articolo Materiali Legno
Il legno dolce freccemartedì 27 marzo 2018

Il legno dolce, legno ricavato da alcune specie di piante latifoglie quali il pioppo, il tiglio, l’ontano, il salice, la betulla, e da conifere sempreverdi con foglie aghiformi, è leggero, facile da lavorare e relativamente poco costoso, tutte caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto per molti lavori di costruzione realizzabili in casa nel tempo libero. Tra i tipi di legno dolce esistente, oltre a quelli prima citati si possono ricordare l’abete, il cedro, il cipresso, il pino rosso americano, il larice, la sequoia, il ginepro e l’abete canadese, quasi tutti prodotti e venduti su larga scala, anche se a volte non immediatamente reperibili al di fuori del paese di origine.

Indicato spesso erroneamente con il nome di abete o pino, il legno di Sequoia europea è quello più utilizzato nelle case; proviene dall’Europa settentrionale e orientale ed è di colore giallo chiaro con un durame tendente al rosso scuro. È un legno abbastanza resistente, che può anche essere utilizzato per la costruzione di piccoli mobili.

L’Abete, conosciuto anche come legno bianco, è il secondo in ordine di popolarità. Cresce nell’Europa del nord e dell’est, nel Nord America e nell’Asia settentrionale. Questo legno costituisce la fonte principale di carta da giornale, ma viene anche utilizzato in edilizia per ricavarne travi, tavole, puntoni, montanti e inoltre per lavori interni di falegnameria e costruzione di mobili.

Il Pino del Paranà, più duro della Sequoia europea, proviene dal Sudamerica ed è riconoscibile dalle venature di color giallo-biancastro. La facilità con cui può essere lavorato, la grana minuta e uniforme, e la quasi totale assenza di nodi lo rendono ideale per i lavori di falegnameria destinati ad usi domestici. Tuttavia questo tipo di legno ha una certa tendenza a deformarsi, perciò è consigliabile utilizzarlo soltanto per costruzioni provviste di rinforzi rigidi, evitando, ad esempio, di adoperarlo per ripiani di scaffalature aperte o librerie.

Il Tasso è una pianta che cresce nell’Europa centrale, in Gran Bretagna e in alcune zone dell’Europa occidentale. Il suo legno, di colore rossiccio-castano, viene tradizionalmente usato per la costruzione di mobili in stile rustico.

Il legno dolce viene classificato, e quindi venduto, secondo alcuni parametri qualitativi che ne determinano il prezzo. I più importanti sono la scelta commerciale (stabilità in base al maggiore e minore numero di nodi, deformazione, lesioni, ecc..), la pezzatura (antenne, travi uso Trieste o a 4 fili, tavole, ecc..) e spesso il tipo di colorazione. Normalmente quando si acquista del legno dolce da un grossista o rivenditore di legname si può scegliere fra l’abete e almeno 2 o 3 altri tipi. Il legno di abete è, di norma, il meno caro e salvo esigenze particolari è utilizzabile per la maggior parte degli usi.

Se l’aspetto esteriore del legno non è importante, è possibile risparmiare acquistando legname segato ma non piallato, grezzo, oppure legno di seconda scelta che a causa di nodi, screpolature, deformazioni o altre imperfezioni viene spesso venduto in offerta, a prezzo decisamente più conveniente. Vi è poi anche la possibilità di trovare a basso costo tavole di legno usate, ma ancora in buono stato, presso i cantieri edili, anche se poi non sempre è la scelta giusta da fare.

Occorre invece acquistare tavole piallate e di ottima qualità tutte quelle volte che si debbano costruite strutture interne come scale, armadi a muro o scaffali a parete, intelaiature di porte e finestre e via così. In questi casi è bene controllare personalmente e con attenzione tutte le tavole al fine di evitare spiacevoli sorprese.

La lavorazione del legno dolce
Il legno dolce di qualsiasi tipo può essere segato, piallato o sagomato senza alcuna eccessiva difficoltà, trattandosi infatti di legno tenero, tuttavia per questo stesso motivo occorre lavorarlo con una certa cautela, poiché gli urti accidentali con oggetti metallici possono produrre scheggiature, ammaccature o escoriazioni che poi non potrebbero essere riparate. Per il fissaggio delle tavole bisogna utilizzare chiodi a sezione ovale e piantarli seguendo la direzione delle venature per evitare che si possano verificare delle spaccature. Vanno bene anche le viti, ma in questo caso è necessario prima praticare appositi fori di invito, sempre per evitare di danneggiare irreparabilmente il legno.

Se il legno dolce viene utilizzato per costruzioni che rimarranno poi esposte elle intemperie, è necessario proteggerlo con le speciali vernici protettive e usare per il montaggio chiodi o viti di tipo zincato.


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Il legno dolce, legno ricavato da alcune specie di piante latifoglie quali il pioppo, il tiglio, l’ontano, il salice, la betulla, e da conifere sempreverdi con foglie aghiformi, è leggero, facile da lavorare e relativamente poco costoso, tutte caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto per molti lavori di costruzione realizzabili in casa nel tempo libero. Tra i tipi di legno dolce esistente, oltre a quelli prima citati si possono ricordare l’abete, il cedro, il cipresso, il pino rosso americano, il larice, la sequoia, il ginepro e l’abete canadese, quasi tutti prodotti e venduti su larga scala, anche se a volte non immediatamente reperibili al di fuori del paese di origine.

Indicato spesso erroneamente con il nome di abete o pino, il legno di Sequoia europea è quello più utilizzato nelle case; proviene dall’Europa settentrionale e orientale ed è di colore giallo chiaro con un durame tendente al rosso scuro. È un legno abbastanza resistente, che può anche essere utilizzato per la costruzione di piccoli mobili.

L’Abete, conosciuto anche come legno bianco, è il secondo in ordine di popolarità. Cresce nell’Europa del nord e dell’est, nel Nord America e nell’Asia settentrionale. Questo legno costituisce la fonte principale di carta da giornale, ma viene anche utilizzato in edilizia per ricavarne travi, tavole, puntoni, montanti e inoltre per lavori interni di falegnameria e costruzione di mobili.

Il Pino del Paranà, più duro della Sequoia europea, proviene dal Sudamerica ed è riconoscibile dalle venature di color giallo-biancastro. La facilità con cui può essere lavorato, la grana minuta e uniforme, e la quasi totale assenza di nodi lo rendono ideale per i lavori di falegnameria destinati ad usi domestici. Tuttavia questo tipo di legno ha una certa tendenza a deformarsi, perciò è consigliabile utilizzarlo soltanto per costruzioni provviste di rinforzi rigidi, evitando, ad esempio, di adoperarlo per ripiani di scaffalature aperte o librerie.

Il Tasso è una pianta che cresce nell’Europa centrale, in Gran Bretagna e in alcune zone dell’Europa occidentale. Il suo legno, di colore rossiccio-castano, viene tradizionalmente usato per la costruzione di mobili in stile rustico.

Il legno dolce viene classificato, e quindi venduto, secondo alcuni parametri qualitativi che ne determinano il prezzo. I più importanti sono la scelta commerciale (stabilità in base al maggiore e minore numero di nodi, deformazione, lesioni, ecc..), la pezzatura (antenne, travi uso Trieste o a 4 fili, tavole, ecc..) e spesso il tipo di colorazione. Normalmente quando si acquista del legno dolce da un grossista o rivenditore di legname si può scegliere fra l’abete e almeno 2 o 3 altri tipi. Il legno di abete è, di norma, il meno caro e salvo esigenze particolari è utilizzabile per la maggior parte degli usi.

Se l’aspetto esteriore del legno non è importante, è possibile risparmiare acquistando legname segato ma non piallato, grezzo, oppure legno di seconda scelta che a causa di nodi, screpolature, deformazioni o altre imperfezioni viene spesso venduto in offerta, a prezzo decisamente più conveniente. Vi è poi anche la possibilità di trovare a basso costo tavole di legno usate, ma ancora in buono stato, presso i cantieri edili, anche se poi non sempre è la scelta giusta da fare.

Occorre invece acquistare tavole piallate e di ottima qualità tutte quelle volte che si debbano costruite strutture interne come scale, armadi a muro o scaffali a parete, intelaiature di porte e finestre e via così. In questi casi è bene controllare personalmente e con attenzione tutte le tavole al fine di evitare spiacevoli sorprese.

La lavorazione del legno dolce
Il legno dolce di qualsiasi tipo può essere segato, piallato o sagomato senza alcuna eccessiva difficoltà, trattandosi infatti di legno tenero, tuttavia per questo stesso motivo occorre lavorarlo con una certa cautela, poiché gli urti accidentali con oggetti metallici possono produrre scheggiature, ammaccature o escoriazioni che poi non potrebbero essere riparate. Per il fissaggio delle tavole bisogna utilizzare chiodi a sezione ovale e piantarli seguendo la direzione delle venature per evitare che si possano verificare delle spaccature. Vanno bene anche le viti, ma in questo caso è necessario prima praticare appositi fori di invito, sempre per evitare di danneggiare irreparabilmente il legno.

Se il legno dolce viene utilizzato per costruzioni che rimarranno poi esposte elle intemperie, è necessario proteggerlo con le speciali vernici protettive e usare per il montaggio chiodi o viti di tipo zincato.


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