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Carne e cibo spazzatura, a rischio di Alzheimer e demenza freccemercoledì 2 aprile 2014      


Alzheimer e demenza  possono essere in qualche modo favoriti anche dall’alimentazione. Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Icahn school of medicine di Mount Sinai (New York) ha messo in evidenza come la carne e gli alimenti ricchi di AGEs, prodotti della glicazione avanzata, possono seriamente accrescere il rischio di malattie degenerative  gravi, perché determinano un aumento delle proteine dannose nel cervello, la così detta placca mieloide avanzata, che sembra essere la principale causa della comparsa dell’Alzheimer.

Quindi, oltre ai danni che ormai ben tutti sanno, la carne è anche un fattore di rischio per questo tipo di patologie e molto dipende anche dalla sua cottura.
Secondo gli autori della ricerca, cuocere la carne, che sia rossa o bianca è del  tutto indifferente, alla brace, al forno, in padella o alla griglia, determina la formazione di AGEs che vengono quindi assunti dall’organismo che non è in grado d gestirli.  Gli AGEs si formano quando proteine e grassi reagiscono, per una reazione chimica, con lo zucchero, per cui sono presenti regolarmente nell’organismo, solo che  in bassa quantità e, in questo caso, gli organi emuntori, ovvero quelli deputati ad eliminare le sostanze nocive, sono in grado di gestire la situazione senza problemi. Questi insorgono quando agli AGEs  presenti nell’organismo si aggiungono anche quelli assunti con l’alimentazione e, in questo caso, i livelli saranno tali da non poter essere più gestiti dall’organismo, con conseguente accumulo.

In questo caso, si innesca un processo di invecchiamento precoce, diciamo così, che interessa un po’ tutto l’organismo, a partire dall’epidermide per finire al cervello che, in questo caso, è sempre più a rischio di contrarre malattie degenerative dalle quali, come tutti sanno non è possibile allo stato attuale tornare indietro. Ecco quindi che ancora una volta  la sana e corretta alimentazione è la strada giusta per poter contare su di un buono stato di salute, anche quando ormai si hanno un po’ troppi anni sul groppone. La soluzione, come raccomandano gli autori della ricerca, è  un’alimentazione dove la frutta e la verdura devono giocare un ruolo da protagoniste perché, come detto in precedenza, il problema non è legato solo alla carne e al modo in cui viene cucinata, bensì anche ad altri prodotti alimentari.

Tra questi, in particolare, quelli così detti spazzatura, ovvero  buona parte delle preparazioni da forno, ma anche alcuni derivati del latte, perché nel processo caseario è possibile che si vengano a  formare degli AGEs che,  una volta assunti, non potranno essere più smaltiti correttamente dall’organismo e andranno quindi ad accumularsi, con grave rischio per la salute, in particolar modo a lungo termine. Ecco quindi che vanno privilegiati gli alimenti ricchi di antiossidanti e antinfiammatori naturali, e questi sono presenti in particolar modo nel mondo vegetale, ma anche nel vino rosso, sempre se bevuto nella giusta quantità, nel cioccolato anch’esso di origine vegetale che deve essere rigorosamente  fondente, nella frutta secca , in sostanza la dieta mediterranea.

Per il condimento la preferenza va data sempre e in tutti i casi all’olio extra vergine di oliva, che andrebbe utilizzato anche per le fritture, poche in tutti i casi, in quanto ha un punto di fumo, o meglio una temperatura di fumo più alta e quindi non libera sostanze nocive per l’organismo, come invece accade con l’olio di semi, solitamente preferito soprattutto per il costo più contenuto, ma anche perchè erroneamente si crede che sia il più indicato per friggere. Vale sempre il solito detto: si è quel che si mangia, cosa assolutamente vera.

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Quindi, oltre ai danni che ormai ben tutti sanno, la carne è anche un fattore di rischio per questo tipo di patologie e molto dipende anche dalla sua cottura.
Secondo gli autori della ricerca, cuocere la carne, che sia rossa o bianca è del  tutto indifferente, alla brace, al forno, in padella o alla griglia, determina la formazione di AGEs che vengono quindi assunti dall’organismo che non è in grado d gestirli.  Gli AGEs si formano quando proteine e grassi reagiscono, per una reazione chimica, con lo zucchero, per cui sono presenti regolarmente nell’organismo, solo che  in bassa quantità e, in questo caso, gli organi emuntori, ovvero quelli deputati ad eliminare le sostanze nocive, sono in grado di gestire la situazione senza problemi. Questi insorgono quando agli AGEs  presenti nell’organismo si aggiungono anche quelli assunti con l’alimentazione e, in questo caso, i livelli saranno tali da non poter essere più gestiti dall’organismo, con conseguente accumulo.

In questo caso, si innesca un processo di invecchiamento precoce, diciamo così, che interessa un po’ tutto l’organismo, a partire dall’epidermide per finire al cervello che, in questo caso, è sempre più a rischio di contrarre malattie degenerative dalle quali, come tutti sanno non è possibile allo stato attuale tornare indietro. Ecco quindi che ancora una volta  la sana e corretta alimentazione è la strada giusta per poter contare su di un buono stato di salute, anche quando ormai si hanno un po’ troppi anni sul groppone. La soluzione, come raccomandano gli autori della ricerca, è  un’alimentazione dove la frutta e la verdura devono giocare un ruolo da protagoniste perché, come detto in precedenza, il problema non è legato solo alla carne e al modo in cui viene cucinata, bensì anche ad altri prodotti alimentari.

Tra questi, in particolare, quelli così detti spazzatura, ovvero  buona parte delle preparazioni da forno, ma anche alcuni derivati del latte, perché nel processo caseario è possibile che si vengano a  formare degli AGEs che,  una volta assunti, non potranno essere più smaltiti correttamente dall’organismo e andranno quindi ad accumularsi, con grave rischio per la salute, in particolar modo a lungo termine. Ecco quindi che vanno privilegiati gli alimenti ricchi di antiossidanti e antinfiammatori naturali, e questi sono presenti in particolar modo nel mondo vegetale, ma anche nel vino rosso, sempre se bevuto nella giusta quantità, nel cioccolato anch’esso di origine vegetale che deve essere rigorosamente  fondente, nella frutta secca , in sostanza la dieta mediterranea.

Per il condimento la preferenza va data sempre e in tutti i casi all’olio extra vergine di oliva, che andrebbe utilizzato anche per le fritture, poche in tutti i casi, in quanto ha un punto di fumo, o meglio una temperatura di fumo più alta e quindi non libera sostanze nocive per l’organismo, come invece accade con l’olio di semi, solitamente preferito soprattutto per il costo più contenuto, ma anche perchè erroneamente si crede che sia il più indicato per friggere. Vale sempre il solito detto: si è quel che si mangia, cosa assolutamente vera.

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