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L'Italia vichinga. I Longobardi freccemercoledì 18 febbraio 2015      


I vichinghi conquistarono anche l'italia, anche se non tutti ne sono a conoscenza. I Longobardi contesero nel VI e nel VII secolo l'Italia ai bizantini, e diedero vita a una civiltà di completa fusione tra i latini e i germani che era stata già iniziata dagli Ostrogoti di Teodorico e che era stata interrotta dalla conquista di Giustiniano. I Longobardi erano una popolazione proveniente dalla Scandinavia, che discesero verso l'Europa Centrale e Meridionale alla ricerca di terre più feconde e per sfuggire a una tremenda carestia che aveva investito il Nord d'Europa. Come tutte le popolazioni del Nord anche i Longobardi erano un popolo guerriero, devoto alle divinità guerriere di Asgar (l'Olimpo della Mitologia Norrena).

Portavano tutti una lunga barba e le armi tipiche dei vichinghi, come le asce bipenni, gli scudi rotondi e le spade lunghe. La storiografia concorda nel dire che quelli che conquistarono gran parte dell'Italia nel VI Secolo non erano ormai più Longobardi puri, ma in realtà un insieme di popolazioni che si erano fuse assieme durante la migrazione che li aveva portati del Nord Europa all'Italia, e per questa ragione la lingua, gli usi e i costumi dell'antica popolazione si sarebbero gradualmente sostituiti a quelli più vicini alle genti mediterranee.

Le fonti che attestano la loro esistenza si possono trovare anche negli scritti del Tardo Impero, quando i Romani combatterono contro i Marcomanni che avevano come alleati per l'appunto i Longobardi, che in quell'occasione entrarono in contatto con le genti latine, ammirandone il genio politico e constatando la debolezza militare. In quell'occasione furono comunque sconfitti e arrestati sul Danubio. I guerrieri longobardi e le loro famiglie si ritirarono nell'Europa Centro-Orientale entrando in contatto con l'Impero Romano d'Oriente, che li federò durante la campagna contro gli Ostrogoti. Sotto al guida del Re e condottiero Alboino nel 569 discesero in Italia sfidando i bizantini, loro vecchi alleati ma ora abbastanza deboli da potergli permettere di conquistare gran parte della Penisola che l'Imperatore Giustiniano aveva riconquistato dopo una lunghissima guerra con I goti.

Entrati pienamente in contatto con la popolazione latina, iniziarono ad adottare alcune loro tradizioni, come la religione cristiana, che però fu accettata nella forma Ariana che prevedeva non una Trinità ma un Figlio minore del Padre, così come nella mitologia norrena Thor era minore di odino, pur essendo sempre una divinità. La conquista fu portata avanti da Oriente, caddero infatti prima il Veneto e il Friuli, e poi Milano e Pavia. Tracce dell'arte e dell'architettura Longobarda sono infatti ancora vive in diverse città del Friuli (come Cividale) e a Pavia, che assunse il ruolo di capitale del regno dei Longobardi in Italia. La conquista di Pavia fu lunga e durò ben tre anni, durante i quali Alboino stette più volte sul punto di desistere, ma spinto da una grande forza di volontà decise di continuare l'assedio che lo portò alla vittoria.

Con la morte del condottiero Alboino, avvenuta nel 572 (il re fu assassinato probabilmente da sicari inviati dall'impero bizantino), i Longobardi si dispersero e non riuscirono a continuare la conquista dell'Italia intera. In pratica iniziò per la Penisola un periodo buio conosciuto come 'anarchia ducale (574-584)', durante il quale ogni duca (comandante militare) longobardo amministrò le terre conquistate e alcuni caddero sotto il dominio bizantino che li federò nell'Impero. Solo nel 584, davanti alla seria minaccia di un'invasione da parte dei Franchi, ben voluti dal Papa e regnanti dell'attuale Francia, i duchi e i comandanti militari si sottomisero al nuovo re Autari e al Grande Re Agilulfo (590-616), probabilmente i più grandi tra i sovrani longobardi (specialmente Agilulfo) che ripulirono le strade dai predoni e dai briganti che avevano prosperato durante l'anarchia e prepararono l'esercito per difendere l'Italia da loro creata contro il nemico rappresentato dai Franchi e dai bizantini desiderosi di riprendersi l'Italia per sfruttarne le risorse agricole. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Christian  Vannozzi - vedi tutti gli articoli di Christian  Vannozzi



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Portavano tutti una lunga barba e le armi tipiche dei vichinghi, come le asce bipenni, gli scudi rotondi e le spade lunghe. La storiografia concorda nel dire che quelli che conquistarono gran parte dell'Italia nel VI Secolo non erano ormai più Longobardi puri, ma in realtà un insieme di popolazioni che si erano fuse assieme durante la migrazione che li aveva portati del Nord Europa all'Italia, e per questa ragione la lingua, gli usi e i costumi dell'antica popolazione si sarebbero gradualmente sostituiti a quelli più vicini alle genti mediterranee.

Le fonti che attestano la loro esistenza si possono trovare anche negli scritti del Tardo Impero, quando i Romani combatterono contro i Marcomanni che avevano come alleati per l'appunto i Longobardi, che in quell'occasione entrarono in contatto con le genti latine, ammirandone il genio politico e constatando la debolezza militare. In quell'occasione furono comunque sconfitti e arrestati sul Danubio. I guerrieri longobardi e le loro famiglie si ritirarono nell'Europa Centro-Orientale entrando in contatto con l'Impero Romano d'Oriente, che li federò durante la campagna contro gli Ostrogoti. Sotto al guida del Re e condottiero Alboino nel 569 discesero in Italia sfidando i bizantini, loro vecchi alleati ma ora abbastanza deboli da potergli permettere di conquistare gran parte della Penisola che l'Imperatore Giustiniano aveva riconquistato dopo una lunghissima guerra con I goti.

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Con la morte del condottiero Alboino, avvenuta nel 572 (il re fu assassinato probabilmente da sicari inviati dall'impero bizantino), i Longobardi si dispersero e non riuscirono a continuare la conquista dell'Italia intera. In pratica iniziò per la Penisola un periodo buio conosciuto come 'anarchia ducale (574-584)', durante il quale ogni duca (comandante militare) longobardo amministrò le terre conquistate e alcuni caddero sotto il dominio bizantino che li federò nell'Impero. Solo nel 584, davanti alla seria minaccia di un'invasione da parte dei Franchi, ben voluti dal Papa e regnanti dell'attuale Francia, i duchi e i comandanti militari si sottomisero al nuovo re Autari e al Grande Re Agilulfo (590-616), probabilmente i più grandi tra i sovrani longobardi (specialmente Agilulfo) che ripulirono le strade dai predoni e dai briganti che avevano prosperato durante l'anarchia e prepararono l'esercito per difendere l'Italia da loro creata contro il nemico rappresentato dai Franchi e dai bizantini desiderosi di riprendersi l'Italia per sfruttarne le risorse agricole. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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