Articolo Salute Benessere
La melatonina : possibili effetti collaterali freccemartedì 31 dicembre 2013      


La melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale, detta anche epifisi, una ghiandola del nostro cervello, la cui funzione consiste nel regolare il ciclo sonno-veglia; la melatonina è presente non solo in noi umani, ma anche negli animali e nelle piante, la sua produzione è minore al mattino, mentre tende ad aumentare alla sera, per favorire l'addormentamento. Tuttavia in certi individui i livelli di melatonina tendono a diminuire per una serie di differenti cause: età, stress, diverso fuso orario, lavori su turni, perciò questo comporta una vera e propria difficoltà a prendere sonno fino a provocare l'insonnia.

In questi casi è opportuno ricorrere all'uso di integratori a base di melatonina da assumere la sera un'ora o due prima di coricarsi, in modo da ripristinare un buon ciclo sonno-veglia, se la melatonina viene assunta poco prima di andare a letto non produrrà grandi effetti. Tuttavia pur essendo una sostanza naturale, la melatonina sotto forma di integratore,non è priva di effetti collaterali. L'effetto collaterale più comune è la sonnolenza che può verificarsi il giorno seguente alla sua assunzione, con conseguenze gravi soprattutto per coloro che svolgono lavori pericolosi, o devono stare alla guida per molte ore. La melatonina inoltre può provocare tachicardia e depressione, perciò se ne sconsiglia l'uso a coloro che soffrono di problemi di cuore e a chi presenta disturbi legati all'umore.

Vi sono altri effetti collaterali meno comuni legati all'assunzione di melatonina, per esempio l'aumento del desiderio sessuale, a volte invece può verificarsi una diminuzione del livello delle piastrine nel sangue, altre volte crampi notturni, nervosismo, secchezza delle fauci e addirittura svenimenti. La melatonina perciò va assunta solo sotto stretto controllo medico, soprattutto se si è allergici a questa sostanza, oppure a uno degli eccipienti presenti nell'integratore, inoltre bisogna fare attenzione se si soffre di patologie epatiche, renali e autoimmuni.

Ultimamente è stato formulato un nuovo farmaco a base di melatonina con una formulazione a rilascio prolungato per il trattamento dell'insonnia primaria, un disturbo non derivante da altre patologie, molto comune in coloro che hanno superato i 55 anni di età, tale farmaco sembra favorire il sonno senza causare variazioni nel rapporto tra la fase rem e la fase norem del sonno medesimo. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

kety  Abate - vedi tutti gli articoli di kety  Abate



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In questi casi è opportuno ricorrere all'uso di integratori a base di melatonina da assumere la sera un'ora o due prima di coricarsi, in modo da ripristinare un buon ciclo sonno-veglia, se la melatonina viene assunta poco prima di andare a letto non produrrà grandi effetti. Tuttavia pur essendo una sostanza naturale, la melatonina sotto forma di integratore,non è priva di effetti collaterali. L'effetto collaterale più comune è la sonnolenza che può verificarsi il giorno seguente alla sua assunzione, con conseguenze gravi soprattutto per coloro che svolgono lavori pericolosi, o devono stare alla guida per molte ore. La melatonina inoltre può provocare tachicardia e depressione, perciò se ne sconsiglia l'uso a coloro che soffrono di problemi di cuore e a chi presenta disturbi legati all'umore.

Vi sono altri effetti collaterali meno comuni legati all'assunzione di melatonina, per esempio l'aumento del desiderio sessuale, a volte invece può verificarsi una diminuzione del livello delle piastrine nel sangue, altre volte crampi notturni, nervosismo, secchezza delle fauci e addirittura svenimenti. La melatonina perciò va assunta solo sotto stretto controllo medico, soprattutto se si è allergici a questa sostanza, oppure a uno degli eccipienti presenti nell'integratore, inoltre bisogna fare attenzione se si soffre di patologie epatiche, renali e autoimmuni.

Ultimamente è stato formulato un nuovo farmaco a base di melatonina con una formulazione a rilascio prolungato per il trattamento dell'insonnia primaria, un disturbo non derivante da altre patologie, molto comune in coloro che hanno superato i 55 anni di età, tale farmaco sembra favorire il sonno senza causare variazioni nel rapporto tra la fase rem e la fase norem del sonno medesimo. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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