articolo Vino
Il Cannonau a tavola freccelunedì 15 dicembre 2014 


Un vero intenditore di vini sa benissimo che il Cannonau a tavola è un vero e proprio must, un elemento imprescindibile per una gustosa cena invernale. Il suo gusto caldo e corposo, infatti, ben si adatta alle tipiche atmosfere invernali, dove il clima rigido e freddo costringe a rimanere in casa, preferibilmente con amici e parenti. Vista l’elevata gradazione alcolica (il Cannonau arriva tranquillamente a 13°, un tasso notevole) i suoi abbinamenti preferiti sono solitamente cibi ricchi e particolarmente pieni di sapore, nei quali il vino sardo possa esprimere tutta la sua potenza, senza correre il rischio di sovrastare le altre pietanze con la sua corposità.

Dunque, per poter accompagnare al meglio il gusto, le portate devono essere di spessore. Un esempio semplicissimo può essere quello della carne di cinghiale, solitamente ostica e piuttosto dura. Per poterla rendere tenera e morbida ed evitare un eccessivo sforzo nel doverla masticare, è consigliabile far macerare la carne in un bicchiere abbondante di Cannonau, in modo da lasciare il tempo al vino sardo di poter penetrare a fondo e impregnare il tutto. Una volta in padella, si può ripassare il cinghiale aggiungendo un altro po’ di vino, assieme a origano o rosmarino che completano il tutto e conferiscono al piatto un sapore selvatico.

Come regola generale, comunque, il Cannonau va bene con qualsiasi tipo di carne ma è particolarmente indicato con il brasato. Per quanto concerne l’aspetto storico, riguardo a questo vino sardo è interessante conoscerne un aspetto curioso: è stato recentemente scoperto, infatti, che è addirittura il vino più antico del Mediterraneo. Fino a qualche anno fa si credeva che fosse stato importato dalla Spagna ma recenti ritrovamenti, avvenuti nel sito archeologico Duos Nuraghes, hanno dimostrato che le popolazioni nuragiche conoscevano la coltivazione dell’uva già molti anni prima. Dati concreti alla mano, si è potuto affermare tranquillamente che il Cannonau possiede una storia millenaria: veniva coltivato addirittura 3.200 anni fa, il che è quasi un record.

Oltre al carattere deciso, la sua versatilità è ampia e riconosciuta su scala nazionale. Del Cannonau, infatti, esistono varie tipologie, tutte, ovviamente, estremamente valide. Tra quelle più famose abbiamo: Il Cannonau di Sardegna rossa, il Cannonau di Sardegna Capo Ferrato, il Cannonau di Sardegna Jerzu, il Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena e il Cannonau di Sardegna rosato. Tra i liquorosi, ossia quelli nei quali si aggiunge alcol al mosto, abbiamo il Cannonau di Sardegna liquoroso secco e il Cannonau di Sardegna liquoroso dolce naturale.

 

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Dunque, per poter accompagnare al meglio il gusto, le portate devono essere di spessore. Un esempio semplicissimo può essere quello della carne di cinghiale, solitamente ostica e piuttosto dura. Per poterla rendere tenera e morbida ed evitare un eccessivo sforzo nel doverla masticare, è consigliabile far macerare la carne in un bicchiere abbondante di Cannonau, in modo da lasciare il tempo al vino sardo di poter penetrare a fondo e impregnare il tutto. Una volta in padella, si può ripassare il cinghiale aggiungendo un altro po’ di vino, assieme a origano o rosmarino che completano il tutto e conferiscono al piatto un sapore selvatico.

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