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La piscina interrata in cemento e i costi di mantenimento freccemercoledì 11 maggio 2011

La piscina interrata in cemento è senza dubbio la scelta migliore in quanto consente di poter contare su di una struttura resistente e della durata pressochè illimitata. Questo, ovviamente, sempre che sia stata costruita a regola d'arte, da personale specializzato, e non ricorrendo al quasi sempre ottimo fai-da-te che, in questo caso, è poco raccomandabile.

Il primo problema da affrontare sono i permessi, problema del quale abbiamo accennato in un precedente articolo, ma che comunque è meglio riassumere. Innanzi tutto è consigliabile rivolgersi agli uffici comunali per assicurarsi che non esistano vincoli paesaggistici o di altra natura, prima di fare alcunchè. Una volta appurata l'assenza di vincoli, sarà necessario inoltrare una D.I.A. Denuncia inizio attività, sempre che la piscina da realizzare possa configurarsi come intervento pertinenziale il cui volume non sia superiore al 20% del volume della casa, inteso come edificio principale. La D.I.A. deve essere presentata a cura di un professionista abilitato, architetto, ingegnere o geometra (se in cemento armato i geometri non potrebbero essere abilitati al calcolo della struttura), e il comune ha tempo 30 giorni per opporsi eventualmente alla costruzione, motivando ovviamente l'eventuale diniego. Passati i 30 gg in assenza di comunicazioni da parte del comune, è possibile iniziare i lavori.

Una volta messa a posto la questione burocratica, ci si potrà dedicare alla scelta dei materiali, della localizzazione e della forma, oltre, ovviamente, alla ditta specializzata che dovrà effettuare i lavori. Lo scavo va eseguito assolutamente su terreno stabile e non di riporto. In molti casi si sono realizzate piscine anche su terreni instabili, ma sempre dietro una preparazione particolare come, per esempio, una palificazione in grado di reggere il peso della struttura, acqua compresa, particolare da non sottovalutare. Terminato lo scavo che deve essere perfettamente livellato, sarà possibile realizzare la soletta in calcestruzzo armato di almeno 15-25 cm  di spessore, avendo cura di predisporre gli ancoraggi per i ferri che armeranno le pareti. Quando si effettua lo scavo, sarà necessario calcolare almeno 1 metrro in più, ovvero lo spazio occorrente per le pareti perimetrali. Si dovranno poi armare le cassaforme per il getto di calcestruzzo delle pareti, prevedendo i  vari fori e predisponendo già le tubazioni per il filtraggio della piscina. Importante è da considerare la presa d'acqua di fondo, che servirà anch'essa per il filtraggio dell'acqua, ma soprattutto per l'eventuale svuotamento della piscina. Curare con molta attenzione il posizionamento, la protezione e l'accessibilità al tubo che andrà posizionato sotto la soletta perchè non vi sarebbe cosa peggiore di uno schiacciamento di questo tubo con inevitabile malfunzionamento o, peggio ancora, con una perdita d'acqua. Quindi, assicurarsi sempre che questo tubo sia accessibile.

Una volta terminata la struttura, sarà la volta della celta del materiale per il rivestimento interno della piscina. Il più comodo, pratico e veloce è senza dubbio il telo in liner, semplice da posare, ma che assicura una durata media di 10-12 anni, dopo di che andrà sostituito. Una soluzione, potremmo dire, definitiva è il rivestimento in klinker, soluzione duratura a patto che la posa e l'impermeabilizzazione sottostante siano fatte a regola d'arte e con materiali di assoluta qualità.

In alternativa al cemento armato, per le pareti si possono usare anche i blocchi prefabbricati Isoblock, che assicurano un miglior isolamento termico e una più rapida realizzazione, a scapito della solidità, che comunque sarebbe più che accettabile. Tali blocchi, formati da un parte di polistirene espanso, vanno poi riempiti con calcestruzzo magro, per garantire appunto la solidità della struttura. Anche in questo caso è possibile scegliere entrambi i materiali di rivestimento citati in precedenza, anche se sarebbe più opportuno scegliere il liner.

Bisogna poi considerare il gruppo  filtrante, gli skimmer e tutti gli altri accessori utili, o meglio, indispensabili al normale funzionamento della piscina. Il consiglio personale è quello di prevedere 2 pompe da collegare al gruppo di filtraggio, giusto per scongiurare il rischio di rimanere il 15 agosto, con tutti in ferie, con la piscina inutilizzabile perchè l'acqua non può essere filtrata a causa di un guasto della pompa. Per calcolare il costo dell'energia elettrica che si dovrà affrontare per il mantenimento della piscina, bisogna considerare che una piscina di 4x8 metri, con profondità media di 1,5 metri,  necessita di almeno 4 ore di filtraggio nell'arco della giornata, delle quali 2 anche di notte, a costi quindi ridotti, e 2 di giorno. Conoscendo il consumo della pompa in uso, è facile calcolare il costo dell'energia che si andrà ad utilizzare. Nella pesa di energia elettrica, va considerata anche almeno un'altra ora al giorno per la pulizia della piscina, se questa viene effettuata a mano. La spesa se si una un pulitore automatico è quasi identica.

Ultima cosa da considerare, ma solo in ordine di esposizione e non certamente di importanza, è la spesa dei prodotti per la purificazione dell'acqua. Ogni giorno, almeno un'ora prima dell'utilizzo della piscina, si dovrà controllare il livello di cloro e il PH, e aggiungere sempre, ogni giorno, la giusta dose di prodotti per mantenere l'acqua perfettamente purificata.
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La piscina interrata in cemento è senza dubbio la scelta migliore in quanto consente di poter contare su di una struttura resistente e della durata pressochè illimitata. Questo, ovviamente, sempre che sia stata costruita a regola d'arte, da personale specializzato, e non ricorrendo al quasi sempre ottimo fai-da-te che, in questo caso, è poco raccomandabile.

Il primo problema da affrontare sono i permessi, problema del quale abbiamo accennato in un precedente articolo, ma che comunque è meglio riassumere. Innanzi tutto è consigliabile rivolgersi agli uffici comunali per assicurarsi che non esistano vincoli paesaggistici o di altra natura, prima di fare alcunchè. Una volta appurata l'assenza di vincoli, sarà necessario inoltrare una D.I.A. Denuncia inizio attività, sempre che la piscina da realizzare possa configurarsi come intervento pertinenziale il cui volume non sia superiore al 20% del volume della casa, inteso come edificio principale. La D.I.A. deve essere presentata a cura di un professionista abilitato, architetto, ingegnere o geometra (se in cemento armato i geometri non potrebbero essere abilitati al calcolo della struttura), e il comune ha tempo 30 giorni per opporsi eventualmente alla costruzione, motivando ovviamente l'eventuale diniego. Passati i 30 gg in assenza di comunicazioni da parte del comune, è possibile iniziare i lavori.

Una volta messa a posto la questione burocratica, ci si potrà dedicare alla scelta dei materiali, della localizzazione e della forma, oltre, ovviamente, alla ditta specializzata che dovrà effettuare i lavori. Lo scavo va eseguito assolutamente su terreno stabile e non di riporto. In molti casi si sono realizzate piscine anche su terreni instabili, ma sempre dietro una preparazione particolare come, per esempio, una palificazione in grado di reggere il peso della struttura, acqua compresa, particolare da non sottovalutare. Terminato lo scavo che deve essere perfettamente livellato, sarà possibile realizzare la soletta in calcestruzzo armato di almeno 15-25 cm  di spessore, avendo cura di predisporre gli ancoraggi per i ferri che armeranno le pareti. Quando si effettua lo scavo, sarà necessario calcolare almeno 1 metrro in più, ovvero lo spazio occorrente per le pareti perimetrali. Si dovranno poi armare le cassaforme per il getto di calcestruzzo delle pareti, prevedendo i  vari fori e predisponendo già le tubazioni per il filtraggio della piscina. Importante è da considerare la presa d'acqua di fondo, che servirà anch'essa per il filtraggio dell'acqua, ma soprattutto per l'eventuale svuotamento della piscina. Curare con molta attenzione il posizionamento, la protezione e l'accessibilità al tubo che andrà posizionato sotto la soletta perchè non vi sarebbe cosa peggiore di uno schiacciamento di questo tubo con inevitabile malfunzionamento o, peggio ancora, con una perdita d'acqua. Quindi, assicurarsi sempre che questo tubo sia accessibile.

Una volta terminata la struttura, sarà la volta della celta del materiale per il rivestimento interno della piscina. Il più comodo, pratico e veloce è senza dubbio il telo in liner, semplice da posare, ma che assicura una durata media di 10-12 anni, dopo di che andrà sostituito. Una soluzione, potremmo dire, definitiva è il rivestimento in klinker, soluzione duratura a patto che la posa e l'impermeabilizzazione sottostante siano fatte a regola d'arte e con materiali di assoluta qualità.

In alternativa al cemento armato, per le pareti si possono usare anche i blocchi prefabbricati Isoblock, che assicurano un miglior isolamento termico e una più rapida realizzazione, a scapito della solidità, che comunque sarebbe più che accettabile. Tali blocchi, formati da un parte di polistirene espanso, vanno poi riempiti con calcestruzzo magro, per garantire appunto la solidità della struttura. Anche in questo caso è possibile scegliere entrambi i materiali di rivestimento citati in precedenza, anche se sarebbe più opportuno scegliere il liner.

Bisogna poi considerare il gruppo  filtrante, gli skimmer e tutti gli altri accessori utili, o meglio, indispensabili al normale funzionamento della piscina. Il consiglio personale è quello di prevedere 2 pompe da collegare al gruppo di filtraggio, giusto per scongiurare il rischio di rimanere il 15 agosto, con tutti in ferie, con la piscina inutilizzabile perchè l'acqua non può essere filtrata a causa di un guasto della pompa. Per calcolare il costo dell'energia elettrica che si dovrà affrontare per il mantenimento della piscina, bisogna considerare che una piscina di 4x8 metri, con profondità media di 1,5 metri,  necessita di almeno 4 ore di filtraggio nell'arco della giornata, delle quali 2 anche di notte, a costi quindi ridotti, e 2 di giorno. Conoscendo il consumo della pompa in uso, è facile calcolare il costo dell'energia che si andrà ad utilizzare. Nella pesa di energia elettrica, va considerata anche almeno un'altra ora al giorno per la pulizia della piscina, se questa viene effettuata a mano. La spesa se si una un pulitore automatico è quasi identica.

Ultima cosa da considerare, ma solo in ordine di esposizione e non certamente di importanza, è la spesa dei prodotti per la purificazione dell'acqua. Ogni giorno, almeno un'ora prima dell'utilizzo della piscina, si dovrà controllare il livello di cloro e il PH, e aggiungere sempre, ogni giorno, la giusta dose di prodotti per mantenere l'acqua perfettamente purificata.
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