Articolo Tempo libero Fotografia
Alla scoperta del mondo oltre l’orizzonte freccesabato 27 luglio 2013      


Alla scoperta del mondo oltre l’orizzonte, è ciò che ha spinto l’uomo a raggiungere sempre nuovi traguardi, a fare le scoperte che scandiscono la vita di tutti i giorni. Tuttavia, senza  pensare troppo in grande, è anche quanto avviene in una bella giornata da dedicare a se stessi, semmai con il fido amico a quattro zampe al seguito, e la altrettanto fida macchina fotografica per cercare di fissare sul silicio, una volta si diceva sulla pellicola,  tutto ciò che di stimolante si incontra per strada.

Sarà capitato a tutti di fare una passeggiata per la prima volta in un parco, in un’oasi protetta, e di continuare ad andare avanti, anche quando la stanchezza comincia a farsi sentire,  spinti dalla curiosità di vedere cosa si nasconde dietro la prossima curva, dietro il muretto che si staglia all’orizzonte, dietro una cortina di piante d’alto fusto, e questo soprattutto se quello che si è incontrato fino a quel momento, è stato entusiasmante, ci ha emozionato.
Poi, con l’amico che zampetta gioioso al nostro fianco, correndo avanti e indietro finalmente felice per una libertà per lui insolita, soprattutto se abituato a vivere tra quattro mura, il piacere è doppio, perché  si vivono le sensazioni che il paesaggio circostante trasmettono e si gioisce anche della felicità dell’amico a quattro zampe.

E allora, è in questi momenti, che la macchina fotografica si rivela essere una compagna inseparabile, da non lasciare mai nel cassetto. Oggi, gli smartphone riescono anche loro a svolgere lo stesso lavoro, ma in tutti i casi si tratta di un ripiego, perché una normale macchina fotografica è in grado di offrire  molte funzioni che un qualsiasi evolutissimo telefonino di ultima generazione non possiede.
Con una macchina fotografica moderna poi, non si è più legati alla pur gloriosa pellicola che ha fatto la storia della fotografia, quindi non più scatti contati, o meglio, scatti fatti per lo più al buio, ovvero senza essere certi della loro qualità. Questo, soprattutto per gli appassionati di fotografia meno esperti, costringeva il più delle volte a fare almeno 3 scatti della stessa foto, cambiando esposizione, per essere certi, o quasi, che almeno uno fosse soddisfacente. Oggi tutto questo è finito in soffitta, visto che è possibile rivedere subito quello che si è fotografato e, nella peggiore delle ipotesi, nel caso si trattasse di una foto irripetibile venuta male, è sempre possibile poi correggerla con gli appositi programmi di fotoritocco.

Oggi, quindi, anche il fotografo della domenica  può essere un buon fotografo, può realizzare dei buoni scatti, anche grazie alle tante funzioni automatiche delle varie macchine fotografiche, ma su una cosa non potrà mai barare, diciamo così, sull’inquadratura. Questa è una questione di gusto personale,  di attitudine, una cosa che non si impara, ma che tuttavia è possibile migliorare. Vi sono delle regole base da rispettare, regole che riguardano la composizione dell’inquadratura, così come è necessario sapere in che misura la luce incide su di una fotografia.

La luce è quell’altra componente essenziale, perché effettivamente tutto dipende da essa. Una stessa immagine, semmai l’amico cane della passeggiata intento ad annusare qualcosa che lo ha incuriosito,  è completamente diversa se ripresa all’ombra, in pieno sole, o con la luce radente del tramonto. Anche in questo caso, un programma di fotoritocco può fare poco, a meno che non si sia in possesso di programmi specifici utilizzati dai professionisti. È possibile correggere l’esposizione, il contrasto, la luminosità, ma sulla temperatura di colore è difficile poter intervenire, praticamente quasi impossibile, e questa appunto è determinata dalle condizioni di luce.

Ovviamente, la ricerca di una buona inquadratura e della migliore condizione di luce restano oggi condizioni essenziali per ottenere delle buone foto, tuttavia, visto che rispetto al passato, uno scatto mal riuscito o affrettato non rappresentano un costo perché non è richiesto alcuno sviluppo di pellicola,  tutte le fotografie vanno bene, anche quelle che in un primo momento si potrebbe pensare di cancellare, perché comunque sono la memoria fotografica di una bella giornata, di un momento della propria vita.

©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sarà capitato a tutti di fare una passeggiata per la prima volta in un parco, in un’oasi protetta, e di continuare ad andare avanti, anche quando la stanchezza comincia a farsi sentire,  spinti dalla curiosità di vedere cosa si nasconde dietro la prossima curva, dietro il muretto che si staglia all’orizzonte, dietro una cortina di piante d’alto fusto, e questo soprattutto se quello che si è incontrato fino a quel momento, è stato entusiasmante, ci ha emozionato.
Poi, con l’amico che zampetta gioioso al nostro fianco, correndo avanti e indietro finalmente felice per una libertà per lui insolita, soprattutto se abituato a vivere tra quattro mura, il piacere è doppio, perché  si vivono le sensazioni che il paesaggio circostante trasmettono e si gioisce anche della felicità dell’amico a quattro zampe.

E allora, è in questi momenti, che la macchina fotografica si rivela essere una compagna inseparabile, da non lasciare mai nel cassetto. Oggi, gli smartphone riescono anche loro a svolgere lo stesso lavoro, ma in tutti i casi si tratta di un ripiego, perché una normale macchina fotografica è in grado di offrire  molte funzioni che un qualsiasi evolutissimo telefonino di ultima generazione non possiede.
Con una macchina fotografica moderna poi, non si è più legati alla pur gloriosa pellicola che ha fatto la storia della fotografia, quindi non più scatti contati, o meglio, scatti fatti per lo più al buio, ovvero senza essere certi della loro qualità. Questo, soprattutto per gli appassionati di fotografia meno esperti, costringeva il più delle volte a fare almeno 3 scatti della stessa foto, cambiando esposizione, per essere certi, o quasi, che almeno uno fosse soddisfacente. Oggi tutto questo è finito in soffitta, visto che è possibile rivedere subito quello che si è fotografato e, nella peggiore delle ipotesi, nel caso si trattasse di una foto irripetibile venuta male, è sempre possibile poi correggerla con gli appositi programmi di fotoritocco.

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La luce è quell’altra componente essenziale, perché effettivamente tutto dipende da essa. Una stessa immagine, semmai l’amico cane della passeggiata intento ad annusare qualcosa che lo ha incuriosito,  è completamente diversa se ripresa all’ombra, in pieno sole, o con la luce radente del tramonto. Anche in questo caso, un programma di fotoritocco può fare poco, a meno che non si sia in possesso di programmi specifici utilizzati dai professionisti. È possibile correggere l’esposizione, il contrasto, la luminosità, ma sulla temperatura di colore è difficile poter intervenire, praticamente quasi impossibile, e questa appunto è determinata dalle condizioni di luce.

Ovviamente, la ricerca di una buona inquadratura e della migliore condizione di luce restano oggi condizioni essenziali per ottenere delle buone foto, tuttavia, visto che rispetto al passato, uno scatto mal riuscito o affrettato non rappresentano un costo perché non è richiesto alcuno sviluppo di pellicola,  tutte le fotografie vanno bene, anche quelle che in un primo momento si potrebbe pensare di cancellare, perché comunque sono la memoria fotografica di una bella giornata, di un momento della propria vita.

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