articolo Tempo libero Arte - Cultura
La Repubblica di Venezia: dalle origini alla sua caduta – parte V freccemartedì 7 gennaio 2014

L'espansionismo turco arrivò a minacciare la stessa Venezia che aveva possedimenti nell'Egeo e nei Balcani. L'isola di Cipro fu una delle prime piazzeforti a cadere, e il doge fu costretto chiedere aiuto al papato in modo da formare una Lega Santa per contrastare il nuovo comune nemico. Il Pontefice Pio V formò una lega il 25 maggio del 1571 che vedeva riunite insieme le forze navali di Venezia, Spagna, Portogallo, Papato e Impero sotto la guida di Giovanni d'Austria, fratello del re di Spagna Filippo II.

La battaglia fu consumata nel golfo di Lepanto, dove 236 navi della cristianità si contrapposero e sconfissero il 7 ottobre le 282 navi sotto il comando dell'ammiraglio turco Alì Pascià. Nonostante la devastante vittoria Venezia fu costretta a cedere all'Impero Ottomano Cipro e alcuni territori della Morea, per garantire la pace nel Mediterraneo e per volontà dei suoi alleati che non volevano assolutamente che la Repubblica si rafforzasse come prima della guerra contro i turchi. Con l'entrata in scena degli Stati Unitari europei e degli Ottomani, iniziò il lento ma inesorabile declino di Venezia che nel XVII secolo, dopo un lunghissimo conflitto che durò dal 1645 al 1669 perse l'isola di Candia (Creta) conquistata dai turchi, ma mantenne ancora degli avamposti in Morea grazie all'abilità dell'ammiraglio Morosini che diede filo da torcere alle armate ottomane più numerose ma peggio guidate.

Nel 1718 la Morea passò sotto il controllo degli ottomani, per volontà degli stessi greci che decisero l'occupazione turca in luogo di quella veneziana che consideravano ormai troppo offensiva. La presenza turca in Grecia esisterà fino al 1830, quando per mezzo della società segreta Eteria la Grecia tornò a essere indipendente. Gli unici territori che rimanevano alla Repubblica erano ormai rappresentati dalla Dalmazia, che confinava con i territori sotto il controllo del sultano ottomano. Alla decadenza politica si contrappose però una grandezza immensa da un punto di vista culturale, che vede l'avvento sulle scene teatrali di Carlo Goldoni e su quelle musicali di Antonio Vivaldi che diedero nuova linfa e nuovo rispetto a Venezia per tutto il XVIII secolo.

L'ultimo colpo alla Venezia arrivò dalla Rivoluzione Francese e dal proliferare delle idee giacobine che mal si sposavano con la repubblica oligarchica. I dogi non furono in grado di arginare l'ondata dei moti rivoluzionari e sancirono la fine della repubblica con l'invasione del generale Napoleone Bonaparte nel 1797 che senza colpo ferire ottenne la capitolazione del doge e lo scioglimento del Gran Consiglio della città. L’aristocrazia ormai oziosa e stanca di guerre decise quindi di passare senza combattere sotto il governo francese. Napoleone con il trattato di Campoformio cedette la città all'Austria in cambio del riconoscimento dei territori conquistati in Lombardia che formeranno il futuro Regno d'Italia napoleonico che avrà vita fino alla sconfitta di Lipsia. Un barlume dei vecchi fasti fu riportato in auge durante i moti del 1848, in cui il patriota veneziano Manin alla guida di altri combattenti veneti riuscì a cacciare gli austriaci dalla Laguna ricreando la Repubblica di San Marco che fu però conquistata dopo pochi mesi di esistenza seguendo la sorte della Repubblica Romana.
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Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Nel 1718 la Morea passò sotto il controllo degli ottomani, per volontà degli stessi greci che decisero l'occupazione turca in luogo di quella veneziana che consideravano ormai troppo offensiva. La presenza turca in Grecia esisterà fino al 1830, quando per mezzo della società segreta Eteria la Grecia tornò a essere indipendente. Gli unici territori che rimanevano alla Repubblica erano ormai rappresentati dalla Dalmazia, che confinava con i territori sotto il controllo del sultano ottomano. Alla decadenza politica si contrappose però una grandezza immensa da un punto di vista culturale, che vede l'avvento sulle scene teatrali di Carlo Goldoni e su quelle musicali di Antonio Vivaldi che diedero nuova linfa e nuovo rispetto a Venezia per tutto il XVIII secolo.

L'ultimo colpo alla Venezia arrivò dalla Rivoluzione Francese e dal proliferare delle idee giacobine che mal si sposavano con la repubblica oligarchica. I dogi non furono in grado di arginare l'ondata dei moti rivoluzionari e sancirono la fine della repubblica con l'invasione del generale Napoleone Bonaparte nel 1797 che senza colpo ferire ottenne la capitolazione del doge e lo scioglimento del Gran Consiglio della città. L’aristocrazia ormai oziosa e stanca di guerre decise quindi di passare senza combattere sotto il governo francese. Napoleone con il trattato di Campoformio cedette la città all'Austria in cambio del riconoscimento dei territori conquistati in Lombardia che formeranno il futuro Regno d'Italia napoleonico che avrà vita fino alla sconfitta di Lipsia. Un barlume dei vecchi fasti fu riportato in auge durante i moti del 1848, in cui il patriota veneziano Manin alla guida di altri combattenti veneti riuscì a cacciare gli austriaci dalla Laguna ricreando la Repubblica di San Marco che fu però conquistata dopo pochi mesi di esistenza seguendo la sorte della Repubblica Romana.
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