articolo Giardino Piante
Orchidee, riprodurle è meno difficile di quanto si possa credere freccevenerdì 22 settembre 2017

Le orchidee possono essere moltiplicate per divisione, per talea o per seme. La divisione è indubbiamente il metodo più semplice. SI taglia in 2 parti il rizoma, facendo attenzione che ci siano un buon numero di germogli su ciascuna delle 2 metà. Si può anche tagliare il rizoma in più parti, ciascuna fornita di 2-3 pseudobulbi. Se si vuole ottenere un gran numero di piante, il rizoma può essere tagliato in tante parti, purché fornite ciascuna almeno di uno pseudobulbo.

Gli pseudobulbi allungati, simili a fusti, rampicanti, si possono tagliare in pezzi lunghi ciascuno 10-15 cm; si trattano come talee e si piantano in vasi, tenendoli all’umido fin quando non avranno ben radicato. Le piante di alcuni generi, come ad esempio Pleionne, producono piccoli bulbilli, che possono essere staccati dalla pianta madre e piantati; daranno piante fiorifere dopo 2-3 anni.

I semi delle orchidee sono estremamente piccoli e per germinare e svilupparsi richiedono la presenza di funghi con cui vivono in simbiosi. Una percentuale elevata di germinazione dei semi può essere ottenuta ponendo i semi in recipienti di vetro, riempite con sostanze nutritive e agar, in condizioni di sterilità. Per mettere in pratica queste tecniche, è però necessario disporre di un laboratorio; infatti questo metodo non è consigliabile per i floricoltori dilettanti, per gli appassionati, ma solo per i professionisti. I semi possono essere distribuiti alla base id una pianta adulta della stessa specie o di una specie affine, dove sono presenti i funghi simbionti. Di norma sopravvivono solo le piantine più robuste e germina solo una piccola percentuale dei semi distribuiti e, addirittura, qualche volta non ne germina nessuno. Quando le piantine avranno sviluppato 3-4 foglie, si tolgono delicatamente dalla composta e si piantano, singolarmente, in vasi da 5-7 cm, riempiti con una composta molto leggera.


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Galega

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Cistus (Cisto)

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Aechmea

Aechmea, genere di circa 50 specie di piante sempreverdi. La maggior parte sono epifite, alcune sono terrestri. Tutte sono dotate di rosette, tubolari o allargate, di foglie più o meno spinose e addossate  l’una all’altra ........

Coleus

Coleus, genere di 150 specie di piante perenni, sempreverdi. Delle 2 specie descritte Coleus blumei, pur essendo perenne, si coltiva all'aperto come annuale in bordure, aiuole o anche in contenitori, mentre Coleus Thyrsoideus ........

 

 

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Paeonia (Peonia)

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Gasteria

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Deschampsia, genere di 60 specie di piante erbacee, perenni, diffuse nelle zone tropicali, temperate e fredde. Le specie rustiche producono infiorescenze molto ornamentali, adatte per la preparazione di mazzi di fiori secchi.
Si ........

Tritonia

Tritonia, genere di 55 piante bulbose, originarie dell'Africa tropicale e meridionale, affini a quelle dei generi Freesia e Crocosmia, con cui spesso sono confuse. Hanno foglie simili a quelle delle specie appartenenti ai ........

Lisimàchia (Lysimachia)
La Lisimàchia (Lysimachia) , originaria dell'Asia, Europa e America, comprende circa 100 specie, alcune spontanee in Italia, ed è una erbacea perenne o annuale, rustica o semirustica, glabre o ricoperte  ........

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Gli pseudobulbi allungati, simili a fusti, rampicanti, si possono tagliare in pezzi lunghi ciascuno 10-15 cm; si trattano come talee e si piantano in vasi, tenendoli all’umido fin quando non avranno ben radicato. Le piante di alcuni generi, come ad esempio Pleionne, producono piccoli bulbilli, che possono essere staccati dalla pianta madre e piantati; daranno piante fiorifere dopo 2-3 anni.

I semi delle orchidee sono estremamente piccoli e per germinare e svilupparsi richiedono la presenza di funghi con cui vivono in simbiosi. Una percentuale elevata di germinazione dei semi può essere ottenuta ponendo i semi in recipienti di vetro, riempite con sostanze nutritive e agar, in condizioni di sterilità. Per mettere in pratica queste tecniche, è però necessario disporre di un laboratorio; infatti questo metodo non è consigliabile per i floricoltori dilettanti, per gli appassionati, ma solo per i professionisti. I semi possono essere distribuiti alla base id una pianta adulta della stessa specie o di una specie affine, dove sono presenti i funghi simbionti. Di norma sopravvivono solo le piantine più robuste e germina solo una piccola percentuale dei semi distribuiti e, addirittura, qualche volta non ne germina nessuno. Quando le piantine avranno sviluppato 3-4 foglie, si tolgono delicatamente dalla composta e si piantano, singolarmente, in vasi da 5-7 cm, riempiti con una composta molto leggera.


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