Articolo Riciclo Realizzazioni
L'arte di riciclare freccegiovedì 26 settembre 2013      


Da un rifiuto può nascere un’opera d’arte? Se vi è capitato di visitare una mostra dello scultore Patrick Alò, la risposta non potrà che essere affermativa. Pezzi di carcasse di automobili, utensili da lavoro in disuso, parti di macchine industriali abbandonate – sapientemente assemblati dalle mani del giovane artista romano di origini e ciociaro d’adozione - si tramutano in una ‘nuova carne’ di divinità mitologiche quali Mercurio, Pan, Prometeo, Lacoonte…; come per magia, ferraglie oramai senza più valore si trasformano in preziose creazioni raffiguranti animali come cavalli, ippopotami, tori, civette, ragni, zanzare, mosche, seppie…, oppure in sculture di sfingi, chimere, antichi guerrieri…

Non si può che rimanere piacevolmente meravigliati nell’osservare come, utilizzando ad esempio sei vecchi tergicristalli di un’autovettura, un oramai inservibile trapano con tanto di punta bruciata e l’esausto ammortizzatore a molla di una motocicletta, la fantasiosa creatività di Patrick Alò riesca a dar vita ad una zanzara talmente rispondente nelle forme (di dimensioni, ovviamente, maggiori) all’insetto reale, a tal punto che nemmeno un bambino stenterebbe a riconoscere il fastidioso animaletto succhiasangue tristemente noto per le sue punture estive.

Del resto, la foto a corredo di questo articolo fornisce sicuramente l’esempio di come intelligenza, cultura, amore e passione possano ridare dignità e valore ad oggetti oramai destinati a discarica, riproponendoli a nuova vita. Inutile sottolineare che le mostre espositive di Patrick Alò - trattandosi di una forma d’arte che arriva subito alla gente (nel senso di immediatezza comunicativa), pur non essendo per nulla banale - hanno riscosso pieno successo ovunque, anche oltre i confini nazionali; ed alcune di esse hanno addirittura avuto il privilegio di calcare il pregiato palcoscenico della Biennale di Venezia.

Sicuramente un grande riconoscimento delle altrettanto grandi capacità artistiche dello scultore; ma le soddisfazioni maggiori – a suo dire - Patrick le ottiene quando, insieme alla propria compagna Gigliola Magliocco (validissima guida naturalistico-ambientale), si reca nelle scuole di ogni ordine e grado a mostrare e spiegare le sue opere ai giovani studenti: “Insegnare ai più piccoli l’arte del riciclo; coinvolgerli in laboratori ludico-informativi che li sensibilizzino, affinché comprendano che le risorse sul pianeta in cui vivono non sono infinite, è di fondamentale importanza – spiega l’artista - perché consente di instillare nelle giovani generazioni i valori della tutela ambientale, dell’uso corretto delle risorse, del recupero e riciclo dei rifiuti”. Ed è inutile sottolineare che quello svolto da Patrick Alò è un importantissimo lavoro di prospettiva, in quanto "i bambini di oggi saranno gli adulti di domani”. . ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Marcello  Gelfusa - vedi tutti gli articoli di Marcello  Gelfusa



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Non si può che rimanere piacevolmente meravigliati nell’osservare come, utilizzando ad esempio sei vecchi tergicristalli di un’autovettura, un oramai inservibile trapano con tanto di punta bruciata e l’esausto ammortizzatore a molla di una motocicletta, la fantasiosa creatività di Patrick Alò riesca a dar vita ad una zanzara talmente rispondente nelle forme (di dimensioni, ovviamente, maggiori) all’insetto reale, a tal punto che nemmeno un bambino stenterebbe a riconoscere il fastidioso animaletto succhiasangue tristemente noto per le sue punture estive.

Del resto, la foto a corredo di questo articolo fornisce sicuramente l’esempio di come intelligenza, cultura, amore e passione possano ridare dignità e valore ad oggetti oramai destinati a discarica, riproponendoli a nuova vita. Inutile sottolineare che le mostre espositive di Patrick Alò - trattandosi di una forma d’arte che arriva subito alla gente (nel senso di immediatezza comunicativa), pur non essendo per nulla banale - hanno riscosso pieno successo ovunque, anche oltre i confini nazionali; ed alcune di esse hanno addirittura avuto il privilegio di calcare il pregiato palcoscenico della Biennale di Venezia.

Sicuramente un grande riconoscimento delle altrettanto grandi capacità artistiche dello scultore; ma le soddisfazioni maggiori – a suo dire - Patrick le ottiene quando, insieme alla propria compagna Gigliola Magliocco (validissima guida naturalistico-ambientale), si reca nelle scuole di ogni ordine e grado a mostrare e spiegare le sue opere ai giovani studenti: “Insegnare ai più piccoli l’arte del riciclo; coinvolgerli in laboratori ludico-informativi che li sensibilizzino, affinché comprendano che le risorse sul pianeta in cui vivono non sono infinite, è di fondamentale importanza – spiega l’artista - perché consente di instillare nelle giovani generazioni i valori della tutela ambientale, dell’uso corretto delle risorse, del recupero e riciclo dei rifiuti”. Ed è inutile sottolineare che quello svolto da Patrick Alò è un importantissimo lavoro di prospettiva, in quanto "i bambini di oggi saranno gli adulti di domani”. . ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Marcello  Gelfusa - vedi tutti gli articoli di Marcello  Gelfusa





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