Articolo Cani Alimentazione
Alimentazione in convalescenza dei nostri amici a quattro zampe freccegiovedì 20 marzo 2014      


L’alimentazione durante la convalescenza per cani e gatti è spesso trascurata, perché solitamente si pensa essenzialmente alla terapia farmacologica e/o chirurgica, mentre invece anche ciò che si mette nella ciotola è molto importante. Una dieta opportuna, studiata apposta per un soggetto convalescente è invece in grado anche di accelerare la guarigione, perché alla fine migliora la risposta del sistema immunitario a riparare organi e tessuti danneggiati o da una malattia o da un intervento chirurgico  cui si è dovuto sottoporre il beniamino di casa. Una cattiva alimentazione, in questi vasi, può essere determinante in negativo per la guarigione.

Malnutrizione
In sostanza si tratta di un prolungato squilibrio dei principi nutritivi e, tra questi, in particolare calorie, proteine, vitamine e Sali minerali, tutte sostanze importantissime non solo per gli umani, ma anche per un qualsiasi animale, a prescindere che si tratti di un cane o un gatto. Si tratta in tutti i casi di un essere vivente che ha le stesse esigenze in fatti di alimentazione e sostanze nutrienti, in particolar modo in un momento della sua esistenza in cui è particolarmente debilitato e, quindi, bisognoso del massimo possibile. Le cause della malnutrizione possono essere l’anoressia, ovvero la mancanza d’appetito che spinge l’animale a mangiare meno del dovuto, oppure un  metabolismo alterato per una serie di concause, condizione che impedisce all’organismo di assimilare i nutrienti

Il modo migliore per far si che il nostro amico si rimetta in forma è quello di incoraggiarlo a mangiare da solo, rendendo quindi il cibo più appetibile. In questo modo,  si eviterà di stressarlo, e questo discorso vale in particolar modo per i gatti, e al tempo steso gli si permetterà di riprendersi più rapidamente. Un modo è quello di intiepidire la pappa, servendogliela a circa 37° C o, in alternativa, è anche possibile aggiungere alla pappa che viene un po’ snobbata, del brodino di pollo tiepido, non salato.

Il latte in polvere
Il latte in polvere rappresenta una risorsa, in questi casi, perché non solo rende la pappa normale più appetibile, ma da’ anche una sferzata di energia  che,  nei momenti in cui si è debilitati, non può che fare bene. La sola raccomandazione è di limitare il suo impiego solo nei casi necessari, e per un periodo di tempo limitato, massimo una settimana, perché altrimenti a lungo andare rischierebbe di affaticare gli organi coinvolti dal metabolismo.  Si tratta di un alimento molto appetibile, ricco di grassi e proteine, l’ideale per rimettere in forma, e può essere dato sia spolverizzandolo sull’alimento, a mo’  di parmigiano tanto per intenderci, sia stemperato in un po’ di acqua tiepida in modo da ottenere una crema densa, crema che poi potrà essere aggiunta all’alimento umidi, preparazione che sicuramente verrà molto gradita dall’amico in difficoltà.

Se poi questi sistemi messi in atto per invogliarlo a mangiare non dovessero essere sufficienti, la soluzione da adottare è quella di rendere la pappa liquida e cremosa e inserirla in una bella siringa, ovviamente senza ago, così da agevolare la somministrazione. Nel gatto, il punto di inserimento del beccuccio della siringa è tra gli incisivi, mentre nel cane è a livello degli angoli della bocca. È necessario fare molta attenzione e attenersi a queste indicazioni circa i punti di inserimento perché, in caso di errore,  il cibo potrebbe finire in trachea, provocando problemi respiratori che, in casi particolari, potrebbero avere anche esito infausto. In tutti i casi il veterinario di fiducia saprà dare i giusti consigli.

Se poi anche questa soluzione non fosse praticabile, quindi in casi particolarmente gravi di denutrizione, è necessario ricoverare l'amico in difficoltà presso il veterinario, se opportunamente attrezzato, o presso una clinica veterinaria, dove si provvederà ad alimentare il paziente tramite cateteri, in sostanza come avviene anche per gli umani. È necessario che l’alimentazione artificiale inizi entro le 24 ore dalla diagnosi di malnutrizione.

Liquidi e calorie
Se l’amico a quattro zampe si alimenta spontaneamente senza problemi, bisogna fare molta attenzione che si disseti sufficientemente, per cui sarà necessario mettergli a disposizione una ciotola con acqua sempre fresca, dove potrà dissetarsi a suo piacimento. In caso contrario, se non dovesse bere, è necessario rivolgersi al veterinario di fiducia per idratarlo in maniera corretta anche ricorrendo a delle fleboclisi.

Durante la convalescenza l’apporto calorico deve essere molto elevato, per metterlo in condizione di recuperare la forma fisica migliore nel minor tempo possibile, tuttavia è bene che le somministrazione siano di piccoli volumi alla volta, così da non affaticare la digestione. La soluzione migliore è quella di utilizzare un mangime specifico per casi del genere e, all’occorrenza, come detto in precedenza, aggiungere del latte in polvere.

In tutti i casi la dieta ideale è rappresentata da alimenti che forniscano proteine facilmente digeribili e di elevato valore biologico, o meglio ancora, ricorrendo a prodotti idrolizzati, contenenti proteine sotto forma di amminoacidi, così da essere più facilmente assorbite stimolando quindi meglio e prima il sistema immunitario.

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Malnutrizione
In sostanza si tratta di un prolungato squilibrio dei principi nutritivi e, tra questi, in particolare calorie, proteine, vitamine e Sali minerali, tutte sostanze importantissime non solo per gli umani, ma anche per un qualsiasi animale, a prescindere che si tratti di un cane o un gatto. Si tratta in tutti i casi di un essere vivente che ha le stesse esigenze in fatti di alimentazione e sostanze nutrienti, in particolar modo in un momento della sua esistenza in cui è particolarmente debilitato e, quindi, bisognoso del massimo possibile. Le cause della malnutrizione possono essere l’anoressia, ovvero la mancanza d’appetito che spinge l’animale a mangiare meno del dovuto, oppure un  metabolismo alterato per una serie di concause, condizione che impedisce all’organismo di assimilare i nutrienti

Il modo migliore per far si che il nostro amico si rimetta in forma è quello di incoraggiarlo a mangiare da solo, rendendo quindi il cibo più appetibile. In questo modo,  si eviterà di stressarlo, e questo discorso vale in particolar modo per i gatti, e al tempo steso gli si permetterà di riprendersi più rapidamente. Un modo è quello di intiepidire la pappa, servendogliela a circa 37° C o, in alternativa, è anche possibile aggiungere alla pappa che viene un po’ snobbata, del brodino di pollo tiepido, non salato.

Il latte in polvere
Il latte in polvere rappresenta una risorsa, in questi casi, perché non solo rende la pappa normale più appetibile, ma da’ anche una sferzata di energia  che,  nei momenti in cui si è debilitati, non può che fare bene. La sola raccomandazione è di limitare il suo impiego solo nei casi necessari, e per un periodo di tempo limitato, massimo una settimana, perché altrimenti a lungo andare rischierebbe di affaticare gli organi coinvolti dal metabolismo.  Si tratta di un alimento molto appetibile, ricco di grassi e proteine, l’ideale per rimettere in forma, e può essere dato sia spolverizzandolo sull’alimento, a mo’  di parmigiano tanto per intenderci, sia stemperato in un po’ di acqua tiepida in modo da ottenere una crema densa, crema che poi potrà essere aggiunta all’alimento umidi, preparazione che sicuramente verrà molto gradita dall’amico in difficoltà.

Se poi questi sistemi messi in atto per invogliarlo a mangiare non dovessero essere sufficienti, la soluzione da adottare è quella di rendere la pappa liquida e cremosa e inserirla in una bella siringa, ovviamente senza ago, così da agevolare la somministrazione. Nel gatto, il punto di inserimento del beccuccio della siringa è tra gli incisivi, mentre nel cane è a livello degli angoli della bocca. È necessario fare molta attenzione e attenersi a queste indicazioni circa i punti di inserimento perché, in caso di errore,  il cibo potrebbe finire in trachea, provocando problemi respiratori che, in casi particolari, potrebbero avere anche esito infausto. In tutti i casi il veterinario di fiducia saprà dare i giusti consigli.

Se poi anche questa soluzione non fosse praticabile, quindi in casi particolarmente gravi di denutrizione, è necessario ricoverare l'amico in difficoltà presso il veterinario, se opportunamente attrezzato, o presso una clinica veterinaria, dove si provvederà ad alimentare il paziente tramite cateteri, in sostanza come avviene anche per gli umani. È necessario che l’alimentazione artificiale inizi entro le 24 ore dalla diagnosi di malnutrizione.

Liquidi e calorie
Se l’amico a quattro zampe si alimenta spontaneamente senza problemi, bisogna fare molta attenzione che si disseti sufficientemente, per cui sarà necessario mettergli a disposizione una ciotola con acqua sempre fresca, dove potrà dissetarsi a suo piacimento. In caso contrario, se non dovesse bere, è necessario rivolgersi al veterinario di fiducia per idratarlo in maniera corretta anche ricorrendo a delle fleboclisi.

Durante la convalescenza l’apporto calorico deve essere molto elevato, per metterlo in condizione di recuperare la forma fisica migliore nel minor tempo possibile, tuttavia è bene che le somministrazione siano di piccoli volumi alla volta, così da non affaticare la digestione. La soluzione migliore è quella di utilizzare un mangime specifico per casi del genere e, all’occorrenza, come detto in precedenza, aggiungere del latte in polvere.

In tutti i casi la dieta ideale è rappresentata da alimenti che forniscano proteine facilmente digeribili e di elevato valore biologico, o meglio ancora, ricorrendo a prodotti idrolizzati, contenenti proteine sotto forma di amminoacidi, così da essere più facilmente assorbite stimolando quindi meglio e prima il sistema immunitario.

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