Articolo Salute Sana alimentazione
Carne, scegliere bene freccegiovedì 31 ottobre 2013      


Sul consumo di carne se ne sentono tante, una cosa che resta ferma è sicuramente l’importanza dello scegliere bene. Da una parte la crisi economica, ma soprattutto i diversi allarmi sulla sicurezza della carne bovina, ovina e ultimamente anche equina, dall’altra la presa di coscienza di un maggior numero di persone sui danni che il consumo di carne può arrecare alla salute nostra e dell'ambiente, hanno determinato una riduzione dei consumi in questo campo. Relativamente ai rischi legati alla mucca pazza, all’aviaria o quant’altro, in Italia si può stare abbastanza tranquilli, essendo i controlli molto rigorosi al riguardo.

Non vanno invece sottovalutati i rischi per la salute che possono derivare da un eccessivo consumo di carne, questi riguardano soprattutto problemi di tipo cardiocircolatorio, senza contare che sono ormai numerosi gli studi che collegano anche l’incidenza di certi tipi di tumori con un’alimentazione ricca di proteine di origine animale. Da considerare con una certa serietà è anche il fatto che la produzione della carne comporta la liberazione di una significativa quantità di gas serra, notoriamente pericolosi per l’ambiente, oltre alla scarsa attenzione per il benessere degli animali, che sono ultimamente sta iniziando ad essere al centro dell’attenzione di alcuni allevatori.

La soluzione non è necessariamente il vegetarianismo, semplicemente è opportuno non consumare più di tre, massimo quattro, porzioni di carne a settimana e, appunto, cercare di sceglierla bene. Per tutti i tipi di carne, è sempre meglio orientarsi su quelle di animali cresciuti e macellati in Italia, che presentino indicazioni chiare sulla tracciabilità del prodotto. Meglio ancora optare per le carni provenienti da consorzi, associazioni o aziende che applichino rigorosi disciplinari sull’alimentazione ed il benessere degli animali, che quindi abbiano uno spazio adeguato e la libertà di muoversi anche all’aria aperta, nonchè tutto il tempo per crescere.

Nello specifico la carne di bovino è ricca di proteine ad alto valore biologico e di vitamina B2, utile per il buon funzionamento del sistema immunitario e del metabolismo. Scegliere quella che sia al 100% italiana significa poter contare su controlli più rigorosi e preferire vaschette che presentino poco liquido vuol dire mangiare carne di animali non fatti crescere troppo rapidamente. Circa la carne di maiale c’è da dire che purtroppo gli allevamenti sono quasi tutti intensivi, e la crescita viene forzata proprio impedendo il movimento visto lo scarsissimo spazio a disposizione. Tutto ciò tra l’altro porta anche ad avere una carne più dura e meno saporita. A livello sanitario, comunque, non esistono problemi specifici legati al consumo di carne suina, anzi si tratta della carne più ricca di selenio, antiossidante che contrasta l’invecchiamento cellulare.

Il colore della carne deve essere rosato e non opaco, inoltre un segnale positivo è la presenza di sottili venature di grasso che indicano che la carne è più tenera e che l’animale ha potuto muoversi. Volendo infine dare uno sguardo alla carne di pollo, anche qui ci si trova di fronte alla triste realtà degli allevamenti intensivi che portano a macellare animali ancora troppo piccoli, dalla carne ovviamente anche poco saporita. Il rischio più comune è quello di contrarre la salmonellosi, una tossinfezione scongiurabile cuocendo bene la carne ed evitando che questa entri in contatto con altri alimenti.

Si tratta di una carne con pochi grassi, che apporta proteine digeribili molto facilmente. Nella scelta conviene scartare carne che presenti del grasso biancastro, tipico di polli cresciuti in fretta, e preferire invece quella che presenti del grasso giallo. Il colore dovrebbe essere rosato e luminoso. Per il resto, lo ripetiamo, è sempre bene affidarsi a produttori italiani, affidabili e, perchè no, che prediligano l’allevamento biologico. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonella  Giosa - vedi tutti gli articoli di Antonella  Giosa



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Non vanno invece sottovalutati i rischi per la salute che possono derivare da un eccessivo consumo di carne, questi riguardano soprattutto problemi di tipo cardiocircolatorio, senza contare che sono ormai numerosi gli studi che collegano anche l’incidenza di certi tipi di tumori con un’alimentazione ricca di proteine di origine animale. Da considerare con una certa serietà è anche il fatto che la produzione della carne comporta la liberazione di una significativa quantità di gas serra, notoriamente pericolosi per l’ambiente, oltre alla scarsa attenzione per il benessere degli animali, che sono ultimamente sta iniziando ad essere al centro dell’attenzione di alcuni allevatori.

La soluzione non è necessariamente il vegetarianismo, semplicemente è opportuno non consumare più di tre, massimo quattro, porzioni di carne a settimana e, appunto, cercare di sceglierla bene. Per tutti i tipi di carne, è sempre meglio orientarsi su quelle di animali cresciuti e macellati in Italia, che presentino indicazioni chiare sulla tracciabilità del prodotto. Meglio ancora optare per le carni provenienti da consorzi, associazioni o aziende che applichino rigorosi disciplinari sull’alimentazione ed il benessere degli animali, che quindi abbiano uno spazio adeguato e la libertà di muoversi anche all’aria aperta, nonchè tutto il tempo per crescere.

Nello specifico la carne di bovino è ricca di proteine ad alto valore biologico e di vitamina B2, utile per il buon funzionamento del sistema immunitario e del metabolismo. Scegliere quella che sia al 100% italiana significa poter contare su controlli più rigorosi e preferire vaschette che presentino poco liquido vuol dire mangiare carne di animali non fatti crescere troppo rapidamente. Circa la carne di maiale c’è da dire che purtroppo gli allevamenti sono quasi tutti intensivi, e la crescita viene forzata proprio impedendo il movimento visto lo scarsissimo spazio a disposizione. Tutto ciò tra l’altro porta anche ad avere una carne più dura e meno saporita. A livello sanitario, comunque, non esistono problemi specifici legati al consumo di carne suina, anzi si tratta della carne più ricca di selenio, antiossidante che contrasta l’invecchiamento cellulare.

Il colore della carne deve essere rosato e non opaco, inoltre un segnale positivo è la presenza di sottili venature di grasso che indicano che la carne è più tenera e che l’animale ha potuto muoversi. Volendo infine dare uno sguardo alla carne di pollo, anche qui ci si trova di fronte alla triste realtà degli allevamenti intensivi che portano a macellare animali ancora troppo piccoli, dalla carne ovviamente anche poco saporita. Il rischio più comune è quello di contrarre la salmonellosi, una tossinfezione scongiurabile cuocendo bene la carne ed evitando che questa entri in contatto con altri alimenti.

Si tratta di una carne con pochi grassi, che apporta proteine digeribili molto facilmente. Nella scelta conviene scartare carne che presenti del grasso biancastro, tipico di polli cresciuti in fretta, e preferire invece quella che presenti del grasso giallo. Il colore dovrebbe essere rosato e luminoso. Per il resto, lo ripetiamo, è sempre bene affidarsi a produttori italiani, affidabili e, perchè no, che prediligano l’allevamento biologico. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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