orto orto Aglio - Allium sativum
Aglio - Allium sativum

Aglio – Allium sativum, pianta erbacea, perenne, rustica, bulbosa, appartenente alla famiglia delle Liliacee, di cui si consumano gli spicchi del bulbo per il loro sapore e il loro aroma molto forti. Il bulbo, composto da numerosi bulbilli avvolti da una tunica comune, si chiama comunemente “testa d’aglio”. Gli steli, eretti, sono fogliosi fino a circa metà della loro lunghezza e portano infiorescenze a ombrella di fiori vola che compaiono in estate. Per saperne di più ecco tutto o quasi sulle sue proprietà.

Vengono utilizzate diverse varietà di aglio, a seconda dell’epoca di semina, e quindi della zona di coltura. Tra quelle a semina primaverile si ricordano la Rosa napoletana e la Rosso di Sulmona, entrambe a bulbo rosa; fra quelle a semina autunnale si ricorda la Bianca grossa comune, nelle sue molte varietà locali, tutte caratterizzate da bulbo bianco.  

Alla stessa famiglia dell’aglio appartengono numerose altre piante da orto come la cipolla, lo scalogno, il porro e l’erba cipollina, con cui l’aglio ha in comune sia caratteristiche botaniche sia aspetti della tecnica colturale. Pertanto sarà possibile sfruttare in parte queste caratteristiche comuni, effettuando nello sesso modo e contemporaneamente la preparazione del terreno per l’aglio e, per esempio, la cipolla o lo scalogno, anche se è bene ricordare che le diverse specie non devono essere coltivate una vicina all’altra per evitare la diffusine di malattie e parassiti.

L’aglio è una pianta originaria dell’Asia centrale e oggi è tipica dei climi temperati mediterranei, anche se sopporta tranquillamente anche climi più freschi; anzi nella sua coltivazione deve passare almeno un breve periodo a temperature inferiori ai 20° C, altrimenti il bulbo non si andrà a formare.

Sarà necessario riservare alla coltivazione degli agli le posizioni dell’orto più soleggiate ed asciutte, mentre il terreno è bene che sia leggero e permeabile in quanto l’aglio non sopporta terreni umidi e pesanti, con sgrondo difficile e lenti a riscaldarsi, condizioni che possono causare il marciume del bulbo e l’insorgere di malattie, per le diminuite difese organiche. Inoltre un terreno troppo compatto e argilloso, può causare difficoltà di crescita al bulbo che si formerà stentatamente e deformato. Se non si dispone di un terreno sabbioso e impermeabile, questo può essere corretto con torba e sabbia miscelata alla terra per una profondità di 15-20 cm almeno.

Una pratica da evitare è la letamazione del suolo, specie con letame non molto decomposto, perché ciò potrebbe comportare rischio di marcescenza dei bulbi, molto meglio fare la concimazione organica alla coltura che precede l’aglio. Bisogna considerare che l’aglio non si avvantaggia molto di concimazioni azotate, che stimolano principalmente le foglie e il fusto, mentre predilige le fosfopotassiche, che hanno effetto prevalentemente sul bulbo. L’uso di concimi contenenti zolfo per esempio il solfato di potassio, favorisce la formazione del profumo e dell’aroma tipici dell’aglio. Le cure consistono in frequenti zappature e sarchiature, allo scopo di arieggiare il suolo e tenerlo al tempo stesso libero dalle infestanti che altrimenti soffocherebbero i bulbi.

Raccolta e conservazione: la pianta impiega circa 8 giorni per fare uscire dal terreno le prime foglie; complessivamente il tempo che intercorre tra la semina e il raccolto è di 4 mesi per le semine primaverili e di 8 mesi per quelle autunnali. La pianta è prossima alla raccolta quando le foglie cominciano ad ingiallire, segno indiretto che la testa è formata completamente. In alcune zone è diffusa la pratica di piegare o annodare le foglie dell’aglio in questo stadio della coltura, credendo di favorire un maggior ingrossamento della testa, ma in sostanza sembra essere una tecnica più dannosa che utile in quanto così facendo, si impedisce il passaggio nel bulbo delle sostanze di riserva ancora presenti nelle foglie.

Si procede alla raccolta quando le foglie sono completamente secche, strappando dal terreno le teste tirandole per le foglie; dopo questa operazione sarà necessario lasciare asciugare gli agli sul terreno per 3-4 giorni. Una volta che gli agli saranno ben asciutti si fanno delle trecce e si appendono in cantina o in altro locale ben arieggiato per la conservazione. Luce e umidità sono i principali nemici dell’aglio in questa fase, perché ne stimolano la germinazione, danneggiandone di conseguenza sia la conservabilità che le caratteristiche.

Parassiti vegetali: i più temibili sono quelli di origine fungina, in particolare il Marciume carbonioso e la Muffa bianca della cipolla. Le piante attaccate dal Marciume carbonioso presentano un ingiallimento delle foglie mentre i bulbi marciscono e assumono una colorazione assai scura. Si devono eliminare le piante infette e i residui della coltivazione. Se colpite dalla Muffa bianca della cipolla le piante presentano foglie ingiallite a partire dalla parte apicale, che poi si seccano completamente. Al contempo, i bulbi si coprono di un feltro biancastro, diventano acquosi, marciscano e raggrinziscono. Il fungo trova condizioni ottimali in presenza di clima freddo e umido, per cui gli attacchi più pericolosi avvengono in primavera e in autunno. Bisogna assolutamente evitare di ripetere le coltivazioni in terreni infetti.


riproduzione: la semina, che poi sarebbe l’impianto degli spicchi di aglio, si fa ovviamente a mano, conficcandoli nel terreno con la punta rivolta verso l’alto, a una profondità di 3-5 cm, di più se il terreno è molto soffice, profondità di norma sufficiente ad evitare che il bulbo venga spinto fuori dal terreno dalla spinta delle radici. Bisogna tenerne conto se si coltivano gli agli in vaso, per cui questi meglio che siano profondi almeno 25-30 cm, considerando anche lo spazio occorrente per lo strato di materiale drenante da sistemare sul fondo, la solita argilla.
La distanza tra le piante deve essere di 10-20 cm, su file distanti fra loro circa 40 cm (quindi il vaso deve essere largo ameno 20 cm). Vanno scelti per la semina solo gli spicchi periferici della testa, che sono i più grossi e meglio formati e danno vita a piante tendenzialmente più sane e vigorose di quelle che invece si otterrebbero con gli spicchi più piccoli, ovvero quelli centrali. L’epoca di semina varia a seconda del clima e del terreno in cui si opera: si distinguono semine autunnali, tipiche delle zone a inverno mite e poco piovoso, con terreni leggeri, e semine primaverili, tipiche delle zone a inverno rigido e piovoso e terreni pesanti. Piccole variazioni nelle epoche di semina sono poi legate alle particolari condizioni climatiche di ciascuna località. È possibile anche la riproduzione per semina vera e propria, ma si tratta di una pratica poco utilizzata perché il suo esito è decisamente molto più incerto, inoltre l’aglio fiorisce e va a seme solo nei climi più caldi.
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Vengono utilizzate diverse varietà di aglio, a seconda dell’epoca di semina, e quindi della zona di coltura. Tra quelle a semina primaverile si ricordano la Rosa napoletana e la Rosso di Sulmona, entrambe a bulbo rosa; fra quelle a semina autunnale si ricorda la Bianca grossa comune, nelle sue molte varietà locali, tutte caratterizzate da bulbo bianco.  

Alla stessa famiglia dell’aglio appartengono numerose altre piante da orto come la cipolla, lo scalogno, il porro e l’erba cipollina, con cui l’aglio ha in comune sia caratteristiche botaniche sia aspetti della tecnica colturale. Pertanto sarà possibile sfruttare in parte queste caratteristiche comuni, effettuando nello sesso modo e contemporaneamente la preparazione del terreno per l’aglio e, per esempio, la cipolla o lo scalogno, anche se è bene ricordare che le diverse specie non devono essere coltivate una vicina all’altra per evitare la diffusine di malattie e parassiti.

L’aglio è una pianta originaria dell’Asia centrale e oggi è tipica dei climi temperati mediterranei, anche se sopporta tranquillamente anche climi più freschi; anzi nella sua coltivazione deve passare almeno un breve periodo a temperature inferiori ai 20° C, altrimenti il bulbo non si andrà a formare.

Sarà necessario riservare alla coltivazione degli agli le posizioni dell’orto più soleggiate ed asciutte, mentre il terreno è bene che sia leggero e permeabile in quanto l’aglio non sopporta terreni umidi e pesanti, con sgrondo difficile e lenti a riscaldarsi, condizioni che possono causare il marciume del bulbo e l’insorgere di malattie, per le diminuite difese organiche. Inoltre un terreno troppo compatto e argilloso, può causare difficoltà di crescita al bulbo che si formerà stentatamente e deformato. Se non si dispone di un terreno sabbioso e impermeabile, questo può essere corretto con torba e sabbia miscelata alla terra per una profondità di 15-20 cm almeno.

Una pratica da evitare è la letamazione del suolo, specie con letame non molto decomposto, perché ciò potrebbe comportare rischio di marcescenza dei bulbi, molto meglio fare la concimazione organica alla coltura che precede l’aglio. Bisogna considerare che l’aglio non si avvantaggia molto di concimazioni azotate, che stimolano principalmente le foglie e il fusto, mentre predilige le fosfopotassiche, che hanno effetto prevalentemente sul bulbo. L’uso di concimi contenenti zolfo per esempio il solfato di potassio, favorisce la formazione del profumo e dell’aroma tipici dell’aglio. Le cure consistono in frequenti zappature e sarchiature, allo scopo di arieggiare il suolo e tenerlo al tempo stesso libero dalle infestanti che altrimenti soffocherebbero i bulbi.

Raccolta e conservazione: la pianta impiega circa 8 giorni per fare uscire dal terreno le prime foglie; complessivamente il tempo che intercorre tra la semina e il raccolto è di 4 mesi per le semine primaverili e di 8 mesi per quelle autunnali. La pianta è prossima alla raccolta quando le foglie cominciano ad ingiallire, segno indiretto che la testa è formata completamente. In alcune zone è diffusa la pratica di piegare o annodare le foglie dell’aglio in questo stadio della coltura, credendo di favorire un maggior ingrossamento della testa, ma in sostanza sembra essere una tecnica più dannosa che utile in quanto così facendo, si impedisce il passaggio nel bulbo delle sostanze di riserva ancora presenti nelle foglie.

Si procede alla raccolta quando le foglie sono completamente secche, strappando dal terreno le teste tirandole per le foglie; dopo questa operazione sarà necessario lasciare asciugare gli agli sul terreno per 3-4 giorni. Una volta che gli agli saranno ben asciutti si fanno delle trecce e si appendono in cantina o in altro locale ben arieggiato per la conservazione. Luce e umidità sono i principali nemici dell’aglio in questa fase, perché ne stimolano la germinazione, danneggiandone di conseguenza sia la conservabilità che le caratteristiche.

Parassiti vegetali: i più temibili sono quelli di origine fungina, in particolare il Marciume carbonioso e la Muffa bianca della cipolla. Le piante attaccate dal Marciume carbonioso presentano un ingiallimento delle foglie mentre i bulbi marciscono e assumono una colorazione assai scura. Si devono eliminare le piante infette e i residui della coltivazione. Se colpite dalla Muffa bianca della cipolla le piante presentano foglie ingiallite a partire dalla parte apicale, che poi si seccano completamente. Al contempo, i bulbi si coprono di un feltro biancastro, diventano acquosi, marciscano e raggrinziscono. Il fungo trova condizioni ottimali in presenza di clima freddo e umido, per cui gli attacchi più pericolosi avvengono in primavera e in autunno. Bisogna assolutamente evitare di ripetere le coltivazioni in terreni infetti.


riproduzione: la semina, che poi sarebbe l’impianto degli spicchi di aglio, si fa ovviamente a mano, conficcandoli nel terreno con la punta rivolta verso l’alto, a una profondità di 3-5 cm, di più se il terreno è molto soffice, profondità di norma sufficiente ad evitare che il bulbo venga spinto fuori dal terreno dalla spinta delle radici. Bisogna tenerne conto se si coltivano gli agli in vaso, per cui questi meglio che siano profondi almeno 25-30 cm, considerando anche lo spazio occorrente per lo strato di materiale drenante da sistemare sul fondo, la solita argilla.
La distanza tra le piante deve essere di 10-20 cm, su file distanti fra loro circa 40 cm (quindi il vaso deve essere largo ameno 20 cm). Vanno scelti per la semina solo gli spicchi periferici della testa, che sono i più grossi e meglio formati e danno vita a piante tendenzialmente più sane e vigorose di quelle che invece si otterrebbero con gli spicchi più piccoli, ovvero quelli centrali. L’epoca di semina varia a seconda del clima e del terreno in cui si opera: si distinguono semine autunnali, tipiche delle zone a inverno mite e poco piovoso, con terreni leggeri, e semine primaverili, tipiche delle zone a inverno rigido e piovoso e terreni pesanti. Piccole variazioni nelle epoche di semina sono poi legate alle particolari condizioni climatiche di ciascuna località. È possibile anche la riproduzione per semina vera e propria, ma si tratta di una pratica poco utilizzata perché il suo esito è decisamente molto più incerto, inoltre l’aglio fiorisce e va a seme solo nei climi più caldi.

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