articolo Rose
La moltiplicazione delle rose freccemartedì 30 ottobre 2012

Le rose possono essere moltiplicate per seme, per talea o per innesto. Solo le specie tipiche però, moltiplicate per seme, producono piante con caratteristiche simili a quelle dei genitori e fioriscono generalmente dopo 2-3 anni.  Si estraggono i semi dai frutti maturi e si seminano in ottobre, in vaso o cassette riempiti con una composta da semi, in cassone freddo. Quando si sono formate le prime 2-3 foglie vere, le piantine si ripicchettano in vivaio, dove si coltivano per 2 anni prima di metterle a dimora.

La maggior parte delle rose radicano facilmente se moltiplicate per talea; questo metodo è adatto in particolare per le specie tipiche e i loro ibridi, per le rose arbustive tradizionali, per quelle sarmentose non rifiorenti e per  le rose  in miniatura. Tutte le altre rose, se moltiplicate per talea, danno  piante non molto vigorose; le rose moltiplicate per talea presentano però il vantaggio di non inselvatichire. In agosto-settembre si prelevano  dai germogli laterali non fioriferi, robusti, talee lunghe 25-30 cm, con una porzione di ramo portante; si tolgono tutte le foglie, lasciandone solo 1-2 all’estremità superiore della talea, e si staccano le gemme poste all’ascella delle foglie asportate. Si scavano buche a forma di V, profonde 15-20 cm, in posizione riparata e parzialmente ombreggiata, e sul fondo si pone un po’ di sabbia fine. Dopo aver cosparso la base delle talee con una sostanza a base di ormoni che facilitano la radicazione, si piantano, pressando bene il terreno e annaffiando.

Se il terreno è molto asciutto, si annaffiano le buche anche prima di sistemarvi le talee; le piantine si mettono definitivamente a dimora nell’autunno dell’anno successivo.
Per le rose in miniatura, che si moltiplicano quasi sempre per talea, si procede in un altro modo: da luglio a ottobre si prelevano talee lunghe 5-10 cm, con una porzione di ramo portante, e si piantano in un miscuglio si sabbia e torba in parti uguali, in cassone freddo; le talee radicate si invasano singolarmente in contenitori da 8 cm, riempiti con una composta da vasi e si interrano i vasi all’aperto nel maggio successivo. Le piantine si metteranno poi definitivamente a dimora in autunno.

Il metodo più diffuso per moltiplicare le rose è comunque l’innesto a gemma, che si effettua innestando una gemma della varietà che si desidera coltivare su di un portainnesto. Esistono vari tipi d portainnesto, che si possono ottenere mediante seme o per talea, o reperendoli presso i vivaisti. Il portainnesto per eccellenza per i terreni fertili è la R. Canina; i rami di questa specie sono perfetti per effettuare talee, mentre i fusti eretti sono adatti per i rosai ad alberello. Per i terreni leggeri sono pia adatte, come portainnesti, la varietà senza spine Polyanta Simplex, che ha avuto origine da R. multiflora, e la specie R. rugosa; quest’ultima è particolarmente indicata per i rosai ad alberello, sebbene non dia buoni risultati sui terreni calcarei. I portainnesti si piantano in novembre, alla distanza di 45 cm l’uno dall’altro.

L’innesto a gemma si effettua in luglio-agosto, quando i portinnesti sono completamente coperti di foglie. Si scelgono fusti robusti,  che hanno appena prodotto fiori. Si taglia la parte apicale e si asportano tutte le foglie, lasciando una porzione di piccioli lunga 1-1,5 cm. Se il portainnesto è in buone condizioni, le spine si staccano facilmente, esercitando con il pollice una piccola pressione laterale. Il lamo scelto va completamente pulito dal terriccio e con un coltello adatto, si effettua un taglio a T nella corteccia, in prossimità della  base del portainnesto, avendo cura di fare un tagli di 1,5-2 cm nella su  parte orizzontale, la testa della T tanto per intenderci,  s di 4 cm nella parte verticale. La profondità del tagli deve essere quella sufficiente ad incidere la corteccia e, facendo leva con la punta del coltello (sarebbe opportuno utilizzare un coltellino specifico per innesti  reperibile facilmente presso i negozi specializzati) sul taglio verticale appena effettuato, si divarica l’incisione. 

Sempre con lo stesso coltellino, si asporta una gemma dalla varietà di rosa che si desidera innestare, praticando sul ramo un taglio concavo, da 1,5 cm sotto la gemma a 2,5 sopra la gemma stessa. La gemma così ottenuta che viene chiamata scudetto, si inserisce quindi nella corteccia del portinnesto che precedentemente  si era divaricata, si taglia la corteccia eccedente e si pareggia la superficie del taglio a T. Per finire, si lega strettamente lo scudetto al portainnesto utilizzando della rafia che precedentemente si era ammorbidita immergendola in acqua. Ora non resta che controllare se l’operazione è andata a buon fine e questo è possibile farlo, dopo circa 3 settimane,  esercitando una leggera pressione con le dita sul picciolo; se questo si stacca e lo scudetto rimane verde, l’innesto è andato a buon fine e a questo punto è possibile anche allentare leggermente la legatura fatta precedentemente. Verso metà febbraio si taglia la parte apicale del portainnesto, circa 2,5 sopra l’innesto fatto in precedenza e si lascia crescere la marza. Le piante innestate si potranno mettere a dimora ad inizio autunno.

Le rose ad alberello si innestano come appena descritto, con la differenza che gli scudetti vanno collocati in posizioni diverse. Si utilizzano gli stessi portainnesti che devono  avere il fusto robusto ed eretto e per i rosai ad alberello bassi le gemme si innestano a circa 1 m da terra, mentre per quelli alti, a 1,5 m da terra o anche più. Dopo aver coltivato il portainnesto per un anno, a novembre si taglia il fusto 15 cm sopra l’altezza desiderata, lasciando che si sviluppino all’apice 3 germogli. Nel giugno successivo si esegue un innesto a gemma in prossimità della base di ciascuno dei 3 germogli, come descritto in precedenza e, nell’estate successiva, si tagliano tutti i germogli appena sopra gli scudetti innestati.


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Le rose possono essere moltiplicate per seme, per talea o per innesto. Solo le specie tipiche però, moltiplicate per seme, producono piante con caratteristiche simili a quelle dei genitori e fioriscono generalmente dopo 2-3 anni.  Si estraggono i semi dai frutti maturi e si seminano in ottobre, in vaso o cassette riempiti con una composta da semi, in cassone freddo. Quando si sono formate le prime 2-3 foglie vere, le piantine si ripicchettano in vivaio, dove si coltivano per 2 anni prima di metterle a dimora.

La maggior parte delle rose radicano facilmente se moltiplicate per talea; questo metodo è adatto in particolare per le specie tipiche e i loro ibridi, per le rose arbustive tradizionali, per quelle sarmentose non rifiorenti e per  le rose  in miniatura. Tutte le altre rose, se moltiplicate per talea, danno  piante non molto vigorose; le rose moltiplicate per talea presentano però il vantaggio di non inselvatichire. In agosto-settembre si prelevano  dai germogli laterali non fioriferi, robusti, talee lunghe 25-30 cm, con una porzione di ramo portante; si tolgono tutte le foglie, lasciandone solo 1-2 all’estremità superiore della talea, e si staccano le gemme poste all’ascella delle foglie asportate. Si scavano buche a forma di V, profonde 15-20 cm, in posizione riparata e parzialmente ombreggiata, e sul fondo si pone un po’ di sabbia fine. Dopo aver cosparso la base delle talee con una sostanza a base di ormoni che facilitano la radicazione, si piantano, pressando bene il terreno e annaffiando.

Se il terreno è molto asciutto, si annaffiano le buche anche prima di sistemarvi le talee; le piantine si mettono definitivamente a dimora nell’autunno dell’anno successivo.
Per le rose in miniatura, che si moltiplicano quasi sempre per talea, si procede in un altro modo: da luglio a ottobre si prelevano talee lunghe 5-10 cm, con una porzione di ramo portante, e si piantano in un miscuglio si sabbia e torba in parti uguali, in cassone freddo; le talee radicate si invasano singolarmente in contenitori da 8 cm, riempiti con una composta da vasi e si interrano i vasi all’aperto nel maggio successivo. Le piantine si metteranno poi definitivamente a dimora in autunno.

Il metodo più diffuso per moltiplicare le rose è comunque l’innesto a gemma, che si effettua innestando una gemma della varietà che si desidera coltivare su di un portainnesto. Esistono vari tipi d portainnesto, che si possono ottenere mediante seme o per talea, o reperendoli presso i vivaisti. Il portainnesto per eccellenza per i terreni fertili è la R. Canina; i rami di questa specie sono perfetti per effettuare talee, mentre i fusti eretti sono adatti per i rosai ad alberello. Per i terreni leggeri sono pia adatte, come portainnesti, la varietà senza spine Polyanta Simplex, che ha avuto origine da R. multiflora, e la specie R. rugosa; quest’ultima è particolarmente indicata per i rosai ad alberello, sebbene non dia buoni risultati sui terreni calcarei. I portainnesti si piantano in novembre, alla distanza di 45 cm l’uno dall’altro.

L’innesto a gemma si effettua in luglio-agosto, quando i portinnesti sono completamente coperti di foglie. Si scelgono fusti robusti,  che hanno appena prodotto fiori. Si taglia la parte apicale e si asportano tutte le foglie, lasciando una porzione di piccioli lunga 1-1,5 cm. Se il portainnesto è in buone condizioni, le spine si staccano facilmente, esercitando con il pollice una piccola pressione laterale. Il lamo scelto va completamente pulito dal terriccio e con un coltello adatto, si effettua un taglio a T nella corteccia, in prossimità della  base del portainnesto, avendo cura di fare un tagli di 1,5-2 cm nella su  parte orizzontale, la testa della T tanto per intenderci,  s di 4 cm nella parte verticale. La profondità del tagli deve essere quella sufficiente ad incidere la corteccia e, facendo leva con la punta del coltello (sarebbe opportuno utilizzare un coltellino specifico per innesti  reperibile facilmente presso i negozi specializzati) sul taglio verticale appena effettuato, si divarica l’incisione. 

Sempre con lo stesso coltellino, si asporta una gemma dalla varietà di rosa che si desidera innestare, praticando sul ramo un taglio concavo, da 1,5 cm sotto la gemma a 2,5 sopra la gemma stessa. La gemma così ottenuta che viene chiamata scudetto, si inserisce quindi nella corteccia del portinnesto che precedentemente  si era divaricata, si taglia la corteccia eccedente e si pareggia la superficie del taglio a T. Per finire, si lega strettamente lo scudetto al portainnesto utilizzando della rafia che precedentemente si era ammorbidita immergendola in acqua. Ora non resta che controllare se l’operazione è andata a buon fine e questo è possibile farlo, dopo circa 3 settimane,  esercitando una leggera pressione con le dita sul picciolo; se questo si stacca e lo scudetto rimane verde, l’innesto è andato a buon fine e a questo punto è possibile anche allentare leggermente la legatura fatta precedentemente. Verso metà febbraio si taglia la parte apicale del portainnesto, circa 2,5 sopra l’innesto fatto in precedenza e si lascia crescere la marza. Le piante innestate si potranno mettere a dimora ad inizio autunno.

Le rose ad alberello si innestano come appena descritto, con la differenza che gli scudetti vanno collocati in posizioni diverse. Si utilizzano gli stessi portainnesti che devono  avere il fusto robusto ed eretto e per i rosai ad alberello bassi le gemme si innestano a circa 1 m da terra, mentre per quelli alti, a 1,5 m da terra o anche più. Dopo aver coltivato il portainnesto per un anno, a novembre si taglia il fusto 15 cm sopra l’altezza desiderata, lasciando che si sviluppino all’apice 3 germogli. Nel giugno successivo si esegue un innesto a gemma in prossimità della base di ciascuno dei 3 germogli, come descritto in precedenza e, nell’estate successiva, si tagliano tutti i germogli appena sopra gli scudetti innestati.




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