Articolo Materiali Bioedilizia
Bioedilizia, la casa sana freccelunedì 1 dicembre 2014      


Bioedilizia, la casa sana, la tecnica costruttiva, nemmeno tanto nuova, che consente di poter  vivere in un ambiente sano, privo di inquinanti e di altre sostanze dannose per la salute. Potrà sembrare strano, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS,  sin dal 1983 ha riconosciuto la “sindrome da costruzione malsana” (sick building sindrome, in originale),  elencando anche i sintomi ed essa legati. Ma si badi bene, per costruzione malsana non si intende il classico tugurio maleodorante, umido e decisamente inadatto alla vita, ma le costruzioni moderne, quelle realizzate in calcestruzzo, cemento, praticamente i tradizionali materiali da ostruzione perché l’inquinamento interno della casa è dovuto alle emanazioni derivanti dagli isolanti artificiali, vernici, laccature, impregnanti, diluenti, insomma un po’ a tutto ciò che è stato utilizzato per la costruzione.

Si pensi, per esempio, che nel Sud del paese, e in particolare nel napoletano, la maggior parte delle abitazioni, sia antiche che moderne, sono realizzate con blocchi di tufo, spesso frammisti anche a strutture  quali pilastri e solai in calcestruzzo, ma il tufo è un materiale radioattivo, anche se le emissioni sono estremamente basse, ma vivere chiusi in una scatola che emette radiazioni, non è certamente salutare. Stessa cosa per tanti altri materiali utilizzati nelle costruzioni moderne come ad esempio la lana di vetro che fino a qualche anno fa era ritenuta un perfetto isolante, solo che poi ci si è accorti che rappresenta un pericolo per la salute. Senza poi contare l’eternit e l’amianto in esso contenuto, materiale che fino ad un po’ di tempo fa era largamente utilizzato in edilizia e, in particolare per le coperture dei tetti e per le canne fumarie dei camini.

Ecco quindi che le costruzioni tradizionali possono giustamente essere considerate dall’OMS “malsane”.  La bioedilizia invece è una disciplina che si propone di offrire infrastrutture e di realizzare costruzioni volte ad offrire al suo fruitore il massimo confort e benessere psicofisico, quasi come una seconda pelle, quindi niente di dannoso per la salute. L’edilizia biologica tende ad offrire soluzioni basate sull’utilizzo di materiali biologici, perfettamente in armonia con la natura, e quindi privi anche di sostanze, emissioni o altro che possano risultare dannose per l’uomo, ma anche per  gli altri essere viventi. L’esatto opposto di quello che offre invece l’edilizia convenzionale che  realizza costruzioni impermeabili, che fungano da sbarramento nei confronti del mondo esterno, trascurando il fatto che qualunque essere vivente trae energia  solo dall’esterno, dal sole, dalla luce, dalla natura.

La bioedilizia, quindi, ricerca un rapporto corretto tra abitazione ed ambiente, cosa che viene impedita invece dai materiali di costruzione impermeabili. Ma non è solo questo, perché l’edilizia biologica contribuisce anche a ridurre sensibilmente la spesa energetica, in quanto le costruzioni realizzate secondo tali dettami, sono dotate di particolari accorgimenti che consentono di sfruttare al meglio le energie rinnovabili, e al contempo sono in grado di abbattere drasticamente inquinamento e consumi, anche se a fronte di una spesa iniziale maggiore. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i principi della dell’architettura biologica.

  • Il terreno su cui insiste la costruzione deve essere privo di perturbazioni geologiche.
  • L’edificio deve essere lontano da centri industriali e arterie di grande traffico.
  • Le costruzioni devono rispettare una certa distanza tra loro ed essere collocate nel verde.
  • Devono essere utilizzati materiali da costruzione naturali.
  • Le pareti perimetrali, oltre a quelle interne, devono esser permeabili al vapore.
  • La regolazione dell’umidità interna deve essere naturale e  affidata a materiali igroscopici.
  • Deve essere assicurato un equilibrio delle caratteristiche termiche.
  • Il riscaldamento deve essere radiante.
  • Terminata la costruzione questa non deve emettere né odori e tanto meno vapori tossici.
  • I colori, la luce e l’illuminazione devono essere il più naturali possibili.
  • I materiali da costruzione non devono emettere radioattività.
  • È necessario preservare il naturale campo elettrico dell’aria e la ionizzazione dei locali.
  • Non modificare il campo magnetico naturale.
  • Evitare la presenza di campi elettromagnetici (questa è dura da osservare).
  • Bisogna utilizzare materiali bio-eco-compatibili a basso consumo energetico.
  • I materiali da costruzione utilizzati devono rispettare le risorse ambientali non rinnovabili e non contribuire in alcun modo al loro depauperamento.

Vi è poi da rispettare una certa disposizione degli ambienti in modo che siano il più funzionali e confortevoli possibile. I locali dove si svolgono la maggior parte delle attività quotidiane vanno disposti a sud-est, sud e sud-ovest, conformemente al loro fabbisogno di sole. Gli spazi che invece hanno minor necessità di riscaldamento e illuminazione, come i corridoi, il garage o altri locali così detti di servizio, vanno disposti lungo il lato nord e avranno anche la funzione di cuscinetto tra gli spazi maggiormente riscaldati e il lato nord più freddo.

La zona giorno dovrà quindi trovare la sua collocazione a sud-ovest e la cucina a sud-est. Le aperture maggiori saranno di conseguenza collocate a sud, sud-ovest, mentre a est saranno di dimensioni minori, e decisamente ridotte quelle rivolte a nord. Una zona filtro aiuta a proteggere la casa dagli inquinanti esterni e soprattutto dall’aria fredda.

©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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Si pensi, per esempio, che nel Sud del paese, e in particolare nel napoletano, la maggior parte delle abitazioni, sia antiche che moderne, sono realizzate con blocchi di tufo, spesso frammisti anche a strutture  quali pilastri e solai in calcestruzzo, ma il tufo è un materiale radioattivo, anche se le emissioni sono estremamente basse, ma vivere chiusi in una scatola che emette radiazioni, non è certamente salutare. Stessa cosa per tanti altri materiali utilizzati nelle costruzioni moderne come ad esempio la lana di vetro che fino a qualche anno fa era ritenuta un perfetto isolante, solo che poi ci si è accorti che rappresenta un pericolo per la salute. Senza poi contare l’eternit e l’amianto in esso contenuto, materiale che fino ad un po’ di tempo fa era largamente utilizzato in edilizia e, in particolare per le coperture dei tetti e per le canne fumarie dei camini.

Ecco quindi che le costruzioni tradizionali possono giustamente essere considerate dall’OMS “malsane”.  La bioedilizia invece è una disciplina che si propone di offrire infrastrutture e di realizzare costruzioni volte ad offrire al suo fruitore il massimo confort e benessere psicofisico, quasi come una seconda pelle, quindi niente di dannoso per la salute. L’edilizia biologica tende ad offrire soluzioni basate sull’utilizzo di materiali biologici, perfettamente in armonia con la natura, e quindi privi anche di sostanze, emissioni o altro che possano risultare dannose per l’uomo, ma anche per  gli altri essere viventi. L’esatto opposto di quello che offre invece l’edilizia convenzionale che  realizza costruzioni impermeabili, che fungano da sbarramento nei confronti del mondo esterno, trascurando il fatto che qualunque essere vivente trae energia  solo dall’esterno, dal sole, dalla luce, dalla natura.

La bioedilizia, quindi, ricerca un rapporto corretto tra abitazione ed ambiente, cosa che viene impedita invece dai materiali di costruzione impermeabili. Ma non è solo questo, perché l’edilizia biologica contribuisce anche a ridurre sensibilmente la spesa energetica, in quanto le costruzioni realizzate secondo tali dettami, sono dotate di particolari accorgimenti che consentono di sfruttare al meglio le energie rinnovabili, e al contempo sono in grado di abbattere drasticamente inquinamento e consumi, anche se a fronte di una spesa iniziale maggiore. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i principi della dell’architettura biologica.

  • Il terreno su cui insiste la costruzione deve essere privo di perturbazioni geologiche.
  • L’edificio deve essere lontano da centri industriali e arterie di grande traffico.
  • Le costruzioni devono rispettare una certa distanza tra loro ed essere collocate nel verde.
  • Devono essere utilizzati materiali da costruzione naturali.
  • Le pareti perimetrali, oltre a quelle interne, devono esser permeabili al vapore.
  • La regolazione dell’umidità interna deve essere naturale e  affidata a materiali igroscopici.
  • Deve essere assicurato un equilibrio delle caratteristiche termiche.
  • Il riscaldamento deve essere radiante.
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  • I colori, la luce e l’illuminazione devono essere il più naturali possibili.
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  • È necessario preservare il naturale campo elettrico dell’aria e la ionizzazione dei locali.
  • Non modificare il campo magnetico naturale.
  • Evitare la presenza di campi elettromagnetici (questa è dura da osservare).
  • Bisogna utilizzare materiali bio-eco-compatibili a basso consumo energetico.
  • I materiali da costruzione utilizzati devono rispettare le risorse ambientali non rinnovabili e non contribuire in alcun modo al loro depauperamento.

Vi è poi da rispettare una certa disposizione degli ambienti in modo che siano il più funzionali e confortevoli possibile. I locali dove si svolgono la maggior parte delle attività quotidiane vanno disposti a sud-est, sud e sud-ovest, conformemente al loro fabbisogno di sole. Gli spazi che invece hanno minor necessità di riscaldamento e illuminazione, come i corridoi, il garage o altri locali così detti di servizio, vanno disposti lungo il lato nord e avranno anche la funzione di cuscinetto tra gli spazi maggiormente riscaldati e il lato nord più freddo.

La zona giorno dovrà quindi trovare la sua collocazione a sud-ovest e la cucina a sud-est. Le aperture maggiori saranno di conseguenza collocate a sud, sud-ovest, mentre a est saranno di dimensioni minori, e decisamente ridotte quelle rivolte a nord. Una zona filtro aiuta a proteggere la casa dagli inquinanti esterni e soprattutto dall’aria fredda.

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