Articolo Materiali Legno
Il legno, tipi e caratteristiche di ciascuna essenza freccevenerdì 18 marzo 2016      


Il legno, i vari tipi e le caratteristiche di ciascuna essenza, nozioni importanti per poter scegliere quello giusto in base al lavoro da effettuare. IL legno proveniente da alberi diversi presenta delle caratteristiche morfologiche differenti tra loro, quali il colore, la densità e le venature. In base al grado di durezza i legni vengono classificati in forti e duri (quercia, abete, frassino, platano), dolci (pioppo, castagno, betulla), e fini e duri (noce, ciliegio, olivo, ebano, palissandro, mogano e teak). Oggi, come nel passato, le finiture in legno nelle case sono assai diffuse e danno un tocco di eleganza e calore. L’importante è fare la scelta giusta in base all’utilizzo che se ne deve fare. Per esempio, una scala in legno necessita di una essenza dura e resistente al calpestio e all’usura, altrimenti la scala stessa non potrebbe avere lunga vita. Vediamo insieme le varie essenze e le loro caratteristiche.

  • Il Cedro. Si tratta di un legno dolce, utilizzato prevalentemente per costruire pannelli e fasce per cassetti La varietà originale dell’India Occidentale viene impiegata per foderare gli armadi, perché la sua intensa profumazione tiene lontano gli insetti, tuttavia i mobili realizzati con questo legno sono delicati e si graffiano con facilità, Se proprio lo si vuole usare è consigliabile il trattamento a gommalacca per isolare le untuosità, esaltarne il colore arancio chiaro e la delicata venatura.
  • Il Tasso. Si tratta di una essenza molto bella che non ha nulla da invidiare a legni più pregiati. Ha una consistenza compatta, liscia e naturalmente brillante e, quando invecchia, assume splendide sfumature di colore che vanno dall’arancio scuro al mattone. Utilizzato in Europa fin dal 1600 per la realizzazione di mobili e sedie, è il solo a resistere alla curvatura a vapore. La finitura che meglio si attaglia a questa essenza è quella a base di cera d’api.
  • L’Abete. Si tratta di un legno dolce, e si distingue in abete bianco e abete rosso, i cui rispettivi nomi botanici sono Abies pectinata e Abies excelsa. Nel passato i mobili realizzati in abete non erano considerati pregiati, mentre oggi è tra i più ricercati in particolar modo per arredamenti rustici. Di colore chiaro, presenta diverse nodosità, ha pori molto aperti ed è piuttosto fragile tanto che si scheggia facilmente. Sotto il termine abete sono generalmente denominati anche il pino, il larice, e l’abete norvegese.
  • Il Castagno. Si tratta di un legno che si lavora molto facilmente ed è quello usato più di frequente nell’Italia centrale per la costruzione di mobili. Marrone di colore, presenta diverse tonalità che vanno da quelle più scure a quelle più chiare. Va utilizzato quello molto stagionato, perché è un legno che tende a spaccarsi e a muoversi.
  • Il Rovere. Si tratta di una varietà di quercia appenninica, dal nome botanico Quercus Ruber, ed è caratterizzato da una notevole robustezza, durezza e dall’alta capacità di resistere agli urti. Utilizzato nel passato in Francia, Inghilterra e Italia per la realizzazione di mobili in stile gotico, il Rovere viene spesso utilizzato per la costruzione di scale, doghe e botti di pregio, proprio per le sue doti di pesantezza e resistenza. Nella lavorazione richiede molto stucco e diverse mani di turapori quando lo si lucida.
  • L’Olmo. Si tratta di un legno duro, resistente, dal colore marrone chiaro che con il tempo tende a scurirsi, ed è utilizzato in Europa per la realizzazione di mobili rustici. La sua vena fibrosa lo rende ideale per la costruzione di sedie. Si ottengono buoni risultati durante la finitura sia nella lucidatura che nel trattamento a cera d’api. Purtroppo questa essenza è vulnerabile all’umidità ed è attaccabile dal tarlo.
  • La Quercia. Si tratta di un legno molto duro, utilizzato in particolar modo nel Regno Unito per la realizzazione di mobili rustici. È molto robusto e per questo motivo è molto utilizzato nell’edilizia. Il colore varia dal paglierino al marrone chiaro. I mobili in quercia sono assai robusti, durevoli e facili da restaurare. Presenta un poro molto aperto per cui è particolarmente adatto alla finitura con gommalacca e cera d’api.
  • Il Frassino. Si tratta di un legno duro, versatile, malleabile nonostante sia molto robusto e resistente alla curvatura. Raramente viene utilizzato per la realizzazione di mobili. La sua colorazione va dal grigio molto chiaro al marrone chiaro e muta con il trascorrere del tempo per cui è difficile raccordare il legno nuovo al colore di quello antico.
  • La Betulla. Si tratta di un legno duro, molto bello, con venatura fitta e abbastanza pesante. Il colore marrone delicato ha segnato la storia del design del mobile, infatti sono in betulla i famosi mobili austriaci Thonet, noti per le incurvature a vapore. Il piallaccio ricavato dal legno di betulla è utilizzato per rivestire mobili di qualità in quanto è variegato e particolarmente elegante.
  • Il ciliegio. Si tratta del legno più bello tra quelli ricavato dagli alberi da frutto. Il suo colora varia dal rosa-crema al rosso scuro. Facile da lavorare, ha un effetto molto brillante quando lo si rifinisce lucidandolo sia a gommalacca che a cera d’api.
  • Il Noce. Si ratta del legno principe dell’ebanisteria. Ne esistono di varie provenienze, come il noce europeo e quello Tanganica, decisamente più scuro. È un legno duro ma duttile nella lavorazione, le venature sono bellissime e creano disegni suggestivi. Il colore comprende tutte le sfumature del marrone e, invecchiando, assume una tonalità rossiccia unica nel suo genere. Ha un costo elevato, per cui lo si utilizza prevalentemente per impiallacciare. La sua particolare durezza può dare problemi nella fase di incollaggio. Si ottengono ottimi risultati con la rifinitura a gommalacca, mentre i pezzi antichi vanno lucidati con cera d’api.
  • Il Mogano. Si tratta di un legno facile da riconoscere grazie al suo colore rosso deciso e alle bellissime venature. È una essenza molto resistente all’incurvatura e al trascorrere del tempo, del resto è uno dei legni più pregiati in ebanisteria, e il più ricercato per la sua qualità e durezza è quello rosso scuro. Restaurare un mobile in mogano non è facile in quanto è difficile raccordare tinta e venature. Tre sono i tipi principali di mogano. Mogano spagnolo, Mogano del Centro America, Finto Mogano.
  • Il Palissandro.  Si tratta di un legno che, utilizzato nel 1700 in Francia per la costruzione di mobili molto pregiati, venne denominato “bois de rose”, legno di rose, grazie al suo caratteristico profumo. Il suo colore e le sue venature variano a seconda delle zone di origine della pianta, e vanno dal marrone chiaro con venature nere al marrone scuro con venature meno marcate. Appena tagliato è molto scuro, ma poi con la stagionatura schiarisce fino ad assumere un bel color miele. Difficile da lavorare per la sua durezza e per la sua fragilità, ed essendo molto oleoso non si incolla facilmente.
  • Il Tek. Si tratta di un legno duro, pesante, difficile da segare per la presenza nella venatura di fosforo di calce. Di colore marrone chiaro, se esposto al sole tende a scurirsi. Grazie alle sue doti di durezza e impermeabilità all’acqua è il legno più ricercato per il rivestimento dei ponti navali, ma anche per la costruzione di mobili da giardino. Dal suo legno si ottiene l’olio di tek, che rappresenta un’ottima rifinitura per mobili moderni.
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  • Il Cedro. Si tratta di un legno dolce, utilizzato prevalentemente per costruire pannelli e fasce per cassetti La varietà originale dell’India Occidentale viene impiegata per foderare gli armadi, perché la sua intensa profumazione tiene lontano gli insetti, tuttavia i mobili realizzati con questo legno sono delicati e si graffiano con facilità, Se proprio lo si vuole usare è consigliabile il trattamento a gommalacca per isolare le untuosità, esaltarne il colore arancio chiaro e la delicata venatura.
  • Il Tasso. Si tratta di una essenza molto bella che non ha nulla da invidiare a legni più pregiati. Ha una consistenza compatta, liscia e naturalmente brillante e, quando invecchia, assume splendide sfumature di colore che vanno dall’arancio scuro al mattone. Utilizzato in Europa fin dal 1600 per la realizzazione di mobili e sedie, è il solo a resistere alla curvatura a vapore. La finitura che meglio si attaglia a questa essenza è quella a base di cera d’api.
  • L’Abete. Si tratta di un legno dolce, e si distingue in abete bianco e abete rosso, i cui rispettivi nomi botanici sono Abies pectinata e Abies excelsa. Nel passato i mobili realizzati in abete non erano considerati pregiati, mentre oggi è tra i più ricercati in particolar modo per arredamenti rustici. Di colore chiaro, presenta diverse nodosità, ha pori molto aperti ed è piuttosto fragile tanto che si scheggia facilmente. Sotto il termine abete sono generalmente denominati anche il pino, il larice, e l’abete norvegese.
  • Il Castagno. Si tratta di un legno che si lavora molto facilmente ed è quello usato più di frequente nell’Italia centrale per la costruzione di mobili. Marrone di colore, presenta diverse tonalità che vanno da quelle più scure a quelle più chiare. Va utilizzato quello molto stagionato, perché è un legno che tende a spaccarsi e a muoversi.
  • Il Rovere. Si tratta di una varietà di quercia appenninica, dal nome botanico Quercus Ruber, ed è caratterizzato da una notevole robustezza, durezza e dall’alta capacità di resistere agli urti. Utilizzato nel passato in Francia, Inghilterra e Italia per la realizzazione di mobili in stile gotico, il Rovere viene spesso utilizzato per la costruzione di scale, doghe e botti di pregio, proprio per le sue doti di pesantezza e resistenza. Nella lavorazione richiede molto stucco e diverse mani di turapori quando lo si lucida.
  • L’Olmo. Si tratta di un legno duro, resistente, dal colore marrone chiaro che con il tempo tende a scurirsi, ed è utilizzato in Europa per la realizzazione di mobili rustici. La sua vena fibrosa lo rende ideale per la costruzione di sedie. Si ottengono buoni risultati durante la finitura sia nella lucidatura che nel trattamento a cera d’api. Purtroppo questa essenza è vulnerabile all’umidità ed è attaccabile dal tarlo.
  • La Quercia. Si tratta di un legno molto duro, utilizzato in particolar modo nel Regno Unito per la realizzazione di mobili rustici. È molto robusto e per questo motivo è molto utilizzato nell’edilizia. Il colore varia dal paglierino al marrone chiaro. I mobili in quercia sono assai robusti, durevoli e facili da restaurare. Presenta un poro molto aperto per cui è particolarmente adatto alla finitura con gommalacca e cera d’api.
  • Il Frassino. Si tratta di un legno duro, versatile, malleabile nonostante sia molto robusto e resistente alla curvatura. Raramente viene utilizzato per la realizzazione di mobili. La sua colorazione va dal grigio molto chiaro al marrone chiaro e muta con il trascorrere del tempo per cui è difficile raccordare il legno nuovo al colore di quello antico.
  • La Betulla. Si tratta di un legno duro, molto bello, con venatura fitta e abbastanza pesante. Il colore marrone delicato ha segnato la storia del design del mobile, infatti sono in betulla i famosi mobili austriaci Thonet, noti per le incurvature a vapore. Il piallaccio ricavato dal legno di betulla è utilizzato per rivestire mobili di qualità in quanto è variegato e particolarmente elegante.
  • Il ciliegio. Si tratta del legno più bello tra quelli ricavato dagli alberi da frutto. Il suo colora varia dal rosa-crema al rosso scuro. Facile da lavorare, ha un effetto molto brillante quando lo si rifinisce lucidandolo sia a gommalacca che a cera d’api.
  • Il Noce. Si ratta del legno principe dell’ebanisteria. Ne esistono di varie provenienze, come il noce europeo e quello Tanganica, decisamente più scuro. È un legno duro ma duttile nella lavorazione, le venature sono bellissime e creano disegni suggestivi. Il colore comprende tutte le sfumature del marrone e, invecchiando, assume una tonalità rossiccia unica nel suo genere. Ha un costo elevato, per cui lo si utilizza prevalentemente per impiallacciare. La sua particolare durezza può dare problemi nella fase di incollaggio. Si ottengono ottimi risultati con la rifinitura a gommalacca, mentre i pezzi antichi vanno lucidati con cera d’api.
  • Il Mogano. Si tratta di un legno facile da riconoscere grazie al suo colore rosso deciso e alle bellissime venature. È una essenza molto resistente all’incurvatura e al trascorrere del tempo, del resto è uno dei legni più pregiati in ebanisteria, e il più ricercato per la sua qualità e durezza è quello rosso scuro. Restaurare un mobile in mogano non è facile in quanto è difficile raccordare tinta e venature. Tre sono i tipi principali di mogano. Mogano spagnolo, Mogano del Centro America, Finto Mogano.
  • Il Palissandro.  Si tratta di un legno che, utilizzato nel 1700 in Francia per la costruzione di mobili molto pregiati, venne denominato “bois de rose”, legno di rose, grazie al suo caratteristico profumo. Il suo colore e le sue venature variano a seconda delle zone di origine della pianta, e vanno dal marrone chiaro con venature nere al marrone scuro con venature meno marcate. Appena tagliato è molto scuro, ma poi con la stagionatura schiarisce fino ad assumere un bel color miele. Difficile da lavorare per la sua durezza e per la sua fragilità, ed essendo molto oleoso non si incolla facilmente.
  • Il Tek. Si tratta di un legno duro, pesante, difficile da segare per la presenza nella venatura di fosforo di calce. Di colore marrone chiaro, se esposto al sole tende a scurirsi. Grazie alle sue doti di durezza e impermeabilità all’acqua è il legno più ricercato per il rivestimento dei ponti navali, ma anche per la costruzione di mobili da giardino. Dal suo legno si ottiene l’olio di tek, che rappresenta un’ottima rifinitura per mobili moderni.
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