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Cycas, la regina dei piccoli giardini freccegiovedì 7 febbraio 2013

La Cycas, che potremmo definire la regina dei piccoli giardini e dei balconi di città, è una pianta perenne sempreverde, della famiglia delle Cycadaceae, di dimensioni variabili visto che può raggiungere anche i 12 metri di altezza, ma solitamente si mantiene entro i 2-3 metri. La famiglia delle Cycadaceae, costituita da piante Gimnosperme, è una delle più interessanti botanicamente, perché rappresenta in un certo senso, il punto di congiunzione tra le Pteridofite e le Fanerogame. Consultare la scheda della pianta con le varie specie.
Morfologicamente il loro aspetto si avvicina parecchio alle felci arboree, ma anche alle palme, avendo come queste uno stipite, fusto, semplice e ben poco ramificato, piuttosto grosso e tozzo, culminante con un ciuffo di foglie e rivestito dai residui dei piccioli delle foglie morte e da scaglie intercalate. La struttura del legno, anatomicamente,  si accosta invece più alle Conifere, essendo assenti, nel legno secondario, le trachee e presenti le sole tracheidi.

Il modo di accrescimento  delle Cycadaceae non è uniforme per tutte dal momento che attorno ad un grosso midollo centrale si ha inizialmente, nello stipite, un unico anello di fasci collaterali che in alcuni generi si accresceranno normalmente, mentre in altri questo non avviene, dando quindi vita a strati concentrici di legno. Le foglie si presentano pennate e anche bipennate, sempre assai grandi, sempreverdi, di consistenza coriacea e persistono per diversi anni.
Le Cycadaceae dono dioiche, con piante maschili che producono infiorescenze terminali, spesso molto voluminose, che ricordano lo strobilo delle Conifere, munite di foglie squamiformi o peltate, con numerosi sacchi pollinici, mentre le infiorescenze femminili sono costituite da foglie più o meno ridotte, talvolta squamiformi e portanti al margine da 2 a 8 ovuli nudi. I fiori sono sempre unisessuali, dioici e aclamidi, mentre l’ovulo possiede u solo tegumento di tre strati di tessuto, con la camera pollinica posta all’apice.

I frutti delle Cycadaceae sono portati da foglie assai ridotte, spesso squamiformi, che proteggono i semi e sono caratterizzati da un tegumento esternamente carnoso, sovente di colore rosso, mentre la parte interna è assai dura.
La famiglia delle Cycadaceae è suddivisa i nove generi, con oltre novanta specie distribuite per lo più nelle regioni calde e di queste, soltanto il genere Cycas è alquanto diffuso da noi in coltura, questo perché è un genere meno sensibile agli sbalzi di temperatura tipici del nostro clima, tanto che nella riviera ligure e ancor più in Sardegna e in Sicilia è solitamente coltivata all’aperto con ottimi risultati. Ma anche in altre regioni, dove il freddo invernale non raggiunge temperature estremamente rigide, le Cycas prosperano tranquillamente, perché in gradi di resistere tranquillamente anche a qualche grado sotto lo zero,  ma solo per brevi periodi.

Si ricorda di un esemplare di Cyca revoluta, la più comune, dimenticato all’aperto durante l’inverno del 1959, in provincia di asti, il quale pur essendo stato esposto a temperature anche inferiori a -10° per parecchie settimane, non morì. Infatti, le sue foglie, in primavera, prima si annerirono e poi seccarono completamente così che il fusto fu tolto dal vaso e buttato tra la legna da ardere. Ma la pianta non ne voleva sapere di fare quella fine e in luglio, all’apice del fusto, rispuntarono nuove foglie, per cui fu rinvasato e tutt’ora vive e vegeta nelle serre del Giardino Botanico REA di Val Sangone, in Piemonte.
La riproduzione delle Cycas è in molte specie affidata alla propagazione per seme che viene attuata in terriccio ben drenato costituito da sabbia e torba, in serra calda. Altre volte, dalla base della pianta o anche lungo il fusto si formano dei rigetti, prima simili ad escrescenze ovoidali, poi emettenti alla sommità il primo ciuffo di foglie o anche una sola foglia. Questi polloni possono essere asportati dal fusto o dalla base della pianta e invasati in un terriccio analogo a quello di semina.

Le Cycas preferiscono esposizioni non troppo soleggiate che ripetano in sostanza l’ambiente discretamente ombroso nel quale vivono in natura. Tutte le Cycadaceae, e quindi anche le nostre Cycas, prediligono un terreno piuttosto leggero e perfettamente drenato. Un ottimo terriccio potrebbe essere costituito da un terzo di torba grossolana, un terzo di buona terra da giardino e un terzo da terriccio di foglie. Le cure culturali richeste dalle Cycas sono decisamente ridotte.  Durante la stagione calda preferiscono essere tenute moderatamente, ma costantemente, in condizioni di umidità per cui nebulizzazioni sulle foglie, sempre in estate, sono utili, ma dovranno essere effettuate o dopo il tramonto o di primo mattino, per evitare macchie sulle foglie dovute alle goccioline d’acqua che sotto i raggi del sole si trasformano in vere e proprie lenti d’ingrandimento, provocando ustioni ai tessuti delle foglie.

Piante decisamente resistenti, sono anche poco attaccate dalle malattie. Qualche danno lo possono subire dalle cocciniglie che si insediano lungo le nervature della pagina inferiore delle foglie, per cui nel momento in cui ci si accorge della loro presenza, è bene intervenire.
Non tutti gli anni, generalmente ogni due, le Cycas mettono nuove foglie e quando un nuovo cerchio di foglie si sviluppa, l’ultimo inferiore tende un poco alla volta a ingiallire e quindi a morire. È buona norma quando ciò accade, non aspettare che le foglie ingialliscano completamente, ma rimuoverle subito, così che le sostanze nutritizie possano essere completamente a diposizione della nuova vegetazione.

Se coltivate in vaso, le Cycas vanno travasate circa ogni 5 anni, provvedendo a questa operazione in marzo-aprile. Si estrae la pianta dal vecchio vaso senza smuovere troppo la terra trattenuta dalle radici e la si sistema in un vaso o mastello di legno di dimensioni leggermente più grandi del precedente. Si adagia lentamente la pianta sullo strado di terriccio già posto sul fondo del nuovo contenitore, facendo poi scorrere il terriccio tutto intorno alle radici sin oltre la metà del vaso, si pressa leggermente e si annaffia abbondantemente e, una volta che l’acqua sarà stata assorbita completamente, si  provvede ad aggiungere ulteriore terra fino a raggiungere il livello precedente alla base dello stipite o tronco.

Negli anni in cui non si effettua il travaso, sarà bene sostituire il terriccio superficiale, fino al punto in cui iniziano le radici, facendo attenzione a non toccarle. In questo modo si rifornisce la pianta di nuove sostanze nutritizie, metodo da preferirsi ad una concimazione normale. In tutti i casi, questa  va effettuata durante il periodo di piena vegetazione della Cycas e mai nel periodo di riposo e tanto meno nel periodo invernale. Prima di effettuare la fertilizzazione, bisogna annaffiare abbondantemente e poi la concentrazione del fertilizzante quella minima consigliata dalla casa produttrice del fertilizzante stesso,  dato che si trova sempre sulle confezioni. Inoltre, bisogna ricordarsi che le Cycas non vogliono terreno calcareo per cui dovranno essere evitati prodotti a base di calcio o comunque a reazione alcalina.


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Morfologicamente il loro aspetto si avvicina parecchio alle felci arboree, ma anche alle palme, avendo come queste uno stipite, fusto, semplice e ben poco ramificato, piuttosto grosso e tozzo, culminante con un ciuffo di foglie e rivestito dai residui dei piccioli delle foglie morte e da scaglie intercalate. La struttura del legno, anatomicamente,  si accosta invece più alle Conifere, essendo assenti, nel legno secondario, le trachee e presenti le sole tracheidi.

Il modo di accrescimento  delle Cycadaceae non è uniforme per tutte dal momento che attorno ad un grosso midollo centrale si ha inizialmente, nello stipite, un unico anello di fasci collaterali che in alcuni generi si accresceranno normalmente, mentre in altri questo non avviene, dando quindi vita a strati concentrici di legno. Le foglie si presentano pennate e anche bipennate, sempre assai grandi, sempreverdi, di consistenza coriacea e persistono per diversi anni.
Le Cycadaceae dono dioiche, con piante maschili che producono infiorescenze terminali, spesso molto voluminose, che ricordano lo strobilo delle Conifere, munite di foglie squamiformi o peltate, con numerosi sacchi pollinici, mentre le infiorescenze femminili sono costituite da foglie più o meno ridotte, talvolta squamiformi e portanti al margine da 2 a 8 ovuli nudi. I fiori sono sempre unisessuali, dioici e aclamidi, mentre l’ovulo possiede u solo tegumento di tre strati di tessuto, con la camera pollinica posta all’apice.

I frutti delle Cycadaceae sono portati da foglie assai ridotte, spesso squamiformi, che proteggono i semi e sono caratterizzati da un tegumento esternamente carnoso, sovente di colore rosso, mentre la parte interna è assai dura.
La famiglia delle Cycadaceae è suddivisa i nove generi, con oltre novanta specie distribuite per lo più nelle regioni calde e di queste, soltanto il genere Cycas è alquanto diffuso da noi in coltura, questo perché è un genere meno sensibile agli sbalzi di temperatura tipici del nostro clima, tanto che nella riviera ligure e ancor più in Sardegna e in Sicilia è solitamente coltivata all’aperto con ottimi risultati. Ma anche in altre regioni, dove il freddo invernale non raggiunge temperature estremamente rigide, le Cycas prosperano tranquillamente, perché in gradi di resistere tranquillamente anche a qualche grado sotto lo zero,  ma solo per brevi periodi.

Si ricorda di un esemplare di Cyca revoluta, la più comune, dimenticato all’aperto durante l’inverno del 1959, in provincia di asti, il quale pur essendo stato esposto a temperature anche inferiori a -10° per parecchie settimane, non morì. Infatti, le sue foglie, in primavera, prima si annerirono e poi seccarono completamente così che il fusto fu tolto dal vaso e buttato tra la legna da ardere. Ma la pianta non ne voleva sapere di fare quella fine e in luglio, all’apice del fusto, rispuntarono nuove foglie, per cui fu rinvasato e tutt’ora vive e vegeta nelle serre del Giardino Botanico REA di Val Sangone, in Piemonte.
La riproduzione delle Cycas è in molte specie affidata alla propagazione per seme che viene attuata in terriccio ben drenato costituito da sabbia e torba, in serra calda. Altre volte, dalla base della pianta o anche lungo il fusto si formano dei rigetti, prima simili ad escrescenze ovoidali, poi emettenti alla sommità il primo ciuffo di foglie o anche una sola foglia. Questi polloni possono essere asportati dal fusto o dalla base della pianta e invasati in un terriccio analogo a quello di semina.

Le Cycas preferiscono esposizioni non troppo soleggiate che ripetano in sostanza l’ambiente discretamente ombroso nel quale vivono in natura. Tutte le Cycadaceae, e quindi anche le nostre Cycas, prediligono un terreno piuttosto leggero e perfettamente drenato. Un ottimo terriccio potrebbe essere costituito da un terzo di torba grossolana, un terzo di buona terra da giardino e un terzo da terriccio di foglie. Le cure culturali richeste dalle Cycas sono decisamente ridotte.  Durante la stagione calda preferiscono essere tenute moderatamente, ma costantemente, in condizioni di umidità per cui nebulizzazioni sulle foglie, sempre in estate, sono utili, ma dovranno essere effettuate o dopo il tramonto o di primo mattino, per evitare macchie sulle foglie dovute alle goccioline d’acqua che sotto i raggi del sole si trasformano in vere e proprie lenti d’ingrandimento, provocando ustioni ai tessuti delle foglie.

Piante decisamente resistenti, sono anche poco attaccate dalle malattie. Qualche danno lo possono subire dalle cocciniglie che si insediano lungo le nervature della pagina inferiore delle foglie, per cui nel momento in cui ci si accorge della loro presenza, è bene intervenire.
Non tutti gli anni, generalmente ogni due, le Cycas mettono nuove foglie e quando un nuovo cerchio di foglie si sviluppa, l’ultimo inferiore tende un poco alla volta a ingiallire e quindi a morire. È buona norma quando ciò accade, non aspettare che le foglie ingialliscano completamente, ma rimuoverle subito, così che le sostanze nutritizie possano essere completamente a diposizione della nuova vegetazione.

Se coltivate in vaso, le Cycas vanno travasate circa ogni 5 anni, provvedendo a questa operazione in marzo-aprile. Si estrae la pianta dal vecchio vaso senza smuovere troppo la terra trattenuta dalle radici e la si sistema in un vaso o mastello di legno di dimensioni leggermente più grandi del precedente. Si adagia lentamente la pianta sullo strado di terriccio già posto sul fondo del nuovo contenitore, facendo poi scorrere il terriccio tutto intorno alle radici sin oltre la metà del vaso, si pressa leggermente e si annaffia abbondantemente e, una volta che l’acqua sarà stata assorbita completamente, si  provvede ad aggiungere ulteriore terra fino a raggiungere il livello precedente alla base dello stipite o tronco.

Negli anni in cui non si effettua il travaso, sarà bene sostituire il terriccio superficiale, fino al punto in cui iniziano le radici, facendo attenzione a non toccarle. In questo modo si rifornisce la pianta di nuove sostanze nutritizie, metodo da preferirsi ad una concimazione normale. In tutti i casi, questa  va effettuata durante il periodo di piena vegetazione della Cycas e mai nel periodo di riposo e tanto meno nel periodo invernale. Prima di effettuare la fertilizzazione, bisogna annaffiare abbondantemente e poi la concentrazione del fertilizzante quella minima consigliata dalla casa produttrice del fertilizzante stesso,  dato che si trova sempre sulle confezioni. Inoltre, bisogna ricordarsi che le Cycas non vogliono terreno calcareo per cui dovranno essere evitati prodotti a base di calcio o comunque a reazione alcalina.


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