Articolo Salute Sana alimentazione
Additivi alimentari, quali sono quelli cui fare molta attenzione freccelunedì 7 aprile 2014      


Additivi alimentari, ve ne sono alcuni, anzi una buona fetta, che qualche perplessità la suscitano, perché possono essere anche molto pericolosi per la salute. Quelli ammessi dalla legislazione europea sono più di 300, e per legge devono essere ben evidenziati sulle etichette dei prodotti in cui sono presenti. Sono contraddistinti da una E seguita da un codice numerico, per cui è bene sapere quali sono quelli che è meglio evitare, così da limitare i rischi per la salute, ricordandosi però che leggere le etichette è fondamentale, perché è il solo modo per sapere quali sono gli ingredienti presenti negli alimenti, ma anche nelle bevande.

Gli additivi sono diversi o sono per lo più utilizzati per la conservazione, per conferire un certo colore agli alimenti e in particolar modo alle bevande, per migliorare la sapidità e per dolcificare. Sono utilizzati un po’ da tutte le aziende produttrici di prodotti alimentari, per cui è bene saperli riconoscere, sapere quali conseguenze possono avere per la salute, così da poter decidere con cognizione di causa se acquistare quel determinato alimento o preparazione, o meno. Ma vediamo insieme quali sono quelli che destano maggiori perplessità e preoccupazioni.

I coloranti, il gruppo sicuramente più numeroso, che sono indicati dalle sigle che vanno da E100 a E199. Sono rappresentati da coloranti naturali o artificiali e di non tutti ci si può fidare nel senso che alcuni sarebbe meglio evitarli del tutto. Tra questi l’E122, l’azorubina, che conferisce un colore rosso con sfumature bluastre, additivo che in alcuni paesi europei (Norvegia, Svezia e Austria) è vietato in quanto le associazioni dei consumatori lo ritengono dannoso per la salute, in particolar modo per i soggetti che soffrono di asma o allergici ai FANS, quindi aspirina, antinfiammatori  ma anche antifebbrili.
Altro colorante cui fare molta attenzione è l’E127, l’eritrosina,  largamente utilizzato in caramelle, gelati e frutta sciroppata, ritenuto pericoloso per la salute in quanto a dosi elevate accresce il rischio di tumore alla tiroide. Vi è poi l’E131, che conferisce un colore blu scuro la' dove viene utilizzato.  Anche questo è considerato pericoloso in quanto può provocare allergie, pruriti, ipotensione, senza poi contare che in alcuni soggetti ha causato episodi di shock anafilattico, con cui è sempre meglio non aver nulla a che  fare.

Vi sono poi i conservanti che sono indicati dalle sigle che vanno da E200 a E299, utilizzati appunto per migliorare la conservazione degli alimenti. Tra questi bisogna fare attenzione a E249 e E252,  i nitriti e i nitrati,  perché a concentrazioni elevate sono potenzialmente cancerogeni, quindi inutile rischiare. Vi è poi l’E212, il benzoato di potassio, che se si combina con la vitamina C, può dal luogo al benzene, sostanza certamente cancerogena. Infine l’E240, la formaldeide, utilizzata in molti alimenti, e visto che sicuramente provoca il cancro nei roditori, è ragionevolmente meglio tenersene alla larga.

Vi sono poi gli antiossidanti, contraddistinti dalle siche che vanno da E300 a E322, utilizzati per preservare gli alimenti dall’ossidazione dovuta dall’esposizione a luce e aria. Tra questi quelli contraddistinti dalle sigle che vanno da E300 a E303, gli ascorbati, presenti  nelle carni in scatola, insaccati, conserve di pesce, confetture, budini, succhi di frutta, caramelle e birra, se assunti in alte dosi possono provocare diarrea, carie e calcoli renali. Da evitare anche quelli contraddistinti dalle sigle E307, E308, E309, presenti in margarina, burro e maionese, in quanto possono essere causa di disturbi renali.

Vi sono poi i polifosfati, contraddistinti dalle sigle E450, E451, E452, utilizzati perché in grado di trattenere l’acqua negli alimenti, che però possono interferire nell’assorbimento dei minerali, il calcio in particolare, per cui un consumo elevato di tali additivi potrebbe interferire seriamente  con il processo di calcificazione ossea, con tutte le gravi conseguenze che ne potrebbero derivare.

Vi sono poi i solfiti, indicati dalle sigle che vanno da E220 a E228, presenti per lo più nel vino, anche se poi possono essere presenti anche in modo del tutto naturale in quanto si formano in seguito alla fermentazione alcolica. Se assunti in alte concentrazioni, possono provocare reazioni allergiche, problemi respiratori e mal di testa, anche se in effetti questa particolare sensibilità è possibile si manifesti in un momento qualsiasi della vita di ciascuno. Visto che già si forma naturalmente, è meglio evitare bottiglie  nelle cui etichette siano indicati tali sigle.

I dolcificanti, tra cui il più conosciuto è sicuramente l’aspartame, E951, che secondo diversi studi scientifici, potrebbe avere effetti cancerogeni. Viene considerato più che altro un edulcorante, ed è presente per lo più nelle  bevande, gomme da masticare, pasticceria, latticini e dietetici.

I correttori di acidità, sigle da E325 a E385, anche se nella maggior parte sicuri, è necessario fare particolare attenzione a quelli contraddistinti dalle sigle da E338 a E343, a base di fosforo, che se assunti in quantità elevata, possono interferire con il metabolismo del calcio. Inoltre, l’E380 andrebbe eliminato del tutto in quanto i suoi effetti non sono stati chiariti e potrebbe quindi rivelarsi seriamente tossico per l’organismo.

Vi sono poi gli emulsionanti e gli addensanti,  da E400 a E495, utilizzati per dare maggior consistenza agli alimenti, presenti in particolar modo nei gelati, maionese, budini, caramelle, carni in scatola e frutta candita, che potrebbero avere effetti cancerogeni o essere causa di coliti ulceranti.

Infine l’E102, la tartrazina, da cui è decisamente meglio tenersi alla larga, dal momento che si tratta di  un composto di sintesi ritenuto potenzialmente responsabile di numerosi disturbi quali asma, rinite, emicrania e anche cancro.
Ovviamente ciascuno è libero di fare le scelte che ritiene più opportune, tuttavia conoscere con che cosa si ha a che fare è sempre meglio, così da poter evitare o limitare al massimo i rischi per la salute, ma soprattutto è bene sempre ricordarsi di leggere attentamente le etichette degli alimenti.

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Additivi alimentari, ve ne sono alcuni, anzi una buona fetta, che qualche perplessità la suscitano, perché possono essere anche molto pericolosi per la salute. Quelli ammessi dalla legislazione europea sono più di 300, e per legge devono essere ben evidenziati sulle etichette dei prodotti in cui sono presenti. Sono contraddistinti da una E seguita da un codice numerico, per cui è bene sapere quali sono quelli che è meglio evitare, così da limitare i rischi per la salute, ricordandosi però che leggere le etichette è fondamentale, perché è il solo modo per sapere quali sono gli ingredienti presenti negli alimenti, ma anche nelle bevande.

Gli additivi sono diversi o sono per lo più utilizzati per la conservazione, per conferire un certo colore agli alimenti e in particolar modo alle bevande, per migliorare la sapidità e per dolcificare. Sono utilizzati un po’ da tutte le aziende produttrici di prodotti alimentari, per cui è bene saperli riconoscere, sapere quali conseguenze possono avere per la salute, così da poter decidere con cognizione di causa se acquistare quel determinato alimento o preparazione, o meno. Ma vediamo insieme quali sono quelli che destano maggiori perplessità e preoccupazioni.

I coloranti, il gruppo sicuramente più numeroso, che sono indicati dalle sigle che vanno da E100 a E199. Sono rappresentati da coloranti naturali o artificiali e di non tutti ci si può fidare nel senso che alcuni sarebbe meglio evitarli del tutto. Tra questi l’E122, l’azorubina, che conferisce un colore rosso con sfumature bluastre, additivo che in alcuni paesi europei (Norvegia, Svezia e Austria) è vietato in quanto le associazioni dei consumatori lo ritengono dannoso per la salute, in particolar modo per i soggetti che soffrono di asma o allergici ai FANS, quindi aspirina, antinfiammatori  ma anche antifebbrili.
Altro colorante cui fare molta attenzione è l’E127, l’eritrosina,  largamente utilizzato in caramelle, gelati e frutta sciroppata, ritenuto pericoloso per la salute in quanto a dosi elevate accresce il rischio di tumore alla tiroide. Vi è poi l’E131, che conferisce un colore blu scuro la' dove viene utilizzato.  Anche questo è considerato pericoloso in quanto può provocare allergie, pruriti, ipotensione, senza poi contare che in alcuni soggetti ha causato episodi di shock anafilattico, con cui è sempre meglio non aver nulla a che  fare.

Vi sono poi i conservanti che sono indicati dalle sigle che vanno da E200 a E299, utilizzati appunto per migliorare la conservazione degli alimenti. Tra questi bisogna fare attenzione a E249 e E252,  i nitriti e i nitrati,  perché a concentrazioni elevate sono potenzialmente cancerogeni, quindi inutile rischiare. Vi è poi l’E212, il benzoato di potassio, che se si combina con la vitamina C, può dal luogo al benzene, sostanza certamente cancerogena. Infine l’E240, la formaldeide, utilizzata in molti alimenti, e visto che sicuramente provoca il cancro nei roditori, è ragionevolmente meglio tenersene alla larga.

Vi sono poi gli antiossidanti, contraddistinti dalle siche che vanno da E300 a E322, utilizzati per preservare gli alimenti dall’ossidazione dovuta dall’esposizione a luce e aria. Tra questi quelli contraddistinti dalle sigle che vanno da E300 a E303, gli ascorbati, presenti  nelle carni in scatola, insaccati, conserve di pesce, confetture, budini, succhi di frutta, caramelle e birra, se assunti in alte dosi possono provocare diarrea, carie e calcoli renali. Da evitare anche quelli contraddistinti dalle sigle E307, E308, E309, presenti in margarina, burro e maionese, in quanto possono essere causa di disturbi renali.

Vi sono poi i polifosfati, contraddistinti dalle sigle E450, E451, E452, utilizzati perché in grado di trattenere l’acqua negli alimenti, che però possono interferire nell’assorbimento dei minerali, il calcio in particolare, per cui un consumo elevato di tali additivi potrebbe interferire seriamente  con il processo di calcificazione ossea, con tutte le gravi conseguenze che ne potrebbero derivare.

Vi sono poi i solfiti, indicati dalle sigle che vanno da E220 a E228, presenti per lo più nel vino, anche se poi possono essere presenti anche in modo del tutto naturale in quanto si formano in seguito alla fermentazione alcolica. Se assunti in alte concentrazioni, possono provocare reazioni allergiche, problemi respiratori e mal di testa, anche se in effetti questa particolare sensibilità è possibile si manifesti in un momento qualsiasi della vita di ciascuno. Visto che già si forma naturalmente, è meglio evitare bottiglie  nelle cui etichette siano indicati tali sigle.

I dolcificanti, tra cui il più conosciuto è sicuramente l’aspartame, E951, che secondo diversi studi scientifici, potrebbe avere effetti cancerogeni. Viene considerato più che altro un edulcorante, ed è presente per lo più nelle  bevande, gomme da masticare, pasticceria, latticini e dietetici.

I correttori di acidità, sigle da E325 a E385, anche se nella maggior parte sicuri, è necessario fare particolare attenzione a quelli contraddistinti dalle sigle da E338 a E343, a base di fosforo, che se assunti in quantità elevata, possono interferire con il metabolismo del calcio. Inoltre, l’E380 andrebbe eliminato del tutto in quanto i suoi effetti non sono stati chiariti e potrebbe quindi rivelarsi seriamente tossico per l’organismo.

Vi sono poi gli emulsionanti e gli addensanti,  da E400 a E495, utilizzati per dare maggior consistenza agli alimenti, presenti in particolar modo nei gelati, maionese, budini, caramelle, carni in scatola e frutta candita, che potrebbero avere effetti cancerogeni o essere causa di coliti ulceranti.

Infine l’E102, la tartrazina, da cui è decisamente meglio tenersi alla larga, dal momento che si tratta di  un composto di sintesi ritenuto potenzialmente responsabile di numerosi disturbi quali asma, rinite, emicrania e anche cancro.
Ovviamente ciascuno è libero di fare le scelte che ritiene più opportune, tuttavia conoscere con che cosa si ha a che fare è sempre meglio, così da poter evitare o limitare al massimo i rischi per la salute, ma soprattutto è bene sempre ricordarsi di leggere attentamente le etichette degli alimenti.

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