Articolo Benessere Salute
Le erbe: Piantaggine ed Assenzio (maggiore) freccevenerdì 17 gennaio 2014      


In questo articolo vengono trattate la Piantaggine e l’Assenzio. Piantaggine: famiglia: Plantaginaceae genere: Plantago specie: lanceolata (L.) Binomio scientifico: Plantago lanceolata Dove vive: la piantaggine, si trova su tutto il territorio italiano, nei prati, nei campi, lungo le strade dalla pianura e fino in collina. Descrizione: lo stelo, che parte dalle foglie basali, con una spiga apicale con fiorellini e lunghi stami bianco giallastri, può raggiungere i 40 cm di altezza, le foglie sono allungate a forma di lancia, percorse da cinque nervature parallele.

Parti usate: si usano le foglie fresche crude o cotte. Crude in insalate o come radicchio, oppure, cotte come gli spinaci. Quando le foglie bollono, emanano un odore molto simile a quello dei funghi champignon.
  • Proprietà: la piantaggine ha proprietà astringenti, depurative, emulsionanti dei grassi del sangue, rivitalizzanti e cicatrizzanti. Anticamente, veniva usata per curare le emorroidi e le malattie dell’apparato respiratorio.
  • Uso: il succo delle foglie fresche, 20 g, preso alla mattina prima di colazione. Le foglie fresche, finemente tritate, messe a contatto di una ferita, tramite bendaggio, ne favoriscono una guarigione rapida e bloccano le emorragie.
Assenzio (maggiore): famiglia: Compositae (Asteraceae) genere: Artemisia specie: Absinthium Binomio scientifico: Artemisia absinthium Dove vive: l’assenzio maggiore, è un’erba selvatica che si trova comunemente su tutto il territorio italiano, fino ad altitudini di 1100 m. Si trova negli incolti aridi, e nelle siepi, lungo i muri e vicino ai centri abitati. Descrizione: è un’erba perenne la cui altezza va tra i 40 ed i 120 cm. Il fusto, è di colore grigio-verde, con peli appressati e la superficie scanalata, la parte aerea del fusto, è semi-legnosa, rigida e ramificata, leggermente nella parte superiore e quasi niente nella parte inferiore. Le foglie di colore verde, reso grigiastro dalla peluria bianca che le ricopre, emanano un forte profumo ed hanno un sapore amaro. La fioritura avviene da agosto a settembre, i fiori sono numerosi, raccolti in pannocchia terminale di colore giallo.

I frutti sono acheni leggermente curvi, glabri quasi lucidi di forma elissoide-compressa. Parti usate: vengono usate le parti aeree, che raccolte in grandi mazzi, si fanno essiccare all’ombra. IMPORTANTE! Non si deve usare l’assenzio quando è fresco, contiene una sostanza tossica, anche se in modeste quantità, il tujone, che viene eliminato quasi del tutto con l’essiccazione. E’ importante, inoltre, non assumere alcool quando si fa uso di assenzio, si rischia di far aumentare in maniera elevata le sue proprietà.
  • Proprietà: digestive, depurative, disintossicanti del fegato, antimicrobiche, carminativo.
  • Infuso: in una tazza di acqua bollente, un cucchiaino di erba secca, per 10 minuti. Si beve prima dei pasti principali. Nella tradizione contadina, si preparava un infuso a freddo la sera, al mattino, dopo averlo filtrato, si beveva prima di colazione come depurativo di stagione.
  • Distillato: molto noto è il distillato di assenzio, aromatico e molto amaro, che si consuma diluito e zuccherato a piacere.
Si raccomanda sempre la consultazione con il medico od il fitoterapista, prima di iniziare una cura a base di erbe. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca  Filippini - vedi tutti gli articoli di Luca  Filippini



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Parti usate: si usano le foglie fresche crude o cotte. Crude in insalate o come radicchio, oppure, cotte come gli spinaci. Quando le foglie bollono, emanano un odore molto simile a quello dei funghi champignon.
  • Proprietà: la piantaggine ha proprietà astringenti, depurative, emulsionanti dei grassi del sangue, rivitalizzanti e cicatrizzanti. Anticamente, veniva usata per curare le emorroidi e le malattie dell’apparato respiratorio.
  • Uso: il succo delle foglie fresche, 20 g, preso alla mattina prima di colazione. Le foglie fresche, finemente tritate, messe a contatto di una ferita, tramite bendaggio, ne favoriscono una guarigione rapida e bloccano le emorragie.
Assenzio (maggiore): famiglia: Compositae (Asteraceae) genere: Artemisia specie: Absinthium Binomio scientifico: Artemisia absinthium Dove vive: l’assenzio maggiore, è un’erba selvatica che si trova comunemente su tutto il territorio italiano, fino ad altitudini di 1100 m. Si trova negli incolti aridi, e nelle siepi, lungo i muri e vicino ai centri abitati. Descrizione: è un’erba perenne la cui altezza va tra i 40 ed i 120 cm. Il fusto, è di colore grigio-verde, con peli appressati e la superficie scanalata, la parte aerea del fusto, è semi-legnosa, rigida e ramificata, leggermente nella parte superiore e quasi niente nella parte inferiore. Le foglie di colore verde, reso grigiastro dalla peluria bianca che le ricopre, emanano un forte profumo ed hanno un sapore amaro. La fioritura avviene da agosto a settembre, i fiori sono numerosi, raccolti in pannocchia terminale di colore giallo.

I frutti sono acheni leggermente curvi, glabri quasi lucidi di forma elissoide-compressa. Parti usate: vengono usate le parti aeree, che raccolte in grandi mazzi, si fanno essiccare all’ombra. IMPORTANTE! Non si deve usare l’assenzio quando è fresco, contiene una sostanza tossica, anche se in modeste quantità, il tujone, che viene eliminato quasi del tutto con l’essiccazione. E’ importante, inoltre, non assumere alcool quando si fa uso di assenzio, si rischia di far aumentare in maniera elevata le sue proprietà.
  • Proprietà: digestive, depurative, disintossicanti del fegato, antimicrobiche, carminativo.
  • Infuso: in una tazza di acqua bollente, un cucchiaino di erba secca, per 10 minuti. Si beve prima dei pasti principali. Nella tradizione contadina, si preparava un infuso a freddo la sera, al mattino, dopo averlo filtrato, si beveva prima di colazione come depurativo di stagione.
  • Distillato: molto noto è il distillato di assenzio, aromatico e molto amaro, che si consuma diluito e zuccherato a piacere.
Si raccomanda sempre la consultazione con il medico od il fitoterapista, prima di iniziare una cura a base di erbe. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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