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Recuperare e trasformare un vecchio tavolino freccelunedì 9 aprile 2018

Recuperare e trasformare un vecchio tavolino da salotto rimettendolo completamente a nuovo semplicemente ricoprendone la superficie con piastrelle in ceramica. Lo si potrebbe fare anche realizzando una nuova superficie in legno massello, semmai intagliato lungo i bordi, ma con le piastrelle in ceramica si può ottenere un tavolino più pratico, che non teme i danni provocati semmai da un po’ di caffè che vi può cadere sopra accidentalmente. 

Molto spesso i tavolini bassi usati nei salotti subiscono danni apparentemente irreparabili, poiché la superficie in legno viene accidentalmente graffiata, scheggiata o macchiata in modo tale che i difetti rimangono visibili nonostante tutti i tentativi messi in atto per eliminarli. I casi del genere è tuttavia possibile rimettere a nuovo la superficie nascondendo completamente i danni, cioè applicando su di essa un nuovo rivestimento di tipo adatto.

Per esempio, un vecchio tavolino con il piano di legno impiallacciato può essere rinnovato con un rivestimento costituito da piastrelle in ceramica, e qui non vi è che l’imbarazzo della scelta. Una soluzione del genere può essere adottata anche per recuperare mobili di altro tipo, basta solo un po’ di fantasia, e la soluzione si trova facilmente.

La prima cosa da fare è quella di misurare con cura le dimensioni del ripiano da ricoprire, per stabilire con esattezza il numero di piastrelle necessarie e le loro dimensioni. Per ottenere un buon risultato estetico è meglio utilizzare solo piastrelle intere, per cui queste vanno scelte con cura in base alle loro dimensioni, ricordando comunque che le misure del tavolo e quelle delle file di piastrelle differiscono di pochi centimetri è possibile aumentare o ridurre leggermente la larghezza delle giunzioni, le fughe, tra una piastrella e l’altra.

Dopo aver scelto con cura le piastrelle in base al proprio gusto personale e anche alle dimensioni, dopo averle acquistate occorre appoggiarle sul tavolo affiancandole l’una all’altra, in modo da poter misurare la larghezza degli spazi che rimangono scoperti lungo i due lati del tavolino. Ognuna delle due misure così ottenute deve essere divisa per il numero di piastrelle che completano la misura del lato corrispondente, e in tal modo si ricava esattamente la larghezza degli spazi da lasciare tra una piastrella e l’altra, spazi che verranno poi riempiti con lo stucco delle giunzione, le fughe appunto.

Si preparano quindi una serie di strisce di cartone di spessore uguale alla larghezza di ogni giunzione e di lunghezza di poco inferiore a quella dei lati delle piastrelle, strisce che andranno inserite tra le piastrelle durante il loro posizionamento e l’incollaggio delle stesse in modo da mantenere sempre la stessa dimensione della fuga. In commercio si trovano facilmente anche appositi distanziatori di plastica a croce di varie dimensioni proprio per mantenere sempre la stessa distanza durante la posa delle piastrelle o dei pavimenti.

La colla per incollare le piastrelle deve essere stesa sulla superficie da ricoprire con una apposita spatola dentellata, e lo strato di colla deve essere di spessore uniforme e costituito da strisce parallele. Eventuale colla in eccesso che cola dai bordi della superficie deve essere tolta subito, prima che cominci ad essiccare.  Le piastrelle incollate devono essere premute contro la superficie del tavolino con una tavoletta di legno dritta, meglio se di alluminio che sicuramente non presenta curvature di sorta, affinché rimangano tutte perfettamente piane e livellate. Le strisce di cartone, così come gli eventuali distanziatori in plastica più affidabili, vanno tolti subito dopo terminato il lavoro di incollaggio delle piastrelle, altrimenti potrebbero a loro volta rimanere incollate e sarebbe poi complicato rimuoverli senza danneggiare il posizionamento delle piastrelle. 

Dopo aver incollato tutte le piastrelle si fissa una cornice intorno ai quattro lati del tavolino, aiutandosi con piccoli chiodini in acciaio e colla vinilica, con le estremità tagliate a 45°. I chiodini, anche se neri e estremamente sottili tanto da essere appena visibili, vanno comunque ribattuti con un punteruolo in modo da conficcare la loro testa sotto la superficie del legno, che poi andrà stuccata con gli appositi stucchi per legno, dello stesso colore di quello utilizzato, e infine livellato, una volta secco, con una carta vetrata a grana finissima.

Si provvede poi a riempire gli spazi tra una piastrella e l’altra, le fughe, con uno stucco apposito. Le fughe possono essere livellate con la superficie delle piastrelle e lisciate con una spugna, oppure leggermente incavate aiutandosi con un tondino di ferro o di legno del giusto diametro. Prima di lavare le piastrelle per eliminare le eventuali sbavature di colla o di stucco bisognerà aspettare che tutte le giunzioni siano perfettamente essiccate. Infine non resta che verniciare i listelli di legno fissati lungo i lati con una vernice di colore adatto o con una vernice protettiva trasparente. 


©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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Per esempio, un vecchio tavolino con il piano di legno impiallacciato può essere rinnovato con un rivestimento costituito da piastrelle in ceramica, e qui non vi è che l’imbarazzo della scelta. Una soluzione del genere può essere adottata anche per recuperare mobili di altro tipo, basta solo un po’ di fantasia, e la soluzione si trova facilmente.

La prima cosa da fare è quella di misurare con cura le dimensioni del ripiano da ricoprire, per stabilire con esattezza il numero di piastrelle necessarie e le loro dimensioni. Per ottenere un buon risultato estetico è meglio utilizzare solo piastrelle intere, per cui queste vanno scelte con cura in base alle loro dimensioni, ricordando comunque che le misure del tavolo e quelle delle file di piastrelle differiscono di pochi centimetri è possibile aumentare o ridurre leggermente la larghezza delle giunzioni, le fughe, tra una piastrella e l’altra.

Dopo aver scelto con cura le piastrelle in base al proprio gusto personale e anche alle dimensioni, dopo averle acquistate occorre appoggiarle sul tavolo affiancandole l’una all’altra, in modo da poter misurare la larghezza degli spazi che rimangono scoperti lungo i due lati del tavolino. Ognuna delle due misure così ottenute deve essere divisa per il numero di piastrelle che completano la misura del lato corrispondente, e in tal modo si ricava esattamente la larghezza degli spazi da lasciare tra una piastrella e l’altra, spazi che verranno poi riempiti con lo stucco delle giunzione, le fughe appunto.

Si preparano quindi una serie di strisce di cartone di spessore uguale alla larghezza di ogni giunzione e di lunghezza di poco inferiore a quella dei lati delle piastrelle, strisce che andranno inserite tra le piastrelle durante il loro posizionamento e l’incollaggio delle stesse in modo da mantenere sempre la stessa dimensione della fuga. In commercio si trovano facilmente anche appositi distanziatori di plastica a croce di varie dimensioni proprio per mantenere sempre la stessa distanza durante la posa delle piastrelle o dei pavimenti.

La colla per incollare le piastrelle deve essere stesa sulla superficie da ricoprire con una apposita spatola dentellata, e lo strato di colla deve essere di spessore uniforme e costituito da strisce parallele. Eventuale colla in eccesso che cola dai bordi della superficie deve essere tolta subito, prima che cominci ad essiccare.  Le piastrelle incollate devono essere premute contro la superficie del tavolino con una tavoletta di legno dritta, meglio se di alluminio che sicuramente non presenta curvature di sorta, affinché rimangano tutte perfettamente piane e livellate. Le strisce di cartone, così come gli eventuali distanziatori in plastica più affidabili, vanno tolti subito dopo terminato il lavoro di incollaggio delle piastrelle, altrimenti potrebbero a loro volta rimanere incollate e sarebbe poi complicato rimuoverli senza danneggiare il posizionamento delle piastrelle. 

Dopo aver incollato tutte le piastrelle si fissa una cornice intorno ai quattro lati del tavolino, aiutandosi con piccoli chiodini in acciaio e colla vinilica, con le estremità tagliate a 45°. I chiodini, anche se neri e estremamente sottili tanto da essere appena visibili, vanno comunque ribattuti con un punteruolo in modo da conficcare la loro testa sotto la superficie del legno, che poi andrà stuccata con gli appositi stucchi per legno, dello stesso colore di quello utilizzato, e infine livellato, una volta secco, con una carta vetrata a grana finissima.

Si provvede poi a riempire gli spazi tra una piastrella e l’altra, le fughe, con uno stucco apposito. Le fughe possono essere livellate con la superficie delle piastrelle e lisciate con una spugna, oppure leggermente incavate aiutandosi con un tondino di ferro o di legno del giusto diametro. Prima di lavare le piastrelle per eliminare le eventuali sbavature di colla o di stucco bisognerà aspettare che tutte le giunzioni siano perfettamente essiccate. Infine non resta che verniciare i listelli di legno fissati lungo i lati con una vernice di colore adatto o con una vernice protettiva trasparente. 


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