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Vendemmia 2013, qualità e quantità soddisfano i viticoltori italiani freccelunedì 30 settembre 2013 


Esultano i viticoltori: dopo le ultime due stagioni non certo soddisfacenti sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, quest’anno la vendemmia si preannuncia ottima e (a meno di capricci del tempo dell’ultima ora, tipo piogge torrenziali e grandinate) la qualità del vino dovrebbe essere di assoluto livello. “Il clima favorevole – spiega l’enologo – ha permesso un ciclo vegetativo maggiormente razionale e la maturazione graduale dell’uva che, oltre a determinare acini più grandi e ricchi, ha favorito l’accumulo di sostanze aromatiche nelle uve bianche e di sostanze polifenoliche in quelle nere”.

La componente climatica stagionale – continua l’enologo – regalerà una corposità che, se ben controllata in cantina, darà vita ad etichette da conservare e bere, con immensa gioia del palato, per i prossimi dieci-quindici anni”. In quanto al fattore quantitativo, in generale (più avanti vedremo le previsioni, a cura dell’Associazione enologi italiani, regione per regione) la produzione dovrebbe essere superiore dell’8% rispetto alla passata stagione; incremento produttivo registrato in tutte le regioni italiane (eccezion fatta per il Friuli Venezia Giulia) e dovuto alle abbondanti precipitazioni soprattutto primaverili; ma purtroppo c’è anche un rovescio della medaglia rappresentato dalla forte umidità dovuta all’alternarsi di pioggia e caldo, che ha causato il proliferare di funghi e parassiti.

Gli addetti alla raccolta dei grappoli hanno già da diverso tempo messo mano alle cesoie, anche se il pieno della vendemmia in tutta la Penisola avrà luogo nell’ultima settimana di settembre e nella prima di ottobre, per poi concludersi con le varietà tardive solo a novembre. Ma vediamo le previsioni, regione per regione. Sorridono i viticoltori dell’Abruzzo - ove si producono varietà quali lo Chardonnay, il Pinot grigio, il Trebbiano, la Malvasia, la Passerina, il Sangiovese ed il Montepulciano -, in quanto per loro si stima un incremento della produzione del 20% rispetto allo scorso anno; lo stesso dicasi per i cultori della vite del Trentino Alto Adige, considerato che per l’intera produzione regionale di Pinot grigio, Sauvignon, Chardonnay, Pinot bianco, Muller Thurgau, Pinot nero, Merlot e Cabernet si prevede un aumento del 15%.

Stessa crescita percentuale è prevista in Puglia per la produzione complessiva di Chardonnay, Pinot, Sauvignon, Primitivo, Negroamaro, Bombino e Nero di Troia. La vendemmia regalerà soddisfazioni anche in Campania, ove per la produzione di Asprinio, Fiano, Falanghina, Greco di Tufo ed Aglianico è stimata una quantità superiore alla stagione precedente del 15%. Un globale 10% in più si prevede invece in Sicilia, per Pinot Grigio, Sauvignon blanc, Chardonnay Müller Thurgau, Moscato bianco, Merlot, Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon, Catarratto ed Insolia. Un aumento collettivo del 10% si registrerà anche in Sardegna per la produzione di Moscato, Cannonau, Vermentino, Carignano, Monica e Nuragus, Nasco e Malvasia.

Si chiuderà in positivo anche in Piemonte, ove i vari Nebbiolo, Moscato, Brachetto, Barbera, Chardonnay e Pinot Nero faranno registrare un complessivo 5% in più rispetto al 2012; lo stesso dicasi per la Lombardia, con i suoi Pinot nero e Pinot grigio, Nebbiolo, Inferno e Grumello. Anche in Veneto il quantitativo di vino (Pinot, Soave, Chardonnay, Glera, Merlot, Cabernet, Refosco, Raboso, Valpolicella, Bardolino, Custoza, Lugana, Vicenza e Durello) che sarà incrementato rispetto all’anno passato, è stimato intorno al 5%; stessa percentuale per tutte le varietà (Albana, Sangiovese, Trebbiano, Pignoletto, Malvasia, Ortrugo, Ancellotta, Lambrusco Marani, Salamino e Croatina) prodotte in Emilia Romagna.

In Toscana si registrerà un 5% in più rispetto al 2012, anche per i produttori di Chianti, Sangiovese, Chardonnay, Pinot, Sauvignon, Merlot, Morellino di Scansano, San Gimignano, Vernaccia, Carmignano, Montepulciano e Brunello di Montalcino.Un incremento del 5% al termine della vendemmia sarà registrato anche nel Lazio, per la produzione di Chardonnay, Pinot, Trebbiano, Malvasia, Bombino e Bellone. Lo stesso accadrà nelle Marche per la produzione di Bianchello, Verdicchio, Passerina, Pecorino, Montepulciano e Sangiovese; così come in Umbria con la produzione di Chardonnay, Pinot, Trebbiano, Malvasia, Bombino e Bellone.

Passando alle dolenti note, il Friuli Venezia Giulia dovrebbe far registrare un decremento del 5% rispetto all’annata scorsa, in quanto le qualità Pinot grigio, Chardonnay, Moscato, Traminer, Cabernet franc, Tocai, Merlot, Glera,Verduzzo, Refosco, Picolit, Sauvignon, Ribolla e Prosecco, a causa del perdurare dell’elevata umidità hanno subito attacchi di peronospora e oidio anche sui grappoli riducendo, di fatto, la produzione. Per quel che concerne infine il consumo di vino, mentre - secondo le stime di Assoenologi – le vendite di bottiglie nel nostro Paese continuano a calare (l’anno in corso si chiuderà sotto i 40 litri pro-capite), quelle all’estero crescono.
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Marcello  Gelfusa - vedi tutti gli articoli di Marcello  Gelfusa


   
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La componente climatica stagionale – continua l’enologo – regalerà una corposità che, se ben controllata in cantina, darà vita ad etichette da conservare e bere, con immensa gioia del palato, per i prossimi dieci-quindici anni”. In quanto al fattore quantitativo, in generale (più avanti vedremo le previsioni, a cura dell’Associazione enologi italiani, regione per regione) la produzione dovrebbe essere superiore dell’8% rispetto alla passata stagione; incremento produttivo registrato in tutte le regioni italiane (eccezion fatta per il Friuli Venezia Giulia) e dovuto alle abbondanti precipitazioni soprattutto primaverili; ma purtroppo c’è anche un rovescio della medaglia rappresentato dalla forte umidità dovuta all’alternarsi di pioggia e caldo, che ha causato il proliferare di funghi e parassiti.

Gli addetti alla raccolta dei grappoli hanno già da diverso tempo messo mano alle cesoie, anche se il pieno della vendemmia in tutta la Penisola avrà luogo nell’ultima settimana di settembre e nella prima di ottobre, per poi concludersi con le varietà tardive solo a novembre. Ma vediamo le previsioni, regione per regione. Sorridono i viticoltori dell’Abruzzo - ove si producono varietà quali lo Chardonnay, il Pinot grigio, il Trebbiano, la Malvasia, la Passerina, il Sangiovese ed il Montepulciano -, in quanto per loro si stima un incremento della produzione del 20% rispetto allo scorso anno; lo stesso dicasi per i cultori della vite del Trentino Alto Adige, considerato che per l’intera produzione regionale di Pinot grigio, Sauvignon, Chardonnay, Pinot bianco, Muller Thurgau, Pinot nero, Merlot e Cabernet si prevede un aumento del 15%.

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Marcello  Gelfusa - vedi tutti gli articoli di Marcello  Gelfusa





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