articolo Giardino Progetta e realizza
Giardini di erbacee freccemercoledì 3 gennaio 2018

Giardini di erbacee, giardini in cui possono trovare spazio una gran quantità di piante perenni, da fiore e non, che ogni anni rendono le bordure sempre più belle ed affascinanti. Per realizzarle è necessario preparare il terreno con una buona vangatura perché la qualità del substrato su cui si andranno a sistemare le piantine è determinante per la buona riuscita della bordura e per la sua durata nel tempo. Bisogna rispettare alcune semplici regole, niente di complicato, ma l’operazione richiede una certa attenzione e non va quindi fatta con superficialità.

Se il terreno è sabbioso è necessaria soltanto una vangatura semplice, vale a dire per la profondità del vomere della vanga. Si deve incorporare alla terra del letame, ponendolo sul fondo del solco; se invece il terreno è pesante, può rendersi necessaria una doppia vangatura, ovvero per una profondità pari a due volte il vomere della vanga, onde assicurare il drenaggio necessario. Anche con questo tipo di vangatura è necessario incorporare del letame sul fondo del solco scavato. Prima di piantare non bisognerà mai spargere fertilizzanti chimici anche generici che potrebbero ustionare le giovani radici ancora traumatizzate dal trapianto. 

L’impianto a primavera è preferibile per le erbacee più delicate, e il periodo migliore è quello compreso tra i mesi di marzo e aprile, tuttavia bisogna considerare che, in linea di massima, il periodo migliore per mettere a dimora le specie per realizzare una bordura di erbacee perenni è quello autunnale; infatti in questo modo le giovani piantine avranno tutto il tempo di ambientarsi e di irrobustirsi per la ripresa vegetativa primaverile, assicurando così una fioritura decisamente più abbondante.  

La scelta delle piante. Se si è orientati per una proda di erbacee, avendo tuttavia le idee un po’ vaghe circa le specie da utilizzare, è consigliabile prima visitare non soltanto qualche vivaio specializzato, ma anche alcuni giardini botanici pubblici o privati ove queste piante sono state largamente sperimentate, senza tralasciare, ovviamente, anche di consultare qualche sito di giardinaggio dove è possibile trovare non pochi consigli. In questo modo ci si renderà facilmente conto di quali piante usare e come piantarle anche in relazione al colore delle loro foglie.

Si potrà successivamente consultare i cataloghi di ditte specializzate in modo da ordinare per tempo le specie che si desidera sistemare nel giardino di erbacee, in modo da essere certi che la consegna delle piantine avvenga per tempo, e nel periodo scelto per la loro messa a dimora. Quando si scelgono le piante adatte occorre anche prendere nota delle loro caratteristiche e delle esigenze in ordine all’esposizione, il tipo di terreno, umidità o secchezza del terreno stesso, tempo e durata del periodo di fioritura. Nel giardino di erbacee quanto più estesa sarà la proda o l’aiuola, tanto più facilmente si potranno avere fioriture per maggior tempo.

Il tutoreggiamento. Uno degli inconvenienti derivanti dalla coltivazione delle piante in un giardino di erbacee consiste nel fatto che alcune di queste hanno bisogno di essere tutoreggiate e tale operazione, non soltanto richiede un certo tempo per un’esecuzione funzionale, ma conferisce, se non eseguita nel modo giusto, un aspetto antiestetico all’insieme. La forma meno piacevole di tutoreggiamento è quella realizzata con canne e spago; i tutori comunemente utilizzati per la coltivazione dei piselli sono i migliori e dovrebbero essere impiantati ad aprile, quando comincia la crescita delle piante. Si trovano facilmente in commercio, nei centri di giardinaggio, anche tutori in materiale sintetico dipinti in verde che si mimetizzano alla perfezione con la vegetazione e quindi non vengono percepiti visivamente.

Naturalmente per una settimana o due l’aiuola somiglierà ad una selva di fronde spoglie, quale che sia il materiale scelto per il tutoreggiamento, ma poi con la crescita delle vegetazione la proda erbacea assumerà un aspetto assai piacevole. I tutori vanno piantati vicini ai gruppi di piante con l’apice superiore un po’ inclinato verso l’interno, ossia verso le stesse piante da sorreggere, appena al di sotto dell’altezza alla quale la pianta porterà i fiori; via via la pianta continuerà a crescere tra i tutori e alla fine li nasconderà completamente. Un simile tipi di tutoreggiamento sarà anche in grado di reggere alle intemperie.

Le aiuole a isole. Un tipo moderno di aiuole tipico del giardino di erbacee si ottiene quando le varietà di piante vengono piantate a gruppi cosiddetti ‘a isole’, e in tal caso spesso non sarà necessario alcun tutore, in quanto le piante si sorreggono perché serrate tra loro. Le opinioni a tal proposito sono molto diverse, ma, sempre che si compia una adeguata scelta di piante, il sistema dovrebbe funzionare alla perfezione. Ovviamente riuscirà meglio in un grande giardino, dove vi sia spazio per una proda ricavata nello sfondo di un tappeto erboso; siccome però nessuna delle piante crescerà molto in altezza, le aiuole ‘a isole’ possono anche andar bene per i piccoli giardini, naturalmente riducendo il numero di specie impiegate a seconda dello spazio che si ha a disposizione.

Il progetto di una aiuola o bordura di erbacee. La proda di erbacee, così come l’aiuola o la bordura, è, con ogni probabilità, la forma più artificiosa di giardinaggio che mai sia stata prospettata, ma se realizzata con abilità può dare aspetti naturali oltreché spettacolari al giardino. La progettazione dell’impianto è abbastanza semplice, sempre che si osservino alcune norme; se si possiede per esempio un’area di 7.30 m di lunghezza per 1.80 m di larghezza si dovranno disporre le piante in tre file: quelle alte posteriormente, quelle di media altezza nel messo e quelle nane davanti. 

Questa disposizione tuttavia può conferire un aspetto troppo uniforme all’insieme, per cui, nel progetto, si può prevedere di portare più avanti alcune piante che dovrebbero invece essere sistemate posteriormente e alcune piante della fila di mezzo sul davanti onde dare un certo movimento estetico. Si dovrebbero avere almeno 5-7 o 9 piante in ogni gruppo di specie in quanto ciò contribuisce a dare una forma alquanto naturale anziché regolare al gruppo. Si possono anche distribuire le piante in modo che le une si avvicinino alle altre invece che lasciare dei vuoti nei gruppi.

Nella fase di progettazione si può organizzare una bordura a fioritura precoce oppure una a fioritura autunnale. Comunque, a meno che si gradisca particolarmente un determinato gruppo di piante, non è consigliabile, specialmente nelle regioni del sud, dedicare alla bordura piante a breve fioritura come, ad esempio, i lupini (anche se la loro fioritura è veramente spettacolare, per cui si potrebbe anche fare un’eccezione), le iris bulbose o gli astri primaverili. Si deve fare un’eccezione per le peonie e per i delfini che riescono molto bene anche con esposizione a mezz’ombra, dove poche altre piante crescerebbero. In realtà sono ben pochi i giardini che non hanno angoli ombrosi o semiombrosi che così verranno valorizzati al massimo.


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Giardini di erbacee, giardini in cui possono trovare spazio una gran quantità di piante perenni, da fiore e non, che ogni anni rendono le bordure sempre più belle ed affascinanti. Per realizzarle è necessario preparare il terreno con una buona vangatura perché la qualità del substrato su cui si andranno a sistemare le piantine è determinante per la buona riuscita della bordura e per la sua durata nel tempo. Bisogna rispettare alcune semplici regole, niente di complicato, ma l’operazione richiede una certa attenzione e non va quindi fatta con superficialità.

Se il terreno è sabbioso è necessaria soltanto una vangatura semplice, vale a dire per la profondità del vomere della vanga. Si deve incorporare alla terra del letame, ponendolo sul fondo del solco; se invece il terreno è pesante, può rendersi necessaria una doppia vangatura, ovvero per una profondità pari a due volte il vomere della vanga, onde assicurare il drenaggio necessario. Anche con questo tipo di vangatura è necessario incorporare del letame sul fondo del solco scavato. Prima di piantare non bisognerà mai spargere fertilizzanti chimici anche generici che potrebbero ustionare le giovani radici ancora traumatizzate dal trapianto. 

L’impianto a primavera è preferibile per le erbacee più delicate, e il periodo migliore è quello compreso tra i mesi di marzo e aprile, tuttavia bisogna considerare che, in linea di massima, il periodo migliore per mettere a dimora le specie per realizzare una bordura di erbacee perenni è quello autunnale; infatti in questo modo le giovani piantine avranno tutto il tempo di ambientarsi e di irrobustirsi per la ripresa vegetativa primaverile, assicurando così una fioritura decisamente più abbondante.  

La scelta delle piante. Se si è orientati per una proda di erbacee, avendo tuttavia le idee un po’ vaghe circa le specie da utilizzare, è consigliabile prima visitare non soltanto qualche vivaio specializzato, ma anche alcuni giardini botanici pubblici o privati ove queste piante sono state largamente sperimentate, senza tralasciare, ovviamente, anche di consultare qualche sito di giardinaggio dove è possibile trovare non pochi consigli. In questo modo ci si renderà facilmente conto di quali piante usare e come piantarle anche in relazione al colore delle loro foglie.

Si potrà successivamente consultare i cataloghi di ditte specializzate in modo da ordinare per tempo le specie che si desidera sistemare nel giardino di erbacee, in modo da essere certi che la consegna delle piantine avvenga per tempo, e nel periodo scelto per la loro messa a dimora. Quando si scelgono le piante adatte occorre anche prendere nota delle loro caratteristiche e delle esigenze in ordine all’esposizione, il tipo di terreno, umidità o secchezza del terreno stesso, tempo e durata del periodo di fioritura. Nel giardino di erbacee quanto più estesa sarà la proda o l’aiuola, tanto più facilmente si potranno avere fioriture per maggior tempo.

Il tutoreggiamento. Uno degli inconvenienti derivanti dalla coltivazione delle piante in un giardino di erbacee consiste nel fatto che alcune di queste hanno bisogno di essere tutoreggiate e tale operazione, non soltanto richiede un certo tempo per un’esecuzione funzionale, ma conferisce, se non eseguita nel modo giusto, un aspetto antiestetico all’insieme. La forma meno piacevole di tutoreggiamento è quella realizzata con canne e spago; i tutori comunemente utilizzati per la coltivazione dei piselli sono i migliori e dovrebbero essere impiantati ad aprile, quando comincia la crescita delle piante. Si trovano facilmente in commercio, nei centri di giardinaggio, anche tutori in materiale sintetico dipinti in verde che si mimetizzano alla perfezione con la vegetazione e quindi non vengono percepiti visivamente.

Naturalmente per una settimana o due l’aiuola somiglierà ad una selva di fronde spoglie, quale che sia il materiale scelto per il tutoreggiamento, ma poi con la crescita delle vegetazione la proda erbacea assumerà un aspetto assai piacevole. I tutori vanno piantati vicini ai gruppi di piante con l’apice superiore un po’ inclinato verso l’interno, ossia verso le stesse piante da sorreggere, appena al di sotto dell’altezza alla quale la pianta porterà i fiori; via via la pianta continuerà a crescere tra i tutori e alla fine li nasconderà completamente. Un simile tipi di tutoreggiamento sarà anche in grado di reggere alle intemperie.

Le aiuole a isole. Un tipo moderno di aiuole tipico del giardino di erbacee si ottiene quando le varietà di piante vengono piantate a gruppi cosiddetti ‘a isole’, e in tal caso spesso non sarà necessario alcun tutore, in quanto le piante si sorreggono perché serrate tra loro. Le opinioni a tal proposito sono molto diverse, ma, sempre che si compia una adeguata scelta di piante, il sistema dovrebbe funzionare alla perfezione. Ovviamente riuscirà meglio in un grande giardino, dove vi sia spazio per una proda ricavata nello sfondo di un tappeto erboso; siccome però nessuna delle piante crescerà molto in altezza, le aiuole ‘a isole’ possono anche andar bene per i piccoli giardini, naturalmente riducendo il numero di specie impiegate a seconda dello spazio che si ha a disposizione.

Il progetto di una aiuola o bordura di erbacee. La proda di erbacee, così come l’aiuola o la bordura, è, con ogni probabilità, la forma più artificiosa di giardinaggio che mai sia stata prospettata, ma se realizzata con abilità può dare aspetti naturali oltreché spettacolari al giardino. La progettazione dell’impianto è abbastanza semplice, sempre che si osservino alcune norme; se si possiede per esempio un’area di 7.30 m di lunghezza per 1.80 m di larghezza si dovranno disporre le piante in tre file: quelle alte posteriormente, quelle di media altezza nel messo e quelle nane davanti. 

Questa disposizione tuttavia può conferire un aspetto troppo uniforme all’insieme, per cui, nel progetto, si può prevedere di portare più avanti alcune piante che dovrebbero invece essere sistemate posteriormente e alcune piante della fila di mezzo sul davanti onde dare un certo movimento estetico. Si dovrebbero avere almeno 5-7 o 9 piante in ogni gruppo di specie in quanto ciò contribuisce a dare una forma alquanto naturale anziché regolare al gruppo. Si possono anche distribuire le piante in modo che le une si avvicinino alle altre invece che lasciare dei vuoti nei gruppi.

Nella fase di progettazione si può organizzare una bordura a fioritura precoce oppure una a fioritura autunnale. Comunque, a meno che si gradisca particolarmente un determinato gruppo di piante, non è consigliabile, specialmente nelle regioni del sud, dedicare alla bordura piante a breve fioritura come, ad esempio, i lupini (anche se la loro fioritura è veramente spettacolare, per cui si potrebbe anche fare un’eccezione), le iris bulbose o gli astri primaverili. Si deve fare un’eccezione per le peonie e per i delfini che riescono molto bene anche con esposizione a mezz’ombra, dove poche altre piante crescerebbero. In realtà sono ben pochi i giardini che non hanno angoli ombrosi o semiombrosi che così verranno valorizzati al massimo.


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