articolo Arredo giardino Piscine
Come scegliere la piscina per il nostro giardino freccevenerdì 22 aprile 2011

Se si è deciso di sistemare una piscina nel proprio giardino e, ovviamente, se ne ha la possibilità, sarà necessario scegliere la soluzione che più si adatta, non solo alle nostre esigenze, ma amche alle nostre possibilità economiche.
Il primo ostacolo da superare,  che certamente in buona misura è fortemente condizionante nella scelta, è quello relativo ai permessi. Se si sceglie una piscina interrata, sia che sia in muratura o cemento armato o, ancora, prefabbricata, è necessario il permesso perchè altrimenti si commetterebbe un abuso edilizio, che potrebbe essere sanzionato sia economicamente sia con il ripristino dello stato dei luoghi, ovviamente il tutto a spese di chi ha commesso l'abuso.
La normativa vigente prevede che, per ottenere il permesso di costruire una piscina interrata, è necessario presentare una richiesta all'ufficio competente del Comune di appartenenza, richiesta corredata da progetto redatto da un professionista che tenga, ovviamente, anche conto dello smaltimento delle acque. Questo è necessariuo in quanto, non solo in caso di svuotamento della struttura, ma anche tutti i giorni, quando si provvede alla pulizia, parte dell'acqua andrà perduta e questo nel momento in cui si provvede al lavaggio periodico dei filtri.
Se entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, il Comune non da alcuna comunicazione vale, praticamenmte, il concetto del silenzio-assenso, per cui è possibile iniziare i lavori.
Va comunque detto che il Comune potrebbe anche chiedere una documentazione aggiuntiva, e ciò potrebbe allungare i tempi per la realizzazione. Ultima cosa, potrebbe capitare che in località soggette a vincolo urbanistico, paesaggistico o idrogeologico, il Comune non dia il permesso, o, nell'ipotesi migliore, potrebbe dare delle indicazioni vincolanti sulla forma, colore e rivestimento.
Una volta assolta questa incombenza, sarà possibile procedere ai lavori, sempre che si sia optato per una piscina interrata.
Esistono, infatti, varie tipologie di piscine. Si va, appunto, da quelle interrate, a quelle parzialmente fuori-terra, a quelle completamente fuori-.terra, alle smontabili e alle gonfiabili.

Le piscine interrate
Sono quelle che danno le migliori soddisfazioni in tutti i sensi, anche se ovviamente sono anche quelle dal costo più elevato Va detto, per fugare ogni possibile idea velleitaria, che per fare una piscina interrata è assolutamente necesario rivolgersi ad una ditta specializzata, che sarà in grado di portare a termine i lavori nel modo migliore possibile, fornendo anche una garanzia, che si deve assolutamente pretendere anche per iscritto, che la vincola ad eventuali guasti, malfunzionamenti, o danni di una certa consistenza.
Tra le interrate, ancora, vi è una possibilità di scelta notevole. La piscina sicuramente a prova di tutto, purchè sia stata realizzata a regola d'arte, è certamente quella in calcestruzzo armato, di lunghissima durata, praticamente senza un limite temporale. Ha inoltre il vantaggio di non avere nessun vincolo relativamente alle sue misure, per cui la si può fare delle dimensioni e profondità volute, senza problemi, a parte ovviamente quello economico. Perchè bisogna ricordarsi che, a parte il costo iniziale, bisogna mettere anche in conto il costo di gestione. Un conto è filtrare, poniamo, 20 metri cubi d'acqua e tutt'altra cosa è doverne filtrare quotidianamente 100.
Esistono anche le piscine coperte, all'interno dell'abitazione, ma le citiamo solo per completezza in quanto non rientrano certamente nell'interesse dei più. Si tratta di solito di piscine adatte a strutture alberghiere.
Vi è poi la piscina im muratura, che ha si il fondo in calcestruzzo, praticamente un vero e proprio solaio, ma ha le pareti in elementi prefabbricati forati che poi andranno riempiti e rivestiti. Anche questa è una buona soluzione, anche se di consistenza effettivamente leggermente inferiore.
Questi due tipi di strutture possono essere rivestite internamente sia con piastrelle che con un telo presaldato a misura in PVC o altro materiale plastico. Qui è solo un problema di scelta personale, anche se il rivestimento con il telo avrà una durata minore e, prima o poi, andrà sostituito.
Esistono anche le bio-piscine, che si potrebbero paragonare a dei veri e propri laghetti o grandi stagni, per la cui trattazione è necessario un articolo a parte.
Vi sono poi le piscine prefabbricate che sono realizzate in pannelli di acciaio trattato anticorrosione, che vanno sistemati sempre su di una soletta, come quella precedente, in quanto i pannelli servono solo per le pareti della piscina. Anche in questo caso si ha una certa libertà di scelta sia per le dimensioni che per la forma, mentre generalmente la profondità non sarà superiore ai 3 metri. Anche questa struttura, una volta montata, andrà rivestita internamente con un telo che aderirà perfettamente alla superficie dei pannelli.
Esistono, infine, le piscine prefabbricate in vetroresina. Si tratta di una struttura monoblocco che ha dei limiti dal punto di vista delle dimensioni, limiti soprattutto legati al trasporto.

Piscine parzialmente fuori-terra
Si tratta per lo più di strutture prefabbricate, che essendo parzialmente interrate, necessitano anch'esse dei permessi relativi. Sono ralizzate con strutture in acciaio, come quelle desctritte precedentemente, in alluminio o anche in legno, e ovviamente hanno una durata decisamente inferiore rispetto ad una piscina interrata in muratura. Si tratta della classica soluzione più economica che consente di avere un proprio angolo azzurro nel proprio giardino.

Piscine fuori-terra
Sono la soluzione economica alla quale si ricorre quando non vi la possibilità di avere i permessi di costruzione dal Comune di appartenenza. Ovviamente, oltre che per questo motivo, la scelta è condizionata anche da ragioni economiche che rendono questo tipo di piscina praticamente alla portata di tutte le tasche, se si considera che, per una struttura di qualità e di dimensioni più che sufficienti ad un uso familiare, una cifra compresa tra i 2500 e i 5000 €, sarà più che sufficiente.
Queste vanno dalle piscine in materiale plastico, sorrette da una struttura in legno o metallo, che vanno montate e smontate ad inizio e fine stagione, a quelle gonfiabili, e non ci riferiamo a quelle giocattolo, bensì ad alcune realizzazione di dimensioni più che decenti per un uso familiare.
Non vi è che l'imbarazzo della scelta.

Trovare la sistemazione
Fatta la scelta, sarà necessario trovare la giusta collocazione della struttura, valutando tutti i pro e i contro. Naturalmente la piscina non è come una stagno, deve essere in pieno sole per ovvi motivi. Inoltre deve poter disporre, nelle immediate vicinanze, di una seria di allaciamenti ad utenze quali l'acqua, la luce e lo scarico fognario. Si tenga presente che, a causa delle presenza del cloro, lo scarico non deve confluire con le acque reflue bensì con quelle, così dette, nere.


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Se si è deciso di sistemare una piscina nel proprio giardino e, ovviamente, se ne ha la possibilità, sarà necessario scegliere la soluzione che più si adatta, non solo alle nostre esigenze, ma amche alle nostre possibilità economiche.
Il primo ostacolo da superare,  che certamente in buona misura è fortemente condizionante nella scelta, è quello relativo ai permessi. Se si sceglie una piscina interrata, sia che sia in muratura o cemento armato o, ancora, prefabbricata, è necessario il permesso perchè altrimenti si commetterebbe un abuso edilizio, che potrebbe essere sanzionato sia economicamente sia con il ripristino dello stato dei luoghi, ovviamente il tutto a spese di chi ha commesso l'abuso.
La normativa vigente prevede che, per ottenere il permesso di costruire una piscina interrata, è necessario presentare una richiesta all'ufficio competente del Comune di appartenenza, richiesta corredata da progetto redatto da un professionista che tenga, ovviamente, anche conto dello smaltimento delle acque. Questo è necessariuo in quanto, non solo in caso di svuotamento della struttura, ma anche tutti i giorni, quando si provvede alla pulizia, parte dell'acqua andrà perduta e questo nel momento in cui si provvede al lavaggio periodico dei filtri.
Se entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, il Comune non da alcuna comunicazione vale, praticamenmte, il concetto del silenzio-assenso, per cui è possibile iniziare i lavori.
Va comunque detto che il Comune potrebbe anche chiedere una documentazione aggiuntiva, e ciò potrebbe allungare i tempi per la realizzazione. Ultima cosa, potrebbe capitare che in località soggette a vincolo urbanistico, paesaggistico o idrogeologico, il Comune non dia il permesso, o, nell'ipotesi migliore, potrebbe dare delle indicazioni vincolanti sulla forma, colore e rivestimento.
Una volta assolta questa incombenza, sarà possibile procedere ai lavori, sempre che si sia optato per una piscina interrata.
Esistono, infatti, varie tipologie di piscine. Si va, appunto, da quelle interrate, a quelle parzialmente fuori-terra, a quelle completamente fuori-.terra, alle smontabili e alle gonfiabili.

Le piscine interrate
Sono quelle che danno le migliori soddisfazioni in tutti i sensi, anche se ovviamente sono anche quelle dal costo più elevato Va detto, per fugare ogni possibile idea velleitaria, che per fare una piscina interrata è assolutamente necesario rivolgersi ad una ditta specializzata, che sarà in grado di portare a termine i lavori nel modo migliore possibile, fornendo anche una garanzia, che si deve assolutamente pretendere anche per iscritto, che la vincola ad eventuali guasti, malfunzionamenti, o danni di una certa consistenza.
Tra le interrate, ancora, vi è una possibilità di scelta notevole. La piscina sicuramente a prova di tutto, purchè sia stata realizzata a regola d'arte, è certamente quella in calcestruzzo armato, di lunghissima durata, praticamente senza un limite temporale. Ha inoltre il vantaggio di non avere nessun vincolo relativamente alle sue misure, per cui la si può fare delle dimensioni e profondità volute, senza problemi, a parte ovviamente quello economico. Perchè bisogna ricordarsi che, a parte il costo iniziale, bisogna mettere anche in conto il costo di gestione. Un conto è filtrare, poniamo, 20 metri cubi d'acqua e tutt'altra cosa è doverne filtrare quotidianamente 100.
Esistono anche le piscine coperte, all'interno dell'abitazione, ma le citiamo solo per completezza in quanto non rientrano certamente nell'interesse dei più. Si tratta di solito di piscine adatte a strutture alberghiere.
Vi è poi la piscina im muratura, che ha si il fondo in calcestruzzo, praticamente un vero e proprio solaio, ma ha le pareti in elementi prefabbricati forati che poi andranno riempiti e rivestiti. Anche questa è una buona soluzione, anche se di consistenza effettivamente leggermente inferiore.
Questi due tipi di strutture possono essere rivestite internamente sia con piastrelle che con un telo presaldato a misura in PVC o altro materiale plastico. Qui è solo un problema di scelta personale, anche se il rivestimento con il telo avrà una durata minore e, prima o poi, andrà sostituito.
Esistono anche le bio-piscine, che si potrebbero paragonare a dei veri e propri laghetti o grandi stagni, per la cui trattazione è necessario un articolo a parte.
Vi sono poi le piscine prefabbricate che sono realizzate in pannelli di acciaio trattato anticorrosione, che vanno sistemati sempre su di una soletta, come quella precedente, in quanto i pannelli servono solo per le pareti della piscina. Anche in questo caso si ha una certa libertà di scelta sia per le dimensioni che per la forma, mentre generalmente la profondità non sarà superiore ai 3 metri. Anche questa struttura, una volta montata, andrà rivestita internamente con un telo che aderirà perfettamente alla superficie dei pannelli.
Esistono, infine, le piscine prefabbricate in vetroresina. Si tratta di una struttura monoblocco che ha dei limiti dal punto di vista delle dimensioni, limiti soprattutto legati al trasporto.

Piscine parzialmente fuori-terra
Si tratta per lo più di strutture prefabbricate, che essendo parzialmente interrate, necessitano anch'esse dei permessi relativi. Sono ralizzate con strutture in acciaio, come quelle desctritte precedentemente, in alluminio o anche in legno, e ovviamente hanno una durata decisamente inferiore rispetto ad una piscina interrata in muratura. Si tratta della classica soluzione più economica che consente di avere un proprio angolo azzurro nel proprio giardino.

Piscine fuori-terra
Sono la soluzione economica alla quale si ricorre quando non vi la possibilità di avere i permessi di costruzione dal Comune di appartenenza. Ovviamente, oltre che per questo motivo, la scelta è condizionata anche da ragioni economiche che rendono questo tipo di piscina praticamente alla portata di tutte le tasche, se si considera che, per una struttura di qualità e di dimensioni più che sufficienti ad un uso familiare, una cifra compresa tra i 2500 e i 5000 €, sarà più che sufficiente.
Queste vanno dalle piscine in materiale plastico, sorrette da una struttura in legno o metallo, che vanno montate e smontate ad inizio e fine stagione, a quelle gonfiabili, e non ci riferiamo a quelle giocattolo, bensì ad alcune realizzazione di dimensioni più che decenti per un uso familiare.
Non vi è che l'imbarazzo della scelta.

Trovare la sistemazione
Fatta la scelta, sarà necessario trovare la giusta collocazione della struttura, valutando tutti i pro e i contro. Naturalmente la piscina non è come una stagno, deve essere in pieno sole per ovvi motivi. Inoltre deve poter disporre, nelle immediate vicinanze, di una seria di allaciamenti ad utenze quali l'acqua, la luce e lo scarico fognario. Si tenga presente che, a causa delle presenza del cloro, lo scarico non deve confluire con le acque reflue bensì con quelle, così dette, nere.


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