orto frutteto Fragola (Fragaria)
Fragola (Fragaria)

Fragola (Fragaria), pianta orticola molto diffusa,  della famiglia delle Rosaceae, coltivata in molte zone per ottenere i frutti. In realtà, quelli comunemente ritenuti i frutti delle fragole sono falsi frutti, nei quali la polpa zuccherina è costituita da ricettacolo fiorale, che si sviluppa e diventa carnoso, mentre i veri frutti sono molto piccoli, distribuiti sulla superficie del ricettacolo e, solitamente vengono scambiati per semi. Le fragole maggiormente coltivate sono derivate da due specie americane: Fragaria chiloensis e Fragaria virginiana; dall’incrocio fra queste è stato ottenuto un ibrido, indicato come Fragaria x ananassa, che è poi il capostipite delle varietà coltivate  a grandi frutti. Le fragole che invece crescono spontanee nel sottobosco in molte regioni del Paese appartengono alla specie Fragaria vesca.
La fragola è una pianta che si adatta a condizioni ambientali le più disparate, e può essere coltivata anche in zone collinari e montane, fino anche a 1000 m di altitudine. Per quanto riguarda il terreno, non è particolarmente esigente, tuttavia non cresce bene nei  terreni calcarei. Resiste bene al freddo, ma è sensibile alle gelate tardive. Dal momento che è una pianta amante dell’ombra, è consigliabile coltivarla in posizioni parzialmente ombreggiate, per esempio sotto alberi da frutto come peri, meli e peschi. Prima della messa  a dimora e necessario disinfettare il terreno con prodotti a base di lindano o di eptacloro, in modo da eliminare le larve terricole che possono danneggiare le radici.

La coltura delle fragole può essere effettuata per un periodo variabile di 3-5 anni sul medesimo terreno ed è consigliabile scegliere appezzamenti in cui siano state precedentemente coltivate piante che richiedono molte scerbature, in modo che il terreno resti abbastanza pulito. Infatti, la fragola è  seriamente danneggiata dalla presenza di erbe infestanti. Il terreno deve essere vangato molto in profondità durante l’estate e, durante questa operazione di vangatura, si deve interrare del letame che deve essere distribuito nella misura di 4-5 kg per mq. Per ogni mq di terreno si somministrano anche 50 gr di perfosfato minerale e 50 g di solfato di potassio, mentre non è consigliabile utilizzare il cloruro di potassio in quanto la fragola verrebbe danneggiata dai composti del cloro.

La messa a dimora delle piantine può avvenire in settembre-ottobre o in marzo-aprile, e vanno poste in file distanti tra loro 30 cm, lasciando sulla fila stessa, una distanza di 30 cm tra pianta e pianta, avendo anche cura di interrarle immediatamente appena acquistate. Si scavano delle piccole buche e si pongono le radici ad una profondità tale che il colletto delle piantine risulti essere appena al di sopra del livello del terreno e successivamente si ammucchia  un po’ di terriccio alla base della rosetta di foglie, si comprime leggermente e si annaffia abbondantemente. Una tecnica molto utilizzata consiste  nello stendere sul terreno dei fogli di materiale plastico nero, praticando dei fori nei punti in cui si mettono a dimora le piantine; in questo modo si ottengono 3 risultati distinti e, nello specifico, si limita l’evaporazione dell’acqua del terreno, si impedisce lo sviluppo delle infestanti e, infine, poiché il materiale plastico nero assorbe più di tutti gli altri i raggi solari, si ha un riscaldamento maggiore del terreno sottostante con conseguente crescita più rapida delle piantine e un anticipo dell’epoca di maturazione. Prima di stendere i foglie di materiale plastico è necessario  annaffiare abbondantemente inoltre, per evitare che il vento possa rimuovere i fogli di plastica, è necessario coprire i bordi con del terriccio e appesantirli con pietre. Un altro vantaggio che si ottiene con questa tecnica consiste nel fatto che i frutti, non essendo a contatto con il terreno,  sono generalmente più sani e più puliti. Nel caso in cui non si utilizzi questa pellicola di plastica, è necessario durante la coltivazione effettuare alcune sarchiature per eliminare le infestanti e, inoltre, bisogna annaffiare con maggiore frequenza.

Se la messa a dimora si è effettuata in primavera, nel primo anno le piante hanno una produzione molto limitata, in quanto non avranno sviluppato sufficientemente l’apparato radicale, per cui è molto utile ricorrere alla copertura con materiale plastico. Ogni anno, alla fine dell’inverno, si provvede a concimare con 20-30 g per mq di nitrato di calcio, 50 g per mq di perfosfato e 30-40 g per mq di nitrato di potassio. Se le piante sono molto rigogliose, è meglio ridurre la quantità di nitrato di calcio somministrata in inverno e concimare con lo stesso fertilizzante dopo la fioritura. Nel corso della coltivazione è meglio eliminare tutti gli stoloni, ameno che si desideri ottenere nuove piantine.

Raccolta: si effettua a mano a mano che i frutti raggiungono le dimensioni e il colore tipici della varietà coltivata. I raccolti più abbondanti si effettuano a partire dal secondo anno dall’impianto, fino al quarto anno di vita delle piante dopo di che, quando la produzione diminuisce, il fragolaio deve essere eliminato. In una buona coltivazione si producono 10-12 kg di frutti per 10 mq. Le fragole possono essere conservate mediante surgelazione.

Parassiti animali: i Nematodi determinano rallentamento della crescita, deformazione delle foglie e dell’apparato radicale; gli Afidi  producono deformazioni e ingiallimenti nei fusti e nelle foglie; possono essere attaccate anche da altri fitofagi e, in particolare, Ragnetto rosso, Oziorrinco, Grillotalpa.
Parassiti vegetali:  la Muffa grigia si manifesta con la formazione di un feltro grigiastro sui frutti che marciscono; l’Oidio determina foglie rossicce, coperte sulla pagina inferiore da una lanugine biancastra; la Vaiolatura provoca sulle foglie, piccioli e fiori, la comparsa di macchie rotondeggianti color rosso-violaceo; La Virosi determina un generale rallentamento dello sviluppo delle piante e della produzione e, sulle foglie, deformazioni e ingiallimenti.

Fragola (Fragaria): alta 10-30 cm, distanza tra le piante 30 cm. Si tratta di una pianta perenne, con foglie trifogliate, lungamente picciolate, tutte basali, costituite da foglioline obovate, a margini grossolanamente dentati, verde chiaro sulla pagina superiore e grigio-argentee su quella inferiore. I fiori, portati da fusti privi di foglie, riuniti in numero di 5-8 in racemi, con 5 petali bianche e numerosi stami, sbocciano nella tarda primavera. I falsi frutti, hanno forma da tondeggiante a conica e portano sulla superficie numerosi frutti molto piccoli, secchi. La fragola produce, oltre ai fusti fioriferi eretti, numerosi stoloni striscianti sul terreno che, in corrispondenza dei nodi, producono sulla parte superiore le foglie e su quella inferiore le radici.

Per distinguere le varietà si utilizzano sistemi diversi. In base alla capacità di fiorire e produrre i frutti una o più volte l’anno, si possono ripartire in due grandi gruppi, comprendenti il primo le varietà rifiorenti e il secondo le varietà unifere, che fioriscono cioè una sola volta durante l’anno. Le varietà rifiorenti sono in genere poco coltivate mentre le unifere sono più diffuse e vengono distinte fra loro in base all’epoca di maturazione dei frutti, in precoci, medio-precoci e tardive. In generale la maturazione dei frutti delle fragole avviene da maggio a luglio, a seconda della zona di coltivazione, anche se poi sul mercato si trovano anche in altri periodi dell’anno dal momento che ormai è diffusa la coltura in ambiente protetto.

Fra le varietà precoci si ricordano: Grandee con frutti medio grossi, a punta arrotondata; Surprise del halles molto produttiva, precocissima, con frutti di grandezza media a punta arrotondata e polpa rosa chiaro; Regina di Verona con frutti allungati, molto vigorosa.
Alle varietà medio-precoci appartengono: Cambridge Favourire molto produttiva, con frutti conici a punta arrotondata, di medie dimensioni; Cambridge Vigour con frutti conici, di ottimo sapore; Gorella molto produttiva e dai grossi frutti; Madame Moutot dai frutti grossi, costoluti, rosso chiaro; Pocahontas molto produttiva, con frutti grossi conici, rosso vivo, con polpa dello stesso colore.
Fra le varietà tardive si ricordano: Senga Sengana con frutti di medie dimensioni, conici, rosso scuro; Talisman con frutti abbastanza grossi, conici, appuntiti, rosso vivo, con polpa dello stesso colore.

Dato che le fragole vengono moltiplicate vegetativamente, si possono diffondere facilmente le virosi, che rallentano lo sviluppo delle piantine e determinano un peggioramento della produzione, sia qualitativamente che quantitativamente. I migliori vivaisti però, offrono piantine esenti da virus. Attualmente sono diffuse anche varietà rampicanti di fragole che vengono utilizzate anche a scopo ornamentale oltre che alla produzione di frutti.


riproduzione: si effettua per via vegetativa, sfruttando la caratteristica tipica delle fragole di produrre nuove piantine in corrispondenza dei nodi degli stoloni. Quando queste sono ben sviluppate, si staccano e si mettono direttamente a dimora, tuttavia, per ottenere piantine di varietà selezionate ancorché esenti da virus, è meglio acquistarle direttamente presso vivaisti di provata esperienza e serietà.
esposizione:
fioritura: inizio primavera




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Fragola (Fragaria)

Fragola (Fragaria), pianta orticola molto diffusa,  della famiglia delle Rosaceae, coltivata in molte zone per ottenere i frutti. In realtà, quelli comunemente ritenuti i frutti delle fragole sono falsi frutti, nei quali la polpa zuccherina è costituita da ricettacolo fiorale, che si sviluppa e diventa carnoso, mentre i veri frutti sono molto piccoli, distribuiti sulla superficie del ricettacolo e, solitamente vengono scambiati per semi. Le fragole maggiormente coltivate sono derivate da due specie americane: Fragaria chiloensis e Fragaria virginiana; dall’incrocio fra queste è stato ottenuto un ibrido, indicato come Fragaria x ananassa, che è poi il capostipite delle varietà coltivate  a grandi frutti. Le fragole che invece crescono spontanee nel sottobosco in molte regioni del Paese appartengono alla specie Fragaria vesca.
La fragola è una pianta che si adatta a condizioni ambientali le più disparate, e può essere coltivata anche in zone collinari e montane, fino anche a 1000 m di altitudine. Per quanto riguarda il terreno, non è particolarmente esigente, tuttavia non cresce bene nei  terreni calcarei. Resiste bene al freddo, ma è sensibile alle gelate tardive. Dal momento che è una pianta amante dell’ombra, è consigliabile coltivarla in posizioni parzialmente ombreggiate, per esempio sotto alberi da frutto come peri, meli e peschi. Prima della messa  a dimora e necessario disinfettare il terreno con prodotti a base di lindano o di eptacloro, in modo da eliminare le larve terricole che possono danneggiare le radici.

La coltura delle fragole può essere effettuata per un periodo variabile di 3-5 anni sul medesimo terreno ed è consigliabile scegliere appezzamenti in cui siano state precedentemente coltivate piante che richiedono molte scerbature, in modo che il terreno resti abbastanza pulito. Infatti, la fragola è  seriamente danneggiata dalla presenza di erbe infestanti. Il terreno deve essere vangato molto in profondità durante l’estate e, durante questa operazione di vangatura, si deve interrare del letame che deve essere distribuito nella misura di 4-5 kg per mq. Per ogni mq di terreno si somministrano anche 50 gr di perfosfato minerale e 50 g di solfato di potassio, mentre non è consigliabile utilizzare il cloruro di potassio in quanto la fragola verrebbe danneggiata dai composti del cloro.

La messa a dimora delle piantine può avvenire in settembre-ottobre o in marzo-aprile, e vanno poste in file distanti tra loro 30 cm, lasciando sulla fila stessa, una distanza di 30 cm tra pianta e pianta, avendo anche cura di interrarle immediatamente appena acquistate. Si scavano delle piccole buche e si pongono le radici ad una profondità tale che il colletto delle piantine risulti essere appena al di sopra del livello del terreno e successivamente si ammucchia  un po’ di terriccio alla base della rosetta di foglie, si comprime leggermente e si annaffia abbondantemente. Una tecnica molto utilizzata consiste  nello stendere sul terreno dei fogli di materiale plastico nero, praticando dei fori nei punti in cui si mettono a dimora le piantine; in questo modo si ottengono 3 risultati distinti e, nello specifico, si limita l’evaporazione dell’acqua del terreno, si impedisce lo sviluppo delle infestanti e, infine, poiché il materiale plastico nero assorbe più di tutti gli altri i raggi solari, si ha un riscaldamento maggiore del terreno sottostante con conseguente crescita più rapida delle piantine e un anticipo dell’epoca di maturazione. Prima di stendere i foglie di materiale plastico è necessario  annaffiare abbondantemente inoltre, per evitare che il vento possa rimuovere i fogli di plastica, è necessario coprire i bordi con del terriccio e appesantirli con pietre. Un altro vantaggio che si ottiene con questa tecnica consiste nel fatto che i frutti, non essendo a contatto con il terreno,  sono generalmente più sani e più puliti. Nel caso in cui non si utilizzi questa pellicola di plastica, è necessario durante la coltivazione effettuare alcune sarchiature per eliminare le infestanti e, inoltre, bisogna annaffiare con maggiore frequenza.

Se la messa a dimora si è effettuata in primavera, nel primo anno le piante hanno una produzione molto limitata, in quanto non avranno sviluppato sufficientemente l’apparato radicale, per cui è molto utile ricorrere alla copertura con materiale plastico. Ogni anno, alla fine dell’inverno, si provvede a concimare con 20-30 g per mq di nitrato di calcio, 50 g per mq di perfosfato e 30-40 g per mq di nitrato di potassio. Se le piante sono molto rigogliose, è meglio ridurre la quantità di nitrato di calcio somministrata in inverno e concimare con lo stesso fertilizzante dopo la fioritura. Nel corso della coltivazione è meglio eliminare tutti gli stoloni, ameno che si desideri ottenere nuove piantine.

Raccolta: si effettua a mano a mano che i frutti raggiungono le dimensioni e il colore tipici della varietà coltivata. I raccolti più abbondanti si effettuano a partire dal secondo anno dall’impianto, fino al quarto anno di vita delle piante dopo di che, quando la produzione diminuisce, il fragolaio deve essere eliminato. In una buona coltivazione si producono 10-12 kg di frutti per 10 mq. Le fragole possono essere conservate mediante surgelazione.

Parassiti animali: i Nematodi determinano rallentamento della crescita, deformazione delle foglie e dell’apparato radicale; gli Afidi  producono deformazioni e ingiallimenti nei fusti e nelle foglie; possono essere attaccate anche da altri fitofagi e, in particolare, Ragnetto rosso, Oziorrinco, Grillotalpa.
Parassiti vegetali:  la Muffa grigia si manifesta con la formazione di un feltro grigiastro sui frutti che marciscono; l’Oidio determina foglie rossicce, coperte sulla pagina inferiore da una lanugine biancastra; la Vaiolatura provoca sulle foglie, piccioli e fiori, la comparsa di macchie rotondeggianti color rosso-violaceo; La Virosi determina un generale rallentamento dello sviluppo delle piante e della produzione e, sulle foglie, deformazioni e ingiallimenti.

Fragola (Fragaria): alta 10-30 cm, distanza tra le piante 30 cm. Si tratta di una pianta perenne, con foglie trifogliate, lungamente picciolate, tutte basali, costituite da foglioline obovate, a margini grossolanamente dentati, verde chiaro sulla pagina superiore e grigio-argentee su quella inferiore. I fiori, portati da fusti privi di foglie, riuniti in numero di 5-8 in racemi, con 5 petali bianche e numerosi stami, sbocciano nella tarda primavera. I falsi frutti, hanno forma da tondeggiante a conica e portano sulla superficie numerosi frutti molto piccoli, secchi. La fragola produce, oltre ai fusti fioriferi eretti, numerosi stoloni striscianti sul terreno che, in corrispondenza dei nodi, producono sulla parte superiore le foglie e su quella inferiore le radici.

Per distinguere le varietà si utilizzano sistemi diversi. In base alla capacità di fiorire e produrre i frutti una o più volte l’anno, si possono ripartire in due grandi gruppi, comprendenti il primo le varietà rifiorenti e il secondo le varietà unifere, che fioriscono cioè una sola volta durante l’anno. Le varietà rifiorenti sono in genere poco coltivate mentre le unifere sono più diffuse e vengono distinte fra loro in base all’epoca di maturazione dei frutti, in precoci, medio-precoci e tardive. In generale la maturazione dei frutti delle fragole avviene da maggio a luglio, a seconda della zona di coltivazione, anche se poi sul mercato si trovano anche in altri periodi dell’anno dal momento che ormai è diffusa la coltura in ambiente protetto.

Fra le varietà precoci si ricordano: Grandee con frutti medio grossi, a punta arrotondata; Surprise del halles molto produttiva, precocissima, con frutti di grandezza media a punta arrotondata e polpa rosa chiaro; Regina di Verona con frutti allungati, molto vigorosa.
Alle varietà medio-precoci appartengono: Cambridge Favourire molto produttiva, con frutti conici a punta arrotondata, di medie dimensioni; Cambridge Vigour con frutti conici, di ottimo sapore; Gorella molto produttiva e dai grossi frutti; Madame Moutot dai frutti grossi, costoluti, rosso chiaro; Pocahontas molto produttiva, con frutti grossi conici, rosso vivo, con polpa dello stesso colore.
Fra le varietà tardive si ricordano: Senga Sengana con frutti di medie dimensioni, conici, rosso scuro; Talisman con frutti abbastanza grossi, conici, appuntiti, rosso vivo, con polpa dello stesso colore.

Dato che le fragole vengono moltiplicate vegetativamente, si possono diffondere facilmente le virosi, che rallentano lo sviluppo delle piantine e determinano un peggioramento della produzione, sia qualitativamente che quantitativamente. I migliori vivaisti però, offrono piantine esenti da virus. Attualmente sono diffuse anche varietà rampicanti di fragole che vengono utilizzate anche a scopo ornamentale oltre che alla produzione di frutti.


riproduzione: si effettua per via vegetativa, sfruttando la caratteristica tipica delle fragole di produrre nuove piantine in corrispondenza dei nodi degli stoloni. Quando queste sono ben sviluppate, si staccano e si mettono direttamente a dimora, tuttavia, per ottenere piantine di varietà selezionate ancorché esenti da virus, è meglio acquistarle direttamente presso vivaisti di provata esperienza e serietà.
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