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La dieta e il diabete freccesabato 11 maggio 2013 


Il diabete va curato per lo più con un appropriato regime alimentare. Il ruolo della dieta, o meglio, la corretta alimentazione nella cura della malattia è fondamentale. Infatti i medici la considerano non una pura e semplice indicazione, da seguire evidentemente in maniera scrupolosa,  bensì una  vera terapia, tanto da definirla una dietoterapia. I soggetti che soffrono di diabete devono rendersi conto che è  di primaria importanza rispettare scrupolosamente la dieta che poi, alla fine si basa su  poche e abbastanza semplici regole che vanno seguite con molta attenzione. Del resto tali regole andrebbero seguite anche dai soggetti non diabetici, perfettamente sani, perché si tratta di regole di sana alimentazione che mettono anche in un certo senso al riparo dal contrarre il diabete nel tempo.

Contrariamente a quanto si crede, l'alimentazione corretta del diabetico non è né particolarmente restrittiva, né complicata perché, nella maggior parte delle situazioni, è sufficiente adattare la normale dieta alla malattia, che in fondo consiste nell’adottare delle sane abitudini alimentari che dovrebbero interessare chiunque, salvo ovviamente i pochi casi particolari che sempre possono esistere. Va da se che alcuni alimenti vanno evitati, ma a  fronte di queste esclusioni, vi sono altrettanti alimenti, anche decisamente gustosi, che possono tranquillamente entrare nella dieta del diabetico. 

Quattro i concetti fondamentali su cui si basa la dieta del diabetico, per lo più tendenti a tenere sotto controllo alcuni parametri e, per la precisione:

  • il controllo glicemico;
  • il controllo del peso corporeo che non deve mai superare certi imiti;
  • il controllo dei lipidi;
  • la prevenzione e di conseguenza il trattamento dei fattori di rischio strettamente connessi all’alimentazione.

I tipi diabete sono due, e la dieta, anche se simile in entrambi i casi, si basa su alcune piccole differenze.
Il diabete di tipo 1  prevede una dieta particolarmente attenta a certi alimenti, in particolare i carboidrati.
Il diabete di tipo 2, che solitamente è legato a problemi di sovrappeso, prevede una dieta particolarmente mirata al controllo del peso corporeo che deve rimanere sempre entro certi limiti. Ottenere anche una semplice riduzione del 5-10%  del peso, anche se l’obiettivo da perseguire è più ambizioso, garantirà degli indubbi vantaggi, in quanto migliorerà il controllo metabolico con conseguente riduzione della glicemia, normalizzazione della pressione arteriosa e  miglioramento complessivo del quadro lipidico.

La dieta non deve mai diventare una sorta di punizione per il paziente perché altrimenti questa verrà completamente disattesa, per cui è necessario non trascurare i gusti del paziente diabetico e consentirgli quindi una certa varietà di scelta tra gli alimenti adatti alla sua condizione.
I carboidrati, in particolar modo, sono gli alimenti maggiormente graditi, sono il piatto presente in quasi tutte le abitudini alimentari, e quindi anche per il diabetico assumono una importanza notevole. Tuttavia, è necessario che la quantità totale dei carboidrati consumati nell’arco della giornata non superi il 50-55% delle calorie complessive giornaliere.  Necessariamente si dovranno scegliere   quelli a basso indice glicemico, per lo più  associati a fibre, in modo da contenere al massimo il loro apporto.

Lo zucchero deve essere assunto con estrema cautela, mai oltre il 5% delle calorie quotidiane, il che equivale a 15-20 grammi, limite che non deve essere superato. Quindi è necessario limitare al massimo, addirittura eliminare, biscotti e merendine varie che altrimenti farebbero superare il limite consentito in men che non si dica. Sarà bene, quindi, sostituire il saccarosio con dolcificanti totalmente privi di valore nutritivo e approvati dalla FDA.

Di conseguenza, considerando il limite di zucchero consentito, la lista degli alimenti da evitare è abbastanza lunga, e va dal miele, ai prodotti dolciari raffinati, cioccolato, marmellata, primi piatti con condimenti grassi, pizze elaborate, crackers, grissini, panini all'olio, focacce, frutta secca, avocado, frutta sciroppata, banane, mandarini, uva, fichi, cachi, bevande zuccherate in genere.

Ma fortunatamente non ci sono solo limitazioni, in quanto, sempre con moderazione considerando la necessità di mantenere il peso sotto controllo, sono permessi i primi piatti semplici, come pasta e  riso, meglio se integrali, con  pomodoro, tonno e verdure, facendo tuttavia attenzione a non consumare nello stesso pasto due alimenti a base di amido come  pane e pasta, oppure pane e riso, pizza e pasta ecc., e così di seguito. La frutta e verdura sono consentite senza problemi, ad eccezione di quelle indicate in precedenza, così come è necessario utilizzare dolcificanti a posto dello zucchero e consumare bevande non zuccherate.

Il totale delle proteine assunte nel corso della giornata deve essere pari a circa il 15-20% dell'apporto calorico quotidiano, in sostanza,  pari a 0,8-1,2 g di proteine per Kg di peso corporeo. Questa quota deve derivare per  2/3 da prodotti di origine animale, escludendo la carne che va consumata non più di 4-5 volte al giorno, sia bianca che rossa, e per 1/3 da prodotti di origine vegetale, ovvero i legumi.
E ora passiamo ai grassi.  Devono rappresentare il  20-30% dell'apporto calorico giornaliero e, in tutti i casi, non superare mai il 40%, considerando anche che la dieta dei grassi è suscettibile di aggiustamenti in quanto bisogna tener conto degli effetti che ha su ciascun soggetto e, quindi, controllarne l’andamento ponderale.

I soggetti con diabete mellito  sono particolarmente esposti all’insorgenza di malattie cardiovascolari per cui la dieta, in questo caso, dovrebbe limitare  al massimo l'apporto di grassi saturi e colesterolo, il cui apporto giornaliero non deve mai superare i 300 mg. L’insulina determina un aumento della produzione endogena di colesterolo  per cui vanno evitati tutti gli alimenti, anche i carboidrati, ad alto contenuto  glicemico, nonché quelli a medio indice glicemico.
La dieta del diabetico deve essere ricca di fibre, soprattutto idrosolubili, e di origine vegetale quindi i legumi andranno benissimo, ed è bene non scendere mai al di sotto dei 15-20 grammi al giorno. Anche in questo caso, come del resto è per i soggetti non diabetici, vale la regola delle 5, ovvero 5 porzioni tra frutta e verdura nell’arco della giornata, ovviamente ad esclusione della frutta elencata in precedenza, fonte non solo di fibra, ma anche di antiossidanti, Sali minerali, vitamine e altre molecole indispensabili per l’organismo.

Inoltre, se si segue con attenzione la dieta, è possibile anche concedersi un solo bicchiere di vino rosso a tavola, al pasto principale, che oltre tutto è anch’esso ricco di polifenoli e antiossidanti, ovviamente senza mai eccedere. Ovviamente,  superalcolici, i vini liquorosi e i cocktails sono proibiti, più che sconsigliati.
Infine, ultima considerazione, è bene ricordarsi che un po’ di sana attività fisica, come ad esempio la camminata veloce per almeno 30-40 minuti al giorno, aiuta a prevenire il diabete e, se presente, a tenerlo sotto controllo.


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Il diabete va curato per lo più con un appropriato regime alimentare. Il ruolo della dieta, o meglio, la corretta alimentazione nella cura della malattia è fondamentale. Infatti i medici la considerano non una pura e semplice indicazione, da seguire evidentemente in maniera scrupolosa,  bensì una  vera terapia, tanto da definirla una dietoterapia. I soggetti che soffrono di diabete devono rendersi conto che è  di primaria importanza rispettare scrupolosamente la dieta che poi, alla fine si basa su  poche e abbastanza semplici regole che vanno seguite con molta attenzione. Del resto tali regole andrebbero seguite anche dai soggetti non diabetici, perfettamente sani, perché si tratta di regole di sana alimentazione che mettono anche in un certo senso al riparo dal contrarre il diabete nel tempo.

Contrariamente a quanto si crede, l'alimentazione corretta del diabetico non è né particolarmente restrittiva, né complicata perché, nella maggior parte delle situazioni, è sufficiente adattare la normale dieta alla malattia, che in fondo consiste nell’adottare delle sane abitudini alimentari che dovrebbero interessare chiunque, salvo ovviamente i pochi casi particolari che sempre possono esistere. Va da se che alcuni alimenti vanno evitati, ma a  fronte di queste esclusioni, vi sono altrettanti alimenti, anche decisamente gustosi, che possono tranquillamente entrare nella dieta del diabetico. 

Quattro i concetti fondamentali su cui si basa la dieta del diabetico, per lo più tendenti a tenere sotto controllo alcuni parametri e, per la precisione:

  • il controllo glicemico;
  • il controllo del peso corporeo che non deve mai superare certi imiti;
  • il controllo dei lipidi;
  • la prevenzione e di conseguenza il trattamento dei fattori di rischio strettamente connessi all’alimentazione.

I tipi diabete sono due, e la dieta, anche se simile in entrambi i casi, si basa su alcune piccole differenze.
Il diabete di tipo 1  prevede una dieta particolarmente attenta a certi alimenti, in particolare i carboidrati.
Il diabete di tipo 2, che solitamente è legato a problemi di sovrappeso, prevede una dieta particolarmente mirata al controllo del peso corporeo che deve rimanere sempre entro certi limiti. Ottenere anche una semplice riduzione del 5-10%  del peso, anche se l’obiettivo da perseguire è più ambizioso, garantirà degli indubbi vantaggi, in quanto migliorerà il controllo metabolico con conseguente riduzione della glicemia, normalizzazione della pressione arteriosa e  miglioramento complessivo del quadro lipidico.

La dieta non deve mai diventare una sorta di punizione per il paziente perché altrimenti questa verrà completamente disattesa, per cui è necessario non trascurare i gusti del paziente diabetico e consentirgli quindi una certa varietà di scelta tra gli alimenti adatti alla sua condizione.
I carboidrati, in particolar modo, sono gli alimenti maggiormente graditi, sono il piatto presente in quasi tutte le abitudini alimentari, e quindi anche per il diabetico assumono una importanza notevole. Tuttavia, è necessario che la quantità totale dei carboidrati consumati nell’arco della giornata non superi il 50-55% delle calorie complessive giornaliere.  Necessariamente si dovranno scegliere   quelli a basso indice glicemico, per lo più  associati a fibre, in modo da contenere al massimo il loro apporto.

Lo zucchero deve essere assunto con estrema cautela, mai oltre il 5% delle calorie quotidiane, il che equivale a 15-20 grammi, limite che non deve essere superato. Quindi è necessario limitare al massimo, addirittura eliminare, biscotti e merendine varie che altrimenti farebbero superare il limite consentito in men che non si dica. Sarà bene, quindi, sostituire il saccarosio con dolcificanti totalmente privi di valore nutritivo e approvati dalla FDA.

Di conseguenza, considerando il limite di zucchero consentito, la lista degli alimenti da evitare è abbastanza lunga, e va dal miele, ai prodotti dolciari raffinati, cioccolato, marmellata, primi piatti con condimenti grassi, pizze elaborate, crackers, grissini, panini all'olio, focacce, frutta secca, avocado, frutta sciroppata, banane, mandarini, uva, fichi, cachi, bevande zuccherate in genere.

Ma fortunatamente non ci sono solo limitazioni, in quanto, sempre con moderazione considerando la necessità di mantenere il peso sotto controllo, sono permessi i primi piatti semplici, come pasta e  riso, meglio se integrali, con  pomodoro, tonno e verdure, facendo tuttavia attenzione a non consumare nello stesso pasto due alimenti a base di amido come  pane e pasta, oppure pane e riso, pizza e pasta ecc., e così di seguito. La frutta e verdura sono consentite senza problemi, ad eccezione di quelle indicate in precedenza, così come è necessario utilizzare dolcificanti a posto dello zucchero e consumare bevande non zuccherate.

Il totale delle proteine assunte nel corso della giornata deve essere pari a circa il 15-20% dell'apporto calorico quotidiano, in sostanza,  pari a 0,8-1,2 g di proteine per Kg di peso corporeo. Questa quota deve derivare per  2/3 da prodotti di origine animale, escludendo la carne che va consumata non più di 4-5 volte al giorno, sia bianca che rossa, e per 1/3 da prodotti di origine vegetale, ovvero i legumi.
E ora passiamo ai grassi.  Devono rappresentare il  20-30% dell'apporto calorico giornaliero e, in tutti i casi, non superare mai il 40%, considerando anche che la dieta dei grassi è suscettibile di aggiustamenti in quanto bisogna tener conto degli effetti che ha su ciascun soggetto e, quindi, controllarne l’andamento ponderale.

I soggetti con diabete mellito  sono particolarmente esposti all’insorgenza di malattie cardiovascolari per cui la dieta, in questo caso, dovrebbe limitare  al massimo l'apporto di grassi saturi e colesterolo, il cui apporto giornaliero non deve mai superare i 300 mg. L’insulina determina un aumento della produzione endogena di colesterolo  per cui vanno evitati tutti gli alimenti, anche i carboidrati, ad alto contenuto  glicemico, nonché quelli a medio indice glicemico.
La dieta del diabetico deve essere ricca di fibre, soprattutto idrosolubili, e di origine vegetale quindi i legumi andranno benissimo, ed è bene non scendere mai al di sotto dei 15-20 grammi al giorno. Anche in questo caso, come del resto è per i soggetti non diabetici, vale la regola delle 5, ovvero 5 porzioni tra frutta e verdura nell’arco della giornata, ovviamente ad esclusione della frutta elencata in precedenza, fonte non solo di fibra, ma anche di antiossidanti, Sali minerali, vitamine e altre molecole indispensabili per l’organismo.

Inoltre, se si segue con attenzione la dieta, è possibile anche concedersi un solo bicchiere di vino rosso a tavola, al pasto principale, che oltre tutto è anch’esso ricco di polifenoli e antiossidanti, ovviamente senza mai eccedere. Ovviamente,  superalcolici, i vini liquorosi e i cocktails sono proibiti, più che sconsigliati.
Infine, ultima considerazione, è bene ricordarsi che un po’ di sana attività fisica, come ad esempio la camminata veloce per almeno 30-40 minuti al giorno, aiuta a prevenire il diabete e, se presente, a tenerlo sotto controllo.


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