articolo Rose
La coltivazione delle rose freccemartedì 30 ottobre 2012

Le rose possono essere coltivate in vari modo, ma alcune condizioni sono essenziali. Prima di tutto necessitano di  un buon drenaggio , dal momento che non crescono nei terreni dove si verificano ristagni d’acqua. Tutte le rose, poi, preferiscono le posizioni soleggiate e ben illuminate, tranne alcune rose rampicanti che crescono anche in posizioni parzialmente ombreggiate. Nelle zone molto esposte al vento i fusti possono spezzarsi e le chiome ad alberello staccarsi. Le rose si devono annaffiare abbondantemente, soprattutto nel periodo primaverile-estivo, anche se il terreno è tendenzialmente fresco. Crescono in tutti i terreni, tranne in quelli eccessivamente sabbiosi o troppo compatti o argillosi, a meno che si modifichi il substrato di coltivazione. Sopportano i terreni calcarei, ma crescono meglio in quelli leggermente acidi.
Tutte le rose, tranne le rose Alba, Damascena e Gallica, necessitano di terreni fertili di medio impasto; quelli poveri devono essere arricchiti con concimi organici e inorganici: si vanga il terreno interrando letame ben maturo o composta facendo attenzione che il letame non sia troppo fresco altrimenti danneggerebbe le radici. I terreni argillosi si alleggeriscono aggiungendo paglia semidecomposta o torba.

Si prepara il terreno un mese prima della messa a dimora. Le rose si piantano in ottobre o in marzo-aprile. Lo spazio occupato da ogni arbusto è diverso, secondo la varietà. Gli ibridi di Tea e di Floribunda si piantano alla distanza di 60-80 cm l’uno dall’altro, gli alberelli alla distanza di 1 m, le rose arbustive alla distanza di 1,2-1,5 m, le rose rampicanti e sarmentose alla distanza di 2 m. Le rose meno vigorose si piantano più ravvicinate; per esempio, le piante di Allgold si distanziano di 40-50 cm l’una dall’altra; le rose in miniatura si piantano alla distanza di 15-30 cm.

Per piantare le rose a cespuglio, si scava una buca profonda 30 cm, si pone sul fondo un certo quantitativo di terriccio fertile, al quale sia stato aggiunto del fertilizzante minerale completo ternario, e si mette a dimora la pianta, disponendo le radici regolarmente, ma senza piegarle. Le piante devono essere poste ad un’altezza tale  che il punti d’innesto si trovi appena sopra il livello del terreno; infine si pone un sostegno, al quale va assicurata la pianta, e si chiude la buca, comprimendo bene il terreno. Le rose che si mettono a dimora in marzo vanno potate prima di metterle a dimora.

Per le rose ad alberello, si usa una tecnica leggermente diversa. Se la pianta è innestata su R. rugosa  (è facile accorgersene perché in questo caso il fusto presenta spine di piccole dimensioni),  la si mette a dimora a profondità non superiore a 8-10 cm. I rosai ad alberello innestati su R. canina, che hanno fusti quasi completamente lisci, si piantano invece alla profondità di 30 cm. Gli alberelli si fissano a sostegni, che vengono piantati precedentemente e che devono essere robusti, di legno durevole, come quello di quercia, frassino o castagno, oppure di metallo zincato, della stessa lunghezza del fusto. Se il sostegno è in legno, la parte che viene interrata deve essere prima trattata con una sostanza che preservi il legno stesso dal marciume. Dopo la messa a dimora si legano al sostegno la parte centrale e l’estremità del fusto, senza stringere eccessivamente.

Nel corso della coltivazione il terreno deve essere sempre tenuto libero dalle erbe infestanti. In primavera, dopo la potatura, le rose spesso producono 2 o più germogli appena sotto la zona in cui è stato effettuato il taglio; negli ibridi di Tea e di Floribunda si deve lasciare solo uno di questi germogli, ovviamente il più robusto. La maggior parte degli ibridi di Tea devono essere sbocciolati, ovvero tutti i boccioli che si formano sotto il bocciolo principale devono essere asportati quando sono ancora piccoli. Durante il periodo di fioritura, in tutte le rose si devono eliminare i fiori quando appassiscono , tagliandi i rami all’altezza della prima foglia sotto il fiore, verso l’esterno; all’ascella fogliare si forma così un nuovo germoglio. Alla fine dell’estate, invece, non si asportano tutti i fiori appassiti, per non stimolare la formazione di troppi germogli.

Tutte le rose necessitano di una pacciamatura, che serve a trattenere l’umidità, a migliorare le caratteristiche del terreno e a limitare la crescita di erbe infestanti; a questo scopo è consigliabile usare del letame, o composta, o terriccio di foglie, o torba, o anche erba falciata. Tutte le pacciamature si devono effettuare quando il terreno è umido, somministrando prima un fertilizzante, tranne quando si usa per la pacciamatura letame o composta. Le pacciamature più utili sono quelle che si effettuano in primavera, subito dopo la potatura, con letame vaccino o equini non completamente maturo, anche se per un certo periodo emana un odore sgradevole, in genere ogni 2-3 anni; nei terreni sabbiosi e in quelli calcarei ogni anno. Anche le composte mature si distribuiscono in primavera. Le foglie più o meno decomposte sono utili per trattenere l’umidità, ma non danno alcun nutrimento, fin quando non sono completamente demolite e vanno sparse in autunno. La torba è utile per trattenere l’umidità nel terreno e, se somministrata spesso, rende meno compatti i terreni argillosi; si distribuisce in autunno o in primavera, quando il terreno è completamente umido, formando uno strato dello spessore di 5 cm. Le pacciamature, in particolar modo quelle a base di letame, hanno una notevole azione nutritiva.

Sono utili comunque anche le concimazioni con altri fertilizzanti, organici o inorganici; sono particolarmente adatti quelli ad azione rapida. Le concimazioni si effettuano in qualsiasi periodo, dalla fine della primavera in poi; è importante, in particolare, farne una in giugno, quando le rose sono in piena fioritura. I fertilizzanti organici, sia liquidi, sia in polvere o granulari, sono formati da diverse sostanze, come il sangue secco o i residui della lavorazione del pesce; sono adatti per le rose anche la farina di ossa e il conrnunghia, i quali però agiscono lentamente e tutti, quale che sia quello utilizzato,  si interrano con una zappettatura o si spargono in superficie. Si utilizzano anche diversi fertilizzanti minerali, in polvere, granulari o liquidi, ad azione rapida o lenta; si possono somministrare sia in primavera che durante l’estate.


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Tutte le rose, tranne le rose Alba, Damascena e Gallica, necessitano di terreni fertili di medio impasto; quelli poveri devono essere arricchiti con concimi organici e inorganici: si vanga il terreno interrando letame ben maturo o composta facendo attenzione che il letame non sia troppo fresco altrimenti danneggerebbe le radici. I terreni argillosi si alleggeriscono aggiungendo paglia semidecomposta o torba.

Si prepara il terreno un mese prima della messa a dimora. Le rose si piantano in ottobre o in marzo-aprile. Lo spazio occupato da ogni arbusto è diverso, secondo la varietà. Gli ibridi di Tea e di Floribunda si piantano alla distanza di 60-80 cm l’uno dall’altro, gli alberelli alla distanza di 1 m, le rose arbustive alla distanza di 1,2-1,5 m, le rose rampicanti e sarmentose alla distanza di 2 m. Le rose meno vigorose si piantano più ravvicinate; per esempio, le piante di Allgold si distanziano di 40-50 cm l’una dall’altra; le rose in miniatura si piantano alla distanza di 15-30 cm.

Per piantare le rose a cespuglio, si scava una buca profonda 30 cm, si pone sul fondo un certo quantitativo di terriccio fertile, al quale sia stato aggiunto del fertilizzante minerale completo ternario, e si mette a dimora la pianta, disponendo le radici regolarmente, ma senza piegarle. Le piante devono essere poste ad un’altezza tale  che il punti d’innesto si trovi appena sopra il livello del terreno; infine si pone un sostegno, al quale va assicurata la pianta, e si chiude la buca, comprimendo bene il terreno. Le rose che si mettono a dimora in marzo vanno potate prima di metterle a dimora.

Per le rose ad alberello, si usa una tecnica leggermente diversa. Se la pianta è innestata su R. rugosa  (è facile accorgersene perché in questo caso il fusto presenta spine di piccole dimensioni),  la si mette a dimora a profondità non superiore a 8-10 cm. I rosai ad alberello innestati su R. canina, che hanno fusti quasi completamente lisci, si piantano invece alla profondità di 30 cm. Gli alberelli si fissano a sostegni, che vengono piantati precedentemente e che devono essere robusti, di legno durevole, come quello di quercia, frassino o castagno, oppure di metallo zincato, della stessa lunghezza del fusto. Se il sostegno è in legno, la parte che viene interrata deve essere prima trattata con una sostanza che preservi il legno stesso dal marciume. Dopo la messa a dimora si legano al sostegno la parte centrale e l’estremità del fusto, senza stringere eccessivamente.

Nel corso della coltivazione il terreno deve essere sempre tenuto libero dalle erbe infestanti. In primavera, dopo la potatura, le rose spesso producono 2 o più germogli appena sotto la zona in cui è stato effettuato il taglio; negli ibridi di Tea e di Floribunda si deve lasciare solo uno di questi germogli, ovviamente il più robusto. La maggior parte degli ibridi di Tea devono essere sbocciolati, ovvero tutti i boccioli che si formano sotto il bocciolo principale devono essere asportati quando sono ancora piccoli. Durante il periodo di fioritura, in tutte le rose si devono eliminare i fiori quando appassiscono , tagliandi i rami all’altezza della prima foglia sotto il fiore, verso l’esterno; all’ascella fogliare si forma così un nuovo germoglio. Alla fine dell’estate, invece, non si asportano tutti i fiori appassiti, per non stimolare la formazione di troppi germogli.

Tutte le rose necessitano di una pacciamatura, che serve a trattenere l’umidità, a migliorare le caratteristiche del terreno e a limitare la crescita di erbe infestanti; a questo scopo è consigliabile usare del letame, o composta, o terriccio di foglie, o torba, o anche erba falciata. Tutte le pacciamature si devono effettuare quando il terreno è umido, somministrando prima un fertilizzante, tranne quando si usa per la pacciamatura letame o composta. Le pacciamature più utili sono quelle che si effettuano in primavera, subito dopo la potatura, con letame vaccino o equini non completamente maturo, anche se per un certo periodo emana un odore sgradevole, in genere ogni 2-3 anni; nei terreni sabbiosi e in quelli calcarei ogni anno. Anche le composte mature si distribuiscono in primavera. Le foglie più o meno decomposte sono utili per trattenere l’umidità, ma non danno alcun nutrimento, fin quando non sono completamente demolite e vanno sparse in autunno. La torba è utile per trattenere l’umidità nel terreno e, se somministrata spesso, rende meno compatti i terreni argillosi; si distribuisce in autunno o in primavera, quando il terreno è completamente umido, formando uno strato dello spessore di 5 cm. Le pacciamature, in particolar modo quelle a base di letame, hanno una notevole azione nutritiva.

Sono utili comunque anche le concimazioni con altri fertilizzanti, organici o inorganici; sono particolarmente adatti quelli ad azione rapida. Le concimazioni si effettuano in qualsiasi periodo, dalla fine della primavera in poi; è importante, in particolare, farne una in giugno, quando le rose sono in piena fioritura. I fertilizzanti organici, sia liquidi, sia in polvere o granulari, sono formati da diverse sostanze, come il sangue secco o i residui della lavorazione del pesce; sono adatti per le rose anche la farina di ossa e il conrnunghia, i quali però agiscono lentamente e tutti, quale che sia quello utilizzato,  si interrano con una zappettatura o si spargono in superficie. Si utilizzano anche diversi fertilizzanti minerali, in polvere, granulari o liquidi, ad azione rapida o lenta; si possono somministrare sia in primavera che durante l’estate.




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