Articolo Elettricità Sicurezza
Installare un sistema d’allarme senza fili freccelunedì 12 novembre 2012      


Installare un sistema d’allarme senza fili, grazie alla tecnologia radio è oggi possibile dato che i collegamenti filari sono del tutto assenti. Inoltre un sistema così congegnato e realizzato non risente di sbalzi di tensione, black out o malfunzionamenti della rete elettrica e in più non richiede lavori particolari come l’installazione di canaline esterne   o interne, in questo caso con la necessità di realizzare gli scavi per la loro posa sotto traccia; basta infatti avvitare i vai dispositivi con viti e tasselli.

Installare un antifurto senza fili è oggi talmente semplice che un qualsiasi  bravo fai-da-te, o anche un neofita che si cimenta per la prima volta con un lavoro dl genere, è in grado di portare a termine. Basta, infatti,  attenersi scrupolosamente alle semplici istruzioni allegate al kit e ai vari componenti aggiuntivi  oltre alle poche regole per quanto riguarda il sistema di codifica dei vari componenti che, oltre tutto, sono alimentati a batteria e quindi non richiedono collegamenti alla rete elettrica. Un impianto tipo, di quelli maggiormente utilizzati, si compone di centrale e comandi, rivelatori di vario tipo e sirena d’allarme.

Innanzi tutto bisogna chiarire alcuni concetti di base sulla sicurezza, necessari  per la scelta del sistema migliore da adottare. In molti propongono, oltre alla centralina, solo dei sistemi di rilevamento del movimento che vanno installati all’interno dei  vari ambienti, sensori che andrebbero in allarme una volta che l’intruso è già entrato nell’abitazione o ufficio.  Certamente questi sensori sono efficaci, tuttavia sarebbe opportuno di dotarsi  anche dei rilevatori di tentativo di intrusione, da installare su infissi e porte d’ingresso, in modo che il sistema dì allarme entri in funzione prima che il malintenzionato sia entrato in casa. Quindi, due barriere di difesa, e questa è senza dubbio la soluzione migliore.
Nello scegliere il modello da acquistare bisogna anche  accertarsi che la centralina lavori su più frequenze radio, in modo da ridurre drasticamente il rischio che  queste possano essere disturbate con qualche marchingegno elettronico. E’ più facile infatti che questo possa accadere se la centralina lavora su di una sola frequenza, altamente improbabile invece se le frequenze sono più di una.

In tutti i casi tuto è commisurato a ciò che si deve proteggere e, sotto questo aspetto, la sicurezza personale già ha un valore molto elevato.
Una volta acquistato il tutto, aprire la centralina del sistema d'allarme svitando le viti poste sull’apparecchio, inserire le pile adatte e programmare il codice di accesso e quello di identificazione del sistema.  Solitamente la codifica si effettua grazie ad una maschera forata con una specie di punteruolo che apre i fori in corrispondenza dei numeri che vi sono predisposti.
Programmare i vari rivelatori, sia quelli anti intrusione che quelli di movimento, ma  ve ne sono anche di microfonici che rilevano i rumori (da evitare se si hanno  gatti, cani, uccelli o latri amici animali in casa), digitando successioni predefinite di numeri.

Fissare al muro la centralina scegliendo una posizione  facilmente raggiungibile anche di notte (la soluzione ideale sarebbe in camera da letto in modo da controllare con una sola occhiata, in caso di allarme, quali zona dell’impianto ha segnalato l’anomalia), la tastiera che serve a  digitare il codice segreto che attiva l’impianto, il supporto per il telecomando e, infine, distribuire i vari sensori  in tutti i locali dell’abitazione.

Bloccare al muro la sirena esterna  dotata di lampeggiante in posizione ben visibile dalla strada e ad un’altezza tale da non essere facilmente accessibile dai malintenzionati,  facendo attenzione che le antenne siano rivolte verso il basso, ma provvedere anche  a sistemare una sirena all’interno della stessa casa in modo da aumentare l’efficacia dell’effetto dissuasivo.
Ora, con il telecomando dotato di pile al litio, è possibile gestire completamente l’impianto di allarme, attivando e disattivando i vari sensori  installati, in modo da avere sempre attiva la migliore configurazione difensiva possibile.

©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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Installare un antifurto senza fili è oggi talmente semplice che un qualsiasi  bravo fai-da-te, o anche un neofita che si cimenta per la prima volta con un lavoro dl genere, è in grado di portare a termine. Basta, infatti,  attenersi scrupolosamente alle semplici istruzioni allegate al kit e ai vari componenti aggiuntivi  oltre alle poche regole per quanto riguarda il sistema di codifica dei vari componenti che, oltre tutto, sono alimentati a batteria e quindi non richiedono collegamenti alla rete elettrica. Un impianto tipo, di quelli maggiormente utilizzati, si compone di centrale e comandi, rivelatori di vario tipo e sirena d’allarme.

Innanzi tutto bisogna chiarire alcuni concetti di base sulla sicurezza, necessari  per la scelta del sistema migliore da adottare. In molti propongono, oltre alla centralina, solo dei sistemi di rilevamento del movimento che vanno installati all’interno dei  vari ambienti, sensori che andrebbero in allarme una volta che l’intruso è già entrato nell’abitazione o ufficio.  Certamente questi sensori sono efficaci, tuttavia sarebbe opportuno di dotarsi  anche dei rilevatori di tentativo di intrusione, da installare su infissi e porte d’ingresso, in modo che il sistema dì allarme entri in funzione prima che il malintenzionato sia entrato in casa. Quindi, due barriere di difesa, e questa è senza dubbio la soluzione migliore.
Nello scegliere il modello da acquistare bisogna anche  accertarsi che la centralina lavori su più frequenze radio, in modo da ridurre drasticamente il rischio che  queste possano essere disturbate con qualche marchingegno elettronico. E’ più facile infatti che questo possa accadere se la centralina lavora su di una sola frequenza, altamente improbabile invece se le frequenze sono più di una.

In tutti i casi tuto è commisurato a ciò che si deve proteggere e, sotto questo aspetto, la sicurezza personale già ha un valore molto elevato.
Una volta acquistato il tutto, aprire la centralina del sistema d'allarme svitando le viti poste sull’apparecchio, inserire le pile adatte e programmare il codice di accesso e quello di identificazione del sistema.  Solitamente la codifica si effettua grazie ad una maschera forata con una specie di punteruolo che apre i fori in corrispondenza dei numeri che vi sono predisposti.
Programmare i vari rivelatori, sia quelli anti intrusione che quelli di movimento, ma  ve ne sono anche di microfonici che rilevano i rumori (da evitare se si hanno  gatti, cani, uccelli o latri amici animali in casa), digitando successioni predefinite di numeri.

Fissare al muro la centralina scegliendo una posizione  facilmente raggiungibile anche di notte (la soluzione ideale sarebbe in camera da letto in modo da controllare con una sola occhiata, in caso di allarme, quali zona dell’impianto ha segnalato l’anomalia), la tastiera che serve a  digitare il codice segreto che attiva l’impianto, il supporto per il telecomando e, infine, distribuire i vari sensori  in tutti i locali dell’abitazione.

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Ora, con il telecomando dotato di pile al litio, è possibile gestire completamente l’impianto di allarme, attivando e disattivando i vari sensori  installati, in modo da avere sempre attiva la migliore configurazione difensiva possibile.

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