Articolo Finanza familiare Pensione
Quando andare in pensione freccevenerdì 20 maggio 2016      


Quando andare in pensione dipende dai requisiti maturati, per cui più non è una scelta. Oggi vi è anche la possibilità di andare in pensione un po’ prima del dovuto, ma questo comporta la perdita di una parte dell’importo che si sarebbe potuto avere. Prima della riforma Monti del 2011, i requisiti potevano essere legati esclusivamente all'età anagrafica ovvero la pensione di vecchiaia, oppure ad un mix di età anagrafica ed anzianità contributiva, ovvero la pensione di anzianità. Questo prima, cosa oggi non più possibile in quanto la pensione di anzianità non esiste più.

Si potrebbe, tuttavia, come detto in precedenza, andare in pensione anticipatamente, ma si dovrebbe accettare una decurtazione dell’importo mensile, e questo probabilmente non converrebbe quasi a nessuno. Ma vediamo quali sono i requisiti necessari per poter andare in pensione senza decurtazione, quindi la pensione di vecchiaia. L’età minima, che un tempo era di 60 anni per le donne e 65 per gli uomini è ora la seguente, sempre che si abbiano almeno 20 anni di contributi versati:

  • Lavoro dipendente pubblico: 66 anni e 7 mesi sia per le donne che per gli uomini.
  • Lavoro dipendente privato: 65 anni e 7 mesi per le donne e 66 anni e 7 mesi per gli uomini.
  • Lavoro autonomo: 66 anni e 1 mese per le donne e 66 anni e 7 mesi per gli uomini.

Questa età, a partire dal 2018, diventerà gradualmente di 66 anni e 7 mesi, senza distinzione né di sesso né di tipologia di lavoro. Poi, a partire dal 2019, ci sarà un aggiustamento in base alle variazioni delle aspettative di vita, aggiustamento che avverrà ogni 2 anni.

Come detto in precedenza, è possibile andare in pensione anticipatamente purché si siano maturate le seguenti condizioni, ma con una decurtazione sull’importo percepito del 2% per ciascun anno di anticipo rispetto a quanto stabilito per la pensione di vecchiaia.

  • Le donne che hanno maturato 41 anni e 6 mesi di contributi versati.
  • Gli 7uomini che hanno maturato 42 anni e 6 mesi di contributi versati.

Inoltre, è possibile ritirarsi dal lavoro, andare in pensione, anche più in avanti del dovuto, ma fino all’età di 70 anni. In tal caso l’importo della pensione aumenterà in base al “coefficiente di trasformazione", che tiene appunto conto dell’età effettiva.
Vi sono comunque delle eccezioni e, nello specifico possono andare in pensione a 64 anni:

  • i lavoratori del settore privato che, essendo in possesso di 35 anni di contribuzione e con le vecchie regole avrebbero maturato i requisiti di anzianità con il sistema delle "quote" entro il 31 dicembre 2012 (tipicamente i nati nel 1950-52).
  • le lavoratrici del settore privato che hanno maturato 60 anni d'età e 20 anni di contributi entro il 31 dicembre 2012.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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Quando andare in pensione dipende dai requisiti maturati, per cui più non è una scelta. Oggi vi è anche la possibilità di andare in pensione un po’ prima del dovuto, ma questo comporta la perdita di una parte dell’importo che si sarebbe potuto avere. Prima della riforma Monti del 2011, i requisiti potevano essere legati esclusivamente all'età anagrafica ovvero la pensione di vecchiaia, oppure ad un mix di età anagrafica ed anzianità contributiva, ovvero la pensione di anzianità. Questo prima, cosa oggi non più possibile in quanto la pensione di anzianità non esiste più.

Si potrebbe, tuttavia, come detto in precedenza, andare in pensione anticipatamente, ma si dovrebbe accettare una decurtazione dell’importo mensile, e questo probabilmente non converrebbe quasi a nessuno. Ma vediamo quali sono i requisiti necessari per poter andare in pensione senza decurtazione, quindi la pensione di vecchiaia. L’età minima, che un tempo era di 60 anni per le donne e 65 per gli uomini è ora la seguente, sempre che si abbiano almeno 20 anni di contributi versati:

  • Lavoro dipendente pubblico: 66 anni e 7 mesi sia per le donne che per gli uomini.
  • Lavoro dipendente privato: 65 anni e 7 mesi per le donne e 66 anni e 7 mesi per gli uomini.
  • Lavoro autonomo: 66 anni e 1 mese per le donne e 66 anni e 7 mesi per gli uomini.

Questa età, a partire dal 2018, diventerà gradualmente di 66 anni e 7 mesi, senza distinzione né di sesso né di tipologia di lavoro. Poi, a partire dal 2019, ci sarà un aggiustamento in base alle variazioni delle aspettative di vita, aggiustamento che avverrà ogni 2 anni.

Come detto in precedenza, è possibile andare in pensione anticipatamente purché si siano maturate le seguenti condizioni, ma con una decurtazione sull’importo percepito del 2% per ciascun anno di anticipo rispetto a quanto stabilito per la pensione di vecchiaia.

  • Le donne che hanno maturato 41 anni e 6 mesi di contributi versati.
  • Gli 7uomini che hanno maturato 42 anni e 6 mesi di contributi versati.

Inoltre, è possibile ritirarsi dal lavoro, andare in pensione, anche più in avanti del dovuto, ma fino all’età di 70 anni. In tal caso l’importo della pensione aumenterà in base al “coefficiente di trasformazione", che tiene appunto conto dell’età effettiva.
Vi sono comunque delle eccezioni e, nello specifico possono andare in pensione a 64 anni:

  • i lavoratori del settore privato che, essendo in possesso di 35 anni di contribuzione e con le vecchie regole avrebbero maturato i requisiti di anzianità con il sistema delle "quote" entro il 31 dicembre 2012 (tipicamente i nati nel 1950-52).
  • le lavoratrici del settore privato che hanno maturato 60 anni d'età e 20 anni di contributi entro il 31 dicembre 2012.
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