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L’influenza 2014 colpirà circa 5 milioni di italiani e sarà particolarmente pericolosa per alcune categorie a rischio freccemercoledì 5 novembre 2014      


L’influenza 2014 colpirà circa 5 milioni di italiani e sarà particolarmente pericolosa per alcune categorie a rischio, per le quali la vaccinazione non è solo semplicemente consigliata, ma fortemente raccomandata.  La previsione del numero dei possibili contagiati è fatta in base sia alle statistiche degli anni precedenti, sia in base a quelle degli altri paesi all’altro capo del mondo in cui l’influenza ha già fatto danni, per cui considerarle con una certa superficialità sarebbe un errore.

Questo è il parere  di Massimo Andreoni, primario di Malattie Infettive al Policlinico Universitario Tor Vergata  di Roma esposto durante il 13esimo Congresso Nazionale della Societa' Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit). Sottovalutare l’influenza è un errore che non andrebbe mai fatto, sostiene Massimo Andreoni, perché pur essendo una malattia virale se si vuole anche banale, è tuttavia ad alto rischio per colpa delle complicanze che può portare con sé, complicanze anche gravi, e in alcuni casi anche letali. Del resto, ogni anno l’influenza fa registrare alcune migliaia di decessi, per cui verrebbe naturale pensare che correre tale rischio non è certamente la scelta più intelligente da fare.

Purtroppo vi sono un gran numero di persone che però da quell’orecchio non ci sentono, come suol dirsi, e che anzi sono del parere che vaccinarsi è un errore grave in quanto  la vaccinazione potrebbe addirittura essere dannosa. Si tratta di opinioni del tutto personali, non sostenute da evidenze scientifiche, per cui prima di farle sarebbe opportuno riflettere attentamente, e non dare credito a voci allarmistiche. In tutti i casi, i soggetti a rischio dovrebbero vaccinarsi  in quanto sono i più esposti alle possibili complicanze che, come detto, possono anche essere letali.

Si tratta dei cardiopatici, i diabetici, le persone con renale cronica, e tutti coloro che hanno patologie croniche fortemente debilitanti, tutti gli over 65 e i bambini in tenera età.  Oltre a queste categorie, si dovrebbero vaccinare che tutti coloro che per lavoro sono a diretto contatto con il pubblico e, in particolare, medici, paramedici e personale ospedaliero in generale in quanto potrebbero contagiare pazienti ricoverati che in quel momento sono più esposti al contagio per colpa di una deficitaria risposta immunitaria.

Va detto che, come del resto accade ogni anno, il vaccino viene regolarmente rinnovato con i virus che hanno maggiormente circolato nell’altro emisfero dove l’influenza si è già presentata. Per quanto riguarda il nostro paese, e l’Europa in generale, il picco è previsto tra il prossimo dicembre e marzo 2015. La sintomatologia, se vogliamo, è quasi sempre la stessa, ovvero raffreddore, lacrimazione abbondante, seguiti da tosse, febbre, dolori muscolari diffusi,  sintomi cui possono essere associate delle complicanze anche molto serie che possono interessare il sistema cardiocircolatorio, il sistema nervoso centrale, pleurite, polmonite e altre infezioni batteriche.

La cura dell’influenza è abbastanza semplice, visto che non esistono dei farmaci specifici. Letto e caldo, le parole d’ordine, cui vanno aggiunti antipiretici, eventualmente espettoranti e, all’occorrenza, degli antivirali, sempre se prescritti dal proprio medico. Gli antibiotici non vanno utilizzati, anche perché trattandosi di una malattia virale, non hanno alcun effetto, tuttavia si rendono necessari in caso di complicanze batteriche, comunque sempre dietro prescrizione e controllo medico.

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Purtroppo vi sono un gran numero di persone che però da quell’orecchio non ci sentono, come suol dirsi, e che anzi sono del parere che vaccinarsi è un errore grave in quanto  la vaccinazione potrebbe addirittura essere dannosa. Si tratta di opinioni del tutto personali, non sostenute da evidenze scientifiche, per cui prima di farle sarebbe opportuno riflettere attentamente, e non dare credito a voci allarmistiche. In tutti i casi, i soggetti a rischio dovrebbero vaccinarsi  in quanto sono i più esposti alle possibili complicanze che, come detto, possono anche essere letali.

Si tratta dei cardiopatici, i diabetici, le persone con renale cronica, e tutti coloro che hanno patologie croniche fortemente debilitanti, tutti gli over 65 e i bambini in tenera età.  Oltre a queste categorie, si dovrebbero vaccinare che tutti coloro che per lavoro sono a diretto contatto con il pubblico e, in particolare, medici, paramedici e personale ospedaliero in generale in quanto potrebbero contagiare pazienti ricoverati che in quel momento sono più esposti al contagio per colpa di una deficitaria risposta immunitaria.

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