesto magari da un committente per informatizzare e quindi aumentare l'efficienza di un determinato programma.

Esistono diversi linguaggi grazie ai quali progettare e sviluppare un software. Come nelle altre lingue anche la lingua informatica ha una sua struttura e ha quindi un suo lessico, una sintassi e una semantica definita. Il linguaggio serve per controllare il comportamento di un computer attraverso la scrittura di un codice che viene definito sorgente. Questo codice è la struttura sulla quale viene poi scritto dal programmatore il programma. Il primo linguaggio di programmazione è il Plankalkül di Konrad Zuse, sviluppato in Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale e pubblicato nel 1946, anche se questo linguaggio non venne mai utilizzato per programmare. La programmazione veniva fatta all’inizio in short code, dal quale si è evoluto l’assembly che fu il linguaggio di programmazione più utilizzato poiché permetteva di scrivere programmi anche molto difficili saltando da un punto all’altro del codice.

I ricercatori informatici hanno sempre cercato di creare un sistema di linguaggio vicino alla mente umana in modo che il contatto e il parlare con la macchina sia più naturale e meno artificioso. Uno dei primi linguaggi che godette di una certa popolarità e che più si avvicinava al modello emanato prima di linguaggio informatico fu il Fortran, creato nel 1957 da John Backus, da cui derivò il basic, nato nel 1964, e basato sul linguaggio inglese costruito in maniere semplice, con comandi corti e decisi che permettono all’uomo di dialogare con la macchina. Assieme al Fortran sorsero altri linguaggi simili che si basavano su idee e paradigmi innovativi, come il Lisp (1959) e l'ALGOL (1960) . Tutti i linguaggi che si usano adesso possono considerarsi discendenti di questi primi tre linguaggi . L’ultimo tra quelli storici che possiamo annoverare è il Simula, del 1967, che introdusse il concetto di programmazione a oggetti.
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