Articolo Salute Sana alimentazione
Uva, una miniera di salute freccemartedì 1 ottobre 2013      


Conviene approfittare dell’autunno per fare il pieno d’uva, una vera e propria miniera di salute. E’tempo di vendemmia ormai, nei luoghi scampati alla tecnologizzazione i vigneti si riempiono di colori, gli stivali affondano nella terra quasi sempre bagnata e, a suon di chiacchiere e sforbiciate, la giornata passa e le cassette si riempiono d’uva. Che l’obiettivo sia produrre damigiane di vino o portare un cesto d’uva in tavola, si tratta di un’occasione preziosa per consolidare cultura e radici, ma anche per godere dei benefici di un frutto che racchiude numerose proprietà benefiche, oltre al piacevolissimo gusto.

Al di là della parentesi bucolica, ovviamente per la maggior parte delle gente è più usuale comprare l’uva al supermercato piuttosto che andare a raccoglierla direttamente dalla vite. Qui ci si trova di fronte a una grande varietà di uve da tavola tra cui scegliere, semplificando raggruppiamo in bianche, rosse e rosate. Tra le sostanze nutritive più importanti, ricordiamo acidi organici, sali minerali, zuccheri direttamente assimilabili, vitamina A, vitamine del gruppo B e C, basi alcaline, tannini, polifenoli e tanta acqua. Sia il gusto che la composizione però variano a seconda del luogo di provenienza dell’uva, in relazione al clima, ma soprattutto ai terreni di coltura.

Ad esempio dai terreni argillosi marnosi si ottiene un frutto con meno zuccheri, da quelli vulcanici un’uva ricca di ferro, quindi astringente. In linea di massima, comunque, viene riconosciuto all’uva il potere di contrastare l’anemia, l’affaticamento, l’uricemia, l’artrite, la gotta, le vene varicose e la stitichezza. Inoltre si ritiene che possa alleviare i disturbi legati alla menopausa e avere un effetto anticancro, antiossidante e di abbassamento del colesterolo grazie ai polifenoli, ma anche al resveratrolo, contenuto principalmente nella buccia dell’uva nera. Le virtù di quest’ultimo elemento vengono amplificate addizionando il succo d’uva con del miele.

Ovviamente però l’uva non è una panacea, infatti diabetici ed obesi non dovrebbero consumarne troppa e anche per i bambini al di sotto dei 4 anni è consigliabile mangiarne poca, a causa del contenuto di cellulosa che la rende poco digeribile. Oltre al settore alimentare, anche in ambiente fitoterapico e cosmetico le proprietà dell’uva sono molto apprezzate. Ad esempio, è molto efficace contro l’herpes simplex che scompare più velocemente in seguito all’applicazione diretta di succo d’uva o mosto. In più, si può ottenere una sorta di crema naturale dalle caratteristiche astringenti e rivitalizzanti riducendo a purè gli acini dell’uva. In conclusione, se la vite è assurta a simbolo di eternità, forse non è un caso, considerata la carica vitale che è racchiusa in un acino d’uva. Quindi spazio alla fantasia e sbizzarriamoci anche nella creazione di piatti dolci o salati utilizzando questo frutto che si presta bene a rendere un po’ meno monotono l'autunno. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonella  Giosa - vedi tutti gli articoli di Antonella  Giosa



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Conviene approfittare dell’autunno per fare il pieno d’uva, una vera e propria miniera di salute. E’tempo di vendemmia ormai, nei luoghi scampati alla tecnologizzazione i vigneti si riempiono di colori, gli stivali affondano nella terra quasi sempre bagnata e, a suon di chiacchiere e sforbiciate, la giornata passa e le cassette si riempiono d’uva. Che l’obiettivo sia produrre damigiane di vino o portare un cesto d’uva in tavola, si tratta di un’occasione preziosa per consolidare cultura e radici, ma anche per godere dei benefici di un frutto che racchiude numerose proprietà benefiche, oltre al piacevolissimo gusto.

Al di là della parentesi bucolica, ovviamente per la maggior parte delle gente è più usuale comprare l’uva al supermercato piuttosto che andare a raccoglierla direttamente dalla vite. Qui ci si trova di fronte a una grande varietà di uve da tavola tra cui scegliere, semplificando raggruppiamo in bianche, rosse e rosate. Tra le sostanze nutritive più importanti, ricordiamo acidi organici, sali minerali, zuccheri direttamente assimilabili, vitamina A, vitamine del gruppo B e C, basi alcaline, tannini, polifenoli e tanta acqua. Sia il gusto che la composizione però variano a seconda del luogo di provenienza dell’uva, in relazione al clima, ma soprattutto ai terreni di coltura.

Ad esempio dai terreni argillosi marnosi si ottiene un frutto con meno zuccheri, da quelli vulcanici un’uva ricca di ferro, quindi astringente. In linea di massima, comunque, viene riconosciuto all’uva il potere di contrastare l’anemia, l’affaticamento, l’uricemia, l’artrite, la gotta, le vene varicose e la stitichezza. Inoltre si ritiene che possa alleviare i disturbi legati alla menopausa e avere un effetto anticancro, antiossidante e di abbassamento del colesterolo grazie ai polifenoli, ma anche al resveratrolo, contenuto principalmente nella buccia dell’uva nera. Le virtù di quest’ultimo elemento vengono amplificate addizionando il succo d’uva con del miele.

Ovviamente però l’uva non è una panacea, infatti diabetici ed obesi non dovrebbero consumarne troppa e anche per i bambini al di sotto dei 4 anni è consigliabile mangiarne poca, a causa del contenuto di cellulosa che la rende poco digeribile. Oltre al settore alimentare, anche in ambiente fitoterapico e cosmetico le proprietà dell’uva sono molto apprezzate. Ad esempio, è molto efficace contro l’herpes simplex che scompare più velocemente in seguito all’applicazione diretta di succo d’uva o mosto. In più, si può ottenere una sorta di crema naturale dalle caratteristiche astringenti e rivitalizzanti riducendo a purè gli acini dell’uva. In conclusione, se la vite è assurta a simbolo di eternità, forse non è un caso, considerata la carica vitale che è racchiusa in un acino d’uva. Quindi spazio alla fantasia e sbizzarriamoci anche nella creazione di piatti dolci o salati utilizzando questo frutto che si presta bene a rendere un po’ meno monotono l'autunno. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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