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Alzheimer, prevenirlo con l’alimentazione freccelunedì 24 novembre 2014      


Alzheimer, prevenirlo con l’alimentazione, la strada giusta per allontanare il rischio di quella che è una delle più drammatiche patologie degenerative del sistema nervoso. Si dice sempre che si è quel che si mangia, affermazione che  un po’ tutte le recenti ricerche stanno confermando, solo che pur essendone coscienti,  si fa poco o nulla per trasformare poi questo concetto in pratica quotidiana. Si continua a preferire alimenti che tutto sono tranne che essere amici della salute, partendo sai soliti snack, passando poi per le tante merendine e affini, per terminare, semmai, con i tanti alimenti  ricchi di coloranti, conservanti e tante altre diavolerie che continuano ad essere presenti  in ciò che si compra tutti i giorni.

Da un recente incontro tenutosi a Roma  tra gli esperti di patologie neurologiche  dell’ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina e dell’Istituto di Neurologia del Policlinico Agostino Gemelli, è emerso che uno dei fattori di rischio primari per l’Alzheimer è rappresentato da una dieta ricca di rame, grassi saturi e trans-insaturi, alimentazione che accelera sia l’invecchiamento che il declino cognitivo di ben 19 anni, dato che dovrebbe far riflettere tutti coloro che invece dedicano poca attenzione alla loro alimentazione.  Solo chi ha avuto in famiglia un caso di Alzheimer sa veramente quale tragedia rappresenti, perché veramente è un percorso terribile, da vivere giorno per giorno, con ciascun giorno che è sempre peggiore del precedente.

Purtroppo, fin quando si è in salute, non si pensa a quanto possa essere terribile una malattia del genere, e ci si rende conto del dramma solo quando ormai è troppo tardi. Meglio, anzi, molto meglio quindi pensarci per tempo, e abituarsi a curare con attenzione il proprio regime alimentare. Questo non vuol dire che qualche trasgressione occasionale non si a consentita, l’importante è che l’alimentazione di tutti i giorni rispetti delle regole ben precise. Per quanto riguarda il rame, che l’organismo non è in gradi di metabolizzare, è possibile determinarne i  livelli presenti nel sangue attraverso un semplice test ematico, il CAD, per cui in caso di valoro elevati, è necessario intervenire con una dieta specifica.

Per adeguare il regime alimentare, cosa che comunque sarebbe bene fare a prescindere dalla presenza o meno di rame nel sangue, è necessario escludere tutti gli alimenti che ne contengono anche in minima parte come fegato, frutti di mare e cozze, cibi ricchi di grassi saturi come la carne rossa, gli insaccati che oltre tutto contengono nitrati e altri conservanti, e limitare al massimo, non più di 4-5 volte al mese, la carne bianca. Da preferire una dieta  a base di alimenti vegetali, quindi frutta e verdura, legumi e cereali integrali. È importante assumere in particolar modo alimenti ricchi di vitamina E quali mandorle, pinoli, arachidi, pistacchi, basilico e origano, spinaci cotti, paprika, peperoncino rosso anche in polvere, olive verdi, broccoli, peperoni, kiwi, mango e tanti altri ancora.

Tra le tanto eccellenti proprietà della vitamina E, vi è anche la riduzione del rischio di demenza senile, Alzheimer, ma anche riduzione del rischio cardiologico, cancro, SLA, infiammazioni croniche e altro ancora. È altrettanto importante la vitamina B12, presente nei latticini in genere, nei cereali, nelle uova e nel salmone.  Oltre all’alimentazione, è necessario anche fare attività fisica di tipo aerobico, da praticarsi almeno 4-5 volte a settimana, per un totale di 2,5-3 ore settimanali.

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Da un recente incontro tenutosi a Roma  tra gli esperti di patologie neurologiche  dell’ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina e dell’Istituto di Neurologia del Policlinico Agostino Gemelli, è emerso che uno dei fattori di rischio primari per l’Alzheimer è rappresentato da una dieta ricca di rame, grassi saturi e trans-insaturi, alimentazione che accelera sia l’invecchiamento che il declino cognitivo di ben 19 anni, dato che dovrebbe far riflettere tutti coloro che invece dedicano poca attenzione alla loro alimentazione.  Solo chi ha avuto in famiglia un caso di Alzheimer sa veramente quale tragedia rappresenti, perché veramente è un percorso terribile, da vivere giorno per giorno, con ciascun giorno che è sempre peggiore del precedente.

Purtroppo, fin quando si è in salute, non si pensa a quanto possa essere terribile una malattia del genere, e ci si rende conto del dramma solo quando ormai è troppo tardi. Meglio, anzi, molto meglio quindi pensarci per tempo, e abituarsi a curare con attenzione il proprio regime alimentare. Questo non vuol dire che qualche trasgressione occasionale non si a consentita, l’importante è che l’alimentazione di tutti i giorni rispetti delle regole ben precise. Per quanto riguarda il rame, che l’organismo non è in gradi di metabolizzare, è possibile determinarne i  livelli presenti nel sangue attraverso un semplice test ematico, il CAD, per cui in caso di valoro elevati, è necessario intervenire con una dieta specifica.

Per adeguare il regime alimentare, cosa che comunque sarebbe bene fare a prescindere dalla presenza o meno di rame nel sangue, è necessario escludere tutti gli alimenti che ne contengono anche in minima parte come fegato, frutti di mare e cozze, cibi ricchi di grassi saturi come la carne rossa, gli insaccati che oltre tutto contengono nitrati e altri conservanti, e limitare al massimo, non più di 4-5 volte al mese, la carne bianca. Da preferire una dieta  a base di alimenti vegetali, quindi frutta e verdura, legumi e cereali integrali. È importante assumere in particolar modo alimenti ricchi di vitamina E quali mandorle, pinoli, arachidi, pistacchi, basilico e origano, spinaci cotti, paprika, peperoncino rosso anche in polvere, olive verdi, broccoli, peperoni, kiwi, mango e tanti altri ancora.

Tra le tanto eccellenti proprietà della vitamina E, vi è anche la riduzione del rischio di demenza senile, Alzheimer, ma anche riduzione del rischio cardiologico, cancro, SLA, infiammazioni croniche e altro ancora. È altrettanto importante la vitamina B12, presente nei latticini in genere, nei cereali, nelle uova e nel salmone.  Oltre all’alimentazione, è necessario anche fare attività fisica di tipo aerobico, da praticarsi almeno 4-5 volte a settimana, per un totale di 2,5-3 ore settimanali.

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