Articolo Fai da te Restauro mobili
Chiudere i pori del legno con la pomice freccevenerdì 25 marzo 2016      


Chiudere i pori del legno con la pomice, una operazione necessaria se il mobile e nuovo. Infatti, prima di procedere alla stesura della gommalacca è indispensabile procedere alla chiusura dei pori del legno con la pomiciatura. Questa operazione non è necessaria se il legno è sverniciato, ma è necessario farla con i mobili nuovi o con le parti che sono state reintegrate. Se si utilizza la tecnica del tampone, è necessario passarlo con una certa forza, mantenendo la pressione il più possibile regolare e muovendo il tampone sul mobile con cerchi ampi. Questa operazione è lunga, tanto è vero che va ripetuta sul mobile per alcuni giorni fin quando il piano del mobile stesso non apparirà perfettamente liscio all'osservazione in controluce.

Ci sono due metodi per levigare con la pietra pomice, entrambi da mettere in pratica con estrema attenzione: il primo prevede la distribuzione della polvere di pomice (finissima polvere bianca della stessa consistenza del talco) direttamente sul mobile con un pennello, mentre il secondo invece prevede l’utilizzo del tampone, da applicare in tutti i casi con estrema cautela, per evitare rigature indesiderate. Come detto, per chiudere i pori con la pomice esistono tecniche diverse, comunque per prima cosa occorre preparare la gommalacca.

Questa si acquista in scaglie e va diluita con alcol etilico in proporzione di 1 etto di gommalacca per 2 litri di alcol. A questo punto lasciare riposare il recipiente per un giorno affinché la gommalacca si sciolga completamente e poi è preferibile filtrare il composto con una calza di nylon per eliminare tutti i grumi e le impurità. A questo punto è possibile iniziare l’operazione di levigatura. Come detto in precedenza, esistono due metodi. Il primo consiste nel distribuire, utilizzando un pennello morbido, della polvere di pomice o di Tripoli sulla superficie del mobile da trattare, quindi frizionare il legno con un tampone bagnato nella soluzione di gommalacca, utilizzando movimenti larghi e circolari, senza mai fermare il tampone per evitare le bruciature.

In questo modo la polvere bagnata di gommalacca penetra nei pori del legno chiudendoli. Quando l’attrito si fa più forte, occorre far scivolare via il tampone verso il bordo del mobile, sempre per evitare bruciature, quindi bagnare il tampone in gommalacca molto diluita e fare alcuni passaggi sul mobile. Per il secondo metodo, mentre si costruisce la parte interna del tampone, bagnarla nella soluzione di gommalacca, appoggiarla su di un quadrato di stoffa e infine spolverarla con una manciata di polvere di Tripoli (un deposito alluviale fossilizzato che comprende silice amorfo e ossido di ferro, utilizzato appunto per la lucidatura). A questo punto chiudere il tampone ed iniziare a lucidare la superficie del legno.

Durante la lucidatura la polvere fuoriesce dal tampone rendendo scorrevole la lacca chiudendo contemporaneamente i pori del legno. Quale che sia il metodo scelto, le operazioni descritte vanno ripetute per più giorni, fin quando il mobile, controluce, non apparirà perfettamente liscio. Una volta terminata questa fase, lasciare asciugare per qualche giorno prima di procedere alla lucidatura, per la quale verranno utilizzati altri tamponi che andrebbero conservati chiusi in pellicola da cucina, quella utilizzata per gli alimenti.

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Ci sono due metodi per levigare con la pietra pomice, entrambi da mettere in pratica con estrema attenzione: il primo prevede la distribuzione della polvere di pomice (finissima polvere bianca della stessa consistenza del talco) direttamente sul mobile con un pennello, mentre il secondo invece prevede l’utilizzo del tampone, da applicare in tutti i casi con estrema cautela, per evitare rigature indesiderate. Come detto, per chiudere i pori con la pomice esistono tecniche diverse, comunque per prima cosa occorre preparare la gommalacca.

Questa si acquista in scaglie e va diluita con alcol etilico in proporzione di 1 etto di gommalacca per 2 litri di alcol. A questo punto lasciare riposare il recipiente per un giorno affinché la gommalacca si sciolga completamente e poi è preferibile filtrare il composto con una calza di nylon per eliminare tutti i grumi e le impurità. A questo punto è possibile iniziare l’operazione di levigatura. Come detto in precedenza, esistono due metodi. Il primo consiste nel distribuire, utilizzando un pennello morbido, della polvere di pomice o di Tripoli sulla superficie del mobile da trattare, quindi frizionare il legno con un tampone bagnato nella soluzione di gommalacca, utilizzando movimenti larghi e circolari, senza mai fermare il tampone per evitare le bruciature.

In questo modo la polvere bagnata di gommalacca penetra nei pori del legno chiudendoli. Quando l’attrito si fa più forte, occorre far scivolare via il tampone verso il bordo del mobile, sempre per evitare bruciature, quindi bagnare il tampone in gommalacca molto diluita e fare alcuni passaggi sul mobile. Per il secondo metodo, mentre si costruisce la parte interna del tampone, bagnarla nella soluzione di gommalacca, appoggiarla su di un quadrato di stoffa e infine spolverarla con una manciata di polvere di Tripoli (un deposito alluviale fossilizzato che comprende silice amorfo e ossido di ferro, utilizzato appunto per la lucidatura). A questo punto chiudere il tampone ed iniziare a lucidare la superficie del legno.

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