articolo Rose
La coltivazione delle rose: consigli utili freccemercoledì 28 maggio 2014

La coltivazione delle rose appassiona molti giardinieri, sia dilettanti che professionisti, solo che i primi in particolar modo non sanno  che le rose hanno bisogno di cure particolari dal momento che non sono  poco esigenti come altre piante. La loro coltivazione è quindi un po’ più impegnativa, ma ciò non toglie che facendo tesoro dei buoni consigli è possibile ottenete ottimi risultati. È necessario quindi essere particolarmente attenti nella loro coltivazione, munirsi anche degli attrezzi giusti, dei concimi più adatti, perché solo seguendo le corrette regole di coltivazione, è possibile godere dello splendore di certe rose, del loro profumo, dei loro colori. Una volta scelta la rosa che si vuole coltivare in giardino, è buona norma informarsi circa le sue caratteristiche ed esigenze in modo da poterla mettere in condizione di dare sempre il meglio di sé.

Come scegliere il sito giusto per il roseto
Le rose hanno bisogno di molto sole, per quanto esistano anche alcune rampicanti che possono vivere rigogliosamente anche su di un muro esposto a nord. Cresceranno bene nella maggior parte dei terreni, per quanto siano in verità poco adatte a quelli calcarei. Una terra di medio impasto è sotto tuti gli aspetti da ritenersi la migliore, per cui avendo un terreno leggero sarà necessario arricchirlo con humus nella più grande quantità possibile, mentre per i terreni pesanti sarà necessario aggiungere torba e altri materiali al fine di alleggerirli e di migliorarne il drenaggio. Quest’ultimo è assai importante perché nessuna rosa vive bene in condizione di eccessiva umidità del terreno. Alle rose si dovrebbe somministrare molta acqua perché possano fiorire bene, tuttavia sopravvivranno comunque meglio  con siccità piuttosto che con eccessiva acqua.

Scegliere una posizione aperta, me non ventosa e quindi evitare i luoghi tra le case dove il vento acquista velocità o posizioni ombreggiate, sotto gli alberi, dove le rose cresceranno alte e gracili alla ricerca del sole e dovranno lottare con le radici degli alberi per trovare sufficiente acqua e sostanze nutritizie. Il numero delle piante di rose necessario per popolare le aiuole dipenderà non soltanto dal budget di spesa, ma anche  dalle cultivar che si andranno a scegliere.

Come dato indicativo si può dire che una distanza media tra le piante di circa 45 cm è più che sufficiente per la maggior parte degli ibridi di rose Tea e Floribunda. Questa distanza permetterà una buona circolazione dell’aria e renderà l’irrorazione delle rose e il diserbo con la zappa non troppo complicato. Non piantare nuovamente rose in terreni dove siano state coltivate altre rose per qualche anno  perché la terra sarà diventata povera e le nuove rose non riusciranno bene. È necessari quindi sostituire la terra o scegliere un nuovo sito d’impianto. Se è necessario semplicemente sostituire una rosa che sia seccata in un’aiuola a roseto già esistente, è necessario preparare una buca di 45 cm di diametro, profonda 30 cm, e riempirla con terreno fresco.

La preparazione del terreno
Le rose sfoggeranno per 20 e più anni la loro bellezza, quindi il minimo che si possa fare è quello di assegnar loro il miglior posto possibile in giardino. La sua preparazione varierà a seconda del tipo di terra. In casi estremi, in cui per esempio il drenaggio sia pressoché inesistente e la terra sia inzuppata d’acqua, può essere necessario realizzare un buon drenaggio, o almeno aggiungere materiali che rendano il terreno più poroso. Le terre leggere, sabbiose, richiedono un trattamento opposto, e per quanto un buon drenaggio sia indispensabile, ci vorrà un giusto equilibrio tra questa condizione e una certa capacità di trattenere l’acqua.

Le radici hanno bisogno sia di aria, sia di acqua, il che costituisce la ragione per cui i terreni pesanti vanno scassati a fondo e resi più friabili. Lo scasso si dovrebbe realizzare con una doppia vangatura, con l’avvertenza di mantenere in alto la terra più fertile. È bene mettere sul fondo dei solchi delle zolle erbose, aggiungendo del concime ben maturo, foglie, torba o letame, o un miscuglio composto da tutti questi materiali. L’operazione di vangatura e di concimazione dovrebbero essere completata in settembre, quasi tre mesi prima dell’impianto delle rose, in modo che la terra abbia tutto il tempo di assestarsi
Un chilogrammo e mezzo di gesso (solfato di calcio) per metro quadrato, aggiunto sul fondo di ciascun solco con doppia vangatura, contribuirà a migliorare un suolo argilloso, anche se in un tempo piuttosto lungo.

In terreni molto leggeri, sabbiosi, non sarà necessaria la doppia vangatura in quanto sia l’acqua che le radici possono penetrarvi facilmente,  altrimenti si correrebbe il rischio che l’acqua possa scorrere via ancor più facilmente senza dare quindi il giusto nutrimento alle radici. In questi casi la sola cosa da fare è aggiungere uno strato di humus in superficie. Se il terreno del giardino è caratterizzato dalla presenza di calcare solido, ricoperto da pochi centimetri di terreno,  sarà necessario estrarre il calcare per una profondità di almeno 45 cm e aggiungere molta torba in sostituzione. Le rose vegetano meglio in terreno leggermente acido, con pH compreso tra 6,5 e 6,5.

Quando e come fare l’impianto del roseto
Il mese migliore per l’impianto delle rose è novembre in quanto la terra sarà ancora abbastanza tiepida così che le radici si possano sistemare bene. Nel  caso in cui si dovesse attendere ancora qualche giorno prima della messa dimora delle piante perché la terra è gelata, cosa improbabile i quel periodo dell’anno, o perché inzuppata d’acqua in seguito a piogge prolungate, non bisogna estrarre le rose dai contenitori, ma sarà opportuno riporle in un luogo fresco dove non siano possibili gelate. Comunque è sempre meglio piantarle anche provvisoriamente appena possibile e appena le condizioni climatiche lo consentono. Per  far ciò, togliere le rose dai contenitori e sistemarle in un solco in un angolo libero del giardino, in modo che la terra copra le radici per almeno 15 cm. Esse possono rimanere in questa condizione per alcune settimane, ma sarà meglio sistemarle a dimora definitiva il più presto possibile.

Sia che vengano sistemate temporaneamente sia che siano messe definitivamente a dimora, esaminare attentamente le piante appena le si tolgono dai contenitori. Controllare le loro etichette per accertarsi che le cultivar corrispondano a quelle ordinate. Questa è una operazione che va sempre fatta considerando che le rose, soprattutto poi se si desiderano cultivar poco diffuse, vengono solitamente ordinate per corrispondenza. Le piante dovrebbero avere almeno due fusti sani, dello spessore almeno di una matita, con la corteccia priva di rugosità. Alla giuntura tra l’apparato radicale e il fusto, il colletto per intenderci, questo dovrebbe avere un diametro di almeno 16 mm e si dovrebbe presentare un buon sistema radicale con radici fibrose.

Tagliare tutte le foglie presenti sugli steli e recidere questi nel caso in cui presentino segni di malattie o siano rotti, fino ad un certo punto al di sotto della parte danneggiata. Accorciare le radici troppo fitte e lunghe di un terzo, ciò contribuirà a far crescere radici più sottili. Per fare queste operazioni è necessario servirsi di una cesoia con le lame perfettamente pulite e, possibilmente, disinfettate, così da non correre il rischio di trasmettere qualche malattia crittogamica alle nuove rose. Nel caso in cui le piante sembrino troppo asciutte, sistemarle in un secchio d’acqua per almeno un’ora. Mentre esse assorbono l’acqua, si può preparare il miscuglio per l’impianto il quale servirà a dare alle rose un buon avvio.

Ne occorrerà un’abbondante palettata per ogni  rosa e dovrà essere composto da parti uguali di torba e di terra, con una manciata di farina di ossa e di fertilizzante aspecifico per le  rose. Per manipolare il fertilizzante è consigliabile usare i guanti.  Quando si scava la buca per interrare la pianta, è bene farla grande in modo che si possano sistemare bene le radici ben distese e di profondità sufficiente a che il colletto rimanga a 12-15 mm sotto  il livello della terra. Trasportare il secchio nel quale è stata messa  eventualmente precedentemente a mollo la rosa vicino all’aiuola dove dovrà essere interrata in modo da poterle togliere dall’acqua senza che esse asciughino.

Mettere la prima rosa nella buca, distendere bene le radici e controllare il livello, disponendo una canna di traverso alla buca. Sulle radici gettare una palettata del miscuglio precedentemente preparato, compattarlo leggermente, quindi riempire la buca con il terreno, compattando il tutto in modo deciso. Per finire, presso ogni rosa, versare almeno 8 litri d’acqua, il contenuto di un normale annaffiatoio. Dopo alcune settimane sarà opportuno compattare nuovamente il terreno attorno a ciascuna rosa, in modo particolare nel caso in cui l’azione del gelo l’abbia smossa.

Le rose rampicanti
Le rose rampicanti, per esempi contro un muro della casa, dove la terra sicuramente è decisamente più asciutta, necessitano di un trattamento diverso. Piantarle ad almeno 45 cm di distanza dal muro, e da questo tenere ben lontane le radici facendole rivolgere verso la terra più umida. Se la piante sono abbastanza alte, è necessario legarle a dei tutori per evitare che il vento ne provochi la caduta.


©  RIPRODUZIONE RISERVATA





Se ti è piaciuto l'articolo Diventa fan Clicca su
 
Condividilo su:



 



Clivia

Clivia, genere di 3 specie di piante non rustiche, appartenenti alla famiglia delle Amaryllidaceae, da coltivarsi in vaso, n serra o in appartamento; si possono coltivare all’aperto nelle zone a clima temperato-caldo. Le ........

Bòsso (Buxus)
Il Bòsso (Buxus) , originariodel Nord Africa, Europa, Asia meridionale, Indie Occidentali e America Centrale, comprende circa 30 specie ed è un arbusto o piccoloalberetto a foglie persistenti e a vegetazione ........

Phalaris

Phalaris, genere di 20 specie di graminacee ornamentali, perenni e annuali, rustiche. La specie descritta si espande rapidamente da un rizoma strisciate e può diventare invadente. Sarà quindi necessario controllarla costantemente ........

Anthyllis
Anthyllis: genere di 80 specie di piante erbacee e suffruticose, perenni, originarie dei Paesi del bcino del Mediterraneo, adatte in particolare per il giardino roccioso e molto facili da coltivare. Fioriscono all'inizio ........

Rodgersia
Rodgersia, genere di 6 specie di piante erbacee, perenni, rustiche, con foglie e fiori molto ornamentali, adatte per bordure alte. Sono rizomatose e in genere impiegano 1-2 anni per attecchire bene. Si coltivano in ........

 

Ricetta del giorno
Arancini di riso alla siciliana
Fate lessare il riso in abbondante acqua salata, sgocciolatelo bene e ancora caldo mantecatelo con lo zafferano, il parmigiano grattugiato e due delle ....
sono presenti 515 piante
sono presenti 229 articoli

tutte le piante
annuali bulbose felci orchidee perenni il mondo delle rose il mondo delle primule
succulente
a foglia caduca sempreverdi
sempreverdi e decidue
a foglia caduca sempreverdi
da fiore
acquatiche
appartamento
tecnica
frutteto
attrezzi
Verande Piscine Illuminazione giardino Cancelli e recinzioni Arredamento giardino
elenco completo articoli profilo di una pianta

lavori del mese
lotta ai parassiti
tutto piscine



Aubrèzia (Aubrietia)
L' Aubrèzia (Aubrietia) , originaria dell'Asia Minore, Grcia, Persia e Italia comprende una decina di specie ed è una erbacea perenne rustica, a crescita lenta, molto cespugliosa, che tende a formare ........

Brodiaea

Brodiaea, genere di 40 specie di piante bulbose originarie del continente americano; crescono bene prevalentemente in regioni caratterizzate da estati calde e secche e inverni umidi e miti. Alcune specie sono ora inserite ........


Bòcca di leòne (Antirrhinum)

La Bòcca di leòne (Antirrhinum) , originaria dell'Europa Meridionale e Nord Africa, comprende circa 40 specie di cui solo poche vengono comunemente coltivate, ed è una pianta erbacea rustica perenne, o annuale, ........

Larix (Larice)

Larix (Larice), genere di 12 specie di conifere decidue appartenenti alla famiglia delle Pinaceae, originarie delle zone temperate dell’emisfero settentrionale. Sono alberi molto ornamentali, con chioma rada, piramidale, ........



 articolo Rose
La coltivazione delle rose: consigli utili freccemercoledì 28 maggio 2014

La coltivazione delle rose appassiona molti giardinieri, sia dilettanti che professionisti, solo che i primi in particolar modo non sanno  che le rose hanno bisogno di cure particolari dal momento che non sono  poco esigenti come altre piante. La loro coltivazione è quindi un po’ più impegnativa, ma ciò non toglie che facendo tesoro dei buoni consigli è possibile ottenete ottimi risultati. È necessario quindi essere particolarmente attenti nella loro coltivazione, munirsi anche degli attrezzi giusti, dei concimi più adatti, perché solo seguendo le corrette regole di coltivazione, è possibile godere dello splendore di certe rose, del loro profumo, dei loro colori. Una volta scelta la rosa che si vuole coltivare in giardino, è buona norma informarsi circa le sue caratteristiche ed esigenze in modo da poterla mettere in condizione di dare sempre il meglio di sé.

Come scegliere il sito giusto per il roseto
Le rose hanno bisogno di molto sole, per quanto esistano anche alcune rampicanti che possono vivere rigogliosamente anche su di un muro esposto a nord. Cresceranno bene nella maggior parte dei terreni, per quanto siano in verità poco adatte a quelli calcarei. Una terra di medio impasto è sotto tuti gli aspetti da ritenersi la migliore, per cui avendo un terreno leggero sarà necessario arricchirlo con humus nella più grande quantità possibile, mentre per i terreni pesanti sarà necessario aggiungere torba e altri materiali al fine di alleggerirli e di migliorarne il drenaggio. Quest’ultimo è assai importante perché nessuna rosa vive bene in condizione di eccessiva umidità del terreno. Alle rose si dovrebbe somministrare molta acqua perché possano fiorire bene, tuttavia sopravvivranno comunque meglio  con siccità piuttosto che con eccessiva acqua.

Scegliere una posizione aperta, me non ventosa e quindi evitare i luoghi tra le case dove il vento acquista velocità o posizioni ombreggiate, sotto gli alberi, dove le rose cresceranno alte e gracili alla ricerca del sole e dovranno lottare con le radici degli alberi per trovare sufficiente acqua e sostanze nutritizie. Il numero delle piante di rose necessario per popolare le aiuole dipenderà non soltanto dal budget di spesa, ma anche  dalle cultivar che si andranno a scegliere.

Come dato indicativo si può dire che una distanza media tra le piante di circa 45 cm è più che sufficiente per la maggior parte degli ibridi di rose Tea e Floribunda. Questa distanza permetterà una buona circolazione dell’aria e renderà l’irrorazione delle rose e il diserbo con la zappa non troppo complicato. Non piantare nuovamente rose in terreni dove siano state coltivate altre rose per qualche anno  perché la terra sarà diventata povera e le nuove rose non riusciranno bene. È necessari quindi sostituire la terra o scegliere un nuovo sito d’impianto. Se è necessario semplicemente sostituire una rosa che sia seccata in un’aiuola a roseto già esistente, è necessario preparare una buca di 45 cm di diametro, profonda 30 cm, e riempirla con terreno fresco.

La preparazione del terreno
Le rose sfoggeranno per 20 e più anni la loro bellezza, quindi il minimo che si possa fare è quello di assegnar loro il miglior posto possibile in giardino. La sua preparazione varierà a seconda del tipo di terra. In casi estremi, in cui per esempio il drenaggio sia pressoché inesistente e la terra sia inzuppata d’acqua, può essere necessario realizzare un buon drenaggio, o almeno aggiungere materiali che rendano il terreno più poroso. Le terre leggere, sabbiose, richiedono un trattamento opposto, e per quanto un buon drenaggio sia indispensabile, ci vorrà un giusto equilibrio tra questa condizione e una certa capacità di trattenere l’acqua.

Le radici hanno bisogno sia di aria, sia di acqua, il che costituisce la ragione per cui i terreni pesanti vanno scassati a fondo e resi più friabili. Lo scasso si dovrebbe realizzare con una doppia vangatura, con l’avvertenza di mantenere in alto la terra più fertile. È bene mettere sul fondo dei solchi delle zolle erbose, aggiungendo del concime ben maturo, foglie, torba o letame, o un miscuglio composto da tutti questi materiali. L’operazione di vangatura e di concimazione dovrebbero essere completata in settembre, quasi tre mesi prima dell’impianto delle rose, in modo che la terra abbia tutto il tempo di assestarsi
Un chilogrammo e mezzo di gesso (solfato di calcio) per metro quadrato, aggiunto sul fondo di ciascun solco con doppia vangatura, contribuirà a migliorare un suolo argilloso, anche se in un tempo piuttosto lungo.

In terreni molto leggeri, sabbiosi, non sarà necessaria la doppia vangatura in quanto sia l’acqua che le radici possono penetrarvi facilmente,  altrimenti si correrebbe il rischio che l’acqua possa scorrere via ancor più facilmente senza dare quindi il giusto nutrimento alle radici. In questi casi la sola cosa da fare è aggiungere uno strato di humus in superficie. Se il terreno del giardino è caratterizzato dalla presenza di calcare solido, ricoperto da pochi centimetri di terreno,  sarà necessario estrarre il calcare per una profondità di almeno 45 cm e aggiungere molta torba in sostituzione. Le rose vegetano meglio in terreno leggermente acido, con pH compreso tra 6,5 e 6,5.

Quando e come fare l’impianto del roseto
Il mese migliore per l’impianto delle rose è novembre in quanto la terra sarà ancora abbastanza tiepida così che le radici si possano sistemare bene. Nel  caso in cui si dovesse attendere ancora qualche giorno prima della messa dimora delle piante perché la terra è gelata, cosa improbabile i quel periodo dell’anno, o perché inzuppata d’acqua in seguito a piogge prolungate, non bisogna estrarre le rose dai contenitori, ma sarà opportuno riporle in un luogo fresco dove non siano possibili gelate. Comunque è sempre meglio piantarle anche provvisoriamente appena possibile e appena le condizioni climatiche lo consentono. Per  far ciò, togliere le rose dai contenitori e sistemarle in un solco in un angolo libero del giardino, in modo che la terra copra le radici per almeno 15 cm. Esse possono rimanere in questa condizione per alcune settimane, ma sarà meglio sistemarle a dimora definitiva il più presto possibile.

Sia che vengano sistemate temporaneamente sia che siano messe definitivamente a dimora, esaminare attentamente le piante appena le si tolgono dai contenitori. Controllare le loro etichette per accertarsi che le cultivar corrispondano a quelle ordinate. Questa è una operazione che va sempre fatta considerando che le rose, soprattutto poi se si desiderano cultivar poco diffuse, vengono solitamente ordinate per corrispondenza. Le piante dovrebbero avere almeno due fusti sani, dello spessore almeno di una matita, con la corteccia priva di rugosità. Alla giuntura tra l’apparato radicale e il fusto, il colletto per intenderci, questo dovrebbe avere un diametro di almeno 16 mm e si dovrebbe presentare un buon sistema radicale con radici fibrose.

Tagliare tutte le foglie presenti sugli steli e recidere questi nel caso in cui presentino segni di malattie o siano rotti, fino ad un certo punto al di sotto della parte danneggiata. Accorciare le radici troppo fitte e lunghe di un terzo, ciò contribuirà a far crescere radici più sottili. Per fare queste operazioni è necessario servirsi di una cesoia con le lame perfettamente pulite e, possibilmente, disinfettate, così da non correre il rischio di trasmettere qualche malattia crittogamica alle nuove rose. Nel caso in cui le piante sembrino troppo asciutte, sistemarle in un secchio d’acqua per almeno un’ora. Mentre esse assorbono l’acqua, si può preparare il miscuglio per l’impianto il quale servirà a dare alle rose un buon avvio.

Ne occorrerà un’abbondante palettata per ogni  rosa e dovrà essere composto da parti uguali di torba e di terra, con una manciata di farina di ossa e di fertilizzante aspecifico per le  rose. Per manipolare il fertilizzante è consigliabile usare i guanti.  Quando si scava la buca per interrare la pianta, è bene farla grande in modo che si possano sistemare bene le radici ben distese e di profondità sufficiente a che il colletto rimanga a 12-15 mm sotto  il livello della terra. Trasportare il secchio nel quale è stata messa  eventualmente precedentemente a mollo la rosa vicino all’aiuola dove dovrà essere interrata in modo da poterle togliere dall’acqua senza che esse asciughino.

Mettere la prima rosa nella buca, distendere bene le radici e controllare il livello, disponendo una canna di traverso alla buca. Sulle radici gettare una palettata del miscuglio precedentemente preparato, compattarlo leggermente, quindi riempire la buca con il terreno, compattando il tutto in modo deciso. Per finire, presso ogni rosa, versare almeno 8 litri d’acqua, il contenuto di un normale annaffiatoio. Dopo alcune settimane sarà opportuno compattare nuovamente il terreno attorno a ciascuna rosa, in modo particolare nel caso in cui l’azione del gelo l’abbia smossa.

Le rose rampicanti
Le rose rampicanti, per esempi contro un muro della casa, dove la terra sicuramente è decisamente più asciutta, necessitano di un trattamento diverso. Piantarle ad almeno 45 cm di distanza dal muro, e da questo tenere ben lontane le radici facendole rivolgere verso la terra più umida. Se la piante sono abbastanza alte, è necessario legarle a dei tutori per evitare che il vento ne provochi la caduta.




Se ti è piaciuto l'articolo Diventa fan Clicca su