articolo Vino
La vendemmia, una vera grande festa freccelunedì 15 ottobre 2012 


La  vendemmia, come sta accadendo negli ultimi anni, comincia sempre prima, tanto è vero che il record per il 2012 è toccato ad un grappolo In Franciacorta che è stato tagliato il 7 agosto. Tuttavia, nella famosa zona vinicola bresciana dove vengono coltivate le uve Pinot nero e Chardonnay, la vendemmia comincia sempre in anticipo rispetto al resto del Paese, perché è il solo modo per preservare la freschezza acidica e la bassa quantità zuccherina, condizioni essenziali per ottenere spumanti di assoluta qualità.

L’anticipo di vendemmia è ormai una costante, legata ai mutamenti climatici che  stanno interessando tutto il bacino del Mediterraneo, tanto che ormai la vendemmia avviene almeno una un mese prima rispetto a trent’anni  fa. Ma non solo, i cambiamenti climatici e, in particolare l’innalzarsi delle temperature, sta lentamente cambiando anche la distribuzione geografica dei vigneti che ormai, in alcune regioni di Morgex e di La Salle, in provincia di Aosta, si arrampicano sempre più in alto, fino a 1200 metri sul livello del mare, tanto da essere i vigneti più alti d’Europa.

In tutti i casi ormai le uve sono sempre più zuccherine, grazie al caldo, e meno acide, e questa caratteristica sta diventando sempre più una costante. Di conseguenza anche il vino non è più quello di una volta, certamente né peggiore né migliore, ma semplicemente diverso.
La vendemmia, una vera festa che anche se le uve non sono più come quelle di una volta, è una di quelle poche cose rimaste quasi immutabili nel tempo. Per capire cosa significa la vendemmia, bisognerebbe prendervi parte e anche se si tratta in tutti i casi di un lavoro lungo a faticoso, è un bel lavoro, un momento di gioia, esaltato anche dal fatto di passare delle giornate in compagnia a contatto con la natura, inebriandosi della dolce  fragranza che si respira tra i vigneti.

La produzione del 2012 dovrebbe essere più o meno a livello di quella degli anni scorsi, ovvero tra i 40 e i 43 milioni di ettolitri, tuttavia vi saranno delle regioni che faranno registrare un calo di produzione avendo sofferto in modo particolare per la mancanza di pioggia e, per la precisione la Puglia, Veneto, Toscana e Piemonte. Si prevede, invece, una produzione in aumento nel Lazio, Sicilia e Sardegna e nelle isole Eolie.
Al calo di produzione in alcune regioni non corrisponderà un decremento della qualità, anzi è previsto un livello qualitativo di tutto rispetto, paragonabile addirittura ad alcune delle migliori annate del passato.


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In tutti i casi ormai le uve sono sempre più zuccherine, grazie al caldo, e meno acide, e questa caratteristica sta diventando sempre più una costante. Di conseguenza anche il vino non è più quello di una volta, certamente né peggiore né migliore, ma semplicemente diverso.
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