Articolo Cani Salute
La Filariosi nel cane: un pericolo per i nostri amici a quattro zampe freccelunedì 9 settembre 2013      


La Filariosi è una malattia infettiva parassitaria, che colpisce in maniera preferenziale i cani, ma può coinvolgere nel contagio anche furetti e gatti. Questi ultimi presentano una maggiore resistenza nei confronti del microrganismo, ma, in alcune zone d’Italia, soprattutto Veneto e Piemonte, dove il clima umido e la presenza di risaie favoriscono lo sviluppo di insetti, è bene sottoporre anche i gatti a trattamenti preventivi.

La Filariosi è, infatti, trasmessa da una zanzara e alcune ricerche recenti hanno evidenziato il fatto che la zanzara tigre, ormai presente su tutto il territorio nazionale, è proprio una delle principali cause di diffusione del parassita tra i nostri animali domestici. Sono due le famiglie di filarie responsabili del contagio: la Dirofilaria Immitis, che si localizza nel cuore, dando così origine a lesioni di tipo cardiopolmonari e la Dirofilaria Repens che, invece, ha una localizzazione cutanea. Nel primo caso, la zanzara, pungendo l’animale, introduce nel corpo di quest’ultimo le larve della Dirofilaria Immitis, le quali, crescendo arrivano a diventare dei vermi della lunghezza di circa 15 centimetri, che si insediano all’interno delle cavità cardiache e delle arterie polmonari, causando embolia, insufficienza cardiaca e accumulo di liquidi nell’addome.

Inoltre, da queste sedi, dopo circa sei mesi dal contagio, quando ormai la Dirofilaria ha raggiunto la piena maturità sessuale e può riprodursi, si diffondono nuove larve, che vanno ad indebolire ancor di più l’organismo animale, rendendo impossibile la sopravvivenza del nostro amico a quattro zampe, a meno che non venga trattato tempestivamente. Anche le larve della Dirofilaria Repens sono veicolate dalle zanzare, ma si insediano nel sottocute del cane, per cui spesso l’animale mostra prurito o presenza di noduli, sintomi la cui presenza deve allertare il proprietario e indurlo a portare il cane tempestivamente dal veterinario. La diagnosi della Filariosi il più delle volte viene fatta quando l’infezione è già in fase avanzata.

Il test è reso possibile da un semplice prelievo di sangue: se si trovano le filarie, allora sicuramente il nostro amico quadrupede è positivo alla malattia, ma se queste non si rinvengono non significa che, invece, il cane non sia stato contagiato. Infatti, i parassiti potrebbero essere presenti nel cuore e non aver prodotto larve, perché ancora non adulti o perché solo maschi o solo femmine, quindi impossibilitati a riprodursi. Il danno cardiaco in ogni caso c’è, ecco perché, in alcune situazioni, si ricorre ad esami più approfonditi, come ecocardiogrammi o radiografi del torace.

La terapia va ad insistere sulla somministrazione di farmaci a base di arsenico per uccidere le Dirofilarie adulte, di farmaci con principi attivi diversi per eliminare le microfilarie e di anticoagulanti per evitare il rischio di trombosi. Si tratta, pertanto, di una terapia abbastanza pericolosa e, in ogni caso tossica, anche per il cane. E’ bene, perciò, puntare sulla prevenzione. Non esiste ancora in commercio un vaccino mirato per la Filariosi, ma si possono somministrare ai nostri amici a quattro zampe antiparassitari topici cutanei o trattarli con pasticche specifiche per questo microrganismo, nel periodo compreso tra la fine della primavera e l’autunno, o, ancora, far fare al veterinario un’iniezione, il cui effetto dura sei mesi, così da poter proteggere a pieno i nostri cani. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabrina  Rosa - vedi tutti gli articoli di Sabrina  Rosa



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La Filariosi è una malattia infettiva parassitaria, che colpisce in maniera preferenziale i cani, ma può coinvolgere nel contagio anche furetti e gatti. Questi ultimi presentano una maggiore resistenza nei confronti del microrganismo, ma, in alcune zone d’Italia, soprattutto Veneto e Piemonte, dove il clima umido e la presenza di risaie favoriscono lo sviluppo di insetti, è bene sottoporre anche i gatti a trattamenti preventivi.

La Filariosi è, infatti, trasmessa da una zanzara e alcune ricerche recenti hanno evidenziato il fatto che la zanzara tigre, ormai presente su tutto il territorio nazionale, è proprio una delle principali cause di diffusione del parassita tra i nostri animali domestici. Sono due le famiglie di filarie responsabili del contagio: la Dirofilaria Immitis, che si localizza nel cuore, dando così origine a lesioni di tipo cardiopolmonari e la Dirofilaria Repens che, invece, ha una localizzazione cutanea. Nel primo caso, la zanzara, pungendo l’animale, introduce nel corpo di quest’ultimo le larve della Dirofilaria Immitis, le quali, crescendo arrivano a diventare dei vermi della lunghezza di circa 15 centimetri, che si insediano all’interno delle cavità cardiache e delle arterie polmonari, causando embolia, insufficienza cardiaca e accumulo di liquidi nell’addome.

Inoltre, da queste sedi, dopo circa sei mesi dal contagio, quando ormai la Dirofilaria ha raggiunto la piena maturità sessuale e può riprodursi, si diffondono nuove larve, che vanno ad indebolire ancor di più l’organismo animale, rendendo impossibile la sopravvivenza del nostro amico a quattro zampe, a meno che non venga trattato tempestivamente. Anche le larve della Dirofilaria Repens sono veicolate dalle zanzare, ma si insediano nel sottocute del cane, per cui spesso l’animale mostra prurito o presenza di noduli, sintomi la cui presenza deve allertare il proprietario e indurlo a portare il cane tempestivamente dal veterinario. La diagnosi della Filariosi il più delle volte viene fatta quando l’infezione è già in fase avanzata.

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